05/07/2026
Le installazioni come specchio dell’Inconscio Ecologico
Ogni opera del percorso ad anello agisce come un catalizzatore per risvegliare quello che l’ecopsicologia definisce l’inconscio ecologico, ovvero il legame ancestrale e represso tra la psiche umana e la biosfera che qui riassumo attraverso alcuni temi chiave.
La dimensione acustica e contemplativa: L’installazione di Mariangela Gualtieri e Michele De Lucchi sposta il focus dalla vista all’ascolto, integrando la poesia ai suoni biologici dell’ambiente. Questo stimola nel visitatore una forte consapevolezza del proprio respiro e della propria presenza biologica nel qui e ora.
Il legame emotivo con la Natura: Le mostre temporanee ed estese nello spazio espositivo, come la ricerca visiva di Arne Quinze sulla forza generativa della natura, pongono domande dirette sull'impatto dell'uomo e sulla necessità di ritrovare un equilibrio psichico attraverso la varietà biologica. Qui la ricerca ruota attorno al bisogno di ricostruire il legame emotivo e percettivo tra l'essere umano e la natura. Nella mostra I'm a Gardener e nell'installazione Ceramorphia, la natura non è rappresentata come un semplice paesaggio, ma come una forza vitale in continua crescita, trasformazione e metamorfosi, capace di mettere in discussione la visione antropocentrica del mondo. Le intense stratificazioni cromatiche e le forme organiche stimolano una risposta psicologica fatta di meraviglia, disorientamento e contemplazione. L'osservatore è invitato ad abbandonare il desiderio di controllo per accettare la complessità, il caos e la biodiversità come condizioni fondamentali della vita. In questo senso, il "giardiniere" diventa il simbolo di un atteggiamento mentale basato sulla cura, sull'ascolto e sulla responsabilità verso l'ambiente e verso sé stessi, favorendo una maggiore consapevolezza del rapporto tra equilibrio interiore ed equilibrio ecologico
La leggerezza, il vuoto e la presenza. Dynamo Pavilion di Kengo Kuma invita il visitatore a vivere un'esperienza di ascolto, leggerezza e presenza. L'opera, composta da strutture leggere che si intrecciano tra gli alberi e vibrano con il vento, dissolve il confine tra architettura e natura, stimolando una percezione di armonia anziché di dominio. I concetti orientali di vuoto e silenzio, centrali nella poetica di Kuma, favoriscono uno stato di calma interiore e di consapevolezza, inducendo il visitatore a rallentare il ritmo, affinare l'attenzione ai dettagli e riscoprire un rapporto più autentico con l'ambiente circostante. Psicologicamente, l'opera suggerisce che il benessere nasce dalla capacità di entrare in sintonia con la natura, accettandone il movimento, la fragilità e il continuo mutamento.
L'erosione e la spiritualità dell'algoritmo: I monoliti di Quayola, che riprendono le pietre da contemplazione orientali, uniscono la precisione tecnologica alla casualità naturale, costringendo l'osservatore a riflettere su come la mente umana cerchi costantemente di decodificare e imitare i processi di autoregolazione della Terra. Le pietre laviche, modellate da algoritmi generativi e da macchine a controllo numerico, si presentano come oggetti sospesi tra natura e tecnologia, suggerendo che anche ciò che appare solido e immutabile è in realtà il risultato di un continuo processo di trasformazione. L'opera richiama la tradizione orientale delle scholars' rocks, pietre destinate alla meditazione, invitando il visitatore a rallentare, osservare e riflettere sul rapporto tra il tempo della natura, l'intervento umano e l'evoluzione della coscienza. Da un punto di vista psicologico, Erosions stimola una percezione di equilibrio tra controllo e imprevedibilità, favorendo uno stato mentale di calma, meraviglia e apertura verso una relazione più profonda con l'ambiente naturale
La dimensione del rito e del mito. Fratelli Tutti di Matteo Thun invita il visitatore a vivere un'esperienza di raccoglimento e appartenenza. L'installazione, composta da un cerchio di monoliti in pietra locale che richiama gli antichi dolmen, evoca l'archetipo del cerchio come simbolo di unità, protezione e condivisione. Ispirata all'enciclica Fratelli Tutti di Papa Francesco, l'opera suggerisce una riflessione sul bisogno umano di relazione, cooperazione e riconciliazione con gli altri e con la natura. Sul piano psicologico, lo spazio circolare favorisce una percezione di equilibrio e di connessione, inducendo uno stato di calma e di consapevolezza che invita a superare l'individualismo per riscoprire il senso di una comunità fondata sul rispetto reciproco e sulla cura del pianeta.
Equilibrio e autoregolazione. Dal punto di vista psicologico, Self Regulation di Alejandro Aravena è un'opera che invita il visitatore a confrontarsi con il proprio modo di percepire e abitare lo spazio. L'installazione, costruita su una preesistenza e caratterizzata da un sistema di specchi che modifica la percezione del paesaggio, non impone un percorso o un significato univoco, ma pone ciascuno di fronte a una scelta personale. L'esperienza diventa così un esercizio di autoconsapevolezza: il modo in cui si decide di attraversare l'opera riflette il proprio atteggiamento verso la natura, gli altri e sé stessi. Psicologicamente, Self Regulation suggerisce che l'equilibrio non nasce dal controllo dell'ambiente, ma dalla capacità di autoregolarsi, adattarsi e sviluppare una relazione consapevole con il contesto che ci circonda.
A mio avviso il progetto di Oasy Contemporary Art si configura come un laboratorio transdisciplinare. Chiamando a cooperare artisti, scienziati, filosofi e poeti, OCA utilizza il linguaggio dell’arte contemporanea per scuotere la coscienza collettiva.
L'esperienza non punta a generare un senso di colpa ecologica, ma mira a stimolare un'empatia profonda e una biophilia attiva: il visitatore esce dal percorso non solo avendo contemplato delle opere, ma avendo sperimentato una riconnessione interiore che lo spinge a ripensare l'abitare il mondo di domani.
OCA Oasy Contemporary Art and Architecture
Mindwoods Academy
Forest Therapy Italy