Dott.ssa Carmen Prete - Psicologa Clinica Ψ

Dott.ssa Carmen Prete - Psicologa Clinica Ψ Psicologa - Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
-Psicodiagnosta - Esperta in DSA

Iscritta all'albo dell'Ordine degli Psicologi della Basilicata, matricola n.808.

E se, in fondo, fossimo tutti un po' come Ulisse?L'Odissea non narra le gesta di un eroe infallibile, bensì la vicenda u...
10/08/2026

E se, in fondo, fossimo tutti un po' come Ulisse?

L'Odissea non narra le gesta di un eroe infallibile, bensì la vicenda universale di un uomo che sperimenta lo smarrimento, si confronta con ostacoli soverchianti, cade, si rialza e p***egue tenacemente la rotta verso la propria Itaca.

Ognuno di noi, almeno una volta nel corso della propria esistenza, sperimenta la sensazione di trovarsi distante da casa. Non si tratta della lontananza da un luogo fisico, bensì dallo scarto doloroso tra la realtà attuale e la versione di sé che sperava di diventare.

Sentirsi "lontani da casa" in questo senso significa fare i conti con un profondo senso di sradicamento interiore, quando i progetti di vita, le aspettative e le mete che ci eravamo prefissati sembrano sbiadire o diventare irraggiungibili a causa delle tempeste dell'esistenza.

Sperimentare la distanza dalla propria "Itaca" significa attraversare la frustrazione dei fallimenti, dei cambiamenti inaspettati e delle parti di sé che si sono p***e o compromesse lungo il cammino.

Proprio come Ulisse, che non rinuncia mai alla meta nonostante il volere avverso degli elementi e i propri errori, l'essere umano possiede la risorsa fondamentale della tenacia: la capacità di riorganizzarsi dopo la caduta e di rimettere mano alla propria rotta.

Ritrovare Itaca, in un'accezione psicologica e matura, non significa semplicemente tornare a essere esattamente chi si era prima di partire.

Significa invece accogliere il cambiamento, integrare le cicatrici delle prove affrontate e riconoscere che la vera "casa" coincide con un'identità rinnovata, consapevole e finalmente riconciliata con la propria storia.

💘L’Odissea Di Christopher Nolan é poesia…

🤌🏻 Quanto le nostre convinzioni profonde influenzano il modo in cui ci sentiamo, come ci comportiamo e i risultati che o...
29/06/2026

🤌🏻 Quanto le nostre convinzioni profonde influenzano il modo in cui ci sentiamo, come ci comportiamo e i risultati che otteniamo?

🙌🏻 Spesso, ci rendiamo conto solo in un secondo momento che la realtà è stata filtrata dai nostri schemi mentali.

🎯 Uno degli obiettivi della terapia cognitivo-comportamentale lavora proprio su questo: aiuta a riconoscere e ristrutturare le convinzioni negative che abbiamo su noi stessi e sul mondo, permettendoci di superarle e ritrovare una maggiore libertà di scelta.

… Spesso, alla domanda "Che lavoro fai?", rispondiamo definendoci attraverso il nostro ruolo professionale.Ma siamo davv...
23/06/2026

… Spesso, alla domanda "Che lavoro fai?", rispondiamo definendoci attraverso il nostro ruolo professionale.
Ma siamo davvero solo questo? Il lavoro è una parte importante della nostra vita, certamente, ma non può e non deve contenere l'intera complessità di chi siamo.
Dobbiamo ricordarci che siamo, prima di tutto, esseri umani: fragili, imperfetti e profondamente vulnerabili.
Siamo un mosaico di desideri, bisogni, timori e passioni che hanno il pieno diritto di esistere, indipendentemente dalla professione che esercitiamo. Quando tentiamo di far coincidere totalmente il nostro "fare" con il nostro "essere", rischiamo di restare intrappolati in una gabbia invisibile, una limitazione che ci porta inevitabilmente verso lo sfinimento e il burnout.
Anche per chi, ha scelto un mestiere di cura, la vulnerabilità non è un limite da nascondere, ma la parte più autentica della nostra umanità.
Oltre le "quattro mura" dello studio e oltre le regole che proteggono il setting terapeutico, siamo persone che hanno bisogno di calore, di ascolto sincero e di relazioni autentiche, basate sulla reciprocità e non sulla prestazione.
La vera chiave risiede nella capacità di onorare la nostra intera identità: essere professionisti attenti, certo, ma senza mai dimenticare che la nostra essenza — fatta di sogni, risate, insicurezze e debolezze — appartiene soltanto a noi.
È necessario ricordare sempre che il modo in cui si guarda il mondo — con le nostre personali fragilità e la nostra sensibilità — è unico e prezioso.

Oggi riflettevo su una domanda che mi è stata posta: i miei amici, quando mi parlano, si rivolgono a me come psicologa o come Carmen?
Questa riflessione mi ha fatto pensare a quanto sia cruciale separare il '’fare'’— ovvero la professione — dall' '’essere'’— la vera essenza umana.
Spesso tendiamo a confondere le due cose, dimenticando che la professione è solo un ruolo che assumiamo, mentre la nostra identità è un mosaico molto più ampio e complesso.

C’è Carmen, che indossa i panni della psicologa solo in determinati luoghi e contesti professionali. Quando esco da quegli spazi, torno semplicemente a guardare il mondo attraverso i miei occhi, con la mia sensibilità, le mie fragilità e la mia storia personale.

✨ Il cambiamento non è quel percorso luminoso che spesso vediamo sui social…Ci siamo così abituati a celebrare solo i tr...
13/06/2026

✨ Il cambiamento non è quel percorso luminoso che spesso vediamo sui social…

Ci siamo così abituati a celebrare solo i traguardi che abbiamo dimenticato di dare spazio alle fasi di stallo, ai momenti in cui ci sentiamo fermi, a quando la fatica sembra oscurare ogni progresso.
Ma cambiare è un processo per tutti.
Anche per chi torna spesso sui propri passi, per chi ha paura di lasciare la propria zona di comfort, per chi si sente ancora il bambino spaventato di un tempo e per chi ha bisogno di tempo, molta pazienza e gentilezza verso se stesso per integrare le proprie ferite.

Sì, la fatica fa parte del processo.

Esistete anche voi, in tutta la vostra complessità.

🌹

Affrontare le difficoltà e cadere non è un fallimento, ma parte integrante di qualsiasi percorso di crescita, sia esso p...
26/05/2026

Affrontare le difficoltà e cadere non è un fallimento, ma parte integrante di qualsiasi percorso di crescita, sia esso personale o professionale.

La vera resilienza non consiste nel non incontrare mai ostacoli, ma nel trovare la determinazione necessaria per rialzarsi, analizzare la situazione e proseguire con una consapevolezza maggiore.
Riconoscere la fatica che comporta questo processo è fondamentale: non è sempre facile mantenere la motivazione quando le circostanze diventano complesse.

Tuttavia, è proprio in quei momenti che si costruiscono le basi per i risultati futuri.
La capacità di riprendere il cammino, dopo un momento di arresto, dimostra non solo competenza, ma una profonda intelligenza emotiva.

Ricorda che la capacità di adattarsi è il tuo strumento più potente: è ciò che ti permette di trasformare le sfide di domani in nuove opportunità di crescita ✨

21/05/2026



Esiste un momento, nel lavoro clinico, che richiede una forma particolare di presenza:

quello in cui lo psicologo condivide con il paziente una diagnosi delicata.
Non si tratta di un mero atto burocratico o di una classificazione tecnica, ma di un passaggio cruciale, intriso di responsabilità umana ed etica, che segna uno spartiacque nella relazione terapeutica.

Per il clinico, arrivare a dare un nome a una sofferenza non significa "etichettare" la persona. Al contrario, è il tentativo di illuminare un territorio che finora è rimasto oscuro, colmo di ombre e incertezze.
Dare un nome significa circoscrivere il dolore, trasformandolo da un'entità invasiva in qualcosa di specifico, osservabile e, soprattutto, affrontabile.

La comunicazione di una diagnosi complessa richiede una profonda sintonizzazione emotiva. Il professionista sa che, nel momento in cui le parole vengono pronunciate, il paziente può attraversare una tempesta di emozioni contrastanti: dallo smarrimento alla rabbia, fino a un inaspettato senso di sollievo per aver finalmente trovato una spiegazione al proprio malessere.
In quell'istante, il ruolo dello psicologo non è quello di offrire soluzioni immediate, ma di restare un "porto fermo".
È la capacità di accogliere il silenzio che segue la notizia, permettendo al paziente di abitare i propri vissuti senza sentirsi giudicato o solo.
La diagnosi non è mai una sentenza né un destino definitivo; è, metaforicamente, una mappa. Serve a orientarsi, a capire quale sentiero imboccare e quali strumenti utilizzare per camminare con più consapevolezza.

La vera cura, in questa prospettiva, risiede proprio in quel patto di alleanza che si rinnova dopo la diagnosi: il passaggio dal "perché mi succede questo?" al "come posso prendermi cura di me, ora che conosco il nome del mio dolore?". È in questo cambio di prospettiva che la diagnosi smette di essere un peso e diventa, con il tempo e il lavoro condiviso, uno strumento di libertà.

In questo spazio di riflessione post-seduta, resta la consapevolezza che il legame creato nel momento della diagnosi è ciò che protegge il paziente dalla solitudine del dolore.
L'empatia, in questo contesto, non è solo un supporto, ma un atto trasformativo: è il ponte che permette di passare dalla paura di una definizione alla libertà di una nuova, più consapevole, presa in carico di sé.

"Curare significa dare ordine al caos: è il passaggio necessario dal peso di un nome che ferisce alla luce di una consapevolezza che libera."



🧠 Immagina il tuo cervello come una grande centrale operativa dove questi quattro protagonisti decidono come ti senti og...
16/05/2026

🧠 Immagina il tuo cervello come una grande centrale operativa dove questi quattro protagonisti decidono come ti senti ogni giorno:

• 💛 Serotonina: equilibrio e benessere emotivo.

• 🔥 Dopamina: motivazione, piacere e ricompensa.

• ⚡ Acetilcolina: memoria, concentrazione e apprendimento.

• 🌙 GABA: calma, rilassamento e riduzione dell’ansia.

Il tuo equilibrio mentale nasce anche da loro!

✨ Prenderti cura della tua mente significa mantenere in armonia questa chimica preziosa.


#

Partecipare a questo secondo incontro è stata una conferma del valore straordinario del lavoro svolto dall’associazione ...
12/05/2026

Partecipare a questo secondo incontro è stata una conferma del valore straordinario del lavoro svolto dall’associazione ἰοίην che io possa andare oltre.

Ringrazio ancora una volta tutto il team per l’invito e per l’instancabile impegno.

Incontri come questi dimostrano che 'andare oltre' non è solo un nome, ma una missione quotidiana.

Grazie per avermi permesso di essere di nuovo testimone di questo cammino di vicinanza e sostegno concreto rivolto a chi combatte la battaglia più difficile. ❤️

✨ È per me un privilegio partecipare a un progetto che pone la centralità della persona e la salute mentale al cuore del...
12/05/2026

✨ È per me un privilegio partecipare a un progetto che pone la centralità della persona e la salute mentale al cuore del proprio operato.

Contribuire a un’iniziativa che promuove il valore dell’individuo è, per me, un impegno professionale e umano imprescindibile ✨

𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐓𝐄 𝐃𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐔𝐋𝐄𝐍𝐙𝐄 𝐌𝐄𝐃𝐈𝐂𝐎-𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀𝐑𝐈𝐄 𝐆𝐑𝐀𝐓𝐔𝐈𝐓𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐄 𝐄 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐈 𝟎-𝟏𝟎 𝐀𝐍𝐍𝐈

𝟐𝟐-𝟐𝟑-𝟐𝟒 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚' 𝐂𝐞𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚

L’Amministrazione Comunale di Tito, nell’ambito delle politiche volte alla tutela della salute e del benessere delle famiglie, promuove un ciclo di consulenze gratuite di carattere medico-sanitario rivolte ai bambini e alla bambine nella fascia di età 0-10 anni.

L’iniziativa ha l’obiettivo di offrire un servizio di ascolto, orientamento e supporto su tematiche legate alla salute e alla prevenzione, rappresentando un primo momento di inquadramento utile a facilitare l’accesso consapevole ai servizi sanitari e a indirizzare correttamente i cittadini verso eventuali percorsi di approfondimento.

Le consulenze si terranno nei giorni 22-23-24 maggio 2026, presso il Centro per la Creatività Cecilia.

Per prenotazioni compilare il form cliccando qui👇

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScHCJU1htpVHX9-MsiNhi99c7pCk5xZlvBqMv87CUa3_FNsVg/viewform

Per una migliore organizzazione delle giornate le prenotazioni devono avvenire entro e non oltre il 19 maggio 2026.

… Il cammino continua e, questo secondo incontro é dedicato a chi ogni giorno si prende cura degli altri.🫂Prendersi cura...
04/05/2026

… Il cammino continua e, questo secondo incontro é dedicato a chi ogni giorno si prende cura degli altri.

🫂Prendersi cura di qualcuno è un atto d’amore immenso, ma è anche un viaggio che richiede grandi energie emotive.

Per questo motivo, il secondo appuntamento mette al centro la figura del caregiver. 🤗

Questo è un invito a partecipare ad un momento di sosta e riflessione dedicato a:

📌 Sentirsi compresi: uscire dall'isolamento della cura.

📌 Rigenerarsi: trovare strumenti per nutrire la propria resilienza.

📌 Condividere: trasformare l'esperienza individuale in forza collettiva.

Perché chi sostiene ha bisogno, a sua volta, di essere sostenuto.

👩‍⚕️ Insieme alla Dott.ssa Carmen Prete, psicologa clinica e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, daremo voce alle emozioni, senza giudizio.

📅 10 Maggio 2026
🕠 Ore 17:30
📍 Sala Don Domenico Tito

🔵 Novità importante
È stato attivato lo sportello di supporto psicologico, attualmente disponibile una volta al mese.

Per il mese di maggio sarà attivo:
📅 15 Maggio
🕒 Dalle ore 15:00 alle ore 17:30
📍 Sala Don Domenico – Tito
📞 Per accedere è necessario contattare direttamente la Dott.ssa al +39 340 810 2391 per fissare un appuntamento, specificando che chiamate per lo sportello.

Non mancate!

Indirizzo

Potenza
85100

Telefono

+393408102391

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Carmen Prete - Psicologa Clinica Ψ pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Carmen Prete - Psicologa Clinica Ψ:

Scelte rapide

Condividi

Digitare