05/08/2026
Il pranzo della domenica, il boccone di arrosto che non scende, e tu che ti alzi da tavola per andare a bere. Poi torni e dici che è tutto a posto.
Non è che mangi piano. È che hai imparato a mangiare piano.
Tagli la carne piccolissima. Bevi a ogni boccone. Al ristorante ordini sempre le stesse due cose. Alle cene sei sempre l'ultimo a finire, e ormai ci scherzi sopra.
Nessuno di questi gesti sembra un sintomo. Presi insieme lo sono, tanto che in letteratura hanno un nome e un acronimo per ricordarseli tutti e sei.
Dietro può esserci l'esofagite eosinofila, un'infiammazione allergica dell'esofago in cui il fattore scatenante principale sono gli alimenti. L'esofago non brucia come lo stomaco: si restringe piano, e tu compensi senza accorgertene. Il disturbo si attenua, l'infiammazione continua.
Ho riscritto l'articolo da capo: come si riconosce, perché la diagnosi passa solo dall'endoscopia con le biopsie prese a più altezze, cosa cambia oggi nelle terapie disponibili in Italia.
Una cosa da sapere prima di tutto il resto: se il cibo si blocca e non riesci a deglutire nemmeno la tua saliva, non è da gestire a casa. È pronto soccorso.
VernAllergy, se lo sai ti curi meglio.
Disfagia, cibo che si ferma, pasti lunghissimi: cos'è l'esofagite eosinofila, come si diagnostica con endoscopia e biopsie, come si tratta in Italia.