Datemi Fiducia della Dott.ssa Alice Righetti

Datemi Fiducia della Dott.ssa Alice Righetti Studio della Dott.ssa Alice Righetti, Psicologa dell’ Infanzia e dell’ Adolescenza esperta in Play Therapy, Consulente Educativa.

Ricevo a Preganziol (Treviso) e a Trento.

💛 𝗠𝗮… 𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗣𝗹𝗮𝘆 𝗧𝗵𝗲𝗿𝗮𝗽𝘆?Quando un bambino cambia, non sempre è facile capire cosa stia succedendo.Più...
03/09/2026

💛 𝗠𝗮… 𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗣𝗹𝗮𝘆 𝗧𝗵𝗲𝗿𝗮𝗽𝘆?

Quando un bambino cambia, non sempre è facile capire cosa stia succedendo.

Più rabbia, più pianto, difficoltà a scuola, isolamento, fatica a raccontare quello che prova…

A volte ci fermiamo al comportamento e pensiamo:
“Come posso farlo smettere?”

Ma possiamo provare a fare un passo indietro e chiederci:
“Che cosa sta cercando di comunicarmi?”

Perché i bambini non sempre hanno le parole per raccontare ciò che vivono.
E quando le parole non bastano, il gioco può diventare il loro linguaggio. 🧸

È qui che si inserisce la Play Therapy: uno spazio sicuro in cui il bambino può esprimere emozioni, vissuti e difficoltà attraverso il gioco, il disegno, le storie e la relazione.

E anche per noi adulti c’è una cosa importante da ricordare:
✨ non dobbiamo avere sempre la risposta giusta.
✨ non dobbiamo essere genitori perfetti.
✨ spesso, il primo passo è semplicemente esserci davvero.

Anche solo 15 minuti di gioco libero insieme, senza telefono, senza obiettivi e senza correggere, possono diventare un piccolo spazio quotidiano di connessione.

Perché, a volte, ciò di cui un bambino ha più bisogno non è una soluzione immediata.
È sentirsi visto, ascoltato e accolto. ❤️

Se senti che tuo figlio sta attraversando un momento di difficoltà e vuoi capire meglio come sostenerlo, possiamo parlarne insieme.

📩 È possibile prenotare un colloquio informativo gratuito nel mese di settembre.

📍 Dove ricevo:
✅ Studio a PREGANZIOL (Treviso)
✅Nuova apertura: TRENTO (zona La Vela c/o Centro Multiprofessionale Therapeìa)

💻 Disponibile anche online

📱 WhatsApp: 340 9628159
📧 [email protected]
🌐 www.datemifiducia.it
📲 Instagram: della Dott.ssa Alice Righetti

Dott.ssa Alice Righetti
Datemi Fiducia 💛

(Scorri il carosello per vedere il contenuto per intero)

Sono la 𝐃𝐨𝐭𝐭.𝐬𝐬𝐚 𝐀𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐑𝐢𝐠𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢, 𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐚, e mi occupo di 𝐏𝐥𝐚𝐲 𝐓𝐡𝐞𝐫𝐚𝐩𝐲, un approccio terapeutico che utilizza il gioco ...
27/08/2026

Sono la 𝐃𝐨𝐭𝐭.𝐬𝐬𝐚 𝐀𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐑𝐢𝐠𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢, 𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐚, e mi occupo di 𝐏𝐥𝐚𝐲 𝐓𝐡𝐞𝐫𝐚𝐩𝐲, un approccio terapeutico che utilizza il gioco come principale strumento di comunicazione e di intervento con i bambini a partire dai 2 anni e mezzo.

Da settembre inizierò a ricevere anche in 𝐓𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨, 𝐢𝐥 𝐌𝐀𝐑𝐓𝐄𝐃𝐈̀, presso il 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐌𝐮𝐥𝐭𝐢𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐓𝐡𝐞𝐫𝐚𝐩𝐞𝐢̀𝐚 𝐝𝐢 𝐓𝐫𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐳𝐨𝐧𝐚 𝐋𝐚 𝐕𝐞𝐥𝐚.

Il mio studio principale si trova in Veneto, a Preganziol (TV), ma ho scelto di portare la Play Therapy anche a Trento perché credo molto nelle possibilità che questo approccio può offrire ai bambini e alle loro famiglie. ❤️

🌈 𝐌𝐚 𝐜𝐨𝐬’𝐞̀, 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐥𝐚 𝐏𝐥𝐚𝐲 𝐓𝐡𝐞𝐫𝐚𝐩𝐲?
Per un bambino, 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫𝐬𝐢, 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐞.
Attraverso il gioco, un bambino può riuscire a raccontare e affrontare emozioni, difficoltà e situazioni che magari non riesce ancora a esprimere a parole.

La Play Therapy può essere utilizzata, ad esempio, quando un bambino sta vivendo:

• difficoltà nella gestione della rabbia o delle emozioni
• comportamenti che preoccupano o mettono in difficoltà la famiglia
• ansia o paure
• difficoltà nelle relazioni con coetanei o adulti
• difficoltà di adattamento a cambiamenti o situazioni nuove
• difficoltà legate all’attenzione e all’iperattività (ADHD)
• esperienze traumatiche
• difficoltà nella regolazione emotiva

Può essere inoltre utilizzata 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧’𝐨𝐭𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢𝐯𝐚, intervenendo precocemente quando emergono alcune difficoltà.

È un approccio rivolto principalmente ai bambini, già a partire dai 𝟐-𝟑 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚, ma alcuni modelli possono coinvolgere anche 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢.

Il mio percorso formativo in Play Therapy è stato svolto tramite 𝐦𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐈𝐍𝐀𝐏𝐥𝐚𝐲 𝐓𝐡𝐞𝐫𝐚𝐩𝐲, realtà con sede in Svizzera per la formazione continua in Play Therapy, approvata da 𝐀𝐏𝐓 𝐔𝐒𝐀 𝐞 𝐀𝐏𝐓𝐈.

Se siete genitori e vi state chiedendo “𝐏𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐢𝐨 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨?”, potete contattarmi: sarò felice di darvi qualche informazione in più e rispondere alle vostre domande. 🌷

𝐀 𝐕𝐎𝐋𝐓𝐄 𝐈 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐈
𝐍𝐎𝐍 𝐑𝐈𝐄𝐒𝐂𝐎𝐍𝐎 𝐀 𝐃𝐈𝐑𝐄
𝐐𝐔𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐄𝐍𝐓𝐎𝐍𝐎.

💛 Attraverso la Play Therapy possono trovare un modo per esprimersi.

💬 𝐕𝐨𝐥𝐞𝐭𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐞 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐚 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨?

Per tutto il mese di 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄 𝟐𝟎𝟐𝟔 sarà possibile prenotare un 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟑𝟎 𝐦𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢.

Sarà un’occasione per conoscersi, capire meglio cos’è la Play Therapy, fare domande e valutare insieme se questo approccio può essere indicato per la vostra situazione.

A TRENTO
📅 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨: MARTEDÌ 1, 8, 15, 22 e 29 settembre
📍 𝐃𝐨𝐯𝐞: Centro Multidisciplinare Therapeìa – Trento, zona La Vela
⏰ 𝐎𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨: da concordare al momento della prenotazione

A PREGANZIOL (TV)
📅 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨: nel mese di settembre
📍 𝐃𝐨𝐯𝐞: Studio Datemi Fiducia della Dott.ssa Alice Righetti
⏰ 𝐎𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨: da concordare al momento della prenotazione

💬 𝐏𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: preferibilmente con un primo messaggio WhatsApp al 3409628159
📧 𝐄𝐦𝐚𝐢𝐥: [email protected]

NB. Il colloquio informativo non sostituisce il primo colloquio di valutazione, che potrà essere prenotato anche indipendentemente dal colloquio informativo.

——
𝐏𝐞𝐫 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐫𝐞:

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🔗 Pagina professionale presso il Centro Multidisciplinare Therapeìa
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🔗 Informazioni sulla Play Therapy
https://www.therapeiatrento.it/play%20therapy.htm

“Ai miei tempi i bambini non avevano di questi problemi”.Non è vero.Anche i nostri nonni e i nostri genitori hanno avuto...
07/05/2026

“Ai miei tempi i bambini non avevano di questi problemi”.

Non è vero.

Anche i nostri nonni e i nostri genitori hanno avuto i loro problemi da bambini o da adolescenti, le loro difficoltà e i loro traumi ma erano poco diffuse le figure professionali che se ne prendessero cura.

I traumi, le difficoltà emotive, spesso non venivano riconosciuti.

Così molti traumi sono passati di generazione in generazione e sono stati perpetrati.

Qualcosa, forse, si sarebbe potuto evitare se ci fosse stato qualcuno a cui chiedere aiuto che lo facesse per professione.

I bambini possono essere aiutati, come gli adolescenti, del resto.

I genitori possono essere aiutati a non proiettare le ombre della loro storia, per non cadere in automatismi di vecchia data dando ciò che hanno ricevuto.

Trattando come sono stati trattati.

Prendersi cura delle famiglie e prendersi cura dei bambini permette di liberare un bambino alla volta.

Di liberare i genitori di domani.
Gli insegnanti di domani.
Gli educatori di domani.

Di non aver più bisogno di liberare i bambini di domani.

Dottoressa Alice Righetti
Psicologa Esperta in Play Therapy®️, Consulente educativa.

💖Ricevo a PREGANZIOL (TV) e a TRENTO.⛰️💖
Possibili consulenze online in determinate situazioni (vedi storie in evidenza o scrivimi in direct o ai contatti qui sotto).

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La Play Therapy®️ non è “solo giocare con i bambini”.E non è nemmeno semplicemente “usare il gioco dentro la terapia”.La...
06/05/2026

La Play Therapy®️ non è “solo giocare con i bambini”.

E non è nemmeno semplicemente “usare il gioco dentro la terapia”.

La Play Therapy®️ è un modello terapeutico in cui il gioco diventa la terapia stessa.

Per il bambino, infatti, il gioco è un linguaggio naturale: attraverso simboli, storie, movimenti, personaggi e scenari può esprimere e rielaborare emozioni, paure, bisogni ed esperienze che spesso non riesce ancora a raccontare a parole.

Nella Play Therapy®️ il terapeuta utilizza tecniche specifiche, una relazione terapeutica strutturata e strumenti adeguati allo sviluppo del bambino affinché il gioco possa diventare uno spazio sicuro di espressione, elaborazione e trasformazione emotiva.

Dove l’adulto usa le parole, il bambino usa il gioco.
Ed è proprio lì che può iniziare il lavoro terapeutico. 💖

Attraverso tecniche specifiche, una relazione terapeutica strutturata e strumenti adeguati allo sviluppo del bambino, il gioco non ha una funzione di intrattenimento nè viene usato casualmente: è il mezzo attraverso cui il bambino può esprimere, elaborare e trasformare il proprio mondo emotivo.

Perché il gioco, per il bambino, non è una pausa dalla comunicazione.
È LA comunicazione.

Dottoressa Alice Righetti
Psicologa Esperta in Play Therapy®️ formata con ,Consulente educativa.

Ricevo a Preganziol (TV) e a Trento ⛰️.

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Ad alcune persone può succedere di ridere o sorridere in modo incontrollato in momenti di disagio, tensione o ansia. Ac...
24/03/2026

Ad alcune persone può succedere di ridere o sorridere in modo incontrollato in momenti di disagio, tensione o ansia.
Accade come risposta del nostro corpo davanti a quella situazione vissuta come scomoda.

Una sorta di “fuga”.

In un noto esperimento dell’Università di Lawrence vennero registrati numerosi video di uomini e donne mentre osservavano film con contenuti classificati come: disgustoso, divertente oppure neutro.

Si è constatato che più disgustoso era il contenuto del film proiettato più scomodi si sentivano i partecipanti... e più veniva loro da ridere.

Inoltre, le persone che più avevano riso si sentivano meno “scomode” rispetto a quelle che erano riuscite a “controllare” la loro risata.

La ricerca ha dimostrato che ridere è una strategia personale per gestire l’imbarazzo personale e, più in generale, per nascondere davanti agli altri sentimenti ritenuti poco opportuni.

In questo entrano in gioco elementi inerenti la regolazione emotiva, con peculiarità tipiche dell’età evolutiva, di cui è importante essere a conoscenza come adulti.
Sia che con i bambini e con gli adolescenti ci si lavori, sia che siano i propri figli.

Fonti:
Ansfield, M. E. (2007) Smiling When Distressed: When a Smile Is a Frown Turned Upside Down. Personality and Social Psychology Bulletin; 33(6): 763-775.

IN CRISI PER LA SCELTA DELLA SCUOLA SUPERIORE?Un percorso diverso dai soliti test attitudinali, che possono aiutare molt...
03/11/2025

IN CRISI PER LA SCELTA DELLA SCUOLA SUPERIORE?

Un percorso diverso dai soliti test attitudinali, che possono aiutare molto ma non sempre chiariscano cosa davvero piaccia.

Per fare una scelta consapevole, propongo un percorso di
orientamento con attività di ascolto corporeo, espressive e
mindfulness.

Dove: studio Datemi Fiducia® – Preganziol (TV)
Come: da 4 a 8 incontri individuali
Quando: nei mesi di Novembre e Dicembre 2025

Info e prenotazioni: 3409628159 [email protected]

SAMHAIN: RICORDARE GLI ANTENATI E LE ANTENATE CON I BAMBINI.In questi giorni, da tradizione si ricordano i morti delle p...
30/10/2025

SAMHAIN: RICORDARE GLI ANTENATI E LE ANTENATE CON I BAMBINI.

In questi giorni, da tradizione si ricordano i morti delle proprie famiglie.

Quella che oggi è diventata una festa commerciale chiamata Halloween, in realtà ha origine molto antiche.

I celti la chiamavano Samhain, celebravano con riti e canti i mondi dello spirito e quello della materia che si incontrano da vicino.

Era un’occasione per ricordare i propri antenati e le proprie antenate, per celebrare chi non c’era più onorandolo.

Successivamente anche la religione cristiana ha ri-preso la celebrazione in questi giorni degli antenati, parlando di “giorno dei Santi” e “giorno dei morti”.

Che tu voglia celebrare questa ricorrenza secondo una tradizione o l’altra, in questi giorni può essere una buona idea cogliere l’occasione per onorare i morti delle proprie famiglie, quindi le proprie origini.

La morte nella nostra cultura è un tabù in generale e lo è ancora di più per i bambini.
Non se ne parla, quando se ne parla si usano frasi per edulcorare il tutto e si cerca di fare il prima possibile per cambiare argomento.

La consideriamo l’opposto della vita quando è una parte della vita (piuttosto il contrario della morte è la nascita).
In realtà i bambini sono molto più tranquilli di noi adulti su questo tema.

Magari non hanno le parole per parlarne come noi vorremmo ma sentono cosa sia la morte, ne hanno una conoscenza archetipica e irrazionale.
E nascondere loro il fatto che esista, seppur in buona fede, rischia di non rispettare il loro sentire.

Come fare diventare questa ricorrenza un momento di condivisione con i propri figli?

Riunirsi tutti insieme, bimbi compresi, magari davanti ad una buona bevanda calda e a qualche cibo di stagione, per scambiarsi racconti, esperienze, memorie ricordando chi non c’è più è quanto di più bello si possa fare per ringraziare coloro che hanno camminato su questa terra prima di noi.

Uomini e donne che, con la loro vita, hanno permesso che fossimo vivi anche noi, ora.

Ps. Perchè non cogliere l’occasione per guardare un cartone animato a tema bello come “Coco”?
Io lo farò sicuramente, come ogni anno 😊

Dott.ssa Alice Righetti
Psicologa esperta in Play Therapy®️
Consulente educativa
Tutor dell’apprendimento
Formatrice

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Quante volte i bambini nella Play Room mi vogliono morta.E se non muoio come vogliono loro, mi invitano a “morire bene” ...
29/10/2025

Quante volte i bambini nella Play Room mi vogliono morta.
E se non muoio come vogliono loro, mi invitano a “morire bene” e ad inscenare di nuovo la morte.

Ci sono sessioni di CCPT in cui è un continuo combattere e morire e rialzarsi e morire di nuovo.
Nei modi più fantasiosi: lotte, veleni, animali mostruosi, alieni, virus (in questo periodo poi...).

I colleghi che utilizzano la Play Therapy lo sanno bene.

La Play Room è -anche- un luogo sicuro in cui rabbia e aggressività possono manifestarsi ed essere accolte senza giudizio.

Se un bambino fa questo, non è che mi odia.
Se lo fa con la mamma e con il papà, non è che non li rispetta o che li vorrebbe morti davvero.

Quello che esce è un tema, ad esempio di aggressività, che ha bisogno di trovare voce.
Di trovare spazio.
Lasciare che trovi spazio è già di per sè terapeutico.

Ai genitori in ascolto, in questi casi è una buona idea:

✅Non prenderla sul personale (non è che allora avete sbagliato qualcosa o vostri figlio vi odia o vi vuole sfidare)
✅Evitare di punire (ma come ti permetti, vai in camera tua)
✅Evitare di giudicare e censurare il gioco (non si dicono queste cose alla mamma: sei cattivo!)
✅Dire e/o fare cose per far vivere delle conseguenze (adesso il papà piange perché gli hai detto queste brutte parole).
✅Evitare di rendere il il gioco un momento di “insegnamento” verbale, con una “morale” : (“non puoi fare sempre morire la mamma, a volte devi perdere anche tu”).

Morite (per finta) e basta 😂😅
State al gioco.

Tanto vostro figlio non vi lascerà lì giacenti... vi farà risorgere e continuerete a giocare.

E continuerà a volervi bene.

Nei percorsi di play therapy che svolgo, propongo sempre suggerimenti pratici e personalizzati ai genitori, così da rendere il gioco a casa una parte del percorso terapeutico a tutti gli effetti, facendo si che diventi più divertente e soprattutto più efficace, in base a ciò che emerge durante le sessioni con il bambino.

Ogni percorso di play therapy è un lavoro di squadra che inizia nella stanza dei giochi ma non si esaurisce lì.

Dott.ssa Alice Righetti
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Il 15 ottobre è il giorno in cui si ricordano i bambini non nati.Nel mio studio, in fase di primo colloquio, chiedo semp...
15/10/2025

Il 15 ottobre è il giorno in cui si ricordano i bambini non nati.

Nel mio studio, in fase di primo colloquio, chiedo sempre se ci siano bambini non nati.

Di frequente accompagno i genitori a prendere atto di quella che è la realtà: un bambino non nato, o meglio nato morto, qualsiasi sia la settimana in cui questo è accaduto, è a tutti gli effetti un fratello o una sorella dei figli nati vivi.

Va ricordato.

Semplicemente prendendo atto di questo, ergo della realtà.
Molte volte, i genitori mi riferiscono di sentirsi liberati nel momento in cui faccio presente questo.
Specie in caso di aborti alle prime settimane, non si sentivano legittimati a vedere la realtà.

Un bambino di qualche settimana non è “solo un grumo di sangue” o “un grumo di cellule”, per dire la cosa che mi è stata riferita più di frequente essere stata detta dal personale sanitario.

Prendere atto di questo aiuta i genitori e aiuta i fratelli e le sorelle rimasti.

Non di rado, quando il bambino per cui i genitori mi hanno contattata riceve questa comunicazione (molto utili, come supporto, i libri per bambini di ), il malessere per cui erano arrivati in consulenza cessa del tutto o diminuisce significativamente.

Non di rado, prima di ve**re da me, i genitori mi riferiscono di aver visto elementi di vario genere che hanno fatto tornare alla memoria questo fatto.

Nulla accade a caso.

Chi viene escluso, rischia di dover essere ricordato da chi resta. Il dolore che non si sono permessi di vivere mamma e papà, rischia di passare ai figli.
Dirsi la verità, e dirla a chi resta, è un regalo che porta serenità. Anche tra le lacrime che, finalmente, ci si permette di lasciar fluire.

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Quando una famiglia si affida a me per aiutare il proprio figlio o la propria figlia con una situazione di cui sopra, ch...
28/08/2025

Quando una famiglia si affida a me per aiutare il proprio figlio o la propria figlia con una situazione di cui sopra, che usi la Play Therapy o altri strumenti espressivi (la scelta varia in base all’età e ad altri elementi pienamente soggettivi: nessuna terapia è uguale ad un’altra nel mio studio ma viene cucita in modo sartoriale),

avviso sempre che, se la terapia starà proseguendo bene, ce ne accorgeremo in prima istanza da una cosa: inizierà a ti**re fuori molto, ad arrabbiarsi.

Ad esprimere quello che ha tenuto dentro.

E per imparare a ti**re fuori le proprie emozioni in modo funzionale, occorre prima tirarle fuori in modo meno funzionale.

È un passaggio.
Ed è inevitabile.

Sennò sarebbe come pensare di laurearsi senza fare le scuole superiori. Non si può.

Ovviamente, non lavoro mai solo con il bambino ma con l’intero sistema familiare.
Quindi questo passaggio spetta molto spesso anche ai genitori.
A volte emerge tanta rabbia trattenuta, di cui il figlio si è fatto almeno in parte portavoce.
Molto spesso emergono altre emozioni, una su tutta il dolore.

Stare meglio è possibile. Stare BENE è possibile.

Bisogna però ricordarsi di cosa è realistico.
La guarigione non passa da un punto A ad un punto B in modo lineare.
L’apprendimento - perché la regolazione emotiva è apprendimento, non certo nozionistico bensì esperienziale- non è lineare.

Serve attraversare la tempesta prima di arrivare a riva.
La bella notizia è che si può fare.
Insieme.
Con gli strumenti più idonei per essere ben equipaggiati.

Alice Righetti
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