15/02/2025
LA PAURA DEI MOSTRI
Spesso si sente di bambini che nella notte sono terrorizzati dai mostri: non appena si spegne la luce, o mamma e papà escono dalla stanza, eccoli che spuntano da sotto il letto, entrano dalla finestra, escono dall'armadio..e sono lì davanti a loro pronti a spaventarli o a prenderli.
Possono avere sembianze diverse: mostri, streghe, vampiri, lupi cattivi, orchi, avere un aspetto originale...ma una cosa li accomuna: fanno paura!
Quante volte abbiamo pensato che si trattasse di una scusa per non rimanere solo?O di un capriccio per non dormire?
I mostri, in realtà, rappresentano una vera e propria tappa dell'infanzia, compaiono intorno ai 3 anni e scompaiono spontaneamente intorno ai 6-7 anni.
Possono essere alimentati da scene viste in TV (è molto importante controllare i contenuti che vedono in TV o sui video), da scene viste violente viste nella realtà, da racconti, o essere creati spontaneamente dalla mente del bambino.
I bambini in età prescolare,infatti, hanno un pensiero magico, ovvero attribuiscono vitalità anche a figure o oggetti inanimati.
Le paure derivano dal mondo interno del bambino, che inizia a sperimentare preoccupazioni e insicurezze e le proietta nel mondo esterno sotto forma di personaggi spaventosi che vogliono fargli del male.
Le paure cambiano in base all'età:
- 3-5 anni: i bambini hanno paura dei pericoli immaginari, come i mostri, perché non riescono ancora a scindere la realtà dalla fantasia.
- età scolare: tendono a basarsi di più sulla realtà, come la paura dei temporali, di un incendio ecc.
Più alta è la comprensione del mondo reale più è probabile che la paura dei mostri scompaia.
Cosa nascondono?
Spesso sono collegate alla paura del buio, della notte, di ciò che non possiamo controllare (come la morte), del trovarsi in pericolo ed essere soli non sapendolo affrontare, o ancor di più paura dell'abbandono.
La notte è il momento in cui ci si sente maggiormente vulnerabili e in preda al pericolo, per questo spesso i bambini nel cuore della notte piangono chiedendo di essere rassicurati e protetti da quel mostro cattivo che voleva fargli del male.
Cosa fare?
- Non minimizzare o ridicolizzare la paura del bambino con frasi del tipo "i mostri non esistono", "non devi piangere sei grande", "non c'è niente di cui aver paura", "che fifone che sei", "i tuoi amici non hanno paura".... Sono tutte frasi controproducenti che avviliscono il bambino e inibiscono la sua espressione emotiva.
I mostri per i bambini sono reali ed hanno tutto il diritto di piangere se sono spaventati, meglio usare frasi come "capisco che ti senti spaventato, ci sono io con te".
- Fatevi raccontare di cosa hanno paura, di come sono questi mostri, da dove arrivano... Ascoltateli con attenzione rassicurandoli che sono normali e che anche voi da piccoli avevate le vostre paure.
- Rassicurare che i mostri non ci sono: non attraverso racconti teorici ma in modo pratico aiutandolo a separare la realtà dalla fantasia, andando insieme in giro per le stanze verificando insieme che non ci sono. Può capitare che il bambino ci dica "eccolo lì ce n'è uno.. in questo caso può aiutarci
- il gioco: andare insieme a caccia di mostri con l'aiuto di un sacco magico acchiapparli tutti e infilarli li dentro. Usare la polverina magica da spargere davanti la porta per creare una barriera e non farli entrare. Usare il "profumo antimostro" che aiuterà a non farli avvicinare. Oppure si può mettere in scena con dei pupazzi quello che accade nella notte esorcizzando la paura.
- Lettura di fiabe in cui i mostro viene sconfitto o che diventa nostro amico, attribuendogli caratteristiche buffe o fragilità in modo da renderlo meno spaventoso.
- Attenzione all'uso di frasi nel quotidiano come: "non andare lì che c'è il mostro", "se non mangi viene la strega cattiva", "se non fai il bravo chiamo l'orco cattivo".. contribuiscono ad alimentare le paure e a disorientare la mente del bambino che sta cercando di distinguere la realtà dalla fantasia.
Quando allarmarci?
Quando le paure persistono nel tempo (oltre i 7 anni) ed interferiscono nella vita quotidiana del bambino, il suggerimento è quello di chiedere aiuto ad un professionista.