Dott.ssa Filomena Nappi Psicologa-Psicoterapeuta

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Dott.ssa  Filomena Nappi  Psicologa-Psicoterapeuta Sostegno psicologico e psicoterapia per bambini, adolescenti, adulti e coppie. Psicoeducazione, valu

La Schema Therapy è un approccio psicoterapeutico il cui nucleo centrale  è che ogni essere umano, fin dall’infanzia, ha...
04/12/2025

La Schema Therapy è un approccio psicoterapeutico il cui nucleo centrale è che ogni essere umano, fin dall’infanzia, ha dei bisogni forndamentali da soddisfare.
Se nell’ambiente in cui è cresciuto il bambino, i bisogni sono andati incontro, in modo continuativo, a una mancata soddisfazione, allora l’individuo crescerà con dei bisogni insoddisfatti e svilupperà una valutazione negativa non solo dell’altro ma anche di sé. E’ in questo modo che nascono gli Schemi Maladattivi Precoci, schemi che andranno a permeare le future relazioni dell’individuo e a costituirsi quali fattori di mantenimento del disturbo nei pazienti difficili e con disturbi della personalità.
L’obiettivo terapeutico della Schema Therapy è quello di rendere consapevole il paziente dell’esistenza e del funzionamento di questi schemi e di aiutarlo a trovare strategie di coping più efficaci per soddisfare i propri bisogni.
Per info e prenotazioni contattare al 3405114020.

LA BUONA MADRE E' QUELLA CHE DIVENTA INUTILE"La buona madre è quella che diventa inutile col passare del tempo.È giunto ...
11/05/2025

LA BUONA MADRE E' QUELLA CHE DIVENTA INUTILE
"La buona madre è quella che diventa inutile col passare del tempo.
È giunto il momento di reprimere l'impulso naturale materno di voler mettere il piccione sotto l'ala, protetto da tutti gli errori, tristezze e pericoli. È una battaglia difficile, lo confesso. Quando comincio a indebolirmi nella lotta per controllare la super-madre che tutte abbiamo dentro, mi ricordo la frase del titolo. " La buona madre è quella che diventa inutile..."
Se ho fatto il mio dovere di madre correttamente, devo diventare inutile. E prima che una madre mi accusi di disamore, spiego cosa significa. Essere "inutile" è non lasciare che l'amore incondizionato di madre, che esisterà sempre, provochi vizio e dipendenza nei figli, come se fosse una droga, a tal punto, che loro non siano in grado di poter essere autonomi, fiduciosi e Indipendenti. Devono essere pronti a tracciare la loro rotta, a fare le loro scelte, a superare le loro frustrazioni e a commettere i propri errori anche con ogni fase della vita, una nuova perdita è un nuovo traguardo; per entrambe le parti: madre e figlio.
L'amore è un processo di liberazione permanente, e quel legame continua a trasformarsi nel corso della vita. Fino al giorno in cui i figli diventano adulti, costituiscono la loro famiglia e ricominciano il ciclo. Quello che hanno bisogno è di avere la certezza che saremo con loro, fermi, nell'accordo o nella divergenza, nel trionfo o nel fallimento, pronte e presenti, l'abbraccio stretto, e il conforto nei momenti difficili. I genitori e le madri, in sostanza, allevano i loro figli affinché siano liberi e non schiavi delle nostre paure. Questa è la più grande sfida e la missione principale.
Quando impariamo ad essere "inutili", ci trasformiamo in un porto sicuro dove possono attraccare.

A Chi Ami Dai:
- Ali per volare.
- Radici per tornare.
- Motivi per restare.
Facciamo figli indipendenti e sicuri di se stessi per vivere una vita piena e onesta. "Quando una madre ama davvero educa i suoi figli per imparare a volare

Definiamo l’ accettazione come “l’assunzione di consapevolezza che un certo scopo sia definitivamente compromesso”. L’ a...
28/08/2024

Definiamo l’ accettazione come “l’assunzione di consapevolezza che un certo scopo sia definitivamente compromesso”. L’ accettazione serve a far sì che non si sperperino risorse in uno scopo irraggiungibile ed è direttamente al servizio dello pseudo scopo “dell’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse e del tempo per il perseguimento dei propri scopi”.
Le tre emozioni spesso prevalentemente presenti in una condizione di frustrazione definitiva e irrevocabile di uno scopo importante sono la tristezza, l’ansia e la rabbia. Tutte e tre sono generatrici di uno stato d’animo sgradevole ma non non per questo inutili e disadattive, sostiene Lorenzini.
La tristezza favorisce il ritiro dell’investimento dallo scopo perduto per sempre e il reinvestimento su scopi sostitutivi o del tutto diversi. Permette di abbandonare le strategie impercorribili e di trovarne altre sostitutive. È un’emozione che, comportando la sospensione di molte attività e un disinteresse verso l’esterno, consente un ritiro in se stessi da cui si esce rinnovati. Nuovi interessi sostituiscono i vecchi.L’ansia è comprensibile e persino utile perché il soggetto si trova improvvisamente ad operare in un contesto radicalmente mutato e quindi molto meno conosciuto e prevedibile del precedente. Un sovrappiù di allerta può rappresentare un utile investimento per scongiurare i pericoli di una situazione nuova e ignota.
Infine la rabbia che è rivolta verso chi si ritiene responsabile del danno subito (gli altri, il destino, Dio o se stessi). La rabbia verso i responsabili del danno costituisce un fattore protettivo verso il ripetersi della situazione dannosa. È una sorta di minaccia a non riprovarci più. Anche quella verso se stessi, la più apparentemente disfunzionale, protegge da comportamenti imprudenti o autolesivi che possono essere stati causa del danno.
L’ accettazione dunque serve a sospendere investimenti inutili e le emozioni negative associate a ricreare un nuovo equilibrio e a prevenire il ripetersi del danno. Si tratta di un passaggio fondamentale nel processo terapeutico.

I disturbi alimentari consistono in disfunzioni del comportamento alimentare e/o in comportamenti finalizzati al control...
15/03/2024

I disturbi alimentari consistono in disfunzioni del comportamento alimentare e/o in comportamenti finalizzati al controllo del peso corporeo, che danneggiano in modo significativo la salute fisica o il funzionamento psicologico.
Negli ultimi anni i DCA sono nettamente aumentati in particolare nel mondo occidentale, dove l’ideale di magrezza e di linea perfetta è sempre più diffuso.Insorgono generalmente nell’adolescenza, sono in aumento anche i casi di bambini ed adulti diagnosticati con questa tipologia di disturbo.
I disturbi dell’alimentazione più diffusi sono: Anoressia nervosa, Bulimia nervosa,Disturbo da alimentazione incontrollata (o binge eating disorder, BED).
Le persone affette da un DCA hanno ripercussioni sulle proprie capacità relazionali, difficoltà emotive, problemi nello svolgimento delle normali attività sociali, lavorative, e complicazioni mediche.Uno dei segnali chiave è il pensiero ossessivo del cibo e la paura costante di ingrassare.Spesso evitano di mangiare in pubblico, non vanno in mensa o al ristorante con gli amici, evitano di partecipare ad eventi in cui si mangia, come un compleanno o un matrimonio.Un’altra sintomatologia comune è l’alterazione della propria immagine corporea. La percezione distorta che la persona ha del suo corpo influenza in modo non obiettivo i suoi atteggiamenti e pensieri.Raramente le persone che soffrono di un DCA chiedono aiuto. Spesso sono le persone vicine a cogliere i segnali.La terapia psicologica è la componente più importante del trattamento dei disturbi alimentari,perché aiuta i pazienti a ristabilire degli schemi di assunzione del cibo regolari per raggiungere un peso salutare, supporta il paziente per l’identificazione ed il monitoraggio delle proprie abitudini errate e fornisce gli strumenti idonei per cambiarle verso altre più salutari.Inoltre insegna a gestire lo stress ed i problemi, così da migliorare le proprie relazioni sociali ed in generatificare che si tratti di un problema da approfondire. La terapia cognitivo comportamentale svolge un ruolo decisivo in tal senso perché aiuta ad identificare e cambiare i pensieri distorti che spingono verso il disordine alimentare.

Oggi ricomincia la scuola...Verifiche, interrogazioni, compiti.Come puoi constatare ogni giorno, osservando tuo figlio, ...
12/09/2023

Oggi ricomincia la scuola...
Verifiche, interrogazioni, compiti.
Come puoi constatare ogni giorno, osservando tuo figlio, i ritmi a scuola sono frenetici.
Dopo una verifica, gli insegnanti assegnano dei voti, senza nemmeno spiegare il perché di quel voto.
E tuo figlio torna a casa distrutto. In questo modo, i voti distruggono la sua autostima.
Tutto si riduce in uno sterile voto.Ma è un voto al compito o alla persona?
Come lo interpretano i bambini?
Capiterà anche a te, di essere sempre preoccupato che tuo figlio ottenga buoni voti e che studi, come ogni genitore.
Ma spesso ti concentri troppo sui risultati, sul voto finale, trascurando tutto il resto. Trascurando soprattutto le emozioni di tuo figlio: Cosa prova? Cosa pensa? Che sensazioni stanno viaggiando nella sua testa?
Lo sai che tutto questo diventa le sue convinzioni più profonde?
L’interpretazione di ciò che accade nella sua vita diventa il “sono capace”/ “non sono capace”, “sono sicuro di me”/ “sono insicuro”: è possibile che nessuno se ne occupi?
Poi vogliamo figli perfetti, forti, capaci di fare ogni cosa e soprattutto autonomi.
Eppure non ci occupiamo mai di queste cose, come se fossero lontane dalla nostra responsabilità o come se dipendessero dal caso o dalla fortuna.
Fermati un attimo e prova a pensare: cosa conta veramente nella vita?
Finisci per concentrarti sul voto ottenuto in una verifica e valuti tuo figlio sulla base del voto, dimenticando che il bambino vale indipendentemente dal successo scolastico.
I voti non incoraggiano, i voti non stimolano a dare sempre di più. I voti giudicano, i voti condannano, i voti mettono etichette che sarà difficile modificare e se tuo figlio si convince di “io non sono capace”!Un conto è che la scuola metta voti, un discorso diverso è che tu, genitore, sia così legato al voto!Se la sfida cognitiva è accompagnata da un’emozione negativa, come la paura di non farcela, di essere giudicato negativamente, di non riuscire come gli altri compagni di classe, il bambino ricorderà ogni volta il disagio provato e questo verrà rinforzato ogni volta dal brutto voto, accrescendo il senso di colpa e l'insicurezza.

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