Dott. Giorgio Cuffaro pediatra

Dott. Giorgio Cuffaro pediatra Pediatra privato in ambulatorio a Pordenone e in diversi ospedali in Veneto. N. iscr. albo VE6785. iscrizione albo VE6785.
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𝐇𝐚 𝐯𝐢𝐧𝐭𝐨 𝐈-𝐏𝐡𝐨𝐧𝐞.La precocità e durata di utilizzo dei dispositivi a video (principalmente cellulari) nei bambini è inve...
13/08/2026

𝐇𝐚 𝐯𝐢𝐧𝐭𝐨 𝐈-𝐏𝐡𝐨𝐧𝐞.

La precocità e durata di utilizzo dei dispositivi a video (principalmente cellulari) nei bambini è inversamente proporzionale al livello socio-culturale dei genitori (lo dicono gli studi).

Ed è, guarda caso, inversamente proporzionale al tempo di lettura che si dedica in famiglia a quegli stessi bambini.

Inverosimile che, un bambino di 18-24 mesi come quelli in foto, possa scrollare su un cellulare da mille euro (comprato a rate possibilmente).

Insensato che, vedendo quello spot, un qualunque genitore pensi di acquistarne uno per sedare a tavola (o sul passeggino, o in spiaggia, o in auto, o al parco…) il proprio pargolo (molto meno gestibile di tutti gli altri, sia chiaro!).

Lo spot è ben studiato e ha scatenato la reazione voluta: ne stanno parlando tutti, con condivisione su pagine seguitissime e con articoli su testate giornalistiche internazionali.

Anche io, scrivendo il mio punto di vista, sto contribuendo indirettamente al fatturato dell’azienda.

Qualcuno là dentro si goderà il suo meritato premio di produzione.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒́ 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

Dedicato a chi ogni tanto soffre e, magari, non sa nemmeno perché.Non può esserci l’arcobaleno senza la pioggia!Il mural...
12/08/2026

Dedicato a chi ogni tanto soffre e, magari, non sa nemmeno perché.

Non può esserci l’arcobaleno senza la pioggia!

Il murale si trova in centro al Comune di Caorle.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒́ 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

10/08/2026

𝐃𝐨𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞, 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐡𝐚 𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐦𝐢.

Dottore, forse ha i vermi perché:
- in asilo hanno messo il cartello;
- ho visto delle palline bianche nelle feci;
- ho visto dei puntini bianchi attorno all’ano;
- ho visto dei filamenti bianchi/marroni/gialli nelle feci;
- varie ed eventuali.

Signore e signori, ecco a voi gli ossiuri.

Parassiti esclusivamente umani tipici dell’infanzia.

Si trasmettono da persona a persona tramite ingestione delle uova, depositare di notte dalla femmina adulte in regione persianale/vulvare causando prurito più o meno intenso.
È di notte che si fanno vedere, quasi mai nelle feci come in questo caso.

Ogni femmina adulta doposita fino a 10.000 uova, microscopiche (e cioè invisibili a occhio n**o).

Se li vedi, non hai dubbi che ci siano.

Resta un mistero come, pur nutrendosi di m… feci, siano così incredibilmente bianchi e splendenti.
Un grandioso esempio di resilienza.

Per approfondire da un mio vecchio post: https://www.facebook.com/share/18RWgtVRUW/?mibextid=wwXIfr.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒́ 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐓𝐨𝐧𝐬𝐢𝐥𝐥𝐢𝐭𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐞: 𝐩𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐜𝐢 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢.Quello di questa sera è l’ennesimo bambino con tonsillite già in terapia antibioti...
07/08/2026

𝐓𝐨𝐧𝐬𝐢𝐥𝐥𝐢𝐭𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐞: 𝐩𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐜𝐢 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢.

Quello di questa sera è l’ennesimo bambino con tonsillite già in terapia antibiotica che viene in PS per mancato miglioramento dei sintomi.

Vi riporto le foto di 3 casi che ho visto nell’ultimo periodo. 3 di una lunga serie.

Purtroppo le foto non sono ottimali, ma rendono l’idea.

La storia è sempre la stessa: febbre e mal di gola, riscontro di tonsille più o meno ipertrofiche (ingrossate), più o meno iperemiche (arrossate), con le famigerate “placche”.

Visto che “si è sempre fatto così” questi pazienti avevano già avviato da diversi giorni terapia antibiotica senza aver fatto prima un tampone per streptococco con:

- amoxicillina: sarebbe la scelta giusta in caso di faringite/tonsillite streptococcica accertata;

- amoxicillina/ac. clavulanico: il famoso Augmentin, indicato solo nella remota e probabilmente fantascientifica ipotesi che, sulle tonsille e accanto allo streptococco, ci siano altri batteri in grado di “fornirgli” la beta-lattamasi che gli manca, riuscendo quindi a resistere alla semplice amoxicillina; si tratta più spesso in realtà di portatori sani dello streptococco, con in corso una infezione virale (che ovviamente non migliora con l’antibiotico);

- cefalosporine, magari il Cefixoral che piace tanto perché prevede una sola dose al giorno: sono antibiotici ad ampio spettro da tenere buoni per quando, un giorno non lontano, non basterà la semplice amoxicillina per trattare la stragrande maggioranza dei casi di otite e polmonite dell’infanzia. Ci stiamo arrivando;

- macrolidi, ad esempio azitromicina: Zitromax, anche quello tanto gradito per il basso numero di dosi, sebbene sia un antibiotico di seconda scelta, cosiddetto “Watch”, anch’esso da riservare a casi importanti.

Tutti questi casi avevano uno score di Centor modificato da McIsaac molto alto, che poteva far sospettare una faringite streptococcica MA noi medici non siamo indovini e non dobbiamo avere la presunzione di esserlo.
E quindi va sempre fatto un tampone per streptococco che, se acquistato in kit, ci costa poco più di un euro l’uno.
I suddetti score, con massimo punteggio, restituiscono una probabilità di faringite streptococcica del 50%: come ti**re una moneta.

Il 70% delle faringo-tonsilliti (anche degli adulti!!!) è virale e non richiede terapie specifiche; il restante 30% è batterico (quasi sempre da streptococco) e richiede la terapia antibiotica con amoxicillina.

L’unico modo per stabilirne la natura è un tampone ben fatto, meglio se da personale sanitario.

La tonsillite da streptococco si tratta efficacemente con la semplice amoxicillina.

Evitate sempre e comunque di avviare una terapia antibiotica per una faringite senza un tampone positivo per streptococco. In adulti e bambini.

Se un medico ve l’ha prescritta, allora ci sono i criteri clinici per una sospetta tonsillite batterica e il tampone lo potete quindi andare a fare dove vi pare, comprese le molte farmacie che offrono questo servizio (da non eseguire mai prima di una visita medica). Ben vengano!

Spesso le faringiti virali presentano essudato (“placche”) senza particolari iperemia (rossore) delle tonsille, a differenza della tonsillite streptococcica.

I casi delle foto sono tutti e 3 mononucleosi infettiva (infezione da EBV). Nessuna terapia. E se le tratti con amoxicillina nel 90% dei casi compare una eruzione cutanea che può esse molto fastidiosa.

Andate a cercare con la🔎 i miei precedenti post sullo streptococco con le relative foto.

Ricordo che entro il 2050 (che è dopodomani) quella da antibiotico-resistenza diventerà la prima causa di morte per malattia nei Paesi industrializzati, superando quella attuale che sono i tumori.

Forza!

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒́ 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐒𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐚𝐭𝐚.Oggi ho fatto la mia parte, segnalando al Ministero della Salute il gravissimo episodio di cui ho s...
06/08/2026

𝐒𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐚𝐭𝐚.

Oggi ho fatto la mia parte, segnalando al Ministero della Salute il gravissimo episodio di cui ho scritto ieri.

Per essere chiari, se un lattante di 2 mesi diventa cianotico, fatica a respirare ed è bradicardico, il rischio di arresto cardiaco imminente è concreto e potrebbe insorgere da un momento all’altro.

Non mettete prodotti naturali o comunque da banco, specie gocce vischiose, nel naso di neonati e lattanti nei primi mesi di vita salvo non vi sia una precisa indicazione medica (che non c’è quasi mai; io quelle robe non le prescrivo).

Se penso a una ipertrofia delle adenoidi dove talvolta queste gocce vengono prescritte dall’otorino, ciò non avviene certo nei primi mesi di vita, essendo una condizione tipica degli anni successivi.

In caso di ostruzione nasale a causa del muco, effettuate lavaggi nasali generosi con siringa da almeno 10 mL, “olivetta nasale” e soluzione fisiologica, sicuri ed efficaci fin dalla nascita.
Oltre che economici!

Tutto il resto, salvo una precisa indicazione medica, è inutile e, come in questo caso, persino pericoloso.

I bambini guariscono per fortuna quasi sempre da soli; non ricercate o richiedete sempre una soluzione che, di fatto, non c’è.

Siate pazienti “pazienti”.

In pediatria “less is better”, quasi sempre.

Dott. Giorgio Cuffaro

P.S. la segnalazione di sospetto effetto avverso DEVE essere fatta dall’operatore sanitario che ne venga a conoscenza ENTRO E NON OLTRE 10 giorni, pena una sanzione da 26.000 a 120.000 euro (“Visto in particolare, l'art. 27, comma 45 del decreto legislativo 5 agosto 2022, n. 137 che, in caso di omessa segnalazione della comunicazione di cui all'art. 10, comma 2, prevede la sanzione amministrativa pecuniaria da 26.000 euro a 120.000 euro per gli operatori sanitari pubblici o privati”, Fonte 1).

P.P.S. i fantomatici “effetti avversi” ai vaccini, sempre inventati salvo prova contraria, possono anche essere segnalati ma è ovvio non avranno alcun effetto essendo, per l’appunto e quasi sempre, inventati e senza alcuna plausibilità scientifica (la loro presunzione serve a raccogliere soldi, non ad avere giustizia).

P.P.S. Ricordo che ho il “ban” molto facile.

Fonte 1: https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=107634

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒́ 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐆𝐨𝐜𝐜𝐞 𝐧𝐚𝐬𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐢𝐭𝐞: 𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢 𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐞?Vi racconto un episodio che mi è capitato in uno degli ospedali dove la...
05/08/2026

𝐆𝐨𝐜𝐜𝐞 𝐧𝐚𝐬𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐢𝐭𝐞: 𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢 𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐞?

Vi racconto un episodio che mi è capitato in uno degli ospedali dove lavoro.

Turno di notte in cui, come di consueto, sono l’unico medico presente dopo le 20:00 per Pronto Soccorso pediatrico, reparto di pediatria, sala parto e nido/patologia neonatale.

In Italia funziona così e già così si fatica a coprire i turni, figuriamoci se sia pensabile raddoppiare il personale presente.

Sono in reparto, diversi piani più su rispetto al Pronto Soccorso che si trova al pianterreno.

Mi chiamano dal triage: “Venga subito, lattante cianotico. Codice rosso!”

Avviso le infermiere, indosso il fonendo e corro verso gli ascensori adiacenti alla tromba delle scale.
Essendo presente l’ascensore (miracolo!), mi ci infilo dentro e in 1 minuto di orologio sono in “Emergenza 2”.
Accanto alla piccola di 2 mesi, distesa sulla barella, sono già presenti gli infermieri e il Collega di PS. E arriva con me l’anestesista.

Alla bambina stanno già somministrando ossigeno con maschera dotata di reservoir (che serve ad aumentare la FiO2, cioè la percentuale di ossigeno erogata) ma, nonostante questo e pur presentando respiro spontaneo, è marezzata dalla testa ai piedi e in bradicardia.
Respira autonomamente, seppure sia tachi-dispnoica, a indicare una certa difficoltà: la frequenza respiratoria è aumentata e si notano i classici rientramenti sottocostali, con la “bilancia toraco-addominale” caratterizzata dalla pancia che “esce” durante l’inspirio per via del reclutamento dei muscoli “accessori”, con formazione di un solco sotto le arcate costali a ogni respiro.

La situazione migliora poi spontaneamente nel giro di un’ora, ma la trasferisco ugualmente in un ospedale dotato di terapia intensiva.

Scoprirò poi che questo respiro affannoso, specie nel pianto, lo presentava già da alcuni giorni, visto che aveva in corso una bronchiolite, seppur non così grave da richiedere ricovero ospedaliero e per questo (giustamente) monitorata dal Curante a domicilio.

Raccogliendo l’anamnesi emerge un dato inquietante: la bambina ha presentato improvvisa difficoltà respiratoria un istante dopo l’introduzione di 2 gocce per narice di una prodotto da banco 0-12 anni, di consistenza densa, che evidentemente ha ostruito il passaggio dell’aria al punto da causare una importante difficoltà respiratoria, con tanto di cianosi che ha iniziato a risolversi dopo l’arrivo in PS.

“Era tutta blu, tentava di respirare ma non ci riusciva” mi dicono i genitori.

Da medico Nullopata tengo a ribadire che in pediatria raramente occorre ricorrere ai farmaci.

In questo caso specifico, di una bronchiolite di un lattante di 2 mesi senza ossigeno-dipendenza, l’unica cosa da fare oltre ai controlli dal proprio pediatra di famiglia sono lavaggi nasali abbondanti e frequenti, al fine di mantenere libere le cavità nasali.

Tutto il resto è inutile, compresi gli aerosol con fialette o goccette più o meno naturali e costose, soluzione fisiologica e soluzione ipertonica compresa (che sappiamo essere inutile nella bronchiolite da molti anni ormai).

Neonati e lattanti nei primi mesi di vita hanno una respirazione che è quasi esclusivamente nasale e, introdurvi prodotti più o meno naturali, per giunta vischiosi, comporta dei rischi enormi, essendo già inutili e diventando quindi pericolosi.

Un amico che lavora in una importante terapia intensiva pediatrica del nord mi ha raccontano che questo non è stato il primo caso di cui sia venuto a conoscenza.

Motivo per cui ho deciso di fare opportuna segnalazione all’AIFA.

E di segnalare questo rischio evitabilissimo anche qui.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒́ 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

Foto: www.istockphoto .com/it/search/2/image-film?phrase=cianosi&tracked_gsrp_landing=https%3A%2F%2Fwww.istockphoto.com%2Fit%2Fimmagine%2Fcianosi

𝐈𝐥 𝐜𝐢𝐮𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐨𝐬𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐥’𝐚𝐥𝐥𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐬𝐞𝐧𝐨.Quando si parla di salute, a tutti i livelli, l’aneddottica, il sentito dire,...
02/08/2026

𝐈𝐥 𝐜𝐢𝐮𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐨𝐬𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐥’𝐚𝐥𝐥𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐬𝐞𝐧𝐨.

Quando si parla di salute, a tutti i livelli, l’aneddottica, il sentito dire, la plausibilità, quel che viene diffuso dalle “autorità” (che rischia di sottostare sempre, salvo prova contraria, al cosiddetto “principio di autorità”), valgono zero.

Se una associazione importante che promuove l’allattamento al seno scrive nero su bianco che il DAS favorisce l’allattamento al seno esclusivo e prolungato nei neonati sani a termine rispetto all’impiego di un biberon, lo deve dimostrare.

Deve prendere 100-200-1000 neonati sani a termine figli di madri che desiderano allattare al seno, che hanno difficoltà iniziali e che ricorrono al DAS (Dispositivo di Alimentazione Supplementare, vedi miei post precedenti), con un ugual numero di neonati figli di madri con le stesse caratteristiche che quello stesso latte tirato/in formula lo somministrano col biberon.

E vedere quante abbandonano del primo gruppo (perché esasperate dalla procedura, magari, eh!) e quante nel secondo.

Perché non basta rifarsi a studi condotti su qualche decina di neonati prematuri in qualche TIN dove, ovviamente, l’assistenza del personale sanitario qualificato per il neonato è H24 e dove la mamma, quando vuole, può andare a riposare in stanza senza doversene occupare continuativamente (e ci mancherebbe altro!).
Neonati prematuri in cui, più che in tutti gli altri, i benefici del latte materno (di mamma o donato) sono impareggiabili, sia chiaro.

E lo scrivo pure qui: io promuovo sempre e comunque l’allattamento al seno MA a condizione che non diventi una malattia.
Perché la sanità mentale della mamma conta molto di più dei benefici, indubbi, del latte materno.
I miei 5 figli rientrano tutti in quel 30% di bambini italiani allattati esclusivamente al seno per almeno 6 mesi.
Per cui con me certi commenti passivi/aggressivi non funzionano. Risparmiate i polpastrelli.

E il ciuccio?

In che termini l’uso precoce del ciuccio, in bambini le cui madri erano intenzionate ad allattare al seno o a continuare a farlo (ovvio, se no in quali?), incide sull’allattamento al seno?

Nel 2016 è stato fatto questo ragionamento: l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nei suoi “Dieci Passi per un Allattamento al Seno di Successo” raccomanda di evitare completamente l’uso di tettarelle o ciucci nei neonati allattati al seno.

Bene. Lo sapete tutti.

Il dott. Sharifah Halimah Jaafar e collaboratori ha disegnato uno studio per dimostrarlo, una revisione sistematica della letteratura intitolata appunto “Effetto della limitazione dell'uso del ciuccio nei neonati a termine allattati al seno per aumentare la durata dell'allattamento”.

Se il ciuccio ostacola l’avvio o il mantenimento dell’allattamento al seno, limitarne l’uso avrà come effetto un aumento della sua durata.
Non fa una piega.

Sono stati considerati 1302 neonati sani e a termine allattati esclusivamente al seno e questa la conclusione dello studio:
“L'uso del ciuccio nei neonati sani allattati al seno a termine, iniziato dalla nascita o dopo l'avvio dell'allattamento, non ha influenzato in modo significativo la prevalenza o la durata dell'allattamento esclusivo e parziale fino a quattro mesi di età.”.

La stessa revisione sistematica della letteratura è stata ripresa da… 🥁🥁🥁…

La stessa OMS!
L’Organizzazione Mondiale della Sanità! (Fonte 2).

Quella stessa OMS a cui si appellano proprio le associazioni che promuovono l'allattamento al seno per dire che il ciuccio va categoricamente evitato nel primo mese di vita.

Non vi pare un cortocircuito pazzesco?

Le fonti, signore e signori. Le fonti!

Quando si parla di salute, contano solo le fonti. E non tanto (e solo) chi le informazioni le diffonde.

Buona serata a tutti,
Dott. Giorgio Cuffaro

Fonti
1. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8520760/
2. https://www.who.int/tools/elena/review-summaries/breastfeeding-inability--effect-of-restricted-pacifier-use-in-breastfeeding-term-infants-for-increasing-duration-of-breastfeeding

Foto: https://www.bimbisaniebelli.it/neonato/cura-bebe/come-scegliere-il-ciuccio-per-il-neonato-tipi-forme-84576

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒́ 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐒𝐢𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨𝐧𝐞.In questo mondo di finti corvidi, sii piccione.Dott. Giorgio Cuffaro.
02/08/2026

𝐒𝐢𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨𝐧𝐞.

In questo mondo di finti corvidi, sii piccione.

Dott. Giorgio Cuffaro.

𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐭𝐨/𝐬𝐮𝐩𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝟐.“Il DAS (Dispositivo di Alimentazione Supplementare) o SNS (Supplemental Nu...
01/08/2026

𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐭𝐨/𝐬𝐮𝐩𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝟐.

“Il DAS (Dispositivo di Alimentazione Supplementare) o SNS (Supplemental Nursing System) è uno strumento che permette di dare un'aggiunta di latte (materno o in formula) al bambino mentre poppa direttamente al seno della madre.
È composto da un contenitore per il latte da appendere al collo e da un sondino che viene fissato con un cerotto sulla pelle del seno, arrivando fino alla punta del capezzolo.
Quando il neonato si attacca, mette in bocca sia il capezzolo che il tubicino, assumendo il latte del flacone e contemporaneamente stimolando il seno.”

Mamma n. 2.

Viene assieme al marito in ambulatorio con la figlia di 2 mesi e mezzo per coliche e reflusso.
Hanno già tentato fermenti lattici e simeticone senza beneficio, e sta assumendo un anti reflusso in quanto spesso, dopo i pasti, rigurgita, con apparente benefico.

Vengono da me perché dei conoscenti hanno risolto col sondino rettale la faccenda coliche che, in effetti, col sondino si risolve nella quasi totalità dei casi (negli altri basta avere un po’ di pazienza perché le coliche, come il reflusso, passano da soli).

Essendo la prima visita raccolgo approfonditamente l’anamnesi fisiologica da cui emerge che, a seguito di una gravidanza e parto fisiologici, la piccola ha presentato fin da subito difficoltà nell’attacco al seno, con calo ponderale superiore al 10% (che è patologico, e su cui non si discute) nonostante sia nata in un ospedale BFHI ( Baby-Friendly Hospital Initiative, Ospedale Amico dei Bambini) con personale addestrato e che promuove categoricamente l’allattamento al seno.

Prima della dimissione, alla luce del calo e della difficoltà nella suzione al seno, è stata avviata la somministrazione di latte tirato tramite DAS che la mamma ha proseguito anche a casa. A ogni pasto.

Mentre la attaccava a un seno, tirava il latte dall’altro.
Nel frattempo introduceva il latte tirato in una siringa collegata a un sondino che fissava poi al seno con un nastro adesivo tramite il quale glielo somministrava.
Finita la procedura sanificava il tutto e si preparava per la poppata successiva che poteva verificarsi a stretto giro.
Procedura che arrivava a durare “anche 2 ore”, anche in piena notte, ogni volta che la bambina ne faceva richiesta.

Pur essendo supportata da personale qualificato anche dopo la dimissione e avendo seguito tutte le indicazioni del caso, a un certo punto ha avuto un crollo psicofisico e ha capito, non senza difficoltà, di non essere nelle condizioni ideali per accudire la sua neonata.
Decidendo quindi di passare alla formula.
“Mamma serena, bimba serena”, mi ha detto.

Tutto questo per dire cosa?

Per dire che non è tutto bianco o nero.
E che forse, ma dico forse, procedure particolarmente elaborate che avrebbero lo scopo di preservare l’allattamento al seno, talvolta hanno l’effetto opposto.

Un atteggiamento eccessivamente promozionale dell’allattamento al seno, che diventa integralista, talvolta ha l’effetto opposto.

Approcci consolidati e diffusi capillarmente talvolta non basati su evidenze scientifiche, ma su indicazioni di associazioni più o meno prestigiose che promuovono l’allattamento al seno a tutti i costi e che vengono assunte come valide, per il principio di autorità: se lo dicono loro allora è vero.

E che ad esempio demonizzano l’uso del ciuccio nel primo mese di vita in quanto interferirebbe con l’allattamento al seno quando gli studi, che su quello ci sono, affermano tutt’altro.

E di questo esempio marginale ma rappresentantivo, ne scriverò appena possibile.

Dott. Giorgio Cuffaro

Fonte: www.lllitalia .org/component/tags/tag/das-al-dito.html

Immagine: federicaravasini .it/das-e-lactation-aid-due-risorse-in-piu-per-recuperare-lallattamento/amp/

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒́ 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐭𝐨/𝐬𝐮𝐩𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝟏.“Il DAS (Dispositivo di Alimentazione Supplementare) o SNS (Supplemental Nu...
31/07/2026

𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐭𝐨/𝐬𝐮𝐩𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝟏.

“Il DAS (Dispositivo di Alimentazione Supplementare) o SNS (Supplemental Nursing System) è uno strumento che permette di dare un'aggiunta di latte (materno o in formula) al bambino mentre poppa direttamente al seno della madre.

È composto da un contenitore per il latte da appendere al collo e da un sondino che viene fissato con un cerotto sulla pelle del seno, arrivando fino alla punta del capezzolo.

Quando il neonato si attacca, mette in bocca sia il capezzolo che il tubicino, assumendo il latte del flacone e contemporaneamente stimolando il seno.”

Lo stesso dispositivo può essere fissato a un dito, evitando in questo modo l’utilizzo del biberon, oggi sconsigliato (demonizzato?) al pari del ciuccio in quanto confonderebbe il bambino.

Lo scopo del DAS sarebbe, appunto, quello di preservare l’attacco al seno in attesa che il neonato diventi abile nella suzione o la quantità di latte materno sia adeguata a nutrirlo.

Nelle ultime settimane ho incontrato 2 mamme che avevano avviato questo tipo di alimentazione supplementare.

Mamma n. 1.

Arriva in PS di sera con neonato di 8 giorni per pianto inconsolabile, visibilmente provata ma sostenuta dal compagno, presenza mite e silenziosa, sicuramente più riposato e meno stressato di lei.

La mamma lo consola col proprio dito in bocca che introduce ripetutamente durante la raccolta dell’anamnesi e poi anche durante la visita.

Alla dimissione dal nido il bambino era in crescita (aveva aumentato il peso di circa 30 grammi dal giorno precedente).

Dal controllo fatto però in quinta giornata di vita, (3 giorni prima l’accesso in Pronto Soccorso) era calato di 40 grammi.
Ipotizzo ci sia stato un errore di misurazione in una delle pesate precedenti, perché qualquadra non cosa.

La mamma lo allatta a richiesta, innumerevoli volte di giorno e di notte, “anche più di un’ora, finché si addormenta stremato”, mi dice. A volte gli somministra il suo latte tirato (20-30 mL) col DAS collegato al dito. E il padre conferma.

In questi casi, sebbene la “doppia pesata” sia mal vista (demonizzata?) almeno al pari di ciuccio e biberon, in PS ho necessità di capire se al seno assume abbastanza latte.

Anche se qualcuno sostiene che:
- “se assumo 50 grammi di cibo mica ingrasso di 50 grammi!”.
«No, ma il tuo peso sì che aumenta di 50 grammi!»

Dopo una quindicina di minuti di poppata a ciascun seno, la bilancia parla chiaro: 10 grammi.

Dopo mezz’ora di suzione valida ha assunto 10 g di latte, poco meno di 10 mL (perché 1 millilitro di latte pesa più di 1 grammo): troppo poco.

Affido la donna a un'infermiera esperta in allattamento al seno che ha fatto il corso ma dotata anche di buon senso, e io vado avanti con le visite di PS.

Ci trascorre un paio d’ore.

Al tiralatte vengono estratti altri 20 mL poi somministrati al piccolo con la siringa.

Ma il bambino è irrequieto, apre la bocca ripetutamente, piange. Ha fame.

È solo verso la fine di quelle 2 ore di "consulenza" che la mamma accetta di dare a suo figlio del latte in formula.
E di darglielo col biberon. Che a noi interessa anche della salute mentale della mamma oltre che del suo latte materno.

A casa cercava di tirarlo dopo le lunghe poppate al seno e di somministrarlo, appunto, con siringa collegata a un sondino fissato al suo dito col nastro adesivo. Quel dito che utilizzava per consolarlo durante la visita.

Procedura che le richiedeva molto tempo e tantissime energie.

Ma che faceva perché era letteralmente terrorizzata all’idea di nutrirlo con qualcosa di diverso dal suo latte e di farlo con qualcosa che non fosse il suo seno o il suo dito.

Assume 60 grammi di latte in formula in pochi minuti, per poi addormentarsi soddisfatto.

Con conseguente e immediato rasserenamento della mamma e quindi anche del padre che, per sdrammatizzare, esclama: “dai che questa notte si dorme!”.

Sono andato lungo e della mamma n. 2 scriverò domani.

Intanto chiedo, a chi “del mestiere”, di linkare studi che non dimostrino, su una sessantina di neonati prematuri come ho visto, che DAS/SNS favoriscano un corretto attacco al seno MA che questa procedura, molto impegnativa per le neo-mamme, comporti sul lungo termine una maggiore aderenza all’allattamento esclusivo al seno rispetto a chi l’aggiunta (di latte materno/formula) la somministra con il biberon.

A volte mi pare si dia priorità alla tetta che alla donna, ma forse è solo una mia impressione.

Dott. Giorgio Cuffaro

Fonte: www.lllitalia .org/component/tags/tag/das-al-dito.html

Foto (che la LLL Italia si è risentita che abbia utilizzato un dettaglio ingrandito della loro e che quindi ho cambiato): www.reddit .com/r/breastfeedingsupport/comments/1mswzy6/finger_feeding_with_an_sns_hack_to_strengthen_the/

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒́ 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

Indirizzo

Via Colonna, 12
Pordenone
33170

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
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