Giulio Costa

Giulio Costa 🥋Cintura nera d’imperfezione
Se mi parli non vuol dire che ti sto analizzando.

Sulle mappe geografiche le chiamano curve di livello, o isoipse. Per la cartografia sono solo numeri e pendenze. Per la ...
24/08/2026

Sulle mappe geografiche le chiamano curve di livello, o isoipse. Per la cartografia sono solo numeri e pendenze. Per la nostra psiche possono essere il disegno di una geografia interiore. Appena torniamo in natura ricordiamo che non ci siamo evoluti tra gli spigoli di cemento, ma modellandoci sulle forme della natura: quelle linee che uniscono punti alla stessa quota sono le trame di un paesaggio che riconosciamo: casa

Anti Algorithm Social Club
21/08/2026

Anti Algorithm Social Club

Into the Apennines
02/08/2026

Into the Apennines

Inseguendo la Tramontana che tutto ripulisce.
18/07/2026

Inseguendo la Tramontana che tutto ripulisce.

Ci insegnano da sempre che vivere significa tenere ben salda la rotta. Correggere il vento, le correnti, puntare dritti ...
16/07/2026

Ci insegnano da sempre che vivere significa tenere ben salda la rotta. Correggere il vento, le correnti, puntare dritti all’obiettivo senza mai distrarci. Ma cosa succede se, per un attimo, lasciamo il timone?

In gergo nautico, la deriva è una barca leggera, sensibile, priva di una chiglia pesante. Va assecondata nei suoi movimenti, non contrastata con la forza. “Andar alla deriva” significa proprio questo: affidarsi al vento, accettando di scivolare e prendere gli schizzi d’acqua in faccia.

Tendiamo a temere la deriva, associandola alla perdita di controllo o al fallimento.
Perseverare solo in rotte rigidamente tracciate consentirà solo di incontrare l’atteso e il previsto. Perdersi allora diventa l’unico modo per farsi trovare da qualcosa di nuovo.

Sono nato e cresciuto vicino ad un confine. Non è una metafora: è un lembo di quella Pianura Padana incerta che non sa b...
06/07/2026

Sono nato e cresciuto vicino ad un confine. Non è una metafora: è un lembo di quella Pianura Padana incerta che non sa bene a quale regione appartenere, dove il Po separa e connette la Lombardia all’Emilia.

Sono Giulio Costa, psicologo e psicoterapeuta sistemico-relazionale. Lavoro da oltre vent’anni nell’ambito della psicoterapia familiare e della psicologia della salute occupandomi di clinica, coordinamento e start-up di Servizi, supervisione e formazione, in modo particolare nelle cure palliative. Nei luoghi in cui la vita incontra il suo confine nonché limite più vero: la malattia, il lutto, la vulnerabilità, la cura.

Ho scritto prima un podcast in collaborazione con Vanity Fair “Storie che sono anche la tua” e poi “La disciplina dell'imperfezione”, un libro che parte da una domanda semplice e scomoda: perché siamo in costante conflitto ed evitamento con la nostra fragilità?

Qui provo a raccontare le forme del prendersi cura e della psicologia fuori dai suoi corridoi più stretti o accademici. Non per dare risposte lineari, ma per restare nelle domande, sfidando l’algoritmo e solo quando c’è qualcosa che merita davvero una condivisione e riflessione complessa.

Perché a volte è proprio una domanda, se ci interroga ed abita con noi abbastanza a lungo, a iniziare una forma di cura.

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Alzarsi all'alba. C’è qualcosa di antico, quasi fuori moda, in questa immagine. Un corpo che si stacca dal sonno quando ...
19/06/2026

Alzarsi all'alba. C’è qualcosa di antico, quasi fuori moda, in questa immagine. Un corpo che si stacca dal sonno quando il mondo è ancora sospeso e non ha ancora iniziato a pretendere nulla da noi, le notifiche non hanno ancora colonizzato inostri dispositivi e l’attenzione, eppure qualcuno è già in piedi. Per andare al lavoro, per studiare, per abitare il silenzio, per prendersi cura di un figlio, di un genitore, di una persona malata. Per allenarsi, per partire, per rimettere insieme un pezzo di vita..

La traccia della Maturità 2026 tratta da Alzarsi all’alba di , la più scelta da ragazze e ragazzi, ha riportato dentro la scuola una parola che la nostra epoca pronuncia con imbarazzo: fatica.
La domanda più interessante non è se i ragazzi di oggi sappiano fare fatica, dando già per scontato che sia una generazione di fannulloni. La domanda vera e che mette al centro la nostra relazione di adulti può essere: che cosa abbiamo consegnato loro come promessa in cambio della fatica, affinché non sia un sacrificio fine a stesso?

Perché ogni generazione ha avuto la propria alba. Quella dei nonni era spesso un’alba materiale, fatta di campi, fabbriche, turni, mani ferite. Quella dei padri e delle madri è stata l’alba dell’ascesa sociale, dell’impegno come investimento, della convinzione che studiare, lavorare, resistere avrebbe portato da qualche parte. Non sempre è stato vero, ma era una narrazione abbastanza forte da sostenere il peso dei giorni.

La Generazione Z, invece, si alza dentro un’alba diversa, ambivalente: più luminosa, ma più incerta, iperconnessa e al contempo solitaria, piena di strumenti e povera di garanzie. È cresciuta sentendosi ripetere dagli adulti che tutto è possibile, mentre intorno vedeva restringersi molte possibilità concrete. Le abbiamo detto: scegli chi vuoi essere, ma dentro un mondo che rende sempre più difficile immaginare un orizzonte. Le abbiamo detto: segui la tua passione, ma spesso trasformando ogni passione in prestazione, ogni fragilità in un ostacolo da correggere.

Leggi il mio articolo completo per al link in Bio e nelle storie.

Day 2: Campo Base. 🏕️C’è un momento in cui il confine tra il prendere una strada sbagliata e sentirsi, come persone, una...
06/06/2026

Day 2: Campo Base. 🏕️
C’è un momento in cui il confine tra il prendere una strada sbagliata e sentirsi, come persone, una strada sbagliata si fa molto sottile.
La verità è che sono proprio le deviazioni, gli imprevisti e gli errori a dare valore a un viaggio che merita di essere raccontato, condiviso all’interno di una storia. Sono quelle tappe fuori rotta a fondare la nostra unicità e a renderci meravigliosamente umani.
Grazie a , e al bellissimo movimento del
Il viaggio più bello è sempre quello in cui si accoglie il rischio di perdersi. 🧭🚴‍♂️

Road to  | Day 1: Di sveglie non sentite e treni presi al volo, di strade sbagliate e tracce saltate. Pedalare controven...
05/06/2026

Road to | Day 1: Di sveglie non sentite e treni presi al volo, di strade sbagliate e tracce saltate. Pedalare controvento con l’aria che già porta con sé un pò di iodio.
Questo è il viaggio: errori… errare.

Quando ancora oggi uno studente mi chiede consigli su dei testi "sistemici-relazionali" per approfondire e ampliare lo s...
04/06/2026

Quando ancora oggi uno studente mi chiede consigli su dei testi "sistemici-relazionali" per approfondire e ampliare lo sguardo, Persepolis di Marjane Satrapi è sempre presente nei miei suggerimenti. Persepolis è stato per me testo politico di formazione clinica. Racchiude tutto e riguarda aspetti, temi che almeno una volta ciascuno di noi ha vissuto nella propria vita. Essere nodo e snodo di una storia familiare da cui vorremmo evadere, ma di cui allo stesso tempo ci sentiamo responsabili di dare continuità. Il timore di "trasgredire" i nostri antenati. I miti familiari che ci liberano e quelli che ci inchiodano.
Ci sono tutti i temi che riguardano il corpo, l'immagine, il valore della donna, in generale e in modo particolare all'interno della cultura iraniana fondamentalista della fine degli Anni Settanta.
Nessuno meglio di lei ha saputo raccontare il cosiddetto conflitto di lealtà invisibile che ogni bambina o bambino vive ad un certo punto della sua vita: essere fedeli alla propria famiglia, a sé stessi, al mondo dei pari?
Oppure come riuscire a ridefinire messaggi familiari che pesavano come macigni in autorizzazioni alla libertà.

Per me è sempre stata una voce punk, come Susan Sontang o Joan Didion e si sa... Punk is not ded

Indirizzo

Piacenza
29121-29122

Sito Web

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