02/06/2026
La meraviglia di educare, ascoltare e accompagnare
Ci sono eventi che non finiscono quando si spengono le luci o quando si chiude una porta.
Ci sono incontri che continuano a lavorare dentro, perché lasciano domande, emozioni, consapevolezze nuove.
L’incontro sull'adolescenza, vissuto insieme a Paolo Mai è stato proprio questo: uno spazio prezioso di confronto, ascolto e riflessione.
Abbiamo parlato dei nostri ragazzi, del loro mondo interiore, delle loro fragilità, dei loro silenzi, dei loro bisogni spesso nascosti dietro comportamenti difficili da comprendere.
Ma è emersa con forza una verità fondamentale: per comprendere davvero i ragazzi, dobbiamo prima imparare a prenderci cura di noi stessi.
Come adulti, genitori, educatori, insegnanti, non possiamo accompagnare l'altro se non siamo disposti ad ascoltare anche ciò che accade dentro di noi.
Non possiamo accogliere le emozioni dei ragazzi se non impariamo a riconoscere le nostre.
Non possiamo chiedere presenza se non impariamo, prima di tutto, a esserci.
Ed è proprio qui che il mio essere Educatrice e Counselor trova senso: nell'accompagnare, nell'ascoltare,
nel creare spazi dove la relazione diventa possibilità, cura e trasformazione.
La meraviglia sta proprio qui: nel vedere che una relazione autentica può aprire spazi, generare fiducia, restituire forza, trasformare un momento difficile in un'occasione di scoperta.
Non sempre servono grandi gesti. A volte basta esserci davvero.
E ogni volta che incontro l'altro con rispetto, ascolto e umanità, ricordo perché ho scelto questa strada: perché educare e accompagnare non è solo una professione, è un modo profondo di guardare la vita.
Grazie a chi ha partecipato, a chi si è messo in ascolto, a chi ha scelto di esserci.
Perché prendersi cura degli adolescenti significa, prima di tutto, tornare ad ascoltare con più verità anche noi stessi.