19/07/2026
Perché bere acqua calcarea (quindi con calcio) riduce il rischio di calcoli renali?
I calcoli renali sono principalmente da ossalato di calcio: quando quindi l’acido ossalico ingerito attraverso la dieta si lega, nel nostro corpo, al calcio (soprattutto quello rilasciato grazie all’azione del paratormone, che lo preleva dalle ossa, in partticolare quando ci sono bassi livelli di vitamina D).
Se durante i pasti beviamo acqua calcarea, ci assicuriamo un quantitativo di calcio che, legandosi all’acido ossalico (presente in particolare in cibi come bietole, barbabietole, pomodori, spinaci), forma ossalti di calcio nel lume intestinale... che non vengono assorbiti ma eliminati attraverso le feci.
In questo modo si riduce il rischio di calcoli renali. E questo è stato evidenziato anche da studi scientifici. Nel mentre c’è chi, non conoscendo il meccanismo, continua a demonizzare l’acqua dura basandosi unicamente su credenze popolari e facendo una penosa disinformazione!
Non cadete nella trappola di chi vi vuole vendere acqua in bottiglia!!
Bene assicurarsi valori ottimali di vitamina D (maggiori di 40-45 ng/ml)... ovviamente i valori di riferimento che trovate nelle analisi non sono in linea con quanto evidenziato dagli studi scientifici.
Approfondimenti nel mio libro 📕 “Questa non me la mangio”