11/08/2026
“Sai, lui/lei non crede alla psicoterapia”
(Nell’immediato) mi metto sulla difensiva, a volte provo fastidio, a volte dispiacere.
Altre tenerezza, rammarico, rassegnazione…a volte simpatia.
(Dopo qualche secondo), sempre, affiora la curiosità.
Una curiosità che rimane lì, sospesa, tra fantasie più o meno strampalate, perché la maggior parte delle volte è una frase riportata da qualcun altro.
Peccato.
Mi piacerebbe sapere che vuoi dire, se non ci credi come non ci credevo io.
Se quel “non ci credo” è come lo è stato per me, un modo per dire qualcos’altro.
O forse no.
O forse davvero credi che per poter fare psicoterapia un po’ bisogna crederci…che in effetti ci potrebbe stare.
Forse c’è un prima, in cui ci credevi, poi non più.
Forse come mi disse Leo: “Martì, la psicoterapia fa paura, perché fa paura fidarsi delle proprie emozioni!”
O forse boh, chissà.
Ti ascolterei volentieri, con interesse, se ne potrebbe parlare, non per convincerti, ma per scambiarci esperienze, racconti, idee…e sono convinta che si aprirebbero scorci di senso.