06/07/2026
🌱 UMANIZZIAMO IL TERAPEUTA 🌱
Forse una delle cose più difficili è ricordare che, dietro ad un ruolo, in questo caso dietro al ruolo dello psicoterapeuta, c’è una persona.
Uno psicoterapeuta non è un essere illuminato e finito.
Non è un maestro che ha tutte le risposte.
Non è immune alle emozioni, o al sovraccarico emotivo.
Non è sempre perfettamente centrato.
Non vive una vita senza dubbi, senza errori o senza fatiche.
Può ridere fino alle lacrime.
Può commuoversi davanti ad un libro, sugli scogli.
Può bere un bicchiere di vino in più in compagnia.
Può fare una battuta leggera.
Può avere giornate storte.
Può sbagliare, chiedere scusa, ricominciare.
Molto spesso, invece, la figura del terapeuta viene quasi sacralizzata: come se dovesse essere sempre impeccabile, puro, distante, al di sopra delle fragilità umane.
E, a forza di guardarlo così, rischiamo di dimenticare una verità semplice: la professionalità non nasce dall’assenza di umanità, ma dalla capacità di conoscerla e di gestirla con responsabilità.
La differenza, infatti, non sta nell’essere “migliore” degli altri.
Sta nel fatto che, quando entra nello studio, il terapeuta mette al servizio dell’altro la propria formazione, gli strumenti acquisiti, l’esperienza, la capacità di osservare, ascoltare e custodire con cura la relazione terapeutica.
Fuori da quello studio, però, continua a essere una persona.
Forse abbiamo bisogno di umanizzare di più questa professione.
Perché quando trasformiamo il terapeuta in una figura quasi sacra, rischiamo di fare un danno doppio.
Alle persone, che finiscono per credere di dover trovare qualcuno di perfetto.
E ai terapeuti stessi, che possono sentirsi intrappolati nell’idea di non potersi più concedere il diritto di essere semplicemente esseri umani.
Essere professionali non significa smettere di essere umani.
Anzi.
Forse è proprio il terapeuta che conosce le proprie fragilità, colui che continua a confrontarsi con esse e che sa non metterle al centro della relazione terapeutica, a poter incontrare davvero quelle dell’altro.
Perché, in fondo, uno psicoterapeuta non aiuta perché è perfetto.
Supporta ed accompagna perché ha imparato a stare, con responsabilità, competenza e autenticità, anche dentro quell’imperfezione che appartiene a ogni essere umano.
Dottoressa Barabas Federica