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Non è quanto, ma è come.La scuola è finita da appena un giorno e già molte famiglie ci raccontano delle lunghe liste di ...
11/06/2026

Non è quanto, ma è come.

La scuola è finita da appena un giorno e già molte famiglie ci raccontano delle lunghe liste di compiti ed esercizi assegnati per l’estate.

Eppure una domanda viene spontanea: se si chiamano vacanze, un motivo ci sarà.

L’etimologia della parola rimanda all’idea di uno spazio liberato dagli impegni abituali, un tempo diverso, da riempire con esperienze, scoperte, relazioni e crescita.

La scuola italiana continua spesso a confondere la quantità con l’apprendimento: più pagine, più esercizi, più schede. Ma imparare non è una questione di accumulo.

L’apprendimento efficace nasce dal come vengono costruite le conoscenze, non dal numero di esercizi svolti.

Un’estate passata a leggere un libro scelto per piacere, visitare un luogo nuovo, fare sport, annoiarsi, osservare la natura, cucinare, viaggiare, giocare con gli amici o semplicemente fare esperienze significative può insegnare molto più di decine di pagine compilate meccanicamente.

Perché crescere non significa ripetere fino allo sfinimento.

Significa vivere.

E molte volte le esperienze lasciano tracce più profonde di qualsiasi esercizio.

Voi cosa ne pensate? I compiti estivi aiutano davvero ad apprendere o dovrebbero lasciare più spazio alle esperienze?

Di Lara Orsolini

Finalmente estate.L’ultimo giorno di scuola segna per molti bambini e ragazzi l’inizio di un tempo diverso.Un tempo senz...
10/06/2026

Finalmente estate.

L’ultimo giorno di scuola segna per molti bambini e ragazzi l’inizio di un tempo diverso.

Un tempo senza verifiche, compiti, interrogazioni e sveglie all’alba.

Un tempo che dovrebbe permettere di rallentare.

E rallentare è importante.

Dopo un anno intenso, il cervello ha bisogno di recuperare energie, consolidare apprendimenti, ritrovare ritmi più naturali.

Ma l’estate non è soltanto riposo.

È anche occasione di esperienza.

Perché è proprio quando gli impegni diminuiscono che può comparire una compagna spesso poco amata: la noia.

La noia non è necessariamente un problema da eliminare.

Può diventare una straordinaria leva evolutiva.

È nello spazio lasciato vuoto che nascono curiosità, interessi, nuove idee, incontri, passioni.

È nella noia che spesso si scopre qualcosa di se stessi.

A volte però la noia può prendere un’altra strada.

Può trasformarsi in chiusura, isolamento, ore trascorse dentro una bolla fatta di schermi, scrolling infinito e giornate tutte uguali.

Per questo l’estate può essere un’occasione preziosa per proporre ai bambini e ragazzi nuove esperienze:

🌿 stare nella natura
🎨 imparare qualcosa di nuovo
⚽ praticare uno sport
📚 leggere per piacere
🎵 ascoltare musica
🤝 incontrare persone diverse
🚲 esplorare luoghi nuovi

Non servono esperienze straordinarie.

Spesso sono proprio quelle più semplici a lasciare tracce profonde.

Perché crescere non significa solo accumulare conoscenze.

Significa fare esperienza del mondo.

E l’estate, in questo, può essere una grande maestra.

I ricordi più belli dell’estate raramente nascono da uno schermo. Nascono dalle esperienze che abbiamo avuto il coraggio di vivere.

Qual è stata l’esperienza estiva che da bambino o adolescente ricordi ancora oggi? Scrivicela nei commenti ⬇️

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📱 Smartphone sì, ma non da soli.Quando si parla di adolescenti e tecnologia, il dibattito si concentra spesso sul tempo ...
05/06/2026

📱 Smartphone sì, ma non da soli.

Quando si parla di adolescenti e tecnologia, il dibattito si concentra spesso sul tempo trascorso davanti allo schermo.

La ricerca ci suggerisce però che la domanda più importante non è soltanto quanto tempo i ragazzi trascorrono online, ma anche come vivono le loro esperienze digitali e quanto gli adulti riescano ad accompagnarli in questo percorso.

Durante la preadolescenza e l’adolescenza il cervello è ancora in sviluppo e alcune competenze fondamentali, come la valutazione dei rischi, il controllo degli impulsi e la regolazione delle emozioni, sono ancora in costruzione.

Per questo la supervisione dei genitori non è una mancanza di fiducia.

È una responsabilità educativa.

Significa interessarsi, dialogare, costruire regole condivise e utilizzare, quando necessario, anche strumenti di supervisione adeguati all’età.

L’obiettivo non è controllare ogni passo dei ragazzi.

L’obiettivo è aiutarli a diventare autonomi, responsabili e consapevoli nel mondo digitale.

Accompagnare oggi significa aiutare i ragazzi a costruire autonomia e consapevolezza per domani.

Autrice

Laboratorio di potenziamento sui prerequisiti scolasticiIn gruppo nei mesi di giugno e luglio  Per bambini che andranno ...
19/05/2026

Laboratorio di potenziamento sui prerequisiti scolastici

In gruppo nei mesi di giugno e luglio

Per bambini che andranno in prima

Con .granchi .mignolo .auroracacelli

Per info e prenotazioni
📧 [email protected]

Creature luminose:Se avete un po’ di tempo in questo weekend piovoso, prendetevi uno spazio per guardare questo film.Non...
16/05/2026

Creature luminose:

Se avete un po’ di tempo in questo weekend piovoso, prendetevi uno spazio per guardare questo film.

Non nego la mia passione per i cefalopodi: da quando, durante i miei viaggi alle Maldive, ho scoperto quanto possano essere intelligenti e sorprendentemente socievoli, ne sono rimasta affascinata. In certe sessioni di snorkeling sembrava quasi di farci delle vere chiacchierate.

Ma anche se non condividete questa mia passione, è un film assolutamente da vedere.

Autentico, delicato, tenero: riesce a farti entrare subito in relazione con i personaggi, con le loro storie complicate e piene di dolore, un dolore spesso trattenuto, poco raccontato, lasciato sullo sfondo.

Marcellus diventa il filo conduttore: osserva, narra, unisce. Cerca di tessere una trama tra vite diverse, tra ferite silenziose e solitudini che si sfiorano.

Come un’onda leggera, accompagna quei dolori, li rende visibili, condivisibili ed un po’ meno soli.

Forse è questo che fanno le creature luminose: entrano nelle nostre vite in silenzio e illuminano parti di noi che avevamo smesso di guardare. E a volte, le creature più luminose non sono solo persone: possono avere quattro zampe, nuotare nel mare o arrivare nelle nostre vite in forme inaspettate, ricordandoci che alcune connessioni parlano un linguaggio che va oltre le parole.

Autrice :

Lavorare con gli adolescenti in terapia ha sempre suscitato in me una profonda curiosità. Perché, al di là della conosce...
15/05/2026

Lavorare con gli adolescenti in terapia ha sempre suscitato in me una profonda curiosità. Perché, al di là della conoscenza teorica, dello studio costante e della formazione continua, esiste una dimensione che va oltre qualsiasi corso frequentato o libro letto.

Il loro mondo, in continua e vorticosa evoluzione, richiede un esercizio costante: provare a stare al passo con nuove tecnologie, nuovi linguaggi, nuovi codici, nuove semantiche.

E per quanto io cerchi di restare “aggiornata”, nello spazio terapeutico arriva sempre qualcosa che mi sorprende: una parola che non conosco, il nome di un videogioco, un nuovo trapper, un riferimento che mi sfugge.

Ed è proprio lì che compare il divario generazionale.

Ma quel divario porta con sé qualcosa di prezioso: una possibilità relazionale. Un’occasione di ascolto autentico, di interesse sincero. Un privilegio: poter entrare nei loro interessi, in ciò che li accende, in ciò che li fa vibrare, in ciò che, per usare una metafora neuroscientifica, “fa “pulsare” la loro amigdala.

E quando inizio a chiedere: “Me lo racconti?”
“Che cos’è?”
“Che cosa ti piace di questo?”

Accade qualcosa.

Lo vedi nello sguardo. C’è sorpresa.

Perché forse siamo noi adulti a dimenticarlo troppo spesso: non sono loro a dover entrare nel nostro mondo.

Siamo noi, psicologi, educatori, insegnanti, genitori, a dover entrare nel loro. In punta di piedi. Con curiosità. Con rispetto.

Perché se vogliamo davvero comprendere, accogliere e accompagnare nella crescita, prima ancora di insegnare, dobbiamo essere disposti ad ascoltare.

“Per comprendere un adolescente, forse la prima domanda da fare non è «come faccio a farmi ascoltare?», ma «mi fai entrare un po’ nel tuo mondo?»”

“Ogni adolescente ha un mondo da raccontare. La domanda è: siamo pronti ad ascoltarlo?”


Autrice:

Sono aperte le iscrizioni a Studio e Metodo.Percorso di gruppo  per migliorare il metodo di studio e l’organizzazione.Pe...
13/05/2026

Sono aperte le iscrizioni a Studio e Metodo.
Percorso di gruppo per migliorare il metodo di studio e l’organizzazione.
Per informazioni e prenotazioni primo colloquio su meet:
📧 [email protected]

Con molto piacere vi informiamo che la nostra nuova piattaforma è attiva su www.sppacademy.it💖 Ogni volta che seguiamo u...
16/04/2026

Con molto piacere vi informiamo che la nostra nuova piattaforma è attiva su www.sppacademy.it💖

Ogni volta che seguiamo un progetto e lo vediamo prendere vita, è un’emozione unica, la nuova piattaforma è pensata per migliorare e rendere ancora più piacevoli le nostre formazioni, per implementare con nuovi corsi, per darvi la possibilità di visionare l’intero programma di ogni corso💖

Non sono ragazzate.La violenza non si giustifica, né si può ridurre a una forma di deresponsabilizzazione.Chi lavora nel...
15/04/2026

Non sono ragazzate.
La violenza non si giustifica, né si può ridurre a una forma di deresponsabilizzazione.

Chi lavora nell’educazione lo sa bene: la deresponsabilizzazione si respira ogni giorno.
Troppo spesso le cause vengono cercate fuori dal nucleo familiare:
fuori è il problema, dentro è tutto a posto.

Una visione dicotomica che semplifica la realtà e impedisce un’assunzione autentica di responsabilità.

Si osserva una tendenza pericolosa: quella di “salvare” costantemente i figli, giustificare, minimizzare, intervenire al posto loro.
Un’educazione che, invece di accompagnare, sostituisce.

Quando questo schema si ripete nel tempo, il rischio è concreto:
crescono individui autocentrati, con una fragilità empatica, orientati all’autoaffermazione ad ogni costo, spesso senza consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni.

E poi c’è l’esito più drammatico.
Quello che non resta più nelle dinamiche familiari, ma emerge nei titoli di cronaca.

La responsabilità educativa non si delega:
si costruisce ogni giorno, anche quando è scomodo farlo.

Autrice

Non è un pesce d’aprile, non sono solo videocorsi.È uno spazio in cui comprendere davvero come funziona la mente di bamb...
01/04/2026

Non è un pesce d’aprile, non sono solo videocorsi.

È uno spazio in cui comprendere davvero come funziona la mente di bambini e adolescenti, nello sviluppo tipico e non.
È uno spazio per fermarsi, capire e poi agire in modo più consapevole.

Abbiamo costruito qualcosa che unisce neuroscienze, pratica clinica e quotidianità.

✨ Per chi educa
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Sta per nascere la nuova SPP ACADEMY

E questa volta… è qualcosa di diverso.

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