La mansarda lilla

La mansarda lilla La dott.ssa Simona Adorni psicologa psicoterapeuta e il dott. Massimiliano Compagnonepsicologo( 346 9565929) sono disponibili in presenza e anche online.
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Studio di psicologia e spazio multidisciplinare dove psicologi e psicoterapeuti lavorano con altri professionisti della salute per offrire un percorso completo di supporto e consapevolezza nelle varie fasi della vita e che dia ben-essere a 360 gradi.

04/09/2026

🩵 Avere paura di iniziare una terapia è più comune di quanto pensi.

Sandra Bullock ha raccontato di aver sofferto di PTSD dopo un’intrusione in casa, mentre lei era presente.

Da quel momento qualcosa è cambiato: paura, ipervigilanza, momenti di pianto improvviso e il timore di trasmettere quel carico emotivo.

Poi ha scoperto l’EMDR.

Aveva molta paura di iniziare, ma quel percorso l’ha aiutata non solo a elaborare l’evento traumatico, anche a tornare su momenti della sua vita in cui non si era sentita al sicuro.

La terapia può fare paura.
Ma può anche diventare uno spazio sicuro in cui ritrovare sollievo, un passo alla volta.

🩵 Condividi questo post con chi ha bisogno di trovare il coraggio di chiedere aiuto.

04/09/2026

🕯️ 𝐅𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐞𝐫𝐢𝐧𝐨, 𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢 𝐭𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐢: “𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐚𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐨”

“Il femminicidio avvenuto sull’A1 ci lascia attoniti per l’ennesima volta e ci obbliga ancora una volta a ribadire quanto sia preventivo educare alle emozioni, al rispetto dell’altro e alla capacità di chiedere aiuto. Dolore, perdita, sofferenza, rifiuto, rabbia e frustrazione fanno parte di ogni esperienza umana: sono emozioni complesse che devono poter essere riconosciute, espresse e gestite, perché non si trasformino in comportamenti distruttivi o violenti e in statistiche mortali”.

A dirlo è Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi.

“Quando parliamo di femminicidio non possiamo limitarci a interrogarci soltanto sul disagio individuale – sottolinea Gulino –. C’è una dimensione culturale e relazionale sulla quale dobbiamo intervenire con molta più determinazione. Esistono ancora modelli secondo i quali il rifiuto, la separazione, la perdita del controllo sulla partner o la frustrazione vengono vissuti come un affronto intollerabile. È proprio su questi modelli che dobbiamo lavorare, coinvolgendo anche e soprattutto gli uomini”.

“Prevenire la violenza significa insegnare fin da piccoli che una relazione non è possesso, che l’altra persona non ci appartiene e che un rifiuto o la fine di una relazione devono poter essere accettati. Significa anche aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere la rabbia, la gelosia, la frustrazione dell’abbandono, il fallimento di una relazione, senza trasformarle in controllo, prevaricazione o aggressività. L’educazione affettiva ed emotiva è quindi uno strumento concreto di prevenzione”.

Secondo la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, un altro elemento centrale riguarda la capacità di riconoscere precocemente i segnali del disagio e di chiedere sostegno prima che le situazioni diventino ingestibili e senza ritorno.

“Chiedere aiuto non è una debolezza. Significa riconoscere che in alcuni momenti della vita le proprie risorse non sono sufficienti e che è possibile farsi accompagnare. Dobbiamo superare quei modelli culturali, ancora molto presenti soprattutto negli uomini, che fanno percepire la vulnerabilità come una colpa, un difetto o una perdita di forza. Imparare a parlare delle proprie emozioni, accettare la frustrazione e chiedere sostegno sono competenze che possono e devono essere costruite”, sottolinea Gulino.

“Ogni anno, il 25 novembre, torniamo a parlare di violenza contro le donne e di femminicidi – conclude la presidente dell'Ordine toscano e del Consiglio nazionale degli psicologi –. Ma la prevenzione non può concentrarsi in una sola giornata. Deve essere un lavoro quotidiano che coinvolga scuole, famiglie, servizi, associazioni sportive, luoghi di aggregazione e tutta la comunità. E deve coinvolgere donne e uomini. Proteggere le vittime e costruire reti di sostegno è indispensabile, ma altrettanto indispensabile è lavorare prima, sulla cultura delle relazioni, sul rispetto, sulla gestione delle proprie emozioni. È solo così che possiamo provare a interrompere la catena della violenza prima che sia troppo tardi”.

31/08/2026

📱 Smartphone e minori: quando la tecnologia diventa una necessità?

Il dibattito sull’accesso al bonus “Ti porta Firenze” riporta al centro una questione più ampia: il rapporto tra bambini, ragazzi e smartphone.

Sull’argomento è intervenuta anche Valentina Albertini, presidente della Fondazione Ordine degli Psicologi della Toscana, sottolineando l’importanza di accompagnare i più giovani verso un utilizzo graduale e consapevole della tecnologia.

È comprensibile infatti la fatica dei genitori sempre in bilico fra proteggere e permettere ai figli di essere integrati nei gruppi di comunicazione fra pari.

Un passaggio fondamentale è distinguere il possesso di uno smartphone dall’accesso ai social.

📰 Ne parla La Repubblica Firenze nell’articolo dedicato al confronto tra Palazzo Vecchio e Autolinee Toscane per individuare un’alternativa che permetta anche ai giovanissimi di usufruire del bonus senza necessariamente avere uno smartphone.

👉 Leggi l’articolo completo su La Repubblica Firenze: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2026/08/30/news/sconto_bus_giovanissimi_comune_cambia_linea_anche_senza_smartphone-425554338/

31/08/2026

Riconoscere e calmare le emozioni dolorose .

Quando la mente è attraversata dalla sofferenza, dalla rabbia, dall'irritazione o dalla gelosia, spesso la nostra prima reazione è combatterle.
Ma possiamo imparare a fermarci.

A tornare al respiro.

All'inspirazione.

All'espirazione.

Respirando con consapevolezza, lasciamo che la mente ritrovi lentamente uno spazio di quiete.
Non dobbiamo respingere ciò che proviamo. Possiamo riconoscerlo, accoglierlo e guardarlo senza lasciarci travolgere.

La sofferenza è parte della nostra esperienza, ma non siamo obbligati ad alimentarla.
Quando ci sentiamo feriti, abbiamo una scelta: possiamo nutrire la rabbia e il desiderio di vendetta, oppure fermarci, respirare e cercare di comprendere ciò che sta accadendo dentro di noi.
E quando la mente si calma, possiamo guardare anche l'altra persona con occhi diversi.

Chi ci ha ferito può soffrire a sua volta.
Forse non sa come stare con il proprio dolore, con la propria rabbia o con le proprie emozioni.
Comprendere questo non significa giustificare ciò che è accaduto.
Significa non aggiungere altra sofferenza alla sofferenza.

Il respiro consapevole ci riporta al presente.

La presenza ci permette di vedere più in profondità.
E dalla comprensione può nascere la compassione.
Per noi stessi.
E, quando sarà possibile, anche per l'altro.

A volte la guarigione comincia semplicemente dal fermarsi, respirare e non combattere più contro ciò che sentiamo.

Riflessione ispirata agli insegnamenti di
🙏❤️ Thích Nhất Hạnh

31/08/2026
28/08/2026

🩵 A volte darsi una seconda possibilità significa iniziare un percorso di cura.

Esly Carvalho, psicoterapeuta, PhD e Trainer of Trainers, è una voce autorevole nel panorama EMDR internazionale.

La sua riflessione ci ricorda che la terapia non cancella ciò che è accaduto.
La terapia aiutare a lavorare su ciò che è rimasto bloccato.

Il passato non deve continuare a influenzare il presente: l’EMDR può aiutare la persona a rielaborare memorie traumatiche e a ritrovare gradualmente nuove risorse.

🩵 Condividi questo post con chi può trovare utile questa riflessione.

27/08/2026

Quanti di noi, ad esempio, sono stati bambini trascurati sul piano emotivo? Non sto parlando di abusi e violenze di tipo fisico, non sto parlando di genitori negligenti sul piano dell’igiene, dell’alimentazione, dell’istruzione… Mi riferisco invece a una forma di trascuratezza molto più complessa e i cui effetti sono meno ravvisabili e apparentemente meno dannosi. E ribadisco meno dannosi in apparenza… perché il più delle volte le ferite emotive si nascondono proprio bene.

Se i tuoi genitori non hanno saputo prendersi cura delle tue emozioni mentre ti stavano crescendo, sei stato un bambino trascurato sul piano emotivo. Saperlo e prenderne consapevolezza può davvero salvarti la vita. Perché le conseguenze della trascuratezza emotiva sono profonde. Arrivano al cuore e possono restare con te per tutta la vita, condizionando le tue scelte. Non solo possono compromettere la tua capacità di comprendere e fidarti dei tuoi sentimenti, ma pregiudicano anche la capacità di avere fiducia in te stesso/a. Non direi che sia cosa da poco!

Se non fai chiarezza sul tuo difficile vissuto infantile difficilmente potrai capire la causa di certi comportamenti disfunzionali. Non c’è nulla che non vada bene in te….c’è solo il tuo vissuto che cerca di sabotarti continuamente.
sepe

Indirizzo

Via Bagni 4
Podenzana
54010

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Martedì 08:00 - 20:00
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