24/08/2026
1.000 citazioni e 104 lavori pubblicati (anche se ne mancano 2 all'appello, già accettati per la pubblicazione), a sette anni dalla mia prima pubblicazione nel 2019.
Chi mi conosce sa che le giornate si dividono tra l'ospedale e lo studio privato: visite, esami, interventi, pazienti che tornano a controllo. La ricerca sta quasi sempre nelle ore che restano: la sera tardi, i fine settimana, le pause tra un ambulatorio e l'altro. Ed è un elemento fondamentale della mia attività clinica: mi consente di rimanere sempre aggiornato e di apportare il mio contributo alla comunità scientifica.
Questi numeri dicono poco sulla qualità di un singolo articolo. Dicono però che c'è stato un lavoro costante, e soprattutto collettivo: co-autori che mi hanno aiutato nelle varie analisi, mentori che mi hanno lasciato lo spazio per sbagliare da solo e che mi hanno guidato, revisori le cui critiche ho odiato per una settimana e poi accolto in pieno.
Grazie a tutti loro. Senza di loro, tutto questo non sarebbe stato possibile.