27/09/2026
𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗼 𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗮𝘀𝗼
Fino agli anni Quaranta la nevralgia del trigemino non aveva un trattamento medico. Si usavano chinino, arsenico, mercurio, bromuri, barbiturici e oppiacei: a volte attenuavano il dolore, sempre al prezzo di sedazione, tossicità e dipendenza.
La prima svolta è del 1942, quando un otorinolaringoiatra francese, Bergouignan, riferisce che la fenitoina — un antiepilettico introdotto pochi anni prima — riduceva gli attacchi in tre pazienti. Era la prima indicazione che un anticonvulsivante potesse agire sul dolore, e per vent'anni la fenitoina restò il riferimento.
𝗨𝗻 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗱𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝘁𝗼
Negli anni Cinquanta i laboratori Geigy di Basilea lavoravano sulla famiglia di molecole da cui nacque l'imipramina, capostipite degli antidepressivi triciclici. Nel corso di quelle ricerche il chimico Walter Schindler sintetizzò un composto affine, che comparve in un brevetto nel 1958. Non aveva ancora un nome: era 𝗚 𝟯𝟮𝟴𝟴𝟯, la sigla che si ritrova in tutte le pubblicazioni dei primi anni Sessanta.
𝟭𝟵𝟲𝟮
Lo svedese Sten Blom pubblica su 𝘛𝘩𝘦 𝘓𝘢𝘯𝘤𝘦𝘵 le proprie osservazioni sull'uso del nuovo composto nella nevralgia del trigemino: l'effetto gli parve evidente e superiore a quello della fenitoina. Era uno studio in aperto su undici pazienti. Nello stesso anno il farmaco viene registrato proprio per questa indicazione, con il nome di 𝗧𝗲𝗴𝗿𝗲𝘁𝗼𝗹.
Il dettaglio curioso è l'ordine delle cose. Il Tegretol nasce per la nevralgia trigeminale e solo dopo diventa un antiepilettico: le proprietà anticonvulsivanti vengono documentate l'anno successivo. Negli Stati Uniti l'approvazione per la nevralgia arriva nel 1968, quella per l'epilessia solo nel 1974.
𝗦𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁'𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗼𝗽𝗼
La fenitoina scompare quasi del tutto da questa indicazione. Si chiarisce come agisce il nuovo farmaco: stabilizza i canali del sodio delle membrane nervose, impedendo le scariche ripetute che generano l'attacco. Negli anni Novanta arriva l'oxcarbazepina (Tolep, Trileptal), derivata dalla carbamazepina ma con metabolismo diverso, meno interazioni e tollerabilità spesso migliore. Oggi le linee guida europee raccomandano l'una o l'altra come prima scelta nella nevralgia trigeminale classica.
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𝗥𝗶𝗳𝗲𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶
Bergouignan M. Cures heureuses de névralgies faciales essentielles par le diphénylhydantoïnate de soude. 𝘙𝘦𝘷 𝘓𝘢𝘳𝘺𝘯𝘨𝘰𝘭 𝘖𝘵𝘰𝘭 𝘙𝘩𝘪𝘯𝘰𝘭 (𝘉𝘰𝘳𝘥). 1942;63:34–41.
Blom S. Trigeminal neuralgia: its treatment with a new anticonvulsant drug (G-32883). 𝘓𝘢𝘯𝘤𝘦𝘵. 1962;1:839–840.