intorno alla nascita

intorno alla nascita Gravidanza e parto secondo natura, e molto altro nel blog di Franca Fronte, ostetrica! Consultate e Perchè un blog sulla nascita?

Perchè riflettere su come facciamo nascere i nostri figli non smette di essere necessario. La circolazione di idee, informazioni e dati che provengono dalla ricerca scientifica può veicolare strumenti di conoscenza e competenze per assumere decisioni informate e consapevoli. Ma la nascita è solo la prima tappa della vita... ;)


intornoallanascita.com è uno spazio dove fare tutto questo. Mi chiamo Franca Fronte e sono un’ostetrica libera professionista. Vivo a Piossasco, in provincia di Torino, ma mi sposto in continuazione per raggiungere le mamme che hanno bisogno di me. Questa vita in movimento mi piace assai, perchè mi fa entrare in contatto con persone sempre diverse, che mi raccontano vite diverse e che quindi hanno bisogno ciascuna di una risposta diversa ai propri bisogni. Da molti anni mi occupo principalmente di assistenza al parto a domicilio, nelle case di cura private o semplicemente accompagnando la futura mamma in ospedale dopo averla seguita durante il travaglio nell’intimità della sua casa, prendendomi nuovamente cura di lei e del suo bambino al ritorno nell’ambiente domestico. Una donna può avere bisogno di me in momenti diversi del suo percorso per diventare madre: durante la gravidanza, il parto, nelle fasi successive alla nascita del suo bambino; ma anche a distanza di tempo da tutti questi eventi, quando le sue necessità cambiano e il suo bisogno di essere informata e sostenuta resta uguale.

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10/08/2026

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04/08/2026

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Sapore di soleeee...☺️
03/08/2026

Sapore di soleeee...☺️

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02/08/2026

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“Ma tu sei pediatra… e dai la pizza a tua figlia?”

È stata questa la domanda – o forse il rimprovero – di mio padre, il nonno di mia figlia, dopo aver visto questa foto.

“Con tutto quello che si sente dire in televisione… alla BBC, alla RAI… Gli esperti hanno detto che le “5 P” – pasta, pizza, pane, patate e proteine – sono la causa dell’obesità infantile.”

“Ma davvero gliela fai mangiare?”

Quella osservazione mi è rimasta in testa.

Perché immagino tanti altri nonni che, ascoltando servizi televisivi o leggendo titoli sui giornali, abbiano ricevuto un messaggio molto semplice: pizza e pasta sono il problema.

Ma non è così.

Questa è una lettura semplicistica di un problema molto più complesso. E, purtroppo, è il risultato di titoli costruiti per attirare l’attenzione più che per spiegare davvero le cose.

Da pediatra, e prima ancora da papà, credo che dovremmo fare attenzione a non trasformare un singolo alimento nel colpevole di tutto.

Il vero problema è che i nostri bambini stanno perdendo uno stile di vita sano.

Mangiano meno legumi, meno verdure e meno frutta.

Le proteine “quotidiane” sono spesso quelle animali (carne, derivati del latte, uova).

Bevono più bibite zuccherate e mangiano dolci ogni giorno.

Consumano alimenti ultra-processati.

Si muovono meno.

Dormono meno.

Trascorrono sempre più tempo davanti agli schermi.

E, nel frattempo, le porzioni sono diventate sempre più grandi.

Troppo spesso i bambini vengono invitati a “finire il piatto” per soddisfare le aspettative degli adulti, invece di imparare ad ascoltare il proprio senso di fame e di sazietà.

La dieta mediterranea non è mai stata una dieta senza pasta, pane o patate.

Era una dieta in cui una piccola porzione di pasta, pane o patate conviveva con verdure, legumi, frutta e olio extravergine di oliva.

Era una dieta in cui la pizza rappresentava un momento di convivialità, non un’abitudine quotidiana.

E quella convivialità è parte della nostra cultura, della nostra famiglia e, sì, anche della nostra salute.

La pizza è un’eccezione.

Così come dovrebbe esserlo il dolce.

Il singolo alimento, da solo, non è il nemico.

Il nemico è perdere l’equilibrio.

Per questo non mi sono sentito in colpa nel mettere quella fetta di pizza nel piatto di mia figlia, in una sera d’estate.

Perché la salute di un bambino non si misura da una pizza condivisa in famiglia o dal dolce della domenica.

Si costruisce con migliaia di piccoli gesti quotidiani.

Una colazione completa.

Uno spuntino a metà mattina.

Un pranzo equilibrato.

Una merenda semplice.

Una cena che tenga conto di ciò che si è mangiato durante la giornata.

E tanto gioco all’aria aperta, movimento, sonno e tempo vissuto insieme.

Forse è questa la lezione che dovremmo insegnare ai nostri figli a scuola.

E che dovremmo ricordare anche a noi adulti…magari in tv e sui giornali…senza titoli sensazionalistici e senza semplificazioni.

Avanti tuttaaaaa!!!! 😍😍😍
30/07/2026

Avanti tuttaaaaa!!!! 😍😍😍

C’è una grande novità per la prossima edizione di ❤️

Dopo quattro anni di sperimentazione, resa possibile grazie alla stretta collaborazione con Fondazione Cariplo, apre per la prima volta le iscrizioni a tutti gli asili nido italiani. 💥

Dal 1° settembre, le strutture educative per la fascia 0-3 anni di tutto il Paese potranno aderire all’iniziativa sociale di AIE dedicata alle biblioteche scolastiche e partecipare alla campagna nazionale di donazione di libri, in programma dal 7 al 15 novembre 2026.

L’estensione del progetto si inserisce nella cornice della sfida di mandato anita_infanziaprima di Fondazione Cariplo, che promuove il benessere delle bambine e dei bambini da 0 a 6 anni, con particolare attenzione alle situazioni di povertà e fragilità sociale ed economica, sostenendo percorsi di crescita e lo sviluppo delle comunità educanti.

Un passo importante per accompagnare i più piccoli alla scoperta dei libri fin dai primissimi anni di vita.📚
Pronti? Vi aspettiamo 🙌

Buonissime vacanze!!"L’estate non è solo il momento in cui rischiamo di mostrare le nostre crepe, può anche diventare un...
29/07/2026

Buonissime vacanze!!

"L’estate non è solo il momento in cui rischiamo di mostrare le nostre crepe, può anche diventare una straordinaria palestra emotiva. Abbiamo finalmente lo spazio per fare qualcosa di rivoluzionario: imparare a guardarci davvero"...❤️

La nascita di un figlio cambia tutto: i tempi, i ritmi quotidiani, le priorità.Ma soprattutto cambia la coppia. Diventare genitori è un passaggio profondo e delicato, che trasforma l’identità individuale e il legame a due, mettendo alla prova equilibri già esistenti e aprendone di nuovi.Può e...

Prevenzione!!!!
19/07/2026

Prevenzione!!!!

Con l'arrivo della stagione estiva, la sicurezza in acqua dei pazienti pediatrici diventa una priorità.
L'evidenza scientifica sottolinea l'efficacia protettiva dell'educazione all'acquaticità e raccomanda la partecipazione a lezioni di nuoto a partire già dal primo anno di vita.

Sul piano della prevenzione tecnica, viene evidenziato il rischio insito nell'uso scorretto di dispositivi respiratori (maschere e boccagli) non proporzionati al volume corrente del bambino, i quali possono innescare fenomeni di re-breathing di anidride carbonica, ipercapnia e conseguente perdita di coscienza.
Risulta pertanto fondamentale una supervisione attiva, continuativa e "a portata di braccio".

In questo scenario, la figura del pediatra è centrale nel fornire una guida anticipatoria mirata a ridurre gli outcome fatali e a garantire una stagione estiva sicura.

Per ulteriori approfondimenti consultare anche

Sindrome di annegamento - Cosa deve sapere (e saper fare) il pediatra
A cura di: Costanza Fiorilli, Andrea Trombetta, Federico Bonvicini, Laura Palumbo, Lara Giuliano, Vittoria Zuardi, Lorenzo Iughetti, Alessandro De Fanti [doi:10.53126/MEBXXVIIM42]

Maschere da snorkelling full-face: quando respirare non è così facile
A cura di: Laura Trapani, Federico Poropat, Egidio Barbi, Chiara Zanchi [doi:10.53126/MEB45175]

🌐 medicoebambino.com

Medico e Bambino
☎️​ 040.372.6126
📧​ [email protected]
▶️​ Via Santa Caterina da Siena 3 | Trieste

😮❤️🥰
18/07/2026

😮❤️🥰

❤️❤️
17/07/2026

❤️❤️

«Oya 親, in giapponese, è il genitore.
Nel carattere di oya 親, in alto a sinistra, c’è tatsu 立つ che è verbo che significa «stare in piedi, alzarsi», in basso c’è ki 木 l’«albero» e a destra si erge miru 見る ovvero «vedere, guardare».

Svoltolando i vari componenti, ecco che la frase si ricostruisce così: Oya no yakuwari wa, ki no ue ni tatte miru koto da 親の役割は、木の上に立って見ることだ ovvero «Il compito di oya, il genitore, è di salire sull’albero e da lontano stare a guardare».

La spiegazione di cosa sia un genitore è quindi già nella parola: è colui che deve intervenire solo quando davvero necessario. Per non sostituirsi mai al proprio figlio, per non intralciare il corso degli eventi, a oya, il genitore, spetta soprattutto l’osservazione a distanza, la supervisione discreta.»

da "WA, la via giapponese all'armonia"

Oggi faccio ripasso. Torno a una delle lezioni fondamentali. Del resto non si apprende nulla una volta per tutte; è anzi più esatto pensare ci si ripeta le stesse cose, le più giuste, fino alla fine.

La lingua giapponese per me è sempre stata una lezione. Ripenso talvolta alle parole dell’ostetrica che venne a casa per la visita del secondo mese di vita di Sosuke, quando ancora piangeva tanto e forte, quando mangiava ad ogni ora e noi ci sentivamo impotenti, a volte inadeguati.

📷 In foto noi, ormai undici anni fa, nella foto cui periodicamente ritorno e che ritrae il giorno in cui siamo usciti dall'ospedale per giungere a casa~♥️

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09/02/2026

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Piossasco

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