Silvia Tizzoni Psicologa clinica, Psicoterapeuta e Mediatrice Familiare

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Silvia Tizzoni Psicologa clinica, Psicoterapeuta e Mediatrice Familiare Silvia Tizzoni, psicologa, psicoterapeuta e mediatrice familiare.

Sull’onda dei buoni propositi e del balance energetico.Scegliere le ‘battaglie’ da combattere: non può essere che ogni s...
08/09/2026

Sull’onda dei buoni propositi e del balance energetico.

Scegliere le ‘battaglie’ da combattere: non può essere che ogni situazione meriti una discussione.
Ci sono persone che non meritano una risposta, opinioni che non meritano l’energia che faccia da contraltare.

A volte proteggere la propria pace significa SOLO lasciar andare.

31/08/2026

Agosto di quest'anno, un po’ lo desideravo tantissimo, un po’ lo temevo.
Stanchezza accumulata - parecchia e vedevo f***e di gente cafona ovunque. E poi faceva tanto, troppo caldo, insopportabilmente caldo.
Invece ho fatto veramente un sacco di piccole e grandi cose - morbide, piene - e ne ho in programma tante altre.

Allora. Cosa vorrei portarmi da queste vacanze, che si sa che i buoni propositi iniziano a settembre, come quando si andava a scuola.

Intanto una riflessione un po’ sistemica, un po’ collettiva, perché la lentezza di certi contesti esperiti e l’assenza di sovrastimoli che strizzano l’occhio al cortisolo hanno sicuramente fatto un pezzo. La testa è più libera e vede più cose quando ci sono meno rumore, meno cose da fare, meno persone da accontentare.

Perché mai come quest’anno, in cui ho attraversato momenti e luoghi più pacati, accoglienti, silenti, mi sono accorta che siamo letteralmente immersi in sistemi spesso malsani, che lo stress lo producono e lo normalizzano, per i quali il malessere diventa qualcosa di strutturale. Ecco, forse il primo proposito parte da qui, perché l’ (!) con cui abbiamo contaminato i post delle nostre vacanze al sud 😜 potrebbe perdersi un po’ per strada, risucchiato da settembre che incombe e da ritmi sicuramente ben più frenetici.

Quindi: Ascoltare a gran voce i miei bisogni. Indipendentemente da dove sono. Cambiare il programma. A volte serve, a volte capita e basta. C’è una leggenda giapponese che dice qualcosa del genere: ‘se hai perso l’autobus, forse hai evitato l’incidente.’ Ergo: smetterla di pensare a ciò che avrebbe potuto essere - o si finisce per attivare qualcosa di molto più simile a un giudice perennemente poco soddisfatto. Vedere ancora tanti e tanti posti nuovi, certo. Ma senza quella fretta di dover ‘flaggare’ tutto. Perché a volte mi accorgo che sono talmente impegnata a ‘fare’ un viaggio che posso quasi dimenticare di esserci dentro. Cercare di abbassare gli stimoli e mantenere una certa regolarità, nei pasti, nel sonno, nell’attività fisica. Finalmente ho capito che andare a letto stanca non significa assolutamente riposare bene. Fermarsi. Ascoltare. Osservare. E ogni tanto, semplicemente, non fare un emerito nulla. O magari un pisolino. Non trattare più la stanchezza come qualcosa da ignorare, peggio: di cui vergognarmi. Se sento che la mia energia sta scendendo, rallento il ritmo - ovvio, come e quando posso. Ridarmi il permesso di fare le cose per il semplice e purissimo gusto di farle, anche un po’ a caso, e ritrovare la libertà di sbagliare - e anche un po’ la voglia di giocare. Smettere di considerare il riposo un premio da meritare dopo il DOVERE = dopo aver fatto tutto. Piantarla una volta per tutte di aspettare di essere completamente scarica per occuparmi di me e della mia energia in calo, ma costruirla (e soprattutto proteggerla!) con piccole, piccolissime abitudini che riuscirò a mantenere - ma senza che la mia vita diventi l'ennesima routine (impossibile!) da seguire. Non immaginare il mio rientro di settembre come scenografico e perfetto (diomioh!), ma decidere dove voglio (e soprattutto posso) arrivare. E da lì iniziare a mettere giù un ‘buon piano sostenibile’. Mentre oggi sarò un po’ estraniata e probabilmente indolente, almeno nella prima mezz’ora in studio - tira su le tapparelle, apri la finestra, prendi il quaderno di appunti, controlla che il bagno sia in ordine - mi farò un caffè e mi ricorderò di non esigere immediatamente una super performance e una carica strabordante. Poi entrerà il primo paziente, sarò attenta, accurata, ma cercherò di non far mancare un po’ di ironia e la leggerezza della prima seduta dopo l’estate.

Keep calm an carry on.

Un’estate proprio italiana. L’ho trascorsa qui, un riassunto semiserio di una quindicina di giorni nel nostro Sud Italia...
25/08/2026

Un’estate proprio italiana.
L’ho trascorsa qui, un riassunto semiserio di una quindicina di giorni nel nostro Sud Italia.

Gironzoliamo per le due settimane centrali d'agosto nel paese che non esiste! (Ma non esiste davvero?!)

Un mese di agosto morbido e lento, di riposo, di natura, mare, monti, colline.Un saluto con le parole di una delle mie p...
31/07/2026

Un mese di agosto morbido e lento, di riposo, di natura, mare, monti, colline.
Un saluto con le parole di una delle mie poetesse preferite, che trovo sempre incantevoli!

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
ba****si in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla
nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

(Wislawa Zymbroska)

Buona estate 💚

Recentemente mi è capitato di lavorare in terapia con diversi adulti che hanno alle spalle una lunga storia di difficolt...
27/07/2026

Recentemente mi è capitato di lavorare in terapia con diversi adulti che hanno alle spalle una lunga storia di difficoltà organizzative non riconosciute.
Un test standard, per ipotizzare una diagnosi di deficit attentivo, ancorché non sempre presente insieme all’iperattività, non gli attribuisce banalmente un'etichetta perché qui si parla solo di neurodivergenza: un modo ‘diverso’, sicuramente più faticoso, di approcciarsi alle ‘cose’ della vita.
E offrire finalmente una chiave di lettura coerente ad un funzionamento mentale che per anni ha cercato di adattarsi adeguatamente e in modo conforme agli altri e al mondo circostante, nonché ai tanti stimoli e sollecitazioni della nostra società, ma senza avere a disposizione gli strumenti congrui, rappresenta già il primo passo verso un cambiamento terapeutico significativo.
Quantomeno l’idea di riconoscersi, di darsi un sollievo, una tregua.

Così ‘piena’ di Nolan che stamattina non ho potuto non raccogliere a caldo le idee.Per me l’antieroe Damon è un sì total...
23/07/2026

Così ‘piena’ di Nolan che stamattina non ho potuto non raccogliere a caldo le idee.

Per me l’antieroe Damon è un sì totale.

La rivisitazione di un classico che fa sognare.

“Se guardi una formica che cammina, a te sembra che fa un percorso assurdo, che gira a vuoto, che perde tempo. Ma lei mi...
21/07/2026

“Se guardi una formica che cammina, a te sembra che fa un percorso assurdo, che gira a vuoto, che perde tempo. Ma lei mica sta a guardà il disegno dall'alto come te. Lei c'ha davanti un sasso, una foglia, una pozzanghera. Noi guardiamo le vite degli altri dall'alto e pensiamo di sapere dove devono andare, ma ognuno sta a terra a schiva' le buche sue."
(Zerocalcare)

Un lungo weekend a Bratislava con l’amica di una vita.Il Danubio che danza e un’eleganza sobria.
14/07/2026

Un lungo weekend a Bratislava con l’amica di una vita.
Il Danubio che danza e un’eleganza sobria.

Tre notti di inizio estate in una bella capitale della mitteleuropa.

"Dichiarata sana e rispedita nel mondo. Diagnosi finale: borderline recuperata. Che cosa voglia dire ancora non l'ho cap...
13/07/2026

"Dichiarata sana e rispedita nel mondo. Diagnosi finale: borderline recuperata. Che cosa voglia dire ancora non l'ho capito. Sono mai stata matta? Forse sì. O forse è matta la vita. La follia non è essere a pezzi o custodire un oscuro segreto. La follia siete voi o io, amplificati: se avete mai detto una bugia e vi è piaciuto, se avete mai desiderato di poter restare bambini in eterno... Non erano perfette ma erano amiche mie. Negli anni '70 quasi tutte erano uscite e vivevano la loro vita. Alcune le ho riviste, altre no, mai più. Ma non c'è un giorno in cui il mio cuore non le ritrovi."

(Susanna - Winona Rider in ‘Ragazze interrotte’ di James Mangold, 1999)

Fine scuola e il lungo tempo (tedio?) della chiusura estiva delle scuole italiane.Ai genitori: “Non tutto dipende da voi...
10/07/2026

Fine scuola e il lungo tempo (tedio?) della chiusura estiva delle scuole italiane.

Ai genitori: “Non tutto dipende da voi.”
“Potete aiutare i vostri figli solo nella misura in cui ve lo permettono.”

Riflessioni interessanti di Osvaldo Poli, che ho letto da poco nell’intervista su Repubblica.

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