19/01/2022
A volte mi imbatto in percorsi di crescita personale che suggeriscono di prendere carta e penna e scriversi i propri obiettivi e poi declinarli in sotto-obiettivi e magari darsi pure delle date di “scadenza”.
E allora mi chiedo: quanto lavoro c’è a monte di questo apparente esercizietto?
Ragioniamoci: quante forze entrano in campo nel momento in cui dobbiamo decidere a cosa dare la priorità?
Voglio davvero laurearmi?
Voglio davvero insegnare?
Voglio davvero andare a lavorare all’estero?
Voglio davvero fare carriera?
Voglio davvero avere un altro figlio?
Voglio davvero vivere in campagna?
Voglio davvero trascorrere la mia vita con lui?
Voglio davvero prendermi cura di me?
Voglio davvero dimagrire?
Voglio davvero andare a vivere da solo?
💡Ci sono i desideri ✨, non sempre così chiari e accessibili. Un passaggio centrale del nostro albo illustrato verte proprio su questo. È così scontato sapere cosa si vuole per se stessi? Affatto, soprattutto se non si è così abituati a domandarselo. Per scegliere bisogna provare, sperimentare, sbagliare, ascoltarsi. E poi ancora interpellare le varie parti di noi, perché nell’intreccio dei personaggi che popolano il nostro mondo interno, non è facile che la nostra parte Bambina prenda la parola in maniera spontanea e libera. A volte confondiamo ciò che desideriamo con ciò che ci imponiamo di essere o di fare.
Una buona domanda, a questo proposito, è “ma perché? Perché lo voglio?”. E’ una risposta autentica è merce rara.
💡Ci sono le paure 👻: di deludere, di fallire ma anche di avere successo. Di complicarsi la vita, di non poter tornare indietro, di sentirsi in gabbia, di pentirsi, di perdere qualcuno per la strada, di rimanere soli. Di buttarsi senza paracadute. Di morire.
Quante volte sono le paure a decidere per noi e per la nostra vita? A guidare la macchina e a scegliere la strada?
💡Ci sono i pregiudizi 👂, quelle idee preconfezionate che abbiamo su noi stessi e sugli altri e su come gira il mondo: “non ce la farò mai”, “è impossibile”, “fan tutti così”.
💡Ci sono gli altri 👥, con le loro aspettative più o meno esplicite, e le nostre fantasie sulle loro aspettative. E la nostra paura dei loro sguardi, e il nostro desiderio dei loro sorrisi incoraggianti.
✨C’è una società 📱 che ci bombarda di stimoli e distrattori. E ci tenta continuamente, ci invita a non pensarci, a prendersi tempo, a rimandare. Oppure a performare, senza farsi troppe domande.
Io non so voi, ma per me e i miei pazienti, sta roba è buona parte del lavoro quotidiano. Che lavorare su se stessi a volte mi sembra tutt’un mettere in ordine il caos dentro di noi, incuriosirsi, ascoltare, decifrare, catalogare, scegliere cosa tenere e cosa lasciare andare. Un po’ come in una vecchia soffitta.
E allora io, personalmente, quel lavoro di buttar giù gli obiettivi eccetera eccetera, ho smesso da anni di farlo. Ho delle priorità, che poi son delle persone, e per il resto navigo un po’ a vista.
Oggi, che bello, ho trovato il tempo per pensare e per convivere queste due parole scritte qui.
E voi, avete chiaro cosa volete per voi stessi?