27/08/2026
"Capita a tutte… È normale."
Quante volte questa frase ha convinto una ragazza, una studentessa, una lavoratrice a stringere i denti e andare avanti? Anche quando il rendeva difficile alzarsi dal letto?
Il mestruale, già una realtà in dal 2023, è ancora in discussione in , e non è solo una questione normativa. È uno specchio di come una società decide di riconoscere, o continuare a ignorare, la ciclicità del corpo femminile.
L'esperienza della Spagna ci racconta però un'altra realtà: anche dove la legge c'è, viene usata pochissimo. Non per ragioni burocratiche, ma perché molte lavoratrici hanno scelto di non farlo per paura di essere viste come fragili, inaffidabili, meno professionali.
Finché parlare di dolore mestruale in un contesto professionale resta un tabù, qualsiasi norma rischia di rimanere sulla carta. Il cambiamento non passa solo dal Parlamento, passa dalla cultura, dai luoghi di lavoro, dalle conversazioni che ancora fatichiamo ad avere. Qualcuno in Italia ci prova già: l'Università di Catania ha introdotto in autonomia un regolamento che va proprio in questa direzione.
Ma cosa serve davvero perché le cose cambino? 🤔
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