La Quercia Riabilitazione

La Quercia Riabilitazione Lo studio La Quercia Riabilitazione si occupa di Psicoterapia, Logopedia, Neuropsicomotricità, Neur

Lo studio La Quercia Riabilitazione si occupa di Psicoterapia, Logopedia, Neuropsicomotricità Neuropsichiatria infantile, Osteopatia, Fisioterapia, Ortottica e Tutor Bes e Dsa

Un equipe di professionisti del settore sanitario e riabilitativo ha creato questo studio per poter offrire un supporto fondamentale alle richieste di ciascun Paziente.

27/07/2026
01/07/2026

Etichettare un ambiente non significa riempirlo di simboli.

Quando si parla di accessibilità comunicativa, una delle prime strategie che viene in mente è l'etichettatura ambientale.

Spesso però si commette un errore: pensare che etichettare significhi semplicemente attaccare simboli ovunque.

In realtà, l'etichettatura ambientale è molto di più.

È uno strumento che aiuta le persone a orientarsi, comprendere gli spazi, anticipare ciò che accadrà e partecipare con maggiore autonomia.

Un simbolo sulla porta del bagno.
Un'etichetta su un armadio.
L'indicazione di un'aula, di uno sportello, di un reparto ospedaliero, di uno scaffale o di uno spazio di gioco.

Ogni etichetta può diventare un punto di riferimento che rende un ambiente più leggibile e accessibile.

Ma questo accade solo quando l'etichettatura è progettata.

Non basta scegliere un simbolo.

Occorre chiedersi:

🔹 L'informazione è davvero utile a chi frequenta questo ambiente?

Un simbolo deve rispondere a un bisogno reale, non essere un elemento decorativo.

🔹 È collocato nel punto in cui le persone si aspettano di trovarlo?

La posizione è importante quanto il contenuto.

🔹 È comprensibile per le persone che utilizzeranno quello spazio?

Parole, immagini e simboli devono essere scelti in funzione dei destinatari.

🔹 Può integrarsi nell'ambiente senza perdere efficacia?

Accessibilità, architettura e design non dovrebbero essere in contrapposizione. La vera sfida è progettare spazi in cui i simboli siano parte integrante dell'ambiente, valorizzandone la funzione senza sacrificarla in nome della sola estetica.

L'obiettivo non è decorare gli spazi.

L'obiettivo è ridurre le barriere comunicative.

Un ambiente accessibile comunica anche quando nessuno sta parlando.

Aiuta le persone a trovare ciò che cercano, a capire dove si trovano e a muoversi con maggiore autonomia, riducendo incertezza e carico cognitivo.

E il beneficio non riguarda soltanto le persone con bisogni comunicativi complessi.

Può essere utile ai bambini, alle persone con disabilità intellettiva, alle persone con disturbi del neurosviluppo, agli anziani, ai cittadini stranieri e, più in generale, a chiunque si trovi in una situazione di difficoltà o fragilità.

Per questo, quando progettiamo un intervento di accessibilità comunicativa, la domanda non dovrebbe essere:

"Dove possiamo mettere qualche simbolo?"

Ma piuttosto:

"Quali informazioni servono davvero alle persone per comprendere questo ambiente e utilizzarlo in autonomia?"

Perché l'accessibilità comunicativa non nasce dall'aggiunta di etichette.

Nasce dalla progettazione di ambienti che mettono le persone nelle condizioni di capire, orientarsi e partecipare.

È questa la differenza tra applicare dei simboli e progettare un ambiente realmente accessibile.

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
con il gratuito patrocinio di Isaac italy e con il patrocinio del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea per la Gestione degli Interventi e dei Servizi Sociali del Distretto Socio-Sanitario RM 6.4.

01/07/2026

È iniziata l'estate.

L’inizio delle vacanze porta con sé esperienze, incontri, scoperte e piccoli momenti di felicità che meritano di essere conservati e raccontati.

Per una persona con Bisogni Comunicativi Complessi, c'è uno strumento di CAA che può diventare prezioso: il Quaderno dei resti.

Uno spazio altamente personale in cui raccogliere tracce concrete delle esperienze vissute e trasformarle in occasioni di comunicazione, relazione e partecipazione.

Un biglietto del cinema.
L’ingresso di un parco divertimenti.
Una cartolina.
L’incarto di un gelato speciale.
Una fotografia.
Una foglia raccolta durante una passeggiata.

Piccoli “resti” che raccontano qualcosa di importante.

Accanto a questi frammenti possono trovare posto parole scritte, frasi in simboli, singoli simboli, oppure nessuna scrittura.
Perché a volte è il resto stesso a parlare, a evocare un ricordo, a dare avvio a uno scambio comunicativo.

Il Quaderno dei Resti non è soltanto una raccolta di oggetti. È uno strumento che permette alla persona di tornare sulle proprie esperienze, di condividerle con gli altri, di raccontare ciò che ha vissuto e di partecipare agli scambi sociali che nascono naturalmente quando si parla di vacanze, emozioni e ricordi.

Posso costruirlo su carta o portare tutto in formato digitale ed accedervi con un device.

La CAA crea opportunità di poter dire “io c’ero”, “questo mi è piaciuto”, “voglio raccontarti qualcosa di me”.

Per questo invitiamo familiari, insegnanti, educatori e operatori a costruire il Quaderno dei Resti con la persona e non solo per la persona. Raccogliere insieme i frammenti dell’estate significa riconoscere valore alle sue esperienze e creare opportunità autentiche di comunicazione.

Perché ogni ricordo condiviso diventa relazione.
E ogni relazione alimenta la partecipazione.

☀️ Buona estate di esperienze, incontri e racconti da conservare.

E voi come raccogliere i vostri resti?

Un vecchio diario di scuola, un album, un diario, un disco esterno o il Cloud di alcune app che ogni tanto ci fanno tornare indietro tra i ricordi.

Scrivetelo nei commenti👇🏼

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
con il gratuito patrocinio di Isaac italy e con il patrocinio del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea per la Gestione degli Interventi e dei Servizi Sociali del Distretto Socio-Sanitario RM 6.4.

30/06/2026

Nuova lezione oggi del Corso gratuito promosso da Comunità ComuniCAAnte. Abbiamo approfondito un tema fondamentale: la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) e la sua integrazione con gli interventi riabilitativi.

Durante la lezione abbiamo esplorato come la CAA possa diventare uno strumento ancora più efficace quando viene inserita all'interno di un lavoro multidisciplinare, approfondendo in particolare:

🔹 CAA e intervento logopedico: una sinergia che sostiene lo sviluppo delle competenze comunicative, linguistiche e relazionali della persona.

🔹 CAA e intervento neuropsicomotorio: un'integrazione che valorizza il ruolo del corpo, del movimento e dell'interazione nell'accesso alla comunicazione.

🔹 CAA e ABA: abbiamo visto come ABA e CAA, spesso presentati come approcci contrapposti, possano invece convivere in modo armonico e complementare. Quando integrati con consapevolezza e nel rispetto degli obiettivi individuali, questi approcci possono potenziarsi reciprocamente, favorendo opportunità comunicative più efficaci e significative.

Parte della lezione è stata dedicata ad alcuni temi centrali per la pratica della CAA:

🔹 Literacy e CAA: abbiamo riflettuto sull'importanza delle competenze di lettura e scrittura come obiettivo da promuovere fin dalle prime fasi dell'intervento. La literacy rappresenta infatti un elemento chiave per l'autonomia, la partecipazione e l'accesso alla comunicazione e non deve essere considerata un traguardo successivo, ma una dimensione da sostenere sin dall'inizio del percorso.

🔹 Agende visive e tabelle contestuali: abbiamo approfondito il valore di questi strumenti e le buone prassi per la loro introduzione nei diversi contesti di vita. Strategie e strumenti che consentono di strutturare l'ambiente comunicativo, favorire la comprensione e sostenere la partecipazione attiva della persona.

Il messaggio che portiamo a casa oggi è chiaro: la collaborazione tra professionisti, approcci e strumenti diversi rappresenta una delle chiavi più importanti per costruire percorsi realmente centrati sulla persona e sui suoi bisogni comunicativi.

Il progetto Comunità Comunicaante è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
con il gratuito patrocinio di Isaac italy e con il patrocinio del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea per la Gestione degli Interventi e dei Servizi Sociali del Distretto Socio-Sanitario RM 6.4.

Valeria Petricca Chiara Ardito Giorgia Corsi

13/06/2026

Da maggio è entrato in vigore il nuovo Piano di Azione per le persone con disabilità, un documento che contiene indicazioni importanti per promuovere inclusione, accessibilità e piena partecipazione alla vita sociale.

Tra gli aspetti più interessanti emerge una maggiore attenzione all'accessibilità comunicativa, all'utilizzo delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale, oltre al riconoscimento del ruolo della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) nel favorire l'autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità.

Si tratta di segnali positivi e attesi da tempo. Tuttavia, perché il cambiamento sia reale, è necessario che questi principi si traducano in interventi concreti, risorse adeguate e obblighi di attuazione, evitando che restino semplici dichiarazioni di intenti.

Nel nuovo articolo del blog di Comunità ComuniCAAnte, la dott.ssa Claudia Sperduti approfondisce i contenuti del Piano, evidenziandone opportunità, prospettive e criticità, con uno sguardo particolare al contributo che tecnologia, intelligenza artificiale e comunicazione accessibile possono offrire alla costruzione di una società più inclusiva.

🎧 L'articolo è disponibile anche in versione alta accessibilità ed audio, per garantire una fruizione ancora più accessibile.

👉 Leggi o ascolta l'articolo:
https://www.comunitacomunicaante.it/blog/piano-nazionale-disabilita-accessibilita-comunicativa-ardea-pomezia.php

💬 Quali azioni concrete ritieni prioritarie per rendere davvero accessibili i servizi, l'informazione e la partecipazione sociale?

Scrivilo nei commenti 👇🏼

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
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07/06/2026

Ieri si è svolta una nuova lezione del corso organizzato da Comunità ComuniCAAnte, dedicata al tema CAA e scuola, tenuta dalla dott.ssa Valeria Petricca.

È stato un incontro ricco di contenuti, riflessioni e confronto, che ha affrontato temi fondamentali per chi opera nel mondo della scuola: dagli strumenti e dalle strategie per una didattica inclusiva, al ruolo del PEI e del PDP, fino alla necessità di passare dalla semplice programmazione alla progettazione educativa consapevole e condivisa.

Abbiamo riflettuto sui principi dell'Universal Design for Learning (UDL) e sulla sfida, oggi sempre più attuale, di costruire contesti di apprendimento capaci di accogliere la diversità degli studenti, dei loro bisogni e dei loro stili di apprendimento.

Ma ciò che rende davvero prezioso questo percorso formativo non è soltanto la possibilità di trovare risposte. È la possibilità di porsi nuove domande.

Domande che aiutano a rileggere le proprie pratiche, a mettere in discussione abitudini consolidate, a cercare nuove strade. Domande che non lasciano il professionista fermo nel ruolo di ascoltatore, ma lo coinvolgono come protagonista attivo del cambiamento.

Perché la formazione più efficace non consegna solo soluzioni preconfezionate, ma accende riflessioni, genera confronto e alimenta il desiderio di continuare a cercare, studiare e costruire.

È emersa inoltre con forza l'importanza del lavoro in team: una rete composta da insegnanti, educatori, operatori e professionisti esterni che, con competenze diverse, ma complementari, collaborano con rispetto per un obiettivo comune.

Garantire ad ogni alunno non solo l'accesso alla didattica, ma una partecipazione autentica alla vita scolastica, alle relazioni e alle opportunità di apprendimento.

Grazie alla dott.ssa Petricca per aver guidato un momento di formazione che ha saputo offrire strumenti concreti e, allo stesso tempo, stimolare riflessioni capaci di accompagnarci ben oltre l'aula.

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
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28/05/2026

Oggi celebriamo la Giornata Mondiale del Gioco, una giornata che riconosce il gioco come diritto fondamentale di ogni persona.

Il gioco è uno dei modi più naturali attraverso cui si apprende, si cresce, si comunica e si costruiscono relazioni.

Giocando si esplora il mondo, si sperimentano regole e possibilità, si sviluppano creatività, ascolto, cooperazione e problem solving. Ma il gioco è anche conoscenza di sé: aiuta a riconoscere limiti, risorse, preferenze e potenzialità.

È esperienza, scoperta e partecipazione.
Uno spazio in cui l’errore può diventare occasione di apprendimento e non motivo di esclusione.

Per questo il gioco è sempre più presente anche nei percorsi educativi e didattici. Tecnologie, applicazioni digitali e strumenti innovativi utilizzano dinamiche ludiche per sostenere motivazione, attenzione e apprendimenti, soprattutto in classi dove convivono bisogni, stili cognitivi e modalità comunicative differenti.

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) aiuta a costruire esperienze di gioco realmente inclusive. Supporti visivi, simboli e strumenti comunicativi permettono a più persone di comprendere, scegliere, partecipare ed esprimersi.

Quando il gioco è accessibile, tutti possono sentirsi parte della relazione.

Perché giocare non significa solo divertirsi.
Significa crescere, conoscersi e costruire possibilità insieme.

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
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25/05/2026

Ogni lunedì scegliamo una riflessione che ci aiuti a guardare più a fondo la realtà che ci circonda.
Oggi parliamo di sport, inclusione e del percorso — ancora troppo complesso — che molte famiglie affrontano per permettere ai propri figli con disabilità cognitive e comunicative di partecipare alle attività sportive del territorio.

Non è una questione di mancanza di sensibilità da parte delle società sportive.
Anzi, sempre più spesso incontriamo allenatori, educatori e associazioni che desiderano davvero costruire ambienti aperti e partecipativi, mettendosi in gioco con disponibilità e umanità.

Ma la buona volontà, da sola, non basta.

Perché l’inclusione non può dipendere esclusivamente dall’impegno del singolo o dalla fortuna di incontrare una realtà particolarmente attenta.
Non può restare affidata a “progetti speciali”, tentativi isolati o alla capacità delle famiglie di adattarsi continuamente.

Servono norme chiare, strumenti concreti e finanziamenti adeguati che rendano davvero possibile ciò che oggi viene soltanto auspicato nei piani per l’inclusività.
Servono percorsi di formazione, supporti professionali, reti territoriali e garanzie reali affinché ogni persona possa accedere allo sport come diritto e non come eccezione.

Troppo spesso il concetto di “accomodamento ragionevole” rischia di trasformarsi in un limite anziché in una tutela: un confine dietro il quale ci si ferma quando mancano risorse, visione o responsabilità condivise.
Ma i diritti delle persone con fragilità cognitive e comunicative non possono continuare a dipendere da ciò che è considerato “ragionevolmente possibile”.

Forse dovremmo iniziare a chiederci quanti talenti, passioni e possibilità restano ancora invisibili nelle nostre città.
Quanti bambini e ragazzi aspettano soltanto contesti realmente preparati per poter scoprire ciò che amano fare.

Perché lo sport, quando è davvero inclusivo, non cambia soltanto la vita di chi entra in campo.
Cambia il modo in cui una comunità sceglie di riconoscere il valore di ogni persona.

🌱 Lunedì di pensieri che aprono possibilità

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
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23/05/2026

Oggi con i nostri corsisti abbiamo approfondito il tema della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) nei contesti sportivi e ludico-ricreativi, riflettendo su quanto l’accessibilità non sia solo una questione strutturale, ma soprattutto culturale e comunicativa.

Con la dott.ssa Claudia Sperduti abbiamo esplorato il significato di sport accessibile come diritto di cittadinanza, analizzando bisogni, barriere e strategie concrete per rendere gli ambienti sportivi realmente inclusivi. Dalla prevedibilità delle routine ai supporti visivi, dalla riduzione del carico verbale al supporto delle funzioni esecutive: piccoli adattamenti possono fare una grande differenza nella partecipazione delle persone con disabilità comunicative e cognitive.

Particolarmente importante anche il riferimento all’adozione del Piano di Azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 maggio, che riconosce lo sport accessibile come leva fondamentale di inclusione, partecipazione e benessere.

La dott.ssa Deborah Gerardi ci ha accompagnati nel mondo dei contesti equestri, mostrando come la CAA possa favorire partecipazione, autonomia e condivisione anche nelle attività ludico-ricreative per adulti. Molto interessante l’approfondimento sul “quaderno dei resti”, strumento vivo e personale capace di dare continuità alle esperienze e ampliare le possibilità comunicative.

A concludere la giornata, l’intervento della dott.ssa Valeria Petricca che ha mostrato come progettare materiali efficaci significhi mettere sempre al centro la persona: ogni simbolo, ogni supporto, ogni scelta grafica nasce da un pensiero preciso, da un’intenzione comunicativa e dall’attenzione ai bisogni reali delle persone. Perché l’accessibilità si costruisce nei dettagli, ma soprattutto nello sguardo con cui scegliamo di progettare.

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
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Indirizzo

Largo Urbino, Edificio 2, Scala B
Pomezia
00071

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 20:00
Martedì 08:30 - 20:00
Mercoledì 08:30 - 20:00
Giovedì 08:30 - 20:00
Venerdì 08:30 - 20:00
Sabato 08:30 - 16:00

Telefono

+393494560756

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