25/08/2026
Lettera aperta: Quando la cura degli anziani perde la sua umanitÃ
Voglio affidare a queste righe uno sfogo che so essere comune a tante, troppe famiglie che si trovano a gestire la malattia e la vecchiaia dei propri genitori.
Quando un genitore si ammala, quando l'Alzheimer o altre patologie gli tolgono la memoria e l'autonomia, per i figli inizia un percorso di profondo dolore e sacrificio. Scegliere di affidarsi a una persona esterna, a una badante, non è una scorciatoia o una mancanza di rispetto: è un atto di responsabilità per garantire ai nostri cari l'assistenza continua di cui hanno bisogno.
Nessuno mette in dubbio che il lavoro di cura debba essere retribuito dignitosamente e svolto nel pieno rispetto della legge, dei contratti e dei diritti dei lavoratori. È la base, ed è giusto che sia così. Quello che però spesso viene a mancare, e che ferisce profondamente, è l'empatia.
Sempre più spesso, già al primo colloquio, ci si trova davanti a un muro di richieste economiche e di paletti rigidi, prima ancora di chiedere: "Come sta il signore? Di cosa ha bisogno la signora?". Prima ancora di raccontare la propria esperienza o la propria capacità di entrare in sintonia con una persona fragile. Quando l'unica preoccupazione sembra essere la tariffa, la festività o il weekend libero, ci si sente trattati non come famiglie in difficoltà , ma come meri portafogli da svuotare.
Nessun altro lavoro funziona così. In qualsiasi ambito professionale ci si presenta mostrando le proprie competenze, disponibilità e rispetto per il ruolo. Nel lavoro di cura, dove in gioco ci sono la vita e la dignità dei nostri padri e delle nostre madri, l'umanità non può essere un optional.
A chi sceglie questo mestiere vorrei dire una cosa: il tempo passa per tutti. La vecchiaia e le malattie non fanno sconti a nessuno. Dietro a un anziano con demenza o non autosufficiente non c'è solo un "assistito", c'è una storia, c'è una famiglia che sta soffrendo e che merita rispetto. Si raccoglie ciò che si semina, ed è bene ricordarsene prima di dimenticare che al centro di questo lavoro devono esserci sempre la compassione e il rispetto umano.
Lettera aperta di un caregiver
Sottoscrivo ogni parola