Emanuela Cammi - Dietista Nutrizionista - Nutraceutica

Emanuela Cammi - Dietista Nutrizionista - Nutraceutica Diplomata In Dietologia e Dietetica Applicata presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Univer

22/09/2026

Hai eliminato pane e pasta ma il peso non scende? Forse il problema non sono i carboidrati.

La cena deve sembrare una cenaUn video di un collega mi ha dato lo spunto per una riflessione che condivido molto e che ...
20/09/2026

La cena deve sembrare una cena

Un video di un collega mi ha dato lo spunto per una riflessione che condivido molto e che riguarda una situazione frequente: arrivare alla sera con fame, stanchezza e poca voglia di cucinare.

A volte durante il giorno si mangia poco, magari un pranzo veloce tra un impegno e l’altro. Poi si torna a casa e ci si aspetta finalmente un pasto soddisfacente. Trovarsi davanti una fettina triste con due foglie d’insalata è un po’ deprimente: più che una cena, sembra una richiesta di scuse.

Così, poco dopo, comincia il “replay della cena”: un pezzo di pane, un po’ di formaggio, qualche cracker, qualcosa di dolce. Non sempre è questione di scarsa volontà. Può essere la cena a essere stata troppo scarsa o poco appagante.

Mangiare secondo un piano alimentare non significa rinunciare a un piatto buono, colorato e veloce da preparare. Né mettersi ai fornelli alle otto di sera per cucinare chissà cosa.

Una fetta di polpettone, preparato in anticipo, con il suo sughetto, verdure e pane è una cena vera. Lo è anche una frittata ripiena con un po’ di prosciutto e formaggio, accompagnata da verdure miste e pane.

Oppure una pasta con pomodorini e qualche cubetto di mozzarella. Perché la pasta alla sera non acquisisce misteriosi superpoteri ingrassanti.

Riso, farro o orzo con verdure colorate e pollo oppure legumi permettono di comporre un piatto invitante anche usando cereali precotti. E trovano spazio anche un hamburger nel pane con una fettina di formaggio e lattuga, oppure una piadina con prosciutto, formaggio e verdure: pochi minuti e la cena è pronta.

Una piccola tazza di passato di verdure o vellutata può precedere il piatto principale e un frutto può concludere il pasto. Con porzioni e condimenti calibrati, anche considerando queste aggiunte, si possono costruire cene orientativamente intorno alle 500 calorie. Naturalmente non è una quota adatta a tutti: quantità e composizione vanno personalizzate.

Questi piatti trovano posto nelle diete che preparo? Quando le esigenze individuali lo permettono, certamente sì. Perché una dieta deve funzionare anche la sera, quando si è stanchi e si ha fame. E la cena deve avere l’aspetto, il sapore e la soddisfazione di una cena vera.

Il latte che non c’è.“Bevo la bevanda di soia, avena o mandorla perché la sento meno pesante del latte.”È una delle fras...
08/09/2026

Il latte che non c’è.

“Bevo la bevanda di soia, avena o mandorla perché la sento meno pesante del latte.”

È una delle frasi che sento più spesso.

Prima precisazione: qui non stiamo parlando di chi ha una reale intolleranza al lattosio o un’allergia alle proteine del latte vaccino. In quei casi esiste una necessità specifica e il discorso cambia.

Parliamo invece di quella sensazione soggettiva:
“La bevanda vegetale è più leggera, la digerisco meglio.”

Per forza può sembrare più leggera: spesso è composta prevalentemente da acqua, con una percentuale relativamente modesta di soia, avena, riso, mandorla o cocco. In certi prodotti la mandorla sembra quasi essere passata davanti allo stabilimento e aver salutato da lontano.

In molti casi contiene anche meno proteine e meno sostanze nutritive rispetto al latte.

Più leggera da bere non significa automaticamente più sana, più dietetica o nutrizionalmente equivalente.

Il latte vaccino contiene naturalmente proteine complete, calcio, vitamina B12 e vitamina B2.

Le bevande vegetali, invece, possono avere caratteristiche molto diverse: quella di soia è generalmente la più vicina al latte per contenuto proteico; quelle di avena, riso, mandorla o cocco possono avere poche proteine e un contenuto significativo di calcio soltanto quando viene aggiunto così come le vitamine aggiunte, ma non presenti naturalmente.

E le calorie? Non è affatto detto che siano inferiori. Dipende dal prodotto. La scritta “vegetale” sul cartone non aspira calorie durante la notte.

Soia, avena, riso, mandorla e cocco non sono cinque gemelli con pettinature differenti. Per capire che cosa si sta bevendo basta girare il cartone e leggere:

* percentuale dell’ingrediente principale
* proteine
* zuccheri
* eventuali oli aggiunti
* calcio e vitamine
* elenco degli ingredienti

Attenzione anche agli zuccheri: nelle bevande di avena e riso possono derivare dalla lavorazione del cereale e non essere necessariamente “zuccheri aggiunti”. La tabella nutrizionale serve proprio a vedere quanti ce ne sono davvero, senza interrogare l’oracolo o chiedere direttamente all’avena.

La bevanda vegetale piace, fa sentire bene o risponde a una necessità?  Si può bere serenamente. Non sono contraria per principio.

Ma non va scelta pensando che la parola “vegetale” conferisca automaticamente al cartone un’aureola nutrizionale, come suggeriscono spesso i nuovi guru della dietetica. 😁
A volte si alleggerisce la digestione.
Non necessariamente si alleggeriscono le calorie.
E, scegliendo senza leggere l’etichetta, si rischia di portare a casa meno proteine e meno nutrienti rispetto al latte.

Oltre la dieta personalizzata: la dieta concordataIo porto il criterio nutrizionale. I pazienti portano la loro vita rea...
19/08/2026

Oltre la dieta personalizzata: la dieta concordata

Io porto il criterio nutrizionale. I pazienti portano la loro vita reale. La dieta nasce nel punto in cui le due cose si incontrano.
Ho iniziato a lavorare nel 1986. Da allora è cambiato quasi tutto nel modo di mangiare: gli orari dei pasti, il tempo disponibile, il lavoro su turni, le mense, i pasti fuori casa, l’offerta alimentare, le abitudini, le mode e i nuovi prodotti.
Potrei quasi citare Blade Runner: “Ho visto diete che voi umani…” 😁 Praticamente tutte le diete di moda.
All’inizio era più semplice costruire una dieta attorno a giornate regolari e pasti abbastanza prevedibili. Oggi, per moltissime persone, quella realtà non esiste più.
C’è chi lavora di notte. Chi mangia in mensa. Chi torna a casa alle sette del mattino affamato. Chi ha mezz’ora per pranzo. Chi non cucina. Chi mangia fuori quasi ogni giorno.
Per questo non si può restare ancorati a schemi pensati per una vita che è cambiata.
Concordare non significa accondiscendere. Significa ragionare insieme per trovare il punto d’incontro tra ciò che è nutrizionalmente corretto e ciò che piace, è possibile e può essere seguito davvero.
L’obiettivo nutrizionale e clinico resta fermo.
La parte più difficile, quella che richiede davvero esperienza e impegno da parte del nutrizionista, è trovare una soluzione sana, efficace e coerente con gli obiettivi di salute, ma anche abbastanza realistica da poter essere seguita nel tempo.
Perché una dieta perfetta sulla carta, se dopo una settimana viene abbandonata, perfetta non è
La dieta non viene solo personalizzata. Viene concordata.

Giovanna e Antonio.Giovanna e Antonio hanno fatto il loro percorso insieme, ognuno con i propri tempi, le proprie diffic...
20/06/2026

Giovanna e Antonio.

Giovanna e Antonio hanno fatto il loro percorso insieme, ognuno con i propri tempi, le proprie difficoltà e i propri risultati. Sereni, sorridenti.
Antonio ha perso 35 kg.
Giovanna ha perso 20 kg.
Ragazzi, ma vi rendete conto di cosa avete fatto?
I numeri sono importanti, certo. Ma quello che mi colpisce davvero, guardando queste foto, è tutto il resto: i sorrisi, la postura, la sicurezza, quella leggerezza nuova che si vede prima ancora di leggere quanti chili hanno perso.
Sono giovani, belli, sorridenti, e soprattutto hanno dimostrato una cosa fondamentale: dimagrire non significa punirsi, chiudersi in una gabbia o vivere di tristezza nel piatto.
Antonio è un entusiasta, Giovanna ha un sorriso che illumina.
Questo percorso significa imparare a volersi bene in modo concreto.
Significa scegliere, giorno dopo giorno, di stare meglio.
Sono stati bravi, costanti e seri, ma senza perdere la serenità.
E questa, per me, è una delle cose più belle da vedere in un percorso nutrizionale.
Non sono diventati “altre persone”.
Sono diventati più liberi, più sicuri, più luminosi.
Bravissimi ragazzi.
Questo è il dimagrimento che mi piace raccontare: non solo meno chili, ma più energia, più fiducia, più vita. ❤️

Dimagrire non significa sempre dimagrire bene.Quando il numero sulla bilancia scende, viene spontaneo pensare: “bene, fu...
19/06/2026

Dimagrire non significa sempre dimagrire bene.

Quando il numero sulla bilancia scende, viene spontaneo pensare: “bene, funziona”. Evviva! La bilancia, quando scende, può farci ve**re voglia di abbracciarla. Ma prima di dichiararle amore eterno, bisognerebbe chiederle: sì, ma che cosa stiamo perdendo?
Eh no… non si perde solo “grasso e basta”. Si possono perdere anche acqua, quindi idratazione necessaria, tono, forza, massa muscolare, tessuti nobili, energia.
E quando il dimagrimento è troppo rapido o mal gestito, il risultato non è sempre un aspetto più sano: a volte il corpo appare più svuotato, i tessuti perdono tono, il viso sembra più stanco e più vecchio, opaco. E ti chiedono: ma sei malato?
Più leggeri, sì. Ma non necessariamente più in forma.
Dimagrire bene significa proteggere quello che serve: muscoli, energia, lucidità, abitudini sostenibili.
La nutrizione non serve solo a far calare la bilancia. Serve a fare in modo che, mentre il peso scende, la persona resti forte, senza carenze nutrizionali e capace di mantenere il risultato.
Perché dimagrire è bello. Ma dimagrire bene è tutta un’altra storia.

Cibi buoni e cibi cattivi?Negli anni ‘60/‘70 alle scuole elementari, quando la maestra si assentava, il secchione di tur...
05/06/2026

Cibi buoni e cibi cattivi?

Negli anni ‘60/‘70 alle scuole elementari, quando la maestra si assentava, il secchione di turno doveva scrivere sulla lavagna due colonne. I buoni e i cattivi. Di solito non godeva di molte simpatie. 😁
La storia è fatta di ritorni di mode per cui…
sui social si vedono sempre più spesso nutrizionisti che indicano alimenti divisi in due colonne: da una parte quelli “da prendere”, dall’altra quelli “da lasciare”.
L’immagine è solo un esempio: cambiando “esperto”, cambiano anche gli alimenti. Quello che per uno è da prendere, per un altro diventa da lasciare, possibilmente con la stessa sicurezza granitica.
Il problema non è il singolo alimento. Il problema è pensare che la nutrizione possa ridursi a due colonne.
Sembra tutto semplice. Peccato che il corpo umano non sia un semaforo.
Un alimento può essere ottimo in un contesto e poco adatto in un altro. L’uovo, per esempio, è un alimento di grande valore nutrizionale. Ma proviamo a proporlo con troppa leggerezza a una persona con calcoli alla colecisti: magari l’uovo sarà anche “buono”, ma la colecisti potrebbe non essere dello stesso parere.
Lo stesso vale per tanti altri alimenti. L’avocado “fa bene”, certo. Ma se una persona ne mangia grandi quantità e poi lamenta reflusso, forse il problema non è l’avocado in sé: è l’idea che “fa bene” significhi “va bene per tutti, sempre e in qualsiasi quantità”.
Chi legge può essere diabetico, avere colon irritabile, reflusso, alterazioni metaboliche, terapie in corso, turni di lavoro complicati o esigenze nutrizionali specifiche.
Ridurre tutto a “prendo” e “lascio” è comodo, rapido, social. Ma non è nutrizione seria.
La nutrizione seria non mette etichette morali agli alimenti. Valuta la persona, il contesto, le quantità, la frequenza, le abitudini e gli obiettivi.
Il cibo non si divide in buono e cattivo. Si inserisce nel percorso giusto.

Tra finta positività e supporto vero.❌ “Dai, passerà… è solo un periodo no.”✅ “Hai già affrontato momenti difficili e li...
02/02/2026

Tra finta positività e supporto vero.

❌ “Dai, passerà… è solo un periodo no.”
✅ “Hai già affrontato momenti difficili e li hai superati. Vediamo insieme cosa ti sta pesando adesso.”

❌ “Su, pensa positivo e vedrai che dimagrisci.”
✅ “Lo so che è faticoso e a volte scoraggiante. Proviamo a capire cosa può andare meglio, un passo alla volta.”

❌ “Solo vibrazioni positive, niente lamentele.”
✅ “Tutte le emozioni sono legittime: frustrazione, rabbia, tristezza. Possiamo usarle per capire di cosa hai bisogno davvero, non per giudicarti.”

❌ “Smettila di essere così negativa, altrimenti non ce la farai mai.”
✅ “È ok se oggi ti senti giù o sfiduciatə. Questa sensazione non definisce il tuo valore, né annulla tutto il lavoro fatto.”

❌ “Pensa a cose felici e vedrai che non mangerai più così.”
✅ “Quello che provi ha un senso. Possiamo lavorare sia sul cibo che su ciò che senti, senza far finta di niente.”

❌ “Mai mollare! Se ti fermi hai fallito.”
✅ “A volte fermarsi, modificare il piano o cambiare obiettivo è sano. Non è resa: è prenderti cura di te in modo realistico.”

❌ “Smettila di essere triste, devi essere contentə del percorso.”
✅ “Capisco che adesso ti senti stanco/a e delusə. Ti va se cerchiamo insieme qualcosa che possa alleggerirti un po’ e rendere il percorso più sostenibile?”

La differenza tra “positività tossica” e vero supporto sta qui:
non dirti “devi essere forte”, ma “posso starti accanto mentre fai fatica”.
E da lì, costruire il cambiamento.
Non sono quella che giudica, sono quella che accompagna.








Farmaco dimagrante: strumento o soluzione?Negli ultimi mesi sento spesso questa frase:“Prendo il farmaco dimagrante e ri...
09/01/2026

Farmaco dimagrante: strumento o soluzione?

Negli ultimi mesi sento spesso questa frase:
“Prendo il farmaco dimagrante e risolvo”.

Peccato che non funzioni così.
Questi farmaci nascono come antidiabetici: in alcuni casi aiutano anche a perdere peso, ma non sono una bacchetta magica che sistema anni di abitudini, emozioni e automatismi legati al cibo.

Il farmaco da solo cosa può fare?
Ridurre la fame, soprattutto all’inizio
Far scendere il peso sulla bilancia
Ma non insegna a:
gestire la fame nervosa
organizzare i pasti
cucinare meglio
capire chi siamo senza il “pezzo di dolce” a fine giornata
Se tolgo il farmaco e non ho lavorato su tutto questo, il corpo (e il cervello) tornano sulle vecchie strade.

Il percorso nutrizionale cosa fa, invece?

Aiuta a costruire pasti più equilibrati e sazianti
Lavora sulle abitudini quotidiane (spesa, cucina, orari)
Corregge le abitudini che creano il problema.
Apre lo spazio per parlare di fame emotiva, senso di colpa, “tanto ormai ho rovinato tutto…”
Educa ad una sana alimentazione che si traduce in un corpo nutrito correttamente.

A volte, in casi selezionati, i due percorsi si incontrano: farmaco prescritto dal medico e una dieta, un lavoro serio sullo stile di vita; allora il farmaco diventa un supporto, non il protagonista.

E qui arrivo al punto che mi sta a cuore:

Il percorso nutrizionale resta la base.
Il farmaco, quando davvero serve e quando uno specialista lo ritiene opportuno, è uno strumento in più, non la soluzione per cambiare veramente.

Le bacchette magiche, nel dimagrimento, non esistono.
Esistono invece strade diverse, da scegliere insieme, con realismo e rispetto per il corpo.

31/12/2025

Indirizzo

Via Prevostura 62, ScalaC
Piacenza
29121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 13:00

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