Dott. Giuseppe Metallo - Psicologo psicoterapeuta

Dott. Giuseppe Metallo - Psicologo psicoterapeuta Sono il Dott. Giuseppe Metallo, psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista, esoterista. Svolgo attività clinica a Pisa e online.

30/07/2026

Una breve intervista in cui descrivo: le mie modalità di lavoro in psicoterapia, il trattamento psicologico della Distonia Focale del Musicista; la formazione su Tarocchi, Simboli, Alchimia, Esoterismo del progetto "Tarot Pisa".🌞🌚

"Ma l'orrore degli orrori si ha quando la minaccia paterna coincide con l'abbandono materno. Nessuna possibilità di sfog...
27/01/2026

"Ma l'orrore degli orrori si ha quando la minaccia paterna coincide con l'abbandono materno. Nessuna possibilità di sfogarsi piangendo per l'ingiustizia subita o lamentandosi con una persona comprensiva.
Soltanto allora il mondo reale, quale esso è, diventa così insopportabile.
Il sentimento di ingiustizia, lo stato di impotenza e la mancanza di ogni prospettiva di miglioramento diventano così assoluti che l'Io si ritira dalla realtà senza tuttavia abbandonare se stesso. Ogni esperienza di spavento produce una scissione di questo tipo, ogni adattamento ha luogo in una persona resa docile dalla dissociazione provocata dal terrore e dall'assenza dell'Io.
La violenza impone i suoi tratti sulla persona o la costringe a modificarsi nella direzione da essa voluta.”

24 gennaio 1932: Sándor Ferenczi scrive, nel suo Diario Clinico, la nota ‘Suggestione, intimidazione, imposizione di una volontà estranea’.

In essa, sottolinea quanto sia drammaticamente importante il secondo tempo del trauma, quello relativo al mancato riconoscimento dell’esperienza; parole straordinarie:

“La suggestionabilità è perciò, in realtà, il risultato di uno shock: l'ipnosi paterna equivale alla paura di essere uccisi, l'ipnosi materna alla paura di essere abbandonati dalla madre, vale a dire alla minaccia di ritiro della libido; questa minaccia è percepita come qualcosa di altrettanto mortale quanto una minaccia d'aggressione alla vita.
Ma l'orrore degli orrori si ha quando la minaccia paterna coincide con l'abbandono materno. Nessuna possibilità di sfogarsi piangendo per l'ingiustizia subita o lamentandosi con una persona comprensiva. Soltanto allora il mondo reale, quale esso è, diventa così insopportabile, il sentimento di ingiustizia, lo stato di impotenza e la mancanza di ogni prospettiva di miglioramento diventano così assoluti che l'Io si ritira dalla realtà senza tuttavia abbandonare se stesso. Ogni esperienza di spavento produce una scissione di questo tipo, ogni adattamento ha luogo in una persona resa docile dalla dissociazione provocata dal terrore e dall'assenza dell'Io. La violenza impone i suoi tratti sulla persona o la costringe a modificarsi nella direzione da essa voluta.”

Ricordiamocelo: 1932.

20/01/2026

IL VALORE DELLA SOLITUDINE
Nel 1954 Hannah Arendt descriveva lucidamente la dinamica della società totalitaria illustrando cosa essa teme di più, e al contempo qual è l’arma più efficace nelle mani degli individui per difendere se stessi. Ecco le sue illuminanti parole: "Noi che abbiamo fatto esperienza delle organizzazioni totalitarie di massa [sappiamo che] il loro primo interesse è eliminare qualunque possibilità di solitudine. […] In certe condizioni di organizzazione politica la coscienza non funziona più […] Un essere umano non può mantenere intatta la propria coscienza se non può mettere in atto il dialogo con se stesso, cioè se perde la possibilità della solitudine, che è necessaria per ogni forma di pensiero."
Hannah Arendt ci insegna il valore della solitudine, intesa ovviamente non come isolamento, ma come raccoglimento. Essa è tanto temuta dai totalitarismi di ogni tipo, perché è mediante la solitudine in quanto raccoglimento che si coltiva la coscienza morale dalla quale nascono il pensiero e la libertà.

SOLITUDINE, LAVORO, ARTE“Esistono tre modi con cui l’uomo tenta di superare il senso di solitudine: la sessualità, il co...
12/01/2026

SOLITUDINE, LAVORO, ARTE

“Esistono tre modi con cui l’uomo tenta di superare il senso di solitudine: la sessualità, il conformismo e l’attività creativa. Nell’attività creativa, sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, l’uomo si unisce col mondo nel processo di creazione. Questo, tuttavia, vale solo per il lavoro produttivo, per il lavoro nel quale io progetto, produco, vedo il risultato della mia fatica. Ma nel moderno processo di lavoro, il dipendente, anello di una catena senza fine, è un’appendice della macchina o dell’organizzazione burocratica”.

Erich Fromm, “L’arte di amare”

LA SOLITUDINE“Esistono tre modi con cui l’uomo tenta di superare il senso di solitudine: la sessualità, il conformismo e...
12/01/2026

LA SOLITUDINE

“Esistono tre modi con cui l’uomo tenta di superare il senso di solitudine: la sessualità, il conformismo e l’attività creativa. Nel primo caso in risultato è un sempre crescente senso d’isolamento, poiché l’atto sessuale, senza amore, non riempie mai il baratro che divide due creature umane, se non in modo assolutamente momentaneo.

La soluzione più frequente scelta dall’uomo è l’unione col gruppo. Se io sono uguale agli altri, sia nelle idee che nei costumi, non posso avere la sensazione di essere diverso. Sono salvo: salvo dal terrore della solitudine. L’unione ottenuta mediante il conformismo, non è intensa né profonda; è superficiale e, poiché è il risultato della routine, è insufficiente a placare l’ansia della solitudine.

Un terzo modo per raggiungere l’unione è l’attività creativa: sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, l’uomo si unisce col mondo nel processo di creazione. Questo, tuttavia, vale solo per il lavoro produttivo, per il lavoro nel quale io progetto, produco, vedo il risultato della mia fatica. Ma nel moderno processo di lavoro, il dipendente, anello di una catena senza fine, è un’appendice della macchina o dell’organizzazione burocratica”.

Erich Fromm, “L’arte di amare”

08/01/2026

L’animale non si ribella contro la propria natura. Osserva gli animali: come sono retti e modesti, come obbediscono alle tradizioni, come sono fedeli alla terra che li sostiene, come ritornano sui loro passi abituali, come curano i piccoli, come vanno a cibarsi insieme e si attirano l’un l’altro alla fonte.
Non ve n’è uno che nasconda la preda che sopravanza, lasciando morire di fame i propri fratelli. Non ve n’è uno che costringa al proprio volere la sua specie. Non ve n’è uno che vaneggia di essere un elefante quando invece è una zanzara.
L’animale vive con modestia e fedeltà la vita della propria specie, nulla di più e nulla di meno.

Carl G. Jung

Indirizzo

Corso Italia 5
Pisa
56125

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