25/07/2026
💛💙 di Pietro Gennai
NOSTALGIA PER L’INFINITO DI DIO
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
(Dal Vangelo secondo Matteo, 13,44-52)
Piccole parabole per comprendere realtà grandi. Un contadino mentre stava zappando, ha sentito qualcosa che terra non era, non la solita zolla. Che in quel tesoro nascosto ci si inciampi o che si riveli nel terreno aperto da una vanga, l’effetto è comunque un brivido di meraviglia, una felicità insperata, una sorpresa inaspettata. E ancora, c’è un cercatore, uno che viaggia instancabile da un paese all’altro per vendere e comprare: i suoi occhi sono abituati a valutare, a soppesare, a dare un prezzo. Improvvisamente ha davanti a sé una perla luminosa e grande, più preziosa di tutte le altre, di un valore inestimabile. Una felicità insperata, una sorpresa inaspettata. Ci coglie così, con felicità e sorpresa, quel regno dei cieli, nascosto sì, ma tra i nostri piedi, sotto il nostro sguardo, dentro la vita. Il tesoro è qua, e aspetta occhi curiosi, svegli, audaci e cuori che sappiano riconoscere quel bisogno di infinito che punge nel profondo e dà una gioia grande e inaspettata. Antoine de Saint-Exupery scriveva: «Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti, impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito». Forse il fine ultimo, l’obiettivo preciso della venuta di Gesù è stato proprio questo risvegliare in noi la nostalgia, del mare grande, del suo profumo, di quell’infinito che ci portiamo dentro, che è come voce che chiama da lontano. Una nostalgia che è ricordo di casa, di un regno a cui apparteniamo.
(Luigi Verdi, liberamente tratto dal quotidiano 'Avvenire' del 23.07.2026)
📷 Gianclaudio Leone