Dott.ssa Mariagrazia Tammone Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Mariagrazia Tammone Psicologa-Psicoterapeuta Psicologa Psicoterapeuta

28/08/2026

🚨 E SE AVESSIMO SMESSO DI CHIAMARLO “SMARTPHONE”?

Una sentenza storica dovrebbe finalmente scuotere tutti noi. 💔

Lo vedo ogni giorno nel mio studio: ragazzi frammentati, affamati di approvazione, che cercano nello specchio di uno schermo ciò che avrebbero bisogno di trovare nei nostri occhi.

Questa non è soltanto una questione legale.

È una questione neuroscientifica. Emotiva. Educativa. Umana. 🧠

📱 Lo smartphone non è un giocattolo È UN' ARMA quando lo consegni a tuo figlio decidi di metterlo in pericolo.

E i social non sono ambienti neutri.
Sono strumenti progettati per catturare attenzione, alimentare il confronto e trasformare il bisogno di appartenenza in una continua ricerca di approvazione.

E quando mettiamo nelle mani di un bambino o di un adolescente uno smartphone senza limiti, gli chiediamo di autoregolarsi proprio mentre il suo cervello è ancora in pieno sviluppo.

❌ Basta con il “ce l’hanno tutti”.
❌ Basta con il “se non glielo do io, lo farà di nascosto”.
❌ Basta con il “ormai è normale”.

Non tutto ciò che è normale è necessariamente sano.

I nostri figli non hanno bisogno di un altro filtro per sentirsi belli.
Non hanno bisogno di un'altra notifica per sentirsi importanti.
Non hanno bisogno di essere costantemente connessi per sentirsi parte del mondo.

❤️ Hanno bisogno di noi.

Di adulti capaci di mettere limiti.
Di genitori capaci di sostenere un “no” anche quando fa male.
Di qualcuno che sappia reggere la loro noia, la loro rabbia, il loro vuoto.

Perché educare significa anche questo:

insegnare che nella vita esistono attese, frustrazioni, silenzi e limiti.

E che il valore di una persona non si misura in like.

👇 Genitori, educatori, insegnanti: qual è oggi la difficoltà più grande nel mettere limiti all'uso dello smartphone e dei social?

E se pensi che questo messaggio possa aiutare un altro genitore, condividilo. ❤️

🔗 Il video e la sentenza di cui parliamo:
https://www.facebook.com/share/v/1DC2rnabz1/





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40 ANNI.Mi fermo a ripensare alla strada fatta e mi accorgo che raccontare chi sono non è così semplice.Perché sono tant...
15/08/2026

40 ANNI.
Mi fermo a ripensare alla strada fatta e mi accorgo che raccontare chi sono non è così semplice.
Perché sono tante cose insieme.
Sono una psicologa, una psicoterapeuta.
Sono una professionista che ha studiato, lavorato, incontrato persone, ascoltato storie, attraversato servizi, progetti, scuole, ospedali e stanze di terapia.
Sono quella che, ogni giorno, prova a stare accanto alla fragilità degli altri con rispetto, competenza e umanità.

Ma questa è solo una parte di me.
Una parte importantissima, certamente.

Una parte nella quale ho investito anni di studio, sacrifici, passione e tanta parte di me stessa.
Ma non sono soltanto il mio lavoro.
Prima e oltre la psicologa c’è Mariagrazia.
C’è la donna e la sua vita
C’è la donna che ama.
La madre.
La moglie.
La figlia.
La sorella.
L’amica.
La cugina.
La nipote.
E tanto altro.

Ci sono i miei figli, la mia famiglia, le persone che amo e quelle che ho perso lungo il cammino.

Ci sono i miei sogni, le mie inquietudini, le mie contraddizioni, le mie fragilità e quella parte di me che ancora oggi sta imparando a conoscersi.

Perché a 40 anni ho capito ancora meglio una cosa che, come psicoterapeuta conosco da sempre:

Siamo molto di più di quello che lasciamo trapelare agli altri.

Possiamo conoscere tante cose della mente umana e continuare a fare i conti con il nostro cuore.
Possiamo essere forti e fragili nello stesso momento.
Ed è proprio questa complessità che oggi voglio celebrare.
Non voglio raccontare i miei 40 anni attraverso un curriculum.
Voglio raccontarli attraverso ciò che sono diventata.
Una donna che ha percorso strade non sempre semplici.
Che ha costruito tanto.
Che ha ancora tanto da imparare.
Che non ha tutte le risposte.
E che forse oggi non sente più il bisogno di averle.
A 40 anni non voglio essere una versione perfetta di me stessa.
Voglio continuare ad essere una versione più vera.
La psicologa è una parte di me.
Una parte che amo, che mi rappresenta e di cui sono profondamente orgogliosa.
Ma non è tutta Mariagrazia.
È solo una delle mie tante stanze.
E oggi, entrando nei miei 40 anni, voglio avere il coraggio di aprirle tutte.
Con le loro luci.
Con le loro ombre.
Con quello che è stato.
Con quello che ancora deve arrivare.
Perché 40 anni non sono un punto di arrivo.
Sono una soglia.
E io sono ancora qui.
Con una storia alle spalle, molte cose nel cuore e ancora tantissima vita davanti.
Buon compleanno a me. 🤍
E un pensiero doppio al cielo oggi più che mai..🩵💙

Mariagrazia, 40 anni.
Psicologa, psicoterapeuta.
Ma soprattutto, semplicemente, Mariagrazia.

12/08/2026
📌📅MERITATO RELAX??!!🏝🏜🏖🛣🏞🏕🛤🎯La nostra società sembra ossessionata da   ed  , si parla troppo di lavoro e troppo poco di ...
06/08/2026

📌📅MERITATO RELAX??!!🏝🏜🏖🛣🏞🏕🛤

🎯La nostra società sembra ossessionata da ed , si parla troppo di lavoro e troppo poco di vacanze.

Trovare il 🕑tempo per rilassarsi e staccare dallo stress quotidiano è fondamentale, soprattutto per il nostro cervello.🧠
Il riposo è l’occasione grazie alla quale il cervello:
🫥rafforza la conoscenza acquisita,
🙂‍↔️continua a lavorare sulle questioni irrisolte
🎇assume l’adeguata distanza emotiva dai problemi.

Quando il cervello è “a riposo”, in realtà non è improduttivo, tutto il contrario.
Per questa ragione, di tanto in tanto, è necessario prendersi una vacanza dalla routine quotidiana.

7️⃣ buoni motivi per andare in vacanza
1. Stimola la creatività🌈

2. Ci aiuta a prendere decisioni migliori🏛

3. Allevia lo stress🤪

4. Genera nuove idee💡

5. Ci rende più felici🤗

6. Incrementa la concentrazione📖

7. Aumenta la produttività⏏

🧠💪🌈la salute mentale è importante 🧠💪🌈non è un optional. Ricordati di inserire il riposo tra i tuoi impegni prioritari. 📌
E tu come RICARICHI il tuo cervello?!

👩‍⚕️📖Dal diario di una terapeuta 📖​Perché certi giorni "di festa" pesano così tanto?​Succede spesso: arriva una ricorren...
04/08/2026

👩‍⚕️📖Dal diario di una terapeuta 📖
​Perché certi giorni "di festa" pesano così tanto?

​Succede spesso: arriva una ricorrenza, un compleanno o una data precisa e, invece della gioia, si presenta un nodo alla gola. Ci diciamo di essere sbagliati. Ci definiamo "troppo sensibili" o "complicati".

​La verità è che le emozioni non leggono il calendario: rispondono alla memoria.

​Quel malessere quasi mai appartiene al presente. È il richiamo di un bisogno del passato rimasto inascoltato.
​Come ricorda lo psicanalista James Hollis:
“La ferita è il luogo da cui parte il viaggio, non il luogo in cui siamo destinati a vivere per sempre.”
​La guarigione non consiste nel cancellare ieri, ma nel cambiare la voce con cui ti parli oggi.
La guarigione inizia quando smettiamo di domandarci cosa non va? Per chiederci quale parte di me è inascoltata o non ancora raggiunta?
Permettere all'adulto che sei diventato di proteggere la parte di te che ha sofferto.
​Non puoi cambiare il primo capitolo della tua vita, ma puoi decidere chi ha in mano la penna oggi. 💙

​💬 A te capita mai di provare questa sensazione in determinate date?

✨ **La bellezza dell’inaspettato: la psicologia della serendipità** ✨Un regalo arrivato senza un motivo, un sorriso genu...
27/07/2026

✨ **La bellezza dell’inaspettato: la psicologia della serendipità** ✨

Un regalo arrivato senza un motivo, un sorriso genuino scambiato con uno sconosciuto, un abbraccio in cui lasciarsi andare, la luce improvvisa della luna piena o lo scorcio di un paesaggio che toglie il fiato... 🌙🌿

Quante volte ci capita di camminare a testa bassa, intenti a rincorrere i nostri pensieri, la lista delle cose da fare o le preoccupazioni per il futuro?

In psicologia parliamo spesso di *serendipità*: quell'incantevole capacità di fare scoperte felici e preziose "per caso", mentre eravamo diretti altrove. Ma la verità è che il "caso" ha bisogno dei nostri occhi per essere riconosciuto.

Questi non sono solo piccoli dettagli.
Sono **ancore di radicamento**.
Nelle giornate più noiose o faticose, la bellezza continua a scorrere intorno a noi. La differenza sta nella nostra disponibilità ad accoglierla:
* **Coltivare la presenza:** Passare dal pilota automatico allo stato di presenza ci permette di notare quello che la mente, distratta, di solito filtra.
* **Aprire la ricettività:** Permettersi di farsi muovere ed emozionare da ciò che ci circonda abbassa i livelli di stress e riattiva il nostro sistema di calma e sicurezza.
* **Nutrire la gratitudine:** Riconoscere la bellezza inaspettata risuona dentro di noi come un promemoria: il mondo sa essere anche un luogo gentile.

Oggi ti invito a fare un piccolo esperimento: alza lo sguardo, rallenta il passo per un istante e lasciati sorprendere.

*La serendipità non è trovare qualcosa di bello per caso, ma avere il cuore abbastanza aperto per accorgersene.*

**E tu? Qual è stato l'ultimo "piccolo dono inaspettato" che la giornata ti ha regalato?** 👇

25/07/2026

**Dal Diario di una Psicoterapeuta**👩‍⚕️📖👩‍⚕️

Ci sono inferni che non lasciano cicatrici sulla pelle, ma cambiano per sempre il modo in cui guardiamo il mondo.

Quando hai attraversato il dolore vero, quello che ti ha tolto il respiro e ha frantumato le certezze, smetti di inseguire ciò che non conta. Non hai più energie per le maschere, per compiacere gli altri, per dimostrare qualcosa. Impari, spesso a caro prezzo, che il tempo è troppo prezioso per sprecarlo.

Ed è allora che il carpe diem assume un significato completamente diverso, diventa il tuo Nonostante.

Non è vivere come se non esistesse un domani. È avere il coraggio di scegliere la vita, anche quando non è la vita che avevi sognato. È riuscire a emozionarsi davanti a un cielo che si colora al tramonto, a una mano che stringe la tua, a un silenzio che finalmente non fa più paura.

Perché chi ha conosciuto l'inferno non cerca una vita perfetta. Cerca una vita vera.

Come ci ricorda Viktor Frankl:
"A un uomo si può togliere tutto, tranne una cosa: l'ultima delle libertà umane, quella di scegliere il proprio atteggiamento in qualsiasi insieme di circostanze."

Come ricordo a me stessa e ai miei pazienti:
la vita non è quello che ci succede
ma come decidiamo di reagire
a ciò che ci succede.

Forse la felicità non è avere tutto ciò che desideravamo. Forse è riuscire a riconoscere la bellezza di ciò che abbiamo, proprio dopo aver rischiato di perdere tutto.

📖Dal diario di una terapeuta 👩‍⚕️👩‍⚕️:se il tuo "piano B" fosse la tua più grande libertà? 🌿**Ti è mai capitato di rinun...
19/07/2026

📖Dal diario di una terapeuta 👩‍⚕️👩‍⚕️:
se il tuo "piano B" fosse la tua più grande libertà? 🌿**

Ti è mai capitato di rinunciare a un cinema, a una mostra o a un caffè solo perché nessuno poteva ve**re con te?
Spesso la società ci fa credere che fare le cose da soli sia un segno di solitudine. La scienza, invece, ci dice l'esatto opposto.
Il celebre psicoanalista Donald Winnicott ha dimostrato che **la capacità di stare soli è il segno più puro della maturità emotiva**. Non è isolamento, è indipendenza.
# # # 🧠 Cosa succede quando fai le cose da sola? (Secondo la scienza)
* **Resetti il sistema nervoso:** Gli studi sulla *solitudine positiva* dimostrano che stare con se stessi abbassa i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress).
* **Alleni l'autostima:** Ogni volta che fai un'esperienza da sola, dimostri a te stessa che sei capace, autonoma e autosufficiente.
* **Ritrovi la tua voce:** Senza il "rumore" delle opinioni altrui, riscopri cosa piace davvero a *te*.
# # # 💡 Il fulcro della libertà
Fare le cose da soli non significa escludere gli altri. Significa **smettere di essere dipendenti** dagli altri per essere felici.
Quando impari a bastarti, succede una magia: non cerchi più le persone per colmare un vuoto, ma solo per il piacere di condividere. E questa è la vera libertà.
✨ **La sfida di oggi:** C'è qualcosa che rimandi da tempo perché aspetti qualcuno? Rompi il cerchio. Regalati anche solo mezz'ora da sola questa settimana.
*Tu riesci a goderti la tua compagnia o è qualcosa che ti fa ancora paura?

📖 Dal diario di una terapeuta👩‍⚕️                                          Take it easy.Non è un invito alla superficial...
14/07/2026

📖 Dal diario di una terapeuta👩‍⚕️

Take it easy.

Non è un invito alla superficialità.
È una competenza psicologica.

Viviamo in una cultura che premia la velocità, la performance e il controllo. Così, molte persone arrivano in terapia convinte che rallentare significhi perdere terreno. Eppure, il corpo racconta un'altra storia: insonnia, tensione costante, irritabilità, difficoltà di concentrazione, senso di vuoto. Segnali di un sistema nervoso che da troppo tempo vive in modalità di allerta.

La ricerca ci mostra che il nostro cervello non è progettato per rimanere in uno stato di attivazione continua. La teoria della finestra di tolleranza di Daniel Siegel descrive come il nostro equilibrio psicofisiologico dipenda dalla capacità di oscillare tra attivazione e recupero. Quando questo equilibrio si rompe, anche le nostre risorse cognitive ed emotive si riducono.

Anche la Polyvagal Theory di Stephen Porges evidenzia come il senso di sicurezza non sia un lusso, ma una condizione biologica necessaria per pensare con lucidità, entrare in relazione e affrontare le sfide della vita. Un sistema nervoso costantemente in difesa fatica a creare, riflettere e persino a riposare.

Per questo, take it easy non significa "fare meno". Significa creare le condizioni affinché il cervello e il corpo possano tornare a sentirsi al sicuro. Significa riconoscere che la pausa non interrompe il percorso: ne fa parte.

In terapia accade spesso qualcosa di sorprendente. Quando una persona smette di combattere contro ogni emozione e inizia ad ascoltarla con curiosità e compassione, non diventa più debole. Diventa più flessibile. Ed è proprio la flessibilità psicologica, come ci ricorda Steven C. Hayes, uno dei principali fattori associati al benessere mentale.

Forse oggi non hai bisogno di essere più forte.
Forse hai bisogno di essere più gentile con il tuo sistema nervoso.
Perché non sempre andare più veloce ci porta più lontano. A volte è proprio rallentando che ritroviamo la direzione.

✨ E tu, quali segnali ti manda il tuo corpo quando ti chiede di rallentare?

20/06/2026

Ci sono esperienze che ricordano quanto l’arte possa diventare un potente strumento di espressione, crescita e inclusione,partecipazione e CURA.

Assistere allo spettacolo “Il Giardino degli Sguardi” dei ragazzi dell’AIAS di Melfi-Matera è stata un’emozione difficile da raccontare a parole. Sul palco del Teatro Stabile di Potenza è andata in scena molto più di una rappresentazione teatrale: un percorso fatto di relazioni, impegno, creatività e valorizzazione delle unicità di ciascuno.

Come professionista della salute mentale, credo profondamente nel valore terapeutico dell’arte, capace di favorire comunicazione, consapevolezza e partecipazione. Iniziative come questa dimostrano quanto sia importante costruire contesti inclusivi in cui ogni persona possa esprimere il proprio potenziale.

Ai ragazzi, agli operatori e alle famiglie va il mio più sincero augurio per il prestigioso appuntamento che li attende a ExpoAid di Rimini.

La Basilicata è con voi. 💙“Il giardino degli sguardi” – Potenza, sabato 20 giugno, Teatro Stabile:

Grazie alla Garante regionale Marika Padula per aver sostenuto e creduto in questa iniziativa, All’Ufficio Welfare della Regione Basilicata, ad AIAS Melfi-Matera, Filocontinuo, AmArti e Opera per il lavoro quotidiano che trasforma le opportunità in percorsi concreti di autonomia e cittadinanza.
Complimenti a tutti i meravigliosi ragazzi, a Giampiero Francese e a tutti i suoi collaboratori

Indirizzo

Via Livorno 92
Potenza

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