Stefano Vita - Psicologo e Musicoterapeuta

Stefano Vita - Psicologo e Musicoterapeuta Musicoterapeuta ad approccio integrato, esperto della voce e suono in Musicoterapia

Questa settimana le campane di quarzo hanno risuonato tra le mura di Piacenza, e oggi i loro accordi trovano casa qui, a...
29/05/2026

Questa settimana le campane di quarzo hanno risuonato tra le mura di Piacenza, e oggi i loro accordi trovano casa qui, a Codogno. Due spazi diversi, ma soprattutto due momenti diversi. Spesso pensiamo che replicare un’esperienza significhi fare la stessa cosa, ma la verità è che ogni volta c’è qualcosa di profondamente nuovo. Il suono cambia perché cambia lo spazio, cambiano le persone e, soprattutto, cambiamo noi. Esattamente come accade nella vita: momento dopo momento, respiro dopo respiro, non siamo mai identici a prima. Siamo un flusso in costante evoluzione.
Quale parte di te si sente nuova oggi?

La geometria del silenzio.Quando si pensa al suono, si pensa alla musica. Ma nel setting della musicoterapia ricettiva, ...
25/05/2026

La geometria del silenzio.
Quando si pensa al suono, si pensa alla musica. Ma nel setting della musicoterapia ricettiva, il suono ha una funzione diversa: è un modulatore di stati interni. Non serve a intrattenere, serve a localizzare dove si accumula il carico della giornata. Questa sera, le campane di quarzo in questo spazio non faranno da sfondo a un rituale mistico. Diventeranno uno strumento di precisione per il corpo. Le frequenze pure lavorano sulla risposta biologica al sovraccarico: invitano il sistema nervoso ad abbassare le difese, permettendo ai pensieri di depositarsi sul fondo e di ritrovare una sintonizzazione interna. C’è un bisogno diffuso di fermare il flusso costante di stimoli, interpretazioni e scadenze. Trovare un momento in cui la mente possa finalmente smettere di decodificare il mondo esterno e iniziare, semplicemente, a percepire se stessa. Abitare uno spazio protetto, reale e geometrico consente proprio questo: dare al corpo il permesso di rallentare, senza alcuna pressione o aspettativa di performance.
Nessun romanticismo. Solo il suono, lo spazio, e lo spazio che il suono crea dentro di noi.
Ci vediamo questa sera tra queste linee.

Ci sono periodi in cui ci abituiamo a stare sempre “in tensione”.La mente continua a correre, il corpo resta contratto e...
22/05/2026

Ci sono periodi in cui ci abituiamo a stare sempre “in tensione”.
La mente continua a correre, il corpo resta contratto e anche il silenzio diventa difficile da sentire.
Le meditazioni sonore con campane di quarzo nascono come uno spazio semplice in cui rallentare e tornare ad ascoltarsi.
Non è necessario saper meditare.
Non c’è nulla da dimostrare.
Ci si può semplicemente lasciare accompagnare dal suono e concedersi un tempo diverso dal solito.
Le vibrazioni delle campane lavorano attraverso il corpo, il respiro e l’ascolto.
Per qualcuno è un momento di quiete.
Per altri diventa un’occasione per sentire emozioni, bisogni o parti di sé che nel quotidiano restano sullo sfondo.

Saranno due incontri intimi e raccolti:

📍 Piacenza — 25 maggio 2025 ore 21:00
presso La Porta Socchiusa, Via Sant’Eufemia 34

📍 Codogno — 29 maggio 2025 ore 20:30
presso Studio Danza Codogno, Via Garibaldi 17

Info e prenotazioni sul sito in bio oppure in DM.

Non tutte le parti di te cercano il benessere.Alcune cercano sicurezza.Anche a costo di farti stare male.Riesci a sentir...
21/05/2026

Non tutte le parti di te cercano il benessere.
Alcune cercano sicurezza.
Anche a costo di farti stare male.
Riesci a sentire questa differenza dentro di te?

Ci sono idee su di sé che diventano così abituali da non essere più messe in discussione. La sensazione di essere sbagli...
20/05/2026

Ci sono idee su di sé che diventano così abituali da non essere più messe in discussione. La sensazione di essere sbagliati, di non funzionare abbastanza, di dover continuamente correggere qualcosa di sé spesso non nasce nel presente, ma dal modo in cui, nel tempo, il nostro sistema si è strutturato per adattarsi, proteggersi, andare avanti. Il problema è che ciò che un tempo ha avuto una funzione può continuare ad attivarsi anche quando non è più necessario nello stesso modo. E a quel punto, invece di aiutare, inizia a mantenere la sofferenza. In questo articolo provo a mettere a fuoco proprio questo passaggio: non tanto cambiare chi si è, ma comprendere come si è organizzato il proprio funzionamento interno e cosa può succedere quando iniziamo a guardarlo in modo diverso.
Puoi leggerlo qui:
https://www.stefanovita.com/post/non-sei-sbagliato-sei-organizzato-cos%C3%AC

Se ti va, dimmi che effetto ti fa.

A volte quello che succede dentro di noi sembra un ostacolo.Qualcosa da togliere, da controllare, da far sparire. Ma spe...
18/05/2026

A volte quello che succede dentro di noi sembra un ostacolo.Qualcosa da togliere, da controllare, da far sparire. Ma spesso non è così semplice. Quello che senti — anche quando è faticoso — può avere una funzione. Può essere il modo in cui il tuo sistema cerca di proteggerti, anche se oggi lo fa in modo che ti pesa. Cambia molto quando inizi a guardarlo così.

Ti è mai capitato di sentirti “contro te stesso”?

Ci sono forme di cura che passano dalle parole. Altre dal corpo. Altre ancora dall’arte, dalla musica, dall’immaginazion...
16/05/2026

Ci sono forme di cura che passano dalle parole. Altre dal corpo. Altre ancora dall’arte, dalla musica, dall’immaginazione, dalla possibilità di dare forma a qualcosa che spesso non riesce ancora a essere detto. Per molto tempo, ciò che riguarda l’esperienza artistica è stato considerato qualcosa di “meno serio”, quasi distante dalla cura. Eppure l’essere umano, da sempre, utilizza immagini, suoni, simboli e narrazioni per attraversare il dolore, creare significato e trasformare l’esperienza. Forse il punto non è scegliere tra arte e scienza. Ma ricordarsi che entrambe, in modi diversi, provano a comprendere qualcosa di profondamente umano.

Ci sono modi di funzionare che oggi ti fanno soffrire, ma che non sono nati per caso. Hanno avuto un senso. In un tempo,...
14/05/2026

Ci sono modi di funzionare che oggi ti fanno soffrire, ma che non sono nati per caso. Hanno avuto un senso. In un tempo, in un contesto, in una storia. Che effetto ti fa guardarti così?

Ci sono modi di guardarsi che diventano così abituali da sembrare veri. Il pensiero di essere sbagliati, di non funziona...
13/05/2026

Ci sono modi di guardarsi che diventano così abituali da sembrare veri. Il pensiero di essere sbagliati, di non funzionare abbastanza, di dover cambiare continuamente qualcosa di sé spesso non nasce nel presente, ma da come il nostro sistema si è strutturato nel tempo per adattarsi, proteggersi, andare avanti. Il punto è che ciò che un tempo ha avuto senso può continuare ad attivarsi anche quando non serve più nello stesso modo. E a quel punto, invece di aiutare, inizia a far soffrire. In questo articolo provo a mettere a fuoco proprio questo passaggio: non l’idea di “aggiustare” qualcosa che non va, ma la possibilità di comprendere come ci siamo organizzati dentro e cosa succede quando iniziamo a guardarlo in modo diverso.

Puoi leggerlo qui:
https://www.stefanovita.com/post/non-sei-sbagliato-sei-organizzato-cos%C3%AC

Se ti va, dimmi che effetto ti fa.

Non tutto ciò che ci ferisce dentro nasce con l’intenzione di ferirci. A volte nasce come difesa. Ma col tempo diventa p...
11/05/2026

Non tutto ciò che ci ferisce dentro nasce con l’intenzione di ferirci. A volte nasce come difesa. Ma col tempo diventa pressione, giudizio, fatica. Ti succede di sentirti così?

Indirizzo

Via Sant'Eufemia, 34
Codogno
29121

Orario di apertura

Lunedì 17:30 - 23:45
Martedì 17:30 - 23:45
Mercoledì 17:30 - 23:45
Giovedì 17:30 - 23:45
Venerdì 17:30 - 23:45
Sabato 08:00 - 23:45
Domenica 08:00 - 23:45

Telefono

3921806179

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