Fisioterapista Stefania Cedolin

Fisioterapista Stefania Cedolin •Dott.ssa in Sc. Motorie
•Dott.ssa in Fisioterapia
•Master in Riab. dei Disordini Muscoloscheletrici

Appassionata di sport fin da piccola, ho iniziato il mio percorso universitario iscrivendomi al Corso di laurea in Scienze Motorie a Gemona (UD). Mi sono laureata a pieni voti nel 2007 con la consapevolezza che questo sarebbe stato solo l’inizio. Ho frequentato quindi il Corso di Laurea in Fisioterapia a Udine e nel 2011 mi sono laureata a pieni voti con lode. Nel 2013, ho conseguito il Master in

Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici presso l’Università di Genova. Nel frattempo, da febbraio 2006 lavoro presso la piscina comunale di Spilimbergo, occupandomi di Scuola Nuoto Adulti e Rieducazione funzionale in acqua. Come Fisioterapista ho lavorato fin da subito in regime di libera professione e dal 2015 collaboro con il team MOVE Physiotherapy in cui mi occupo principalmente di persone adulte e anziane con problematiche di natura ortopedica o in fase pre/post-chirurgica. Uno dei miei motti è: “Se è vero che grazie al progresso della scienza l’aspettativa di vita si è molto allungata, è pur vero che la qualità della vita guadagnata dipende dalle nostre scelte di vita quotidiana”. Con i pazienti, applico quindi tecniche di educazione, di terapia manuale ed esercizio terapeutico specifico, con l’obiettivo di ridurre il dolore, ma soprattutto di aumentare le loro auto-efficacia, autogestione e capacità fisiche, nonché di raggiungere i loro obiettivi funzionali e promuovere uno stile di vita sano.

“La schiena non è dritta. Vale la pena ricordarlo.”Questo è uno dei temi ricorrenti con i miei pazienti.Probabilmente an...
04/08/2026

“La schiena non è dritta. Vale la pena ricordarlo.”

Questo è uno dei temi ricorrenti con i miei pazienti.
Probabilmente anche tu, almeno una volta nella vita, ti sei sentito dire: "Stai dritto con la schiena."
È un consiglio così comune da non metterlo mai in discussione.

Eppure l’anatomia ci racconta qualcosa di diverso.

La nostra schiena non è dritta.
Se la osserviamo di profilo, presenta delle curve naturali.
Non sono un difetto da correggere, ma una caratteristica fondamentale.
È grazie a queste curve che il nostro corpo protegge organi interni importanti, distribuisce i carichi e assorbe le forze. Ci permettono di respirare, stare in piedi e muoverci.

Ed è proprio a questo punto che sento spesso una frase: “Non ci avevo mai pensato”.

Allora, se la schiena non è dritta, ha senso sentirsi dire "stai dritto”?
Forse il punto è dare al corpo la possibilità di cambiare posizione, muoversi e adattarsi a ciò che stiamo facendo.

Il problema nasce quando trasformiamo un consiglio in una regola rigida.
Come se esistesse una postura perfetta da mantenere tutto il giorno.
Il nostro corpo, invece, è progettato per fare qualcosa di molto più interessante.

Muoversi.

Più che cercare la posizione perfetta, vale la pena imparare a cambiare posizione, ascoltare i segnali del corpo e ritrovare varietà nel movimento.
Il benessere della schiena non sta nell’immobilità.
Sta nella capacità di adattarsi al movimento.

Adoro camminare.E quando posso, cammino.In pianura, in montagna, sul greto del Tagliamento.Camminare mi ricorda molto la...
28/07/2026

Adoro camminare.

E quando posso, cammino.
In pianura, in montagna, sul greto del Tagliamento.

Camminare mi ricorda molto la vita.

Ci sono momenti in cui si procede con leggerezza.
Altri in cui si rallenta, ci si ferma, si cade.
Altri in cui si cambia direzione e si riparte.

Nella vita, nel lavoro e anche nella salute, i cambiamenti più duraturi raramente avvengono tutti insieme.
Si costruiscono un passo alla volta.
Forse è proprio per questo che mi definisco una persona e una professionista in cammino.

Quando una persona si affida a me non trova un trattamento miracoloso.
Trova un percorso.
Un percorso fatto di ascolto, cura e piccoli passi sostenibili, capaci di trovare spazio nella sua vita reale.

Per accompagnare le persone nel loro cammino, continuo prima di tutto a prendermi cura della persona e della professionista che sto diventando.
Perché accompagnare qualcuno non significa essere arrivati.
Significa esserci, con competenza e consapevolezza, mentre il percorso prende forma.

Un passo alla volta, il mio cammino continua. E accompagno chi si affida a me lungo il proprio.

La relazione con il paziente è fatta di attenzioni, gesti e parole che dopo un po’ diventano automatici.Ricoprire il ruo...
22/07/2026

La relazione con il paziente è fatta di attenzioni, gesti e parole che dopo un po’ diventano automatici.

Ricoprire il ruolo di tutor per i futuri colleghi mi offre l'opportunità di ripensare, approfondire e migliorare tutto questo, dalla relazione con il paziente alla valutazione clinica.

In bocca al lupo a Nicola e Alessandro. Che gli spunti di riflessione nati in queste settimane siano un buon bagaglio con cui partire nel vostro percorso professionale!

MOVE 🌀

Nicola e Alessandro, studenti del corso di laurea in Fisioterapia dell’Università degli Studi di Udine, hanno concluso il loro tirocinio al MOVE.

Il tirocinio è il momento in cui le conoscenze apprese durante il percorso universitario incontrano le persone, i loro obiettivi e la complessità delle decisioni cliniche. Un passaggio necessario per imparare a osservare, porre domande e collegare la valutazione al lavoro riabilitativo.

Grazie a Nicola e Alessandro per il tempo condiviso con il team. Buon proseguimento per il vostro percorso di formazione.

“Quando il rumore non è solo fuori”Hai mai pensato a quanto rumore c’è nelle nostre giornate?Il rumore fuori.Il traffico...
21/07/2026

“Quando il rumore non è solo fuori”

Hai mai pensato a quanto rumore c’è nelle nostre giornate?

Il rumore fuori.
Il traffico, le notifiche, le scadenze.
Il lavoro, la casa, la famiglia.

E poi c’è il rumore dentro.
I pensieri che si rincorrono, le preoccupazioni, le decisioni da prendere.
Le cose da fare, ciò che non siamo riusciti a fare oggi e ciò che ci attende domani.

La velocità del nostro tempo ci ha abituato a tutto questo e diamo per scontato che sia normale.

Eppure il nostro sistema nervoso non distingue sempre ciò che è davvero importante da ciò che è solo un continuo sottofondo. Rimane in ascolto, vigile e costantemente impegnato a elaborare stimoli.

Quando questo stato di allerta si prolunga nel tempo, il corpo può fare più fatica a recuperare. Il sistema nervoso può diventare più sensibile agli stimoli e anche il dolore può essere percepito con maggiore intensità.

Per questo, prendersi momenti di quiete non è un lusso né una perdita di tempo. È un’opportunità che offriamo al nostro organismo di ritrovare equilibrio, recuperare energie e regolare quella sensibilità che influenza il nostro benessere e la nostra salute.

E se invece di avere bisogno di fare una pausa, avessimo semplicemente bisogno di ridare spazio al silenzio nelle nostre giornate?

"Eh, ormai alla mia età..."Una frase che è diventata un must.A volte detta sorridendo.A volte con rassegnazione.A volte ...
14/07/2026

"Eh, ormai alla mia età..."

Una frase che è diventata un must.

A volte detta sorridendo.
A volte con rassegnazione.
A volte chiudendo ogni possibilità di cambiamento.

È vero. Con il passare degli anni il corpo cambia.
Cambiano mobilità, forza e capacità fisiche generali.
Cambiano tessuti, capacità coordinative e tempi di recupero.

Quello che spesso dimentichiamo è che il corpo continua ad adattarsi.
Continua a imparare.
Continua a cambiare.

Ciò che troppo spesso non consideriamo è che il corpo continua a rispondere agli stimoli.
Stimoli fisici oppure cognitivi.
Stimoli che gli diamo oppure no.

L'età è una caratteristica.
Non decide da sola ciò che è ancora possibile.

La professionista che sono oggi è anche il risultato dei professionisti che ho avuto la fortuna di incontrare lungo il m...
09/07/2026

La professionista che sono oggi è anche il risultato dei professionisti che ho avuto la fortuna di incontrare lungo il mio cammino e che mi hanno ispirata, guidata e fatta crescere.

Sono felice di poter ricoprire, a mia volta, il ruolo di tutor per i futuri colleghi e di avere l'opportunità di accompagnarli lungo una parte del loro percorso di formazione.

MOVE🌀

Carlo e Simone, studenti del Corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università degli Studi di Udine, hanno concluso il loro tirocinio al MOVE.

Accogliere studenti in formazione significa dedicare tempo alla supervisione, al confronto clinico e alla trasmissione di un modo di lavorare basato su ragionamento, esercizio terapeutico e attenzione alla persona.

MOVE è sede di tirocinio per:

- Scienze Motorie, Università degli Studi di Udine
triennale e magistrale

- Scienze Motorie, Università degli Studi di Verona
triennale e magistrale

- Master in Riabilitazione Muscoloscheletrica e Reumatologia, Università degli Studi del Molise, sede di Campobasso

- Fisioterapia, Università degli Studi di Udine

Grazie a Carlo e Simone per il percorso condiviso e buon proseguimento per la loro formazione.

Ogni percorso di formazione lascia qualcosa.Alcuni aggiungono conoscenze. Altri cambiano il modo di osservare, ragionare...
07/07/2026

Ogni percorso di formazione lascia qualcosa.
Alcuni aggiungono conoscenze. Altri cambiano il modo di osservare, ragionare e lavorare.
L’Advanced Musculoskeletal Pain Care Certificate è stato uno di questi.

Ho appena terminato un percorso formativo avanzato dedicato alla gestione del dolore muscoloscheletrico, nato dalla collaborazione tra lo studio MOVE e la Curtin University di Perth (Australia).

Un ringraziamento speciale a MOVE e Luca Maestroni (Physiotherapy Applied Science) per aver ideato e costruito un'opportunità formativa di altissimo livello e ai docenti, Dr. Tim Mitchell, Dr. Robert Waller e Dr. Rod Whiteley, per il loro incredibile contributo, la disponibilità e la pazienza.

Un grazie altrettanto speciale va a tutto il team MOVE. Partecipare a un corso è stimolante, ma il vero valore della formazione emerge quando ciò che abbiamo imparato si traduce nella pratica clinica quotidiana. E questo è possibile solo grazie al confronto continuo, al lavoro condiviso e alla disponibilità di ogni collega.

Per tutto quello che facciamo insieme ogni giorno, grazie.

MOVE offre ai fisioterapisti europei un’opportunità unica.È l’unica realtà europea il cui Advanced Musculoskeletal Pain ...
03/07/2026

MOVE offre ai fisioterapisti europei un’opportunità unica.

È l’unica realtà europea il cui Advanced Musculoskeletal Pain Care Certificate è formalmente riconosciuto da Curtin University ai fini del credito accademico.

Cosa significa?

I fisioterapisti che frequentano il Certificate in Advanced Musculoskeletal Pain Care erogato da MOVE, e superano gli assessment previsti, possono ottenere il Credit for Recognised Learning per studi futuri all’interno del Master of Clinical Physiotherapy di Curtin University, negli indirizzi “Musculoskeletal” e/o “Sports and Exercise Physiotherapy”.

Il Certificate non è quindi solo un percorso di formazione clinica avanzata sul dolore muscoloscheletrico.

Può rappresentare anche un primo passaggio verso un percorso accademico internazionale.

Il credito riconosciuto resta valido per 10 anni, lasciando ai fisioterapisti la possibilità di valutare eventuali studi post-laurea presso Curtin University nel momento più adatto alla propria carriera.

Questa possibilità è particolarmente rilevante oggi, perché il Master of Clinical Physiotherapy è accessibile anche attraverso l’European Pathway, con candidatura tramite il portale ufficiale Curtin.

Per MOVE, questo riconoscimento conferma la direzione del progetto: costruire una formazione specialistica capace di collegare pratica clinica, evidenze scientifiche e opportunità accademiche internazionali.

La terza edizione dell’Advanced Musculoskeletal Pain Care Certificate partirà a novembre 2026.

Programma e iscrizione:
https://www.movefisioterapia.it/advanced-musculoskeletal-pain-care-certificate-italia/

Per maggiori informazioni sul Master of Clinical Physiotherapy e sull’European Pathway, è possibile consultare il sito ufficiale Curtin University.

Cosa aspettarti dalla prima visita con me?Una delle domande che ricevo più spesso è: "Come si svolge la prima visita?"La...
30/06/2026

Cosa aspettarti dalla prima visita con me?

Una delle domande che ricevo più spesso è: "Come si svolge la prima visita?"
La risposta breve è: “Parleremo più di quanto immagini.”

Aspettati una fisioterapista molto curiosa che ti farà un sacco di domande e che ascolterà con attenzione le tue parole.

Mi interessa capire il tuo dolore.
Mi interessa capire come lo stai vivendo.
Mi interessa capire cosa vuoi portarti a casa dal percorso con me.

E inoltre:
cosa non riesci a fare?
cosa ti preoccupa?
quali sono i tuoi obiettivi?

Molte persone arrivano pensando che dopo pochi minuti saranno già sdraiate sul lettino.
Spesso si sorprendono quando si accorgono che trascorriamo una buona parte della visita seduti a parlare.
Credo che questo accada perché siamo abituati a pensare al corpo come a qualcosa da riparare. Eppure il corpo umano non è una macchina e spesso non ci sono pezzi da sistemare.

La prima visita è l'inizio di un percorso. Serve per iniziare a comprendere la tua situazione nella sua globalità e per individuare insieme una direzione.

Perché capire un problema è importante. E capire quali possibilità abbiamo per affrontarlo lo è altrettanto.

Se dopo la prima visita una persona esce dallo studio pensando: “Adesso capisco meglio cosa mi sta succedendo e cosa posso fare.” allora sento che l’incontro ha raggiunto uno dei suoi obiettivi più importanti.

Indirizzo

Via Mazzini 12/A
Pordenone
33170

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