Giulio Costa

Giulio Costa 🥋Cintura nera d’imperfezione
Se mi parli non vuol dire che ti sto analizzando.

Day 2: Campo Base. 🏕️C’è un momento in cui il confine tra il prendere una strada sbagliata e sentirsi, come persone, una...
06/06/2026

Day 2: Campo Base. 🏕️
C’è un momento in cui il confine tra il prendere una strada sbagliata e sentirsi, come persone, una strada sbagliata si fa molto sottile.
La verità è che sono proprio le deviazioni, gli imprevisti e gli errori a dare valore a un viaggio che merita di essere raccontato, condiviso all’interno di una storia. Sono quelle tappe fuori rotta a fondare la nostra unicità e a renderci meravigliosamente umani.
Grazie a , e al bellissimo movimento del
Il viaggio più bello è sempre quello in cui si accoglie il rischio di perdersi. 🧭🚴‍♂️

Road to  | Day 1: Di sveglie non sentite e treni presi al volo, di strade sbagliate e tracce saltate. Pedalare controven...
05/06/2026

Road to | Day 1: Di sveglie non sentite e treni presi al volo, di strade sbagliate e tracce saltate. Pedalare controvento con l’aria che già porta con sé un pò di iodio.
Questo è il viaggio: errori… errare.

Quando ancora oggi uno studente mi chiede consigli su dei testi "sistemici-relazionali" per approfondire e ampliare lo s...
04/06/2026

Quando ancora oggi uno studente mi chiede consigli su dei testi "sistemici-relazionali" per approfondire e ampliare lo sguardo, Persepolis di Marjane Satrapi è sempre presente nei miei suggerimenti. Persepolis è stato per me testo politico di formazione clinica. Racchiude tutto e riguarda aspetti, temi che almeno una volta ciascuno di noi ha vissuto nella propria vita. Essere nodo e snodo di una storia familiare da cui vorremmo evadere, ma di cui allo stesso tempo ci sentiamo responsabili di dare continuità. Il timore di "trasgredire" i nostri antenati. I miti familiari che ci liberano e quelli che ci inchiodano.
Ci sono tutti i temi che riguardano il corpo, l'immagine, il valore della donna, in generale e in modo particolare all'interno della cultura iraniana fondamentalista della fine degli Anni Settanta.
Nessuno meglio di lei ha saputo raccontare il cosiddetto conflitto di lealtà invisibile che ogni bambina o bambino vive ad un certo punto della sua vita: essere fedeli alla propria famiglia, a sé stessi, al mondo dei pari?
Oppure come riuscire a ridefinire messaggi familiari che pesavano come macigni in autorizzazioni alla libertà.

Per me è sempre stata una voce punk, come Susan Sontang o Joan Didion e si sa... Punk is not ded

Ci sono viaggi in cui la cosa più importante non è arrivare, ma lasciarsi cambiare daquello che succede mentre si pedala...
01/06/2026

Ci sono viaggi in cui la cosa più importante non è arrivare, ma lasciarsi cambiare da
quello che succede mentre si pedala. Una foratura, una strada sbagliata, una deviazione non
prevista, il vento contro. Il buio che arriva prima del previsto, un pezzo di mondo che
non avremmo mai incontrato se fossimo rimasti fedeli alla traccia. In bici, soprattutto
quando il paesaggio si allarga e la natura smette di fare da sfondo, l’imprevisto non è
solo un incidente del percorso, ma può diventare spesso il punto esatto in cui
qualcosa si apre. Il controllo si allenta, l’attenzione cambia forma, il corpo si fa più
presente, e la mente ricomincia ad ascoltare.
Questo talk parte proprio da qui: dall’idea che le “wrong roads” e le “bad choices” non
producano solo belle storie, ma possano aprire spazi di consapevolezza ed
insegnarci qualcosa di importante sul nostro modo di vivere la complessità.

Ci vediamo alla nuova edizione del 2026 sabato 6 giugno alle 15:30 nel parco di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta.

Per chi è già in viaggio e per chi si metterà a pedalare nei prossimi giorni se vi va di fare un pezzo di strada insieme ci troviamo sui sentieri tracciati da

Crescere non è sistemarsi.La nuova serie di  su   parla, ancora una volta, di amicizia, ansia, bisogno di appartenere a ...
28/05/2026

Crescere non è sistemarsi.
La nuova serie di su parla, ancora una volta, di amicizia, ansia, bisogno di appartenere a qualcosa e sensi di colpa. Ma soprattutto parla di quella età in cui per la contemporaneità non sei più giovane, ma non ti senti ancora davvero adulto.

I quarant’anni contemporanei assomigliano a un territorio sospeso, una Terra di Mezzo in cui hai qualche responsabilità in più, qualche perdita alle spalle, qualche soldo forse, qualche rimpianto certamente. E' la terra del Qualche, ma dentro continui a cercare la stessa cosa di sempre: un posto in cui non sentirti fuori fase.

Zerocalcare racconta bene questa fatica: crescere non come conquista lineare, ma come negoziazione continua tra ciò che siamo stati e ciò che non siamo sicuri di voler diventare. L’infanzia resta un rifugio nostalgico, l’immaginario pop degli Anni 90 una grammatica emotiva, l’Armadillo una coscienza consapevole che punge dove fa più male.

Forse diventare adulti, oggi, non significa “sistemarsi” come sembravano aver fatto i nostri genitori a quarant’anni. Significa accettare che la vita possa cambiare senza per questo risolverci del tutto. Alcune fragilità restano, cambiano voce, cambiano stanza, ma continuano ad abitarci. Crescere, allora, è imparare a non scappare sempre da lì.

Resilienza è una parola che, negli anni, è stata impoverita del suo significato clinico.Maltrattata, usata come slogan, ...
09/05/2026

Resilienza è una parola che, negli anni, è stata impoverita del suo significato clinico.
Maltrattata, usata come slogan, ridotta ad all’ennesimo atto performativo attraverso cui ciascuno di noi dovrebbe passare per dare senso a ogni esperienza di crisi, dolore o trauma.

Eppure, la resilienza clinica non è una qualità individuale, muscolare, eroica: quando si rileva non riguarda solo la capacità del singolo di sapersi adattare, è qualcosa di più complesso che - come ha spesso sottolineato Froma Walsh a proposito delle forme di resilienza familiare - prende forma dentro ecosistemi relazionali e di cura.

Ma come ci si può prendere cura dei processi di resilienza di coloro che si prendono cura, di infermieri e sanitari che operano in contesti di crisi e scenari di guerra?
Dipende dalla correlazione tra chi è esposto in maniera pervasiva al dolore, al trauma e l’ambiente relazionale, emotivo, simbolico.

Se l'’ecologia è lo studio delle condizioni che rendono possibile la vita, le interdipendenze, gli equilibri, le risorse, i legami e gli scambi tra un essere vivente e il suo ambiente, allora questa è l’ecologia della resilienza.

Martedì 12 Maggio dalle 14:30 // Palazzo D'Accursio // Bologna

Resistere è una parola grande, forse troppo grande per essere maneggiata con leggerezza. Ma proprio perché quella parola...
25/04/2026

Resistere è una parola grande, forse troppo grande per essere maneggiata con leggerezza. Ma proprio perché quella parola ha un’origine così alta, concreta, incarnata, possiamo chiederci che cosa continui a domandarci oggi.

Che cosa significa resistere nel 2026? Che cosa significa resistere in un tempo in cui la guerra è tornata a essere un rumore di fondo costante delle nostre giornate, un rumore a cui rischiamo di assuefarci? Che cosa significa resistere quando la vita, la libertà e la democrazia non sono minacciate solo da droni che sganciano bombe e missili, ma anche dall’indifferenza, dalla stanchezza morale, dal linguaggio che si impoverisce, dalla rabbia che diventa identità? E che cosa significa resistere in una contemporaneità che ci chiede di essere sempre forti e performanti, sempre pronti e produttivi, sempre all’altezza della versione migliore di noi stessi?
Forse il primo equivoco da sciogliere è proprio questo: resistere non significa essere invincibili. Anzi, forse oggi resistere significa smettere di credere all’obbligo di esserlo.

Viviamo dentro una cultura che ha trasformato la forza in una prestazione. Non basta più lavorare: bisogna realizzarsi. Non basta riposare: bisogna ottimizzare il riposo. Non basta avere un corpo: bisogna disciplinarlo, mostrarlo, renderlo efficiente. Non basta soffrire: bisogna trasformare il dolore in una lezione. Non basta fallire: bisogna fare del fallimento una tappa narrativa verso il successo.
Anche la fragilità, oggi, è ammessa solo se arriva già confezionata come rinascita. Puoi essere fragile, purché quella fragilità diventi contenuto. Puoi crollare, purché poi tu sappia raccontare quanto sei diventato più forte.

Resistere, oggi, significa questo: restare fedeli alla parte più umana di noi. Quella che, nonostante tutto, crede ancora che una vita degna non sia una vita perfetta, ma una vita capace di cura, memoria, e futuro.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a delle aggressioni  a carico di ragazzi anche minorenni che ci interrogano non solo...
16/04/2026

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a delle aggressioni a carico di ragazzi anche minorenni che ci interrogano non solo per la loro ferocia, ma per la loro grammatica. Dal caso di Trescore Balneario alla recente aggressione di Giacomo Bongiorni a Massa. Sarebbe rassicurante pensare che il problema siano solo "loro": baby-gang, il branco, i maranza. I ragazzi violenti, i giovani senza valori, una generazione smarrita e feroce. È la narrazione più comoda, perché ci assolve. Sposta il male lontano da noi, deresponsabilizzandoci, lo confina nei corpi degli altri, nei volti dei più giovani. Non siamo più tra gli Anni Settanta e Ottanta in preda a I Guerrieri della Notte raccontati nell’omonimo film di Hill, quando quella generazione di adolescenti e giovani adulti figli della società edipica trasgrediva per attaccare le istituzioni.

I comportamenti di questi ragazzi, oggi, non nascono nel vuoto. Crescono dentro il linguaggio che li circonda, dentro il clima emotivo del loro tempo, dentro un mondo adulto che troppo spesso ha smesso di educare al limite e che veicola loro messaggi decisamente ambivalenti chiedendo ai ragazzi di non essere violenti, mentre gli adulti lanciano bombe in Ucraina, in Iran e su Gaza. Nessuno cresce indenne dentro una civiltà che consuma quotidianamente scene di annientamento, perché anche quando non se ne parla, anche quando non le si comprende fino in fondo, quelle immagini lavorano dentro di noi. Sedimentano, normalizzano l’idea che la violenza sia un linguaggio possibile, che il coltello possa sostituire la parola, che l’altro possa essere cancellato.

Quando il linguaggio pubblico si brutalizza, quando la violenza diventa atmosfera, quando il limite non viene più riconosciuto come una forma di cura, ma come un sopruso, allora non crollano soltanto le regole. Crolla la possibilità stessa di riconoscersi reciprocamente umani.

Leggi il mio articolo completo per . Il link nelle storie.

Rinascere non è un dovere. Oggi il mondo urla alla “rinascita” come se fosse un comando, un obbligo stagionale, l’ennesi...
05/04/2026

Rinascere non è un dovere. Oggi il mondo urla alla “rinascita” come se fosse un comando, un obbligo stagionale, l’ennesima performance a cui dobbiamo sottostare.

Sembra che se oggi non ti senti nuovo, luminoso e risolto, tu abbia fallito l’appuntamento con la vita. Nella stanza della psicoterapia si scopre una verità scomoda, ma immensamente umana: non esiste fioritura che non sia passata per il buio della terra. La rinascita non è un “clic” della volontà; è un processo lento che accade solo quando smettiamo di fuggire dall’angoscia.

Rinascere infatti non significa diventare perfetti e necessariamente migliori. Significa lasciarsi toccare dalla vita, anche quando fa male. Significa smettere di evitare la nostra “morte” simbolica (la fine di un’illusione, un fallimento, un dolore cronico) e iniziare ad abitarla.

Oggi non auguro a nessuno di “risorgere” magicamente.
Auguro il coraggio di non scappare da ciò che sentite.

19/03/2026

Corpi celesti è il tema della nuova edizione di un Festival che si è affermato negli anni come osservatorio sul femminile e la differenza di genere. Domenica 22 alle 17:30 nella sede di modererò un talk con e le per confrontarci sugli spazi nella scienza che ancora oggi le donne devono difendere e conquistare, di nuovi spazi da abitare, di desiderio, di avventura, outdoor e di modi per veicolare l’empowerment femminile. Vi aspettiamo!

Indirizzo

Piacenza
29121-29122

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