Psicologa Pisa - ValentinaCottone

Psicologa Pisa - ValentinaCottone Psicologa
Tecnico della riabilitazione psichiatrica
Esperta e tutor dei processi d'apprendimento

Psicologa
Tecnico della riabilitazione psichiatrica Riabilitazione cognitiva
Esperta dei processi d'apprendimento
Tutor BES, ADHD e DSA

📚 Leggere non è solo un passatempo, è allenamento per la mente e nutrimento per l'anima.Quando apriamo un libro, ci allo...
12/08/2026

📚 Leggere non è solo un passatempo, è allenamento per la mente e nutrimento per l'anima.

Quando apriamo un libro, ci allontaniamo dalla quotidianità ed entriamo in mondi nuovi. Le emozioni si amplificano, perché ciò che proviamo è autentico.

🧠 Il cervello lo sa bene: leggere attiva non solo le aree del linguaggio, ma anche quelle sensoriali e motorie. È come se vivessimo in prima persona le storie dei personaggi — un vero esercizio di sinestesia mentale.

✨ Fin da bambini, i libri aiutano lo sviluppo cerebrale e sociale. Da adulti, mantengono la mente giovane e rafforzano l'empatia.

Quindi la prossima volta che apri un libro… sappi che stai facendo molto di più che "solo leggere". 📖💙

🌍 Clima e salute mentale: un legame che non possiamo ignorareIl cambiamento climatico non danneggia solo l'ambiente: sec...
10/08/2026

🌍 Clima e salute mentale: un legame che non possiamo ignorare
Il cambiamento climatico non danneggia solo l'ambiente: secondo l'OMS, ha un impatto diretto anche sulla nostra salute mentale.

🔥 Le ondate di calore possono aggravare condizioni esistenti colpendo anziani, bambini e giovani.

È NECESSARIO FARE GRANDE ATTENZIONE!

Ieri sera, una  mia professoressa, mentre aspettava di arrivare a Reggio Calabria — dove parlerà di regolazione emotiva ...
09/08/2026

Ieri sera, una mia professoressa, mentre aspettava di arrivare a Reggio Calabria — dove parlerà di regolazione emotiva — ha assistito a scene inquietanti.

Un bambino di cinque anni stava mangiando un gelato, cercando di stare attento prima che il caldo lo facesse sciogliere. Una goccia gli è caduta sui pantaloncini. Il padre, che lo aveva già avvertito due volte con toni minacciosi, lo ha afferrato per un braccio e trascinato via, mentre il bambino piangeva.

Poco lontano, un bambino di tre anni stava semplicemente camminando. La madre lo ha fermato, legato nel passeggino e, di fronte al suo pianto, gli ha chiuso la cappottina sul viso, togliendogli anche la possibilità di vederla.

Due scene diverse, ma la stessa dinamica di fondo: un adulto che non riesce a gestire la propria attivazione emotiva reagisce interrompendo la relazione, invece di accogliere e contenere l'emozione del bambino.

La neuropedagogia offre strumenti per leggere questi momenti. Schore sottolinea che, nei primi anni di vita, la capacità di regolarsi nasce innanzitutto nella relazione con un adulto regolato — è un processo che passa attraverso l'altro prima di diventare autonomo. Porges, con la teoria polivagale, spiega perché un corpo che si sente minacciato non è nelle condizioni di apprendere: si attiva per difendersi.

Oggi, a Reggio Calabria, la professoressa Daniela Lucangeli presenterà gli studi del progetto "Respiro. Sento", dedicati al respiro, all'attivazione cardiorespiratoria e a strumenti pratici per aiutare i bambini nella regolazione emotiva.
Ma la verità osservata ieri sera è che il primo intervento necessario riguarda gli adulti: sono loro spesso a non saper gestire la propria aggressività, a non reggere la frustrazione, scaricando sul corpo più fragile e piccolo ciò che non riescono a contenere nel proprio.

Non si tratta di episodi isolati: sono il linguaggio emotivo che questi bambini porteranno con sé, senza rendersene conto, nella vita adulta.

Educare alla regolazione emotiva parte da qui: dagli adulti che circondano i bambini ogni giorno.

LA REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI NELL’ADULTO.La regolazione emotiva è il processo processi attraverso cui una persona influenza le sue emozioni.

A 14 ANNI SI ESCE LA SERA DOPO CENA? DA PSICOLOGA VI DICO PERCHÉ PER ME È NO (ANCHE SE È ESTATE). E ALLE ALTRE ETÀ?Rosan...
09/08/2026

A 14 ANNI SI ESCE LA SERA DOPO CENA? DA PSICOLOGA VI DICO PERCHÉ PER ME È NO (ANCHE SE È ESTATE). E ALLE ALTRE ETÀ?

Rosanna Schiralli , psicologa e psicoterapeuta
www.educazioneemotiva.it

"Ma mamma, ci vanno tutti! E poi è estate, non c'è scuola domani, vuoi proprio rovinarmi la vita?!"

Se avete un figlio in prima superiore, questa frase – accompagnata da un lancio di zaino e un sospiro drammatico – è il tormentone fisso di questi mesi.

In questo periodo assistiamo a un fenomeno strano: l'estate diventa una specie di "zona franca" dove le regole educative sembrano svanire. C'è chi usa la scusa che "il paese è piccolo e ci si conosce tutti", e chi in città si giustifica dicendo "ma sì, tanto domani non deve svegliarsi presto".

Da psicologa, però, non sono affatto d'accordo: paese, città o stagione dell'anno, la sostanza non cambia.

Il tramonto tardivo o le vacanze scolastiche non accelerano magicamente la maturità cognitiva di un adolescente.
A 14 anni la corteccia prefrontale (l'area del cervello che valuta i rischi e controlla l'impulsività) è ancora in pieno sviluppo.

Le dinamiche di gruppo tossiche, l'approccio precoce alle sostanze e l'incapacità di gestire gli imprevisti notturni non vanno in vacanza.

I confini chiari non sono una punizione: sono il recinto sicuro di cui un ragazzo ha psicologicamente bisogno per non sentirsi sperduto nel vuoto delle tre del mattino.

La libertà va concessa un passo alla volta, mantenendo la rotta anche sotto il sole estivo. Ecco una scaletta di massima degli orari concreti divisi per età, basata sulla gradualità.

👉11 - 13 anni: solo pomeriggio.
Niente uscite serali autogestite.
Il rientro pomeridiano è tassativo entro l'ora di cena (es. 19:30 o 20:00 in estate sfruttando la luce). La socialità si coltiva alla luce del giorno.

👉14 anni: NO alla sera.

Dopo cena si sta a casa, a prescindere da cosa dicano le chat dei genitori o il calendario. Se c'è un falò o un compleanno imperdibile, scatta il "trasporto protetto": si accompagna il figlio e lo si va a riprendere a un orario tassativo (es. le 22:30). Niente giri in autonomia al buio.

👉15 - 16 anni: le prime ore della sera.
Si concede la prima vera serata nel weekend o in estate, ma con confini rigidi. Un orario ragionevole per il rientro è tra le 23:00 e le 23:30, a patto che il rientro avvenga in totale sicurezza e tracciabilità.

👉17 anni: verso l'autonomia
Ci si avvicina alla maggiore età. Il coprifuoco può allungarsi fino alle 24:00 o alle 00:30. La regola d'oro resta la reperibilità assoluta: se c'è un imprevisto, si avvisa prima che scada l'orario.

👉18 anni: responsabilità e rispetto
La legge li considera adulti, ma finché vivono sotto lo stesso tetto si rispettano le regole della convivenza. Non si impone un orario fisso, ma resta l'obbligo di comunicare dove si va e a che ora si prevede di rientrare.

Dire di no d'estate è ancora più faticoso e ci fa 😭vincere il premio come "Genitori più cattivi😡 dell'anno". Ma i "No" fermi detti oggi sono le fondamenta della loro sicurezza di domani.

Ieri, passando per Milano, ho visto questo cartellone.Un bambino piccolissimo.Le mani e il telefono sporchi di pappa.Un ...
09/08/2026

Ieri, passando per Milano, ho visto questo cartellone.

Un bambino piccolissimo.
Le mani e il telefono sporchi di pappa.
Un iPhone tra le mani.

E una frase enorme:

“Tutto ok, è iPhone.”

Ecco.
Per me il problema è proprio quel “tutto ok”.

Non perché penso che gli smartphone siano il male.

E nemmeno perché credo che un genitore debba crescere i propri figli in una casa senza schermi.

Sarebbe poco realistico. E anche poco utile.

Il punto è un altro.

La pubblicità non vende soltanto oggetti.
Vende normalità.

Ci mostra continuamente cosa è desiderabile, familiare, accettabile.

E quando scegli un bambino così piccolo per raccontare uno smartphone, l’associazione che costruisci è potentissima:

bambino piccolo + smartphone = tutto ok.

Ma c’è un’altra cosa che mi ha fatto pensare.

Probabilmente il messaggio della pubblicità vuole essere anche molto semplice:

questo telefono è così resistente che può finire persino nelle mani di un bambino piccolo.

Può essere sporcato di pappa, maneggiato senza particolare attenzione, sottoposto a tutto ciò che normalmente accade quando un oggetto finisce nelle mani di un bambino così piccolo.

E sarà comunque “tutto ok”.

Ma allora mi viene una domanda:

perché, per raccontare quanto è resistente un telefono, scegliere proprio un bambino così piccolo?

Perché quella scena?

Perché non la sabbia, il sole, un camion, una pallonata?

La risposta, secondo me, è anche culturale.

Perché l’immagine di un bambino piccolissimo con uno smartphone in mano è diventata abbastanza familiare da poter essere utilizzata senza bisogno di spiegazioni.

Ed è esattamente questo il punto che mi interroga.

La pubblicità vuole rassicurarci sulla resistenza dell’iPhone.

Ma, mentre lo fa, normalizza qualcos’altro:

che un bambino così piccolo abbia uno smartphone tra le mani.

Ed è una scelta comunicativa tutt’altro che neutra.

Perché forse dovremmo chiederci non soltanto:

“Questo telefono è a prova di bambino?”

Ma anche:

“Perché un telefono dovrebbe essere a prova di un bambino così piccolo?”

Tu cosa hai pensato guardandolo?
Ti disturba oppure ti sembra davvero “tutto o

"Stessa immagine, letture diverse — dipende tutto da dove posi lo sguardo per primo 👀Vale anche per la vita: della realt...
07/08/2026

"Stessa immagine, letture diverse — dipende tutto da dove posi lo sguardo per primo 👀

Vale anche per la vita: della realtà cogliamo sempre solo un pezzo. Capire il punto di vista dell'altro non è debolezza, è la chiave di ogni relazione sana. 🦆🐰

E tu, cosa hai visto per primo?"

😰Le parole possono spaventare. Oppure accogliere e affidare. 💞10 frasi da evitare durante l'ambientamento (e cosa dire a...
06/08/2026

😰Le parole possono spaventare. Oppure accogliere e affidare. 💞

10 frasi da evitare durante l'ambientamento (e cosa dire al loro posto)

❌ “Non piangere.”
✅ “Ora sei un po’ triste, è normale. Dopo il pranzo torno a prenderti.”
Il pianto comunica un’emozione; non va bloccato, ma accolto e accompagnato.

❌ "Su, non è niente. A scuola ci devi andare."
✅ "Le cose nuove possono spaventare un po'. Con il tempo diventeranno più familiari."
Il cervello tende naturalmente a percepire come incerto ciò che è nuovo. Accogliere questa emozione aiuta il bambino a trasformare l'incertezza in fiducia.

❌ “Fai il bravo.”
✅ “Divertiti, gioca, scopri tante cose nuove. Ci sono le maestre con te.
Spostiamo l’attenzione dall’obbedienza al valore delle esperienze e della relazione.

❌ “Se piangi, la mamma diventa triste.”
✅ “Puoi piangere se ne hai bisogno, capita a tutti ogni tanto e poi passa.”
Le emozioni non devono essere associate alla paura di deludere l’adulto.

❌ “Torno subito.”
✅ “Tornerò dopo la merenda / dopo il sonnellino / quando la lancetta sarà qui.”
Usare riferimenti concreti e comprensibili per l’età del bambino.

❌ “Guarda, gli altri non piangono.”
✅ "Ognuno ha il suo tempo. Quando ti sentirai pronto, potrai andare a giocare anche tu."
Evitare confronti protegge l’autostima e riduce la vergogna.

❌ “Se non piangi ti porto un regalo”
✅ "Quando ci rivedremo mi racconterai le cose belle che hai fatto oggi”.
L'obiettivo diventa la relazione, non la ricompensa esterna.

❌ “Sei grande ormai.”
✅ “Quando si cresce serve sempre andare a cercare la luce del coraggio, io sono qui.”
Crescere non significa non aver bisogno di rassicurazione.

❌ “Dai, non fare i capricci.”
✅ “È faticoso a volte separarsi. Facciamo insieme il nostro saluto.”
Il bambino sta esprimendo un bisogno. Un piccolo rituale rende la separazione più prevedibile e sicura.

👩🏼Durante l'ambientamento i bambini osservano soprattutto noi.
Più delle nostre parole, leggono il nostro volto, il tono della voce e il nostro corpo. Se l'adulto trasmette calma e fiducia, il sistema nervoso del bambino trova più facilmente sicurezza.

Quando non sai cosa dire, ricordati queste tre parole:
❤️ Riconosci
🫂 Rassicura
⏰ Rendi prevedibile

È così che aiutiamo il sistema nervoso del bambino a passare da uno stato di allarme a uno stato di sicurezza, creando le condizioni per costruire fiducia nella nuova esperienza.

Il cammino pedagogico, Dott.ssa Laura Mazzarelli grazie!!

Prima si regola l’adulto.Un bambino non nasce con un sistema nervoso già capace di calmarsi da solo.Lo costruisce dentro...
04/08/2026

Prima si regola l’adulto.

Un bambino non nasce con un sistema nervoso già capace di calmarsi da solo.

Lo costruisce dentro una relazione.

Quando è sopraffatto, la corteccia prefrontale non ha ancora pieno accesso alle funzioni che servono per fermarsi, nominare ciò che prova e scegliere una risposta.

In quel momento cerca un regolatore esterno: il volto, il tono, il ritmo e la presenza dell’adulto.

La ricerca descrive questo processo come co-regolazione.

Il bambino impara a gestire le emozioni in tre modi: osservando come il genitore si regola, ricevendo risposte quando è in difficoltà e vivendo un clima emotivo che si ripete nel tempo.

Per questo urlare durante un meltdown non insegna calma.

Aumenta attivazione, paura e difesa.

Il messaggio implicito diventa:
“quando provo troppo, sono un problema”.

Al contrario, un adulto che abbassa il tono, fa una pausa, nomina l’emozione e ripara dopo aver perso la pazienza insegna qualcosa di diverso:

le emozioni grandi non sono pericolose.
si possono attraversare.
si può tornare in relazione anche dopo una rottura.

La meta-analisi mostra che la regolazione emotiva dei genitori è associata alla qualità del comportamento genitoriale, alla regolazione emotiva dei figli e ai loro sintomi internalizzanti ed esternalizzanti.

Non significa essere genitori sempre calmi.

Significa ricordare che il bambino non impara solo dalle regole.

Impara dal sistema nervoso che trova davanti a sé quando non riesce ancora a regolare il proprio.

E col tempo, quella voce esterna diventa una parte della sua voce interna.

👉 Segui Dr. Fantechi per scoprire altre ricerche spiegate in modo semplice e chiaro.
Grazie!

Fonti:
Morris, 2007, The Role of the Family Context in the Development of Emotion Regulation, Social Development.

Zimmer-Gembeck, 2022, Parent emotional regulation: A meta-analytic review of its association with parenting and child adjustment, International Journal of Behavioral Development.

Wang, 2014, Longitudinal Links Between Fathers’ and Mothers’ Harsh Verbal Discipline and Adolescents’ Conduct Problems and Depressive Symptoms, Child Development.

Indirizzo

Via Bargagna 60
Pisa
56100

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