02/08/2026
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“Ma tu sei pediatra… e dai la pizza a tua figlia?”
È stata questa la domanda – o forse il rimprovero – di mio padre, il nonno di mia figlia, dopo aver visto questa foto.
“Con tutto quello che si sente dire in televisione… alla BBC, alla RAI… Gli esperti hanno detto che le “5 P” – pasta, pizza, pane, patate e proteine – sono la causa dell’obesità infantile.”
“Ma davvero gliela fai mangiare?”
Quella osservazione mi è rimasta in testa.
Perché immagino tanti altri nonni che, ascoltando servizi televisivi o leggendo titoli sui giornali, abbiano ricevuto un messaggio molto semplice: pizza e pasta sono il problema.
Ma non è così.
Questa è una lettura semplicistica di un problema molto più complesso. E, purtroppo, è il risultato di titoli costruiti per attirare l’attenzione più che per spiegare davvero le cose.
Da pediatra, e prima ancora da papà, credo che dovremmo fare attenzione a non trasformare un singolo alimento nel colpevole di tutto.
Il vero problema è che i nostri bambini stanno perdendo uno stile di vita sano.
Mangiano meno legumi, meno verdure e meno frutta.
Le proteine “quotidiane” sono spesso quelle animali (carne, derivati del latte, uova).
Bevono più bibite zuccherate e mangiano dolci ogni giorno.
Consumano alimenti ultra-processati.
Si muovono meno.
Dormono meno.
Trascorrono sempre più tempo davanti agli schermi.
E, nel frattempo, le porzioni sono diventate sempre più grandi.
Troppo spesso i bambini vengono invitati a “finire il piatto” per soddisfare le aspettative degli adulti, invece di imparare ad ascoltare il proprio senso di fame e di sazietà.
La dieta mediterranea non è mai stata una dieta senza pasta, pane o patate.
Era una dieta in cui una piccola porzione di pasta, pane o patate conviveva con verdure, legumi, frutta e olio extravergine di oliva.
Era una dieta in cui la pizza rappresentava un momento di convivialità, non un’abitudine quotidiana.
E quella convivialità è parte della nostra cultura, della nostra famiglia e, sì, anche della nostra salute.
La pizza è un’eccezione.
Così come dovrebbe esserlo il dolce.
Il singolo alimento, da solo, non è il nemico.
Il nemico è perdere l’equilibrio.
Per questo non mi sono sentito in colpa nel mettere quella fetta di pizza nel piatto di mia figlia, in una sera d’estate.
Perché la salute di un bambino non si misura da una pizza condivisa in famiglia o dal dolce della domenica.
Si costruisce con migliaia di piccoli gesti quotidiani.
Una colazione completa.
Uno spuntino a metà mattina.
Un pranzo equilibrato.
Una merenda semplice.
Una cena che tenga conto di ciò che si è mangiato durante la giornata.
E tanto gioco all’aria aperta, movimento, sonno e tempo vissuto insieme.
Forse è questa la lezione che dovremmo insegnare ai nostri figli a scuola.
E che dovremmo ricordare anche a noi adulti…magari in tv e sui giornali…senza titoli sensazionalistici e senza semplificazioni.