Centro DEVA - Massoterapia e Pressoterapia

Centro DEVA - Massoterapia e Pressoterapia Presso il Centro DEVA si effettuano trattamenti di Massoterapia e Pressoterapia

📢Si Avvisano i nostri pazienti/clienti, che lo studio chiuderà per ferie estive da Lunedì 10 Agosto a Lunedì 17 Agosto.🔵...
06/08/2026

📢Si Avvisano i nostri pazienti/clienti, che lo studio chiuderà per ferie estive da Lunedì 10 Agosto a Lunedì 17 Agosto.
🔵Io E Laura auguriamo a tutti Voi, buone ferie e buona continuazione di Estate 🌞🙋

🔵Da Settembre a Pramaggiore, si ricomincia la ginnastica Antalgica e Rinforzo muscolare, non aspettare per migliorare i ...
01/08/2026

🔵Da Settembre a Pramaggiore, si ricomincia la ginnastica Antalgica e Rinforzo muscolare, non aspettare per migliorare i tuoi muscoli e le tue articolazioni.💪
☎️ Pe informazioni al 3391956816

🔵Da Settembre a Meduno, si ricomincia la ginnastica Antalgica e Rinforzo muscolare, non aspettare per migliorare i tuoi ...
30/07/2026

🔵Da Settembre a Meduno, si ricomincia la ginnastica Antalgica e Rinforzo muscolare, non aspettare per migliorare i tuoi muscoli e le tue articolazioni.💪
☎️ Pe informazioni al 3391956816

🟢 Un metodo completo per trattare il "Mal di Schiena" 👉 Protocollo Dolore cronico della schiena-------------------------...
23/07/2026

🟢 Un metodo completo per trattare il "Mal di Schiena"
👉 Protocollo Dolore cronico della schiena
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Il mal di schiena rappresenta una patologia estremamente diffusa e limitante nella vita di tantissime persone. Si stima che ad oggi più del 60% delle persone soffre di mal di schiena. Una cifra destinata a salire all’80% entro il 2035‼

Una fonte di limitazione notevole alle attività quotidiane - dalle più semplici fino alle più intense, come possono essere alcune discipline sportive - con conseguente influenza negativa sulla qualità di vita.

IL professionista, insieme al paziente, creerà un percorso su misura, focalizzato sulla riduzione del dolore e sul miglioramento della qualità della vita.

🖊 Per domande o chiarimenti scrivici in privato o nei messaggi e sarà nostra premura rispondere quanto prima.
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☎ 339-1956816
📍 Via Roma, 20 – Pramaggiore (VE)
Via Principale, n°4- Meduno (PN)

🕵️Per capire cos’è il linfedema arti inferiori bisogna prima parlare del sistema linfatico.Quest’ultimo costituisce un v...
16/07/2026

🕵️Per capire cos’è il linfedema arti inferiori bisogna prima parlare del sistema linfatico.

Quest’ultimo costituisce un vero e proprio circolo, simile a quello sanguigno, ed è formato da linfonodi e vasi linfatici, che trasportano e filtrano la linfa, la quale, alla fine del suo percorso, si unisce al sangue venoso.

🔵Il linfedema è l’edema, o accumulo di linfa, di un arto e si ha quando la linfa non può scorrere adeguatamente verso il cuore e ristagna nei tessuti.

Occorre differenziare il linfedema in due tipologie principali: primario e secondario.

📣Linfedema cause

Il linfedema primario è congenito ed è causato da vasi linfatici e/o linfonodi mancanti o non completamente formati.

Il linfedema secondario, invece, è quello che si sviluppa nel corso della vita e le sue cause possono essere molteplici: interventi chirurgici, infezioni, lesioni ecc.

La sintomatologia è rappresentata da un edema duro non comprimibile, di consistenza fibrosa, in uno o più arti.

🦵Linfedema arti inferiori cause

Il linfedema agli arti inferiori si localizza principalmente alle estremità del corpo, quindi il piede; in particolare, la caviglia è il distretto in cui si accumula generalmente più linfa.

Negli stadi più avanzati, sono interessate anche le gambe, quindi dal ginocchio in giù, e, più raramente, le cosce.

Possiamo individuare tre stadi di gravità del linfedema:

stadio 1: il gonfiore si sviluppa nel corso della giornata, ma scompare parzialmente o completamente tenendo gli arti sollevati; premendo con un dito sui tessuti, si forma una depressione che resta per un certo tempo e che prende il nome di segno della fovea;

stadio 2: il gonfiore persiste anche dopo un riposo più prolungato; la cute è rigida e sollevare gli arti non è più utile; è difficile o addirittura impossibile formare una depressione nella cute;

stadio 3: è caratterizzato dal gonfiore e dalle alterazioni cutanee, ad esempio sottoforma di vescicole che perdono liquido linfatico; questa forma è denominata elefantiasi.

🚶Oltre al linfodrenaggio tramite la Pressoterapia, è importate fare quotidianamente esercizio fisico aerobico, come la camminata.

È utile seguire un’alimentazione sana, equilibrata e povera di sodio e bere almeno 2 litri di acqua al giorno.

L’obesità non aiuta ed è quindi importante perdere peso e raggiungere quello ideale in base al sesso, all’età e all’altezza.

Generalmente, non si ottiene la guarigione completa, ma il trattamento può ridurre o rallentare la progressione della malattia e prevenirne le complicanze.

📢A cosa serve fare la pressoterapia?

La pressoterapia serve a riattivare la circolazione sanguigna e linfatica tramite un massaggio meccanico a compressione. È ideale per ridurre la ritenzione idrica, sgonfiare gli arti (specie le gambe), alleviare la pesantezza e favorire il recupero muscolare post-allenamento.

Come funziona e i benefici principali

Il trattamento prevede l'utilizzo di speciali applicatori gonfiabili (gambali, braccia o fasce addominali) che si gonfiano e si sgonfiano in sequenza, esercitando una pressione controllata
💪 I vantaggi principali comprendono:

Il linfodrenaggio tramite Pressoterapia, produce grossi benefici anche in persone non affette da un vero e proprio linfedema, ma che soffrono di ritenzione idrica o di alterazioni del microcircolo, come la cellulite: agendo sulla circolazione, infatti, migliora l’aspetto della pelle e alleggerisce dalla sensazione di gonfiore che spesso si ha a carico degli arti inferiori.
Per info ☎️ 3391956816

📣TRONCATERITE, un problema che molte volte si scambia per un problema all'anca, o nel gergo corretto una coxartrosi🔵La t...
09/07/2026

📣TRONCATERITE, un problema che molte volte si scambia per un problema all'anca, o nel gergo corretto una coxartrosi

🔵La trocanterite, o borsite trocanterica, è un'infiammazione della borsa sierosa che si trova sopra il grande trocantere, una sporgenza ossea del femore. Questa borsa serve da cuscinetto per i tendini dei muscoli glutei e la fascia lata, che si inseriscono nel grande trocantere e sono fondamentali per i movimenti dell'anca.

🔵Cosa causa la trocanterite?
La trocanterite può essere causata da:
*Traumi: urti, cadute, o lesioni sportive.
*Overuse: attività ripetitive che stressano l'anca, come la corsa o il ciclismo.
*Posture scorrette: disallineamenti posturali, soprattutto in persone che trascorrono molto tempo sedute.
*Obesità: il peso eccessivo aumenta la pressione sull'anca.
*Scarso rafforzamento muscolare: debolezza dei muscoli glutei e della fascia lata può contribuire all'infiammazione.
*Dismetria degli arti: differenza di lunghezza delle gambe.
*Artrite reumatoide: condizione infiammatoria che può colpire anche l'anca.

🔵Quali sono i sintomi della trocanterite?
Il sintomo principale della trocanterite è il dolore laterale all'anca, che può irradiarsi verso la parte alta della coscia. Il dolore può essere peggiore quando si è seduti, sdraiati su un fianco, o si eseguono movimenti che coinvolgono l'anca. Altri sintomi possono includere:
Rigidità: difficoltà a muovere l'anca.
Gonfiore: nell'area del grande trocantere.
Dolore al movimento: dolore durante la rotazione dell'anca, l'adduzione o l'abduzione.
Difficoltà ad alzarsi dal letto: difficoltà a muovere la gamba.

📢Come si cura la trocanterite?
Il trattamento della trocanterite mira a ridurre l'infiammazione e il dolore, e a ripristinare la funzionalità dell'anca. Le opzioni di trattamento possono includere:

Riposo: evitare le attività che peggiorano il dolore.

👍Massoterapia: per togliere le tensioni dei muscoli della coscia, del gluteo.

Farmaci: antinfiammatori non steroidei (FANS) o iniezioni di cortisonico per ridurre l'infiammazione.
Ghiaccio: applicare ghiaccio sulla zona dolorante per alleviare il dolore e ridurre l'infiammazione.
Altre terapie: Tecar terapia, Laser terapia ad alta intensità, e onde d'urto focali.
Chirurgia: raramente necessaria, se le cure conservatrici non sono sufficienti.

🔵Come si può prevenire la trocanterite?
Prevenire la trocanterite richiede:
Mantenere una buona forma fisica: attività fisica regolare e equilibrata, con particolare attenzione ai muscoli dell'anca.
Rafforzare i muscoli glutei: esercizi specifici per rinforzare i glutei.
Evitare sovraccarichi e traumi: evitare attività che stressano l'anca e adottare una corretta tecnica sportiva.
Mantenere un peso corporeo sano: perdere peso se si è in sovrappeso.

☎️Per Info e prenotazioni
Telefono 339-1956816

🔵Come ogni Anno, il Centro DEVA è presente presso L'Area Pic nic di Tramonti di Sopra (PEAK), e presso L'Area Pic Nic di...
04/07/2026

🔵Come ogni Anno, il Centro DEVA è presente presso L'Area Pic nic di Tramonti di Sopra (PEAK), e presso L'Area Pic Nic di Tramonti di Sotto (Bosco Bandito) per dare il servizio di massaggi e trattamenti Drenanti agli ospiti.
Vi aspettiamo per fare un massaggio immersi nella tranquillità della natura della Val Tramontina.
☎️Per Info e prenotazioni al 3391956816

📣Oggi parliamo della Sindrome delle gambe senza riposo 🔵INTRODUZIONESindrome delle gambe senza riposoLa sindrome delle g...
02/07/2026

📣Oggi parliamo della Sindrome delle gambe senza riposo

🔵INTRODUZIONE
Sindrome delle gambe senza riposo
La sindrome delle gambe senza riposo, anche conosciuta come la malattia di Willis-Ekbom, è una comune malattia del sistema nervoso che causa la necessità urgente e irresistibile di muovere le gambe.

Può manifestarsi anche con sensazioni spiacevoli ai piedi, ai polpacci e alle cosce. Occasionalmente sono coinvolte anche le braccia.

La malattia è associata anche a movimenti involontari delle gambe e delle braccia, noti come movimenti periodici degli arti (PLMS).

Alcune persone sperimentano questi disturbi (sintomi) solo occasionalmente, altre invece li avvertono tutti i giorni. Possono essere di grado lieve o intenso. Nei casi più gravi, i disturbi diventano causa di stress elevato poiché possono determinare disturbi del sonno e avere, quindi, un forte impatto sulle attività giornaliere.

La causa della malattia è sconosciuta nella maggioranza dei casi. Almeno 1 persona su 10 ne è colpita a un certo punto della propria vita. L’insorgenza è più comune nelle persone di mezza età, sebbene i disturbi (sintomi) possano svilupparsi in tutte le fasi della vita e possano essere presenti anche nei bambini. Le donne presentano circa il doppio della probabilità di ammalarsi rispetto agli uomini.

🔵SINTOMI
La sindrome delle gambe senza riposo oltre a determinare i tipici movimenti irrefrenabili delle gambe e una sensazione molto spiacevole alle stesse, può interessare anche le braccia, il petto e il viso.

Le sensazioni spiacevoli, o dolorose, sono state descritte in vari modi come:

avvertire un formicolio, un bruciore, un prurito o dolore palpitante
avvertire i brividi
avere la sensazione di avere l'acqua gassata nelle vene delle gambe
sentire una sensazione dolorosa alle gambe, in particolare ai polpacci, che può essere causa di angoscia
Queste sensazioni possono essere lievi oppure insopportabili e peggiorano di solito la sera e la notte; possono rendere difficile stare seduti per periodi prolungati come, per esempio, in un lungo viaggio in treno. Un certo sollievo deriva dal muovere o massaggiare le gambe.

I movimenti periodici degli arti durante il sonno (Periodic Limb Movements of Sleep, PLMS) coinvolgono fino all’80% delle persone colpite dalla malattia. Nei movimenti PLMS, una o entrambe le gambe si agitano in modo incontrollabile, di solito di notte durante il sonno. I movimenti sono brevi e ripetitivi, solitamente ogni 10-60 secondi circa. I PLMS possono essere così marcati e intensi da svegliare la persona colpita e anche il suo partner. I movimenti involontari delle gambe possono presentarsi anche da svegli e a riposo.

Nei casi in cui se ne identifica la causa, i disturbi (sintomi) solitamente scompaiono. Se, invece, la causa resta sconosciuta, possono peggiorare con il tempo ed incidere pesantemente sulla qualità della vita.

Tuttavia, la presenza della malattia non rappresenta, in genere, causa di pericolo per la vita; nei casi più gravi infatti, le conseguenze possono causare disturbi del sonno, come l’insonnia, di ansia e depressione.

🔵CAUSE
Attualmente, nella maggioranza dei casi non è nota la causa della sindrome delle gambe senza riposo e la malattia viene detta primaria o idiopatica.

Può presentarsi lungo le generazioni di una stessa famiglia. Studi epidemiologici hanno identificato alcuni geni specifici associati ad essa. In tal caso i disturbi compaiono già prima dei 40 anni.

Alcuni neurologi, ovvero i medici specialisti del sistema nervoso, ritengono che alla base della malattia siano presenti alterazioni a livello di specifici processi neurochimici, in particolare della dopamina.

Quest'ultima è una sostanza chimica, detta neurotrasmettitore, che trasporta l’informazione tra specifici neuroni presenti nel cervello ed è prodotta nei cosiddetti gangli della base.

La dopamina tramite il suo legame a specifici recettori, cioè gruppi di molecole proteiche poste sulla superficie dei neuroni dotate di una specifica affinità di legame, agisce come un messaggero per regolare e coordinare l'azione dei muscoli del corpo.

Nei casi in cui specifiche porzioni cerebrali siano danneggiate, si ha come conseguenza una minore produzione di dopamina. A sua volta, questa funzione ridotta può dare luogo a spasmi muscolari e a movimenti involontari.

Inoltre, c’è da tenere conto del fatto che i livelli di dopamina presentano un normale calo di concentrazione a fine giornata. Questa osservazione potrebbe spiegare il fatto che i disturbi (sintomi) della malattia peggiorino la sera e di notte.

In altri casi, invece, la sindrome delle gambe senza riposo compare come complicazione di un'altra malattia. In questo caso, la malattia viene detta secondaria.

🔵Condizioni connesse alla sindrome delle gambe senza riposo includono:

anemia da carenza di ferro, bassi livelli di ferro nel sangue possono produrre un calo di dopamina
malattie croniche, come insufficienza renale, diabete, morbo di Parkinson, artrite reumatoide, ipotiroidismo o la fibromialgia
gravidanza, circa 1 donna incinta su 5 sperimenta i sintomi della malattia negli ultimi tre mesi di gravidanza, sebbene non sia noto il perché. Di solito comunque i sintomi scompaiono successivamente al parto.
Fattori scatenanti:

possibili effetti collaterali di alcuni farmaci antidepressivi
possibili effetti collaterali di farmaci antipsicotici
possibili effetti collaterali del litio usato nel trattamento del disturbo bipolare
possibili effetti collaterali di bloccanti dei canali del calcio, usati nel trattamento dell’ipertensione arteriosa
possibili effetti collaterali di alcuni antistaminici
possibili effetti collaterali di metoclopramide, usato come anti nausea
Altre cause relative allo stile di vita:

eccesso nel fumo di si*****te e uso di caffeina o alcol
essere sovrappeso o obeso
stress
mancanza di esercizio fisico
📢TERAPIE E PREVENZIONE
Nei casi lievi della sindrome delle gambe senza riposo, non associati ad altre malattie, non è necessario il trattamento.

È consigliato però fare dei piccoli cambiamenti nello stile di vita come:

👍Trattamenti di massoterapia per scaricare la tensione delle fibre muscolari

mantenere una buona abitudine del sonno, per esempio seguendo regolarmente un rituale prima di andare a letto, dormire un numero sufficiente di ore ed evitare il consumo di alcol e/o caffeina la sera tardi
smettere di fumare
svolgere un regolare esercizio fisico
evitare medicinali che possano causare o peggiorare i sintomi. Comunque, se si sospetta che i farmaci che si stanno assumendo possano rappresentare una causa del disturbo, è necessario consultare il medico curante, prima di pensare di sospendere i farmaci.
Nel caso di disturbi (sintomi) più gravi, si potrebbe aver bisogno di farmaci che regolino il livello della dopamina e del ferro nel corpo. Se, per esempio, la sindrome fosse causata dalla anemia da carenza di ferro, un supplemento di ferro potrebbe essere sufficiente a ridurre i disturbi (sintomi).

🔵Durante un episodio della malattia, le seguenti operazioni potranno essere utili per alleviare i disturbi:

massaggiare le gambe
fare un bagno caldo
applicare un impacco caldo o freddo sui muscoli delle gambe
fare attività che distraggono la mente come leggere o guardare la televisione
fare esercizio fisico rilassante come yoga o tai-chi
camminare e fare stretching
Una sperimentazione clinica condotta alcuni anni fa, ha dimostrato che una tecnica osteopatica, nota come manipolazione di rilascio posizionale, potrebbe apportare beneficio alle persone malate. La tecnica consiste nel mantenere le diverse parti del corpo in posizioni che riducano la sensazione di dolore e fastidio.

🔵Farmaci

Agonisti della dopamina

ropinirolo
pramipexolo
rotigotina, applicabile tramite cerotti per la pelle
Gli agonisti dei recettori della dopamina possono essere utili nei casi in cui i disturbi (sintomi) siano frequenti. Queste sostanze funzionano stimolando direttamente i recettori della dopamina compensando in questo modo una carenza di attivazione da parte del neurotrasmettitore dopamina, che è normalmente presente ma in concentrazioni spesso ridotte in questa malattia.

Questi farmaci possono causare effetti secondari come: sonnolenza (è consigliata prudenza alla guida e nell'uso di utensili o macchinari), nausea, mal di testa e vertigini. In caso di nausea forte sarà necessario assumere un farmaco anti nausea. Un effetto collaterale più raro è rappresentato dalla riduzione nel controllo inibitorio, con l’emergere di comportamenti impulsivi, effetto che cessa quando si smette il trattamento.

Antidolorifici

In caso di dolore insopportabile, il medico può prescrivere un antidolorifico a base di oppiacei, come la codeina o il tramadolo, e talvolta la gabapentina e la pregabalina. Come tutti i farmaci anche questi presentano un certo numero di effetti collaterali.

Farmaci per dormire (leggi la sezione terapie dell’insonnia)

Levodopa (leggi anche malattia di Parkinson)

Questo farmaco può essere utile come terapia al bisogno, quando i disturbi (sintomi) sono veramente occasionali. Infatti se si assumesse costantemente levodopa, i disturbi della malattia peggiorerebbero. Inoltre, l’assunzione di levodopa deve avvenire al momento della comparsa dei disturbi, altrimenti non sarebbe più efficace. Un effetto immediato dell’assunzione di levodopa è la sonnolenza, per cui non si deve assolutamente guidare o utilizzare macchinari subito dopo la sua assunzione.

🔵Malattie cardiovascolari

La ricerca ha evidenziato di recente che le persone con questa sindrome, presentano una maggiore probabilità, pari al doppio delle persone sane, di sviluppare malattie cardiovascolari gravi, come la malattia coronarica o l’infarto. Il rischio diventa maggiore nelle persone che presentano i disturbi più frequenti o più gravi della malattia. La causa di questa associazione, non è attualmente nota, ma si ritiene che i movimenti rapidi delle gambe avvengano in associazione con un aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna. Anche i disturbi del sonno nel loro insieme aumentano il rischio cardiovascolare. Per ridurre tale rischio è necessario assumere uno stile di vita più corretto.
☎️ Per appuntamento al 3391956816

Cosa è la cellulite?La cellulite è una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di tessuto adiposo a livello s...
26/06/2026

Cosa è la cellulite?

La cellulite è una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di tessuto adiposo a livello sottocutaneo. Nelle donne è un fenomeno normale e non è da considerare come una vera e propria patologia anche se, nei casi più gravi, una crescita esagerata del pannicolo adiposo potrebbe compromettere la circolazione venosa e linfatica causando edemi e dolore. Quando si ha la cellulite, la pelle non è più omogenea ma assume un aspetto a “buccia di arancia” con micro depressioni e talvolta noduli nel tessuto adiposo sottocutaneo. La cellulite si manifesta principalmente a livello della zona pelvica, addominale, sui glutei, cosce e fianchi e può riguardare sia donne che uomini anche se in percentuale minore. Oggi esistono molteplici trattamenti e rimedi utili per contrastare questo inestetismo cutaneo. Conoscere cos’è la cellulite, quali sono le cause e i sintomi che la caratterizzano può aiutare nella scelta dei rimedi più efficaci per contrastarla e prevenirla,

Noi del Centro DEVA SENSAZIONI vi diamo una mano con l'utilizzo della Pressoterapia.

La pressoterapia è un trattamento estetico non invasivo che utilizza la compressione pneumatica per migliorare la circolazione venosa e linfatica, riducendo efficacemente ritenzione idrica, gonfiore e l'aspetto "a buccia d'arancia" della cellulite sulle gambe. Agisce drenando i liquidi in eccesso e tonificando i tessuti.

Principali Benefici e Funzionamento:

Riduzione Cellulite: Stimola il drenaggio linfatico, combattendo la cellulite edematosa e migliorando l'aspetto della pelle

Azione Drenante: L'apparecchiatura, tramite appositi gambali, esercita una pressione controllata dalle caviglie verso l'alto (senso disto-prossimale).

Gambe Leggere: Allevia il senso di pesantezza e riduce i linfedemi.

Effetto Detox: Favorisce l'espulsione delle tossine.

Dettagli del Trattamento:

Ciclo Consigliato: Solitamente sono necessarie almeno 8-15 sedute per risultati visibili.

Durata: Ogni seduta dura circa 30-45 minuti.

Risultati: I primi miglioramenti visibili, specialmente in termini di riduzione del gonfiore, si notano spesso tra la terza e la quinta seduta.

Consigli Utili:
Per massimizzare i risultati, la pressoterapia dovrebbe essere abbinata a uno stile di vita sano, attività fisica regolare e una dieta equilibrata. È fondamentale affidarsi a centri specializzati

Per informazioni e prenotazioni al 339-1956816

Meduno (PN) via Principe n°4

📢 Ernia del disco: sintomi, cause e trattamentoL’ernia del disco è una patologia molto specifica della colonna vertebral...
18/06/2026

📢 Ernia del disco: sintomi, cause e trattamento

L’ernia del disco è una patologia molto specifica della colonna vertebrale che si verifica con la fuoriuscita di una parte del nucleo polposo contenuto nel disco.

Partiamo col dire che è sbagliato però pensare che la causa del mal di schiena sia sempre l’ernia del disco. L’ernia comporta sintomi e disturbi quando, fuoriuscendo, va a comprimere dei nervi e spesso i sintomi sono irradiati a distanza rispetto al punto dove si trova l’ernia, verso il braccio o verso l’arto inferiore. Quindi per esempio, la comune lombalgia (dolore alla parte lombare della colonna vertebrale) non sempre e non per forza è causata da un’ernia.

Prima di vedere cos’è l’ernia del disco e come si può curare, vogliamo sfatare alcuni miti purtroppo molto diffusi nell’opinione comune e del tutto errati. Eccoli qui:

Prima di tutto, l’ernia non si può “spingere in dentro” attraverso il trattamento manuale. Molte persone sono convinte di questo, ma anatomicamente è impossibile farlo! Ci sono però altre strategie per ridurre la protrusione e quindi la compressione sulle radici nervose.

L’ernia del disco non si cura soltanto con il trattamento chirurgico. Tutt’altro! L’operazione è l’ultima spiaggia, sono molti di più i casi di ernia risolta con la ginnastica di rinforzo muscolare, massoterapia e la terapia antalgica.

il problema dell’ernia non è tanto l’ernia in sé ma i sintomi che provoca se va a comprimere un nervo. Infatti esistono anche molte ernie dette asintomatiche, che ci sono ma non provocano alcuna spiacevole conseguenza. In quel caso non serve alcun trattamento. Molti potrebbero avere un’ernia asintomatica e non saperlo nemmeno.

💥COSA È L'ERNIA DEL DISCO?

Tutti sappiamo che la colonna vertebrale è composta dalle vertebre, ovvero 33 ossa messe una sopra l’altra che racchiudono e proteggono il midollo spinale.

Oltre a sostenere il corpo e proteggere il midollo, la colonna vertebrale deve anche essere flessibile per consentire il movimento di tutta la schiena. Per questo, le vertebre si articolano fra di loro tramite le faccette articolari posteriori e tra una vertebra e l’altra ci sono dei cuscinetti, che attutiscono i colpi e permettono alle vertebre di avere un po’ di flessibilità.

Questi cuscinetti si chiamano dischi intervertebrali e sono composti da due parti: il nucleo polposo, che sta all’interno e si può immaginare come una massa gelatinosa (è composto da acqua all’88%) e l’anello fibroso, che circonda e avvolge il nucleo.

Quando, per vari motivi, l’anello fibroso si fessura, il nucleo al suo interno tende ad uscire. Ecco che si verifica un’ernia discale, più o meno grande in base alla fuoriuscita di materiale discale.

🤷QUALI SONO LE CAUSE DELL’ERNIA DISCALE

L’ernia discale colpisce soprattutto le persone con età compresa fra i 30 e i 55 anni. Dopo i 55/60 anni i dischi intervertebrali tendono a disidratarsi e irrigidirsi. Così hanno meno pressione e meno forza di spingere il nucleo polposo verso l’esterno, ossia verso il nervo spinale.

Quindi, al contrario di quello che si potrebbe pensare, più si invecchia e meno è probabile avere un’ernia del disco che vada incontro ad una risoluzione chirurgica.

A parte l’età, le cause dell’ernia possono essere differenti, ed anche contrastanti l’una con l’altra. I fattori di rischio più comuni sono questi:

🔵Obesità

🔵Sedentarietà

🔵Lavori usuranti

🔵Postura scorretta

🔵Sport usuranti (come il sollevamento pesi)

🔵Movimenti scorretti e ripetuti

🔵Sforzi eccessivi

🔵Mancanza di muscolatura profonda

Quando l’ernia esce dal disco (“ernia estrusa”) può andare a comprimere le radici nervose che hanno origine dal midollo spinale, il quale si trova all’interno del canale vertebrale. A seconda di quanto è grande l’ernia, di quanto comprime il nervo e di dove si trova si possono generare diversi sintomi. Il dolore può essere acuto e localizzato oppure irradiarsi verso gli arti, superiori.

🧑‍🦯ERNIA AL DISCO SINTOMI

I sintomi più comuni dell’ernia lombare sono il dolore alla parte bassa della schiena, che può irradiarsi e proseguire fino al piede, coinvolgendo anche i glutei, la coscia e la gamba.

Quando succede questo si parla di sciatalgia (infiammazione del nervo sciatico).

Esiste anche la cruralgia, che coinvolge il nervo crurale il quale può interessare l’addome inferiore, l’inguine, la faccia anteriore e interna della coscia fino alla parte interna del piede.

In base a dove il dolore si irradia, lo specialista è già in grado di ipotizzare a che livello vertebrale possa trovarsi l’ernia.

L’ernia cervicale invece porta dolore soprattutto al collo, alla scapola e alla spalla e può irradiarsi fino a prendere tutto l’arto superiore fino alle dita della mano. Questa irradiazione si chiama brachialgia.

Sia per l’ernia cervicale che per l’ernia lombare la condizione diventa più grave se oltre al dolore si manifestano formicolio, diminuzione o perdita di forza muscolare e di sensibilità agli arti.

Nei casi più gravi si può arrivare all’ernia paralizzante, ossia alla comparsa di deficit di forza a carico di alcuni gruppi muscolari con difficoltà in alcuni movimenti specifici come ad esempio camminare sulle punte dei piedi oppure sui talloni, nel caso dell’ernia del disco lombare.

Quando lo stesso midollo spinale inizia a soffrire perché è compresso si parla di mielopatia. Questo stato è abbastanza pericoloso perché può presentarsi in assenza di dolore e con sintomi motori e sensitivi che troppo spesso vengono trascurati. Per questo è fondamentale riconoscerla per tempo, prima che i sintomi siano eclatanti e irreversibili.

Nel caso si verificassero uno o più di questi sintomi è bene rivolgersi ad uno specialista e consigliamo di farlo il prima possibile qualora si presentassero formicolio, perdita di sensibilità o ancora peggio, perdita di forza.

🕵️ERNIA DEL DISCO A CHI RIVOLGERSI

A seconda della gravità dell’ernia discale e dei sintomi che si presentano sono tre le figure che possono aiutare il paziente a risolvere il problema e spesso queste figure hanno bisogno di confrontarsi fra di loro.

Possono occuparsi della cura dell’ernia:

il neurochirurgo spinale;

l’ortopedico chirurgo vertebrale;

💥COME VIENE FATTA LA DIAGNOSI

Come per tutte le patologie, la diagnosi dell’ernia discale inizia con la conoscenza del quadro clinico e con il racconto dei sintomi (anamnesi).

Lo specialista usa poi dei test specifici per effettuare la diagnosi clinica, la quale andrà confermata con l’esame strumentale più idoneo, che in questo caso sarà la Risonanza Magnetica.

Se si evidenzia un deficit di forza, lo specialista valuterà se consigliare l’esecuzione di una elettromiografia per studiare la conduzione elettrica del nervo e quindi l’eventuale sofferenza neurologica.

🔵COME CURARE L’ERNIA DEL DISCO

Che si faccia una visita con il neurochirurgo o con il fisioterapista, la prima risposta alla domanda “come curare l’ernia del disco”, se non ci sono rilevanti deficit neurologici è sempre il trattamento conservativo: farmaci massoterapia rinforzo muscolare fisioterapia.

Lo stesso chirurgo infatti, dopo la diagnosi invia il paziente ad un fisioterapista, salvo rari casi in cui si presentino specifici sintomi per cui è necessario operare d’urgenza (sindrome della cauda).

Oltre alla terapia farmacologica, compresa anche la terapia antalgica (infiltrazioni mirate), che aiuta molto a gestire il sintomo del dolore anche se non risolve il problema, ci sono molte terapie che sono utili per la cura dell’ernia e che possono riportare il paziente ad uno stato di salute e benessere.

La Laserterapia e la nuova QMR (Q-Fisio) per esempio sono molto utili perché riducono il dolore e l’infiammazione in fase acuta, e preparano il paziente a sostenere altri tipi di terapia.

L’Ozonoterapia è una delle terapie più consigliate ed efficaci per l’ernia del disco, perché le infiltrazioni di ossigeno-ozono stimolano le difese contro i radicali liberi e, nella pratica, aiutano a ridurre la pressione dell’ernia sulle terminazioni nervose. Se vuoi approfondire l’argomento sull’Ozonoterapia per l’ernia del disco leggi questo articolo.

Superata la fase acuta, anche la terapia manuale e l’osteopatia possono portare ottimi benefici nella gestione del dolore e dell’impotenza funzionale.

Infine la rieducazione in sala riabilitativa e l’auto-terapia, ovvero gli esercizi da svolgere a casa su consiglio del terapista, sono due aspetti fondamentali ed imprescindibili per ritornare alla normalità, ossia al ritorno all’attività lavorativa e sportiva e soprattutto per prevenire le recidive.

Si tratta di una fase particolarmente importante sia per chi riesce a curare l’ernia discale senza intervento sia per chi invece deve ricorrere alla chirurgia.
📢QUANDO OPERARE L’ERNIA DEL DISCO

A decidere quando operare l’ernia del disco è lo specialista, che solitamente consiglia l’intervento chirurgico in due casi: dopo aver tentato con la terapia conservativa se i sintomi persistono oppure quando si presenta la sindrome della cauda (vera urgenza chirurgica) oppure in caso di ernie paralizzanti irreversibili.

Oggi come oggi, le due tecniche chirurgiche più avanzate per l’asportazione dell’ernia sono la microdiscectomia, che è l’attuale Gold Standard, e l’endoscopia (probabilmente il futuro Gold Standard).

Entrambi le tecniche permettono di asportare l’ernia vertebrale con un intervento tutto sommato poco invasivo e con un recupero più veloce

CONSIGLI PER PREVENIRE L’ERNIA E LE RECIDIVE
Praticare attività sportive che rafforzano ma non sollecitano troppo la colonna vertebrale, come il nuoto, il nordic walking o il pilates.

Evitare di praticare sport che sollecitano invece molto la schiena, soprattutto in modo asimmetrico (es: tennis), con particolare riguardo se si ha già avuto a che fare con un’ernia e c’è il rischio che si ripresenti.

Fare esercizi specifici per rafforzare la muscolatura profonda e posturale, rivolgendosi ad un professionista per imparare prima ad eseguirli correttamente.

Molto molto importante: fare riabilitazione dopo aver curato un ernia, per evitare recidive.

Correggere eventuali posture scorrette, dovute per
esempio al lavoro, con della rieducazione posturale.

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