01/08/2026
𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐭𝐨/𝐬𝐮𝐩𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝟐.
“Il DAS (Dispositivo di Alimentazione Supplementare) o SNS (Supplemental Nursing System) è uno strumento che permette di dare un'aggiunta di latte (materno o in formula) al bambino mentre poppa direttamente al seno della madre.
È composto da un contenitore per il latte da appendere al collo e da un sondino che viene fissato con un cerotto sulla pelle del seno, arrivando fino alla punta del capezzolo.
Quando il neonato si attacca, mette in bocca sia il capezzolo che il tubicino, assumendo il latte del flacone e contemporaneamente stimolando il seno.”
Mamma n. 2.
Viene assieme al marito in ambulatorio con la figlia di 2 mesi e mezzo per coliche e reflusso.
Hanno già tentato fermenti lattici e simeticone senza beneficio, e sta assumendo un anti reflusso in quanto spesso, dopo i pasti, rigurgita, con apparente benefico.
Vengono da me perché dei conoscenti hanno risolto col sondino rettale la faccenda coliche che, in effetti, col sondino si risolve nella quasi totalità dei casi (negli altri basta avere un po’ di pazienza perché le coliche, come il reflusso, passano da soli).
Essendo la prima visita raccolgo approfonditamente l’anamnesi fisiologica da cui emerge che, a seguito di una gravidanza e parto fisiologici, la piccola ha presentato fin da subito difficoltà nell’attacco al seno, con calo ponderale superiore al 10% (che è patologico, e su cui non si discute) nonostante sia nata in un ospedale BFHI ( Baby-Friendly Hospital Initiative, Ospedale Amico dei Bambini) con personale addestrato e che promuove categoricamente l’allattamento al seno.
Prima della dimissione, alla luce del calo e della difficoltà nella suzione al seno, è stata avviata la somministrazione di latte tirato tramite DAS che la mamma ha proseguito anche a casa. A ogni pasto.
Mentre la attaccava a un seno, tirava il latte dall’altro.
Nel frattempo introduceva il latte tirato in una siringa collegata a un sondino che fissava poi al seno con un nastro adesivo tramite il quale glielo somministrava.
Finita la procedura sanificava il tutto e si preparava per la poppata successiva che poteva verificarsi a stretto giro.
Procedura che arrivava a durare “anche 2 ore”, anche in piena notte, ogni volta che la bambina ne faceva richiesta.
Pur essendo supportata da personale qualificato anche dopo la dimissione e avendo seguito tutte le indicazioni del caso, a un certo punto ha avuto un crollo psicofisico e ha capito, non senza difficoltà, di non essere nelle condizioni ideali per accudire la sua neonata.
Decidendo quindi di passare alla formula.
“Mamma serena, bimba serena”, mi ha detto.
Tutto questo per dire cosa?
Per dire che non è tutto bianco o nero.
E che forse, ma dico forse, procedure particolarmente elaborate che avrebbero lo scopo di preservare l’allattamento al seno, talvolta hanno l’effetto opposto.
Un atteggiamento eccessivamente promozionale dell’allattamento al seno, che diventa integralista, talvolta ha l’effetto opposto.
Approcci consolidati e diffusi capillarmente talvolta non basati su evidenze scientifiche, ma su indicazioni di associazioni più o meno prestigiose che promuovono l’allattamento al seno a tutti i costi e che vengono assunte come valide, per il principio di autorità: se lo dicono loro allora è vero.
E che ad esempio demonizzano l’uso del ciuccio nel primo mese di vita in quanto interferirebbe con l’allattamento al seno quando gli studi, che su quello ci sono, affermano tutt’altro.
E di questo esempio marginale ma rappresentantivo, ne scriverò appena possibile.
Dott. Giorgio Cuffaro
Fonte: www.lllitalia .org/component/tags/tag/das-al-dito.html
Immagine: federicaravasini .it/das-e-lactation-aid-due-risorse-in-piu-per-recuperare-lallattamento/amp/
𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒́ 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.