Dr. Rita Zafonte - MMG Specialista in Diabetologia e Malattie del Ricambio

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Settembre, mese per la sensibilizzazione alla malattia dell'Alzheimer e di altri tipi di demenzaOgni ammalato di demenza...
13/09/2026

Settembre, mese per la sensibilizzazione alla malattia dell'Alzheimer e di altri tipi di demenza

Ogni ammalato di demenza, vorrebbe che la famiglia appendesse questo elenco di desideri alla parete della stanza:

1. Ogni volta che entrate nella stanza, annunciatevi. "Ciao, sono..." MAI chiedere: "Sai chi sono?" Provoca ansia.

2. Se dovessi avere la demenza, vorrei che amici e familiari accettassero la mia realtà. 🌸 Assistenti inclusi.

3. Se penso che un mio amico defunto sia ancora vivo, o che stiamo andando a cena dai miei genitori, lasciatemi credere a queste cose. Ne sarò molto più felice. ❤️

4. Se dovessi avere la demenza, non discutete con me su cosa sia vero per me rispetto a cosa sia vero per voi. 👍🏽❤️👍🏽

5. Se dovessi avere la demenza e non fossi sicura di chi siete, non prendetevela sul personale. La mia percezione del tempo è confusa. 👍🏽👍🏽👍🏽

6. Se dovessi avere la demenza e non riuscissi più a usare le posate, non iniziate a imboccarmi. Passate piuttosto a cibi che si possono mangiare con le mani (*finger food*) e vedete se riesco ancora a nutrirmi da sola. ❤️🥰❤️🥰

7. Se dovessi avere la demenza e mi sentissi triste o ansiosa, tenetemi la mano e ascoltatemi. Non dite che i miei sentimenti sono infondati.

8. Se dovessi avere la demenza, non voglio essere trattata come una bambina. Parlatemi come all'adulta che sono. ❤️

9. Se dovessi avere la demenza, vorrei comunque godermi le cose che ho sempre amato. Aiutatemi a trovare il modo di fare esercizio, leggere e vedere gli amici. ❤️

10. Se dovessi avere la demenza, chiedetemi di raccontarvi una storia del mio passato.

11. Se dovessi avere la demenza e diventassi agitata, prendetevi il tempo per capire cosa mi turba. ❤️

12. Se dovessi avere la demenza, trattatemi come vorreste essere trattati voi. ❤️

13. Se dovessi sviluppare la demenza, assicurati che in casa ci siano sempre degli snack per me. Già adesso mi innervosisco se non mangio; con la demenza, potrei avere difficoltà a spiegare di cosa ho bisogno.❤️

14. Se dovessi sviluppare la demenza, non parlare di me come se non fossi presente nella stanza.👍🏽

15. Se dovessi sviluppare la demenza, non sentirti in colpa se non riesci ad assistermi 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non è colpa tua e hai fatto del tuo meglio. Cerca qualcuno che possa aiutarti o scegli una nuova, ottima struttura dove io possa vivere.👍🏽

16. Se dovessi sviluppare la demenza e vivere in una struttura specializzata, ti prego di venirmi a trovare spesso.❤️

17. Se dovessi sviluppare la demenza, non mostrarti frustrato se confondo nomi, eventi o luoghi. Fai un respiro profondo. Non è colpa mia.👍🏽

18. Se dovessi ammalarmi di demenza, assicuratevi che la mia musica preferita sia sempre in sottofondo, a portata d'orecchio.❤️❤️❤️

19. Se dovessi ammalarmi di demenza e avessi l'abitudine di prendere oggetti e portarli in giro, aiutatemi a rimetterli al loro posto.👍🏽

20. Se dovessi ammalarmi di demenza, non escludetemi dalle feste e dalle riunioni di famiglia.❤️

21. Se dovessi ammalarmi di demenza, sappiate che amo ancora ricevere abbracci e farmi delle belle risate. ❤️🥰❤️

22. Se dovessi ammalarmi di demenza, ricordate che sono sempre la persona che conoscete e amate.”🌼❤️

In onore di qualcuno che conoscete o avete conosciuto affetto da demenza. In onore di tutte le persone che amo e che ho perso, che stanno combattendo contro la demenza o l'Alzheimer.

Qualcuno ha detto che, quando ci si prende cura di una persona affetta da demenza, la si perde sempre di più ogni giorno che passa: al momento della diagnosi, durante le varie fasi della malattia, quando necessita di cure e infine quando viene a mancare.

Questo viene chiamato "l'addio più lungo". Mentre il cervello si spegne lentamente, la persona cambia fisicamente e finisce per dimenticare chi sono i suoi cari. Potrebbe ritrovarsi costretta a letto, immobile, senza mangiare né bere.

Ci saranno persone che scorreranno oltre questo post perché
la demenza non ha toccato le loro vite. Forse non sanno cosa significhi avere una persona cara che ha combattuto o sta ancora combattendo contro questa malattia.

Per sensibilizzare l'opinione pubblica su questa malattia crudele, vorrei che i miei amici pubblicassero questo messaggio sulla loro bacheca oggi.

Tieni premuto il dito sul post per copiarlo e incollarlo sulla tua bacheca.

Un ringraziamento speciale a chiunque decida di pubblicarlo sulla propria bacheca in occasione della
Mese di sensibilizzazione sulla demenza.
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Settembre 2026

24/07/2026

In merito alla vicenda riportata dagli organi di stampa, relativa a un bambino con di tipo 1 che avrebbe perso il volo dopo i controlli aeroportuali a Londra, esprimiamo come FeSDI (Federazione delle Società di Diabetologia, AMD e SID) vicinanza al piccolo e alla sua famiglia.

La sicurezza aeroportuale è un principio imprescindibile, ma deve poter convivere con il rispetto delle esigenze delle persone con diabete e con la corretta gestione di farmaci e dispositivi indispensabili per la terapia. Insulina, sensori per il monitoraggio glicemico e microinfusori fanno parte della quotidianità di molte persone e non devono mai diventare motivo di disagio, stigmatizzazione o limitazione della libertà di movimento.

Per un bambino e per la sua famiglia, un viaggio dovrebbe rappresentare un momento di serenità. Per questo riteniamo fondamentale promuovere una maggiore conoscenza delle esigenze legate al diabete lungo tutto il percorso di viaggio, favorendo procedure capaci di coniugare sicurezza, continuità terapeutica e rispetto della persona.

In vista delle partenze estive, ricordiamo anche l’importanza di preparare il viaggio con attenzione, portando con sé la documentazione sanitaria necessaria, verificando le indicazioni dei produttori dei dispositivi utilizzati e consultando in anticipo le procedure previste da compagnie aeree e aeroporti.

Perché il diabete non deve mai rappresentare un ostacolo alla possibilità di viaggiare, conoscere il mondo e vivere pienamente ogni esperienza.

Qui l'articolo: https://www.repubblica.it/salute/2026/07/23/news/bimbo_con_diabete_1_perde_il_volo_a_londra_per_controlli_su_infusore_il_decalogo_dei_medici-425488668/

Obesità - Diabete tipo 2 - steatosi epatica non alcoolicaDopo Mounjaro e Wegovy. Retatrutide triplice agonistaDopo l’asc...
21/07/2026

Obesità - Diabete tipo 2 - steatosi epatica non alcoolica

Dopo Mounjaro e Wegovy. Retatrutide triplice agonista

Dopo l’ascesa di semaglutide, si sta affacciando sulla scena mondiale un nuovo principio attivo. Si tratta di Retatrutide (Eli Lilly), caratterizzato da un meccanismo d’azione più articolato rispetto a Mounjaro e Wegovy

Il retatrutide non ha ancora un nome commerciale perché non è in commercio. *È un farmaco sperimentale* sviluppato da Eli Lilly (attualmente in fase 3 di sperimentazione clinica) e non è ancora approvato per la prescrizione o l'acquisto in farmacia

Con *Retatrutide* si apre l’era dei *tri-agonisti ormonali* ?

Retatrutide appartiene alla classe delle incretine, principi attivi progettati per imitare l’azione dell’ormone GLP-1 (rallenta lo svuotamento gastrico, aumenta il senso di sazietà e riduce l’appetito).

Ma rispetto agli analoghi del GLP-1 già disponibili (come semaglutide), il farmaco di Eli Lilly interagisce pure con i recettori del glucagone e del polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente (GIP).

Di fatto è il primo tri-agonista ormonale a svelare la sua efficacia e a candidarsi per un prossimo approdo sul mercato. “Negli adulti obesi, il trattamento con retatrutide per 48 settimane determina una riduzione sostanziale del peso corporeo”, è quanto riportato dai ricercatori nelle conclusioni dello studio.

Negli Stati Uniti dove il problema del sovrappeso e dell’obesità è considerato un’emergenza nazionale il presidente dell’Obesity Action Coalition e fondatore dell’organizzazione Conscien Health (realtà impegnata a fare advocacy sulle opportunità per prevenire e trattare l’obesità) ha parlato di risultati sbalorditivi che aprono nuovi scenari di trattamento della malattia.

Benefici anche nei pazienti con diabete di tipo 2 e steatosi epatica non alcolica

27/06/2026
Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell’estate: “Attenzione ai sensori per la glicemiaPerché il caldo rend...
27/06/2026

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell’estate: “Attenzione ai sensori per la glicemia

Perché il caldo rende più difficile controllare la glicemia

Le alte temperature influenzano direttamente l’equilibrio metabolico delle persone con diabete.

La sudorazione abbondante favorisce la disidratazione, che può aumentare la concentrazione di glucosio nel sangue e modificare l’assorbimento dell’insulina.

“Il caldo determina una vasodilatazione cutanea che accelera l’assorbimento dell’insulina iniettata, aumentando il rischio di ipoglicemie improvvise, soprattutto se ci si muove o si pratica attività fisica nelle ore più calde”

Anche i sensori possono risentire delle alte temperature

I sistemi di monitoraggio continuo della glicemia hanno rivoluzionato la gestione del diabete, ma non sono completamente immuni agli effetti del caldo.

“I sensori misurano il glucosio attraverso una reazione enzimatica calibrata sulla temperatura corporea . Un’esposizione prolungata a temperature ambientali molto elevate può alterare questo equilibrio e generare letture errate o instabili”.
A incidere possono essere anche la sudorazione intensa e l’umidità, che possono compromettere l’adesione del sensore alla pelle. Se il dispositivo si sposta anche solo parzialmente, il microambiente sottocutaneo in cui avviene la misurazione cambia e i valori registrati possono risultare meno affidabili.

Per questo motivo, se la glicemia indicata dal sensore non corrisponde ai sintomi avvertiti, gli specialisti raccomandano di verificare il valore con un glucometro tradizionale prima di modificare la terapia insulinica.

Non solo sensori: attenzione anche all’insulina

Il caldo può compromettere anche la corretta conservazione dell’insulina.

Le confezioni non ancora aperte devono essere mantenute in frigorifero tra 2 e 8 °C, mentre quelle in uso possono essere conservate a temperatura ambiente solo entro i limiti indicati dal produttore.

Anche glucometri e strisce reattive possono perdere precisione se esposti a temperature elevate.

Per questo motivo la SID raccomanda di non lasciare mai farmaci e dispositivi in auto, sotto il sole o in ambienti molto caldi e di utilizzare, durante gli spostamenti estivi, apposite borse termiche

I consigli degli esperti per affrontare l’estate

Per ridurre il rischio di scompensi glicemici durante i mesi più caldi, la Società Italiana di Diabetologia invita innanzitutto a mantenere una corretta idratazione, bere acqua con regolarità e limitare l’attività fisica nelle ore centrali della giornata.

È importante inoltre proteggere il sensore dall’esposizione diretta al sole, controllare più frequentemente la glicemia quando fa molto caldo e prestare particolare attenzione ai piedi, evitando di camminare scalzi e monitorando anche piccole lesioni cutanee, che nelle persone con diabete possono complicarsi più facilmente.

La Società Italiana di Diabetologia spiega perché caldo, disidratazione e sole possono alterare sia il controllo della glicemia sia il funzionamento dei dispositivi per il monitoraggio continuo

**CALDO INTENSO ED EPILESSIA: QUALCHE ATTENZIONE IN PIÙ**Le alte temperature possono essere faticose per tutti, ma per a...
21/06/2026

**CALDO INTENSO ED EPILESSIA: QUALCHE ATTENZIONE IN PIÙ**

Le alte temperature possono essere faticose per tutti, ma per alcune persone con epilessia possono rappresentare una difficoltà in più.

Il caldo, da solo, non è sempre un fattore scatenante delle crisi. Tuttavia, in alcune persone, l’aumento della temperatura corporea, la stanchezza, la disidratazione, il sonno disturbato o una cattiva conservazione dei farmaci possono contribuire ad aumentare il rischio di crisi.

Per questo, nei giorni più caldi, è utile adottare alcune semplici precauzioni:

💧 bere spesso, anche quando non si ha sete;
🏠 restare il più possibile in luoghi freschi;
☀️ evitare uscite e sforzi nelle ore più calde;
💊 conservare correttamente i farmaci, lontano da fonti di calore;
🌬️ usare ventilatore, panni umidi, nebulizzatori o altri sistemi per rinfrescarsi;
👩‍⚕️ chiedere consiglio al medico o al farmacista in caso di dubbi.

Proteggersi dal caldo non significa allarmarsi, ma conoscere meglio il proprio corpo e prevenire situazioni che possono aumentare la vulnerabilità.

Prendersi cura di sé è anche questo. 💜

18/05/2026

       Entro il 2050 una persona su due potrebbe essere miope: Il Forum nazionale sulla Miopia di Napoli fotografa un ca...
12/05/2026






Entro il 2050 una persona su due potrebbe essere miope:

Il Forum nazionale sulla Miopia di Napoli fotografa un cambiamento già in atto


La crescita della miopia a livello globale sta assumendo i contorni di una vera questione di salute pubblica.

La stima secondo cui entro il 2050 una persona su due potrebbe essere miope conferma il passaggio della miopia da semplice difetto refrattivo a fenomeno epidemiologico destinato ad avere impatti sanitari, sociali ed economici sempre più rilevanti.

Il Forum nazionale sulla Miopia di Napoli fotografa un cambiamento già in atto:

l’aumento dei casi nei bambini e negli adolescenti, favorito da stili di vita sempre più sedentari e dall’uso intensivo della visione ravvicinata attraverso smartphone, tablet e dispositivi digitali.

Un trend che accelera la necessità di strategie preventive e di diagnosi precoce, soprattutto in età pediatrica.

L’aspetto più rilevante emerso dal confronto scientifico riguarda il cambio di approccio clinico: la miopia non viene più considerata solo una condizione da correggere con occhiali o lenti, ma una patologia evolutiva che, nei casi più severi, può aumentare il rischio di complicanze oculari anche gravi, legate all’allungamento anatomico del bulbo oculare.

In questo scenario acquistano centralità:

i programmi di prevenzione nei più giovani;
il controllo della progressione miopica;
l’educazione visiva nelle famiglie e nelle scuole;
l’integrazione tra innovazione tecnologica e pratica clinica.

La sfida sarà trasformare la crescente consapevolezza scientifica in interventi concreti di sanità pubblica, capaci di intercettare precocemente il problema e ridurne l’impatto sulle future generazioni
Oculistica Annalucia Migliozzi

"Medici e pace"
07/04/2026

"Medici e pace"

04/03/2026

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