03/07/2026
“La depressione per me ha il volto e il corpo di una donna, una signora affascinante e molto furba: io la vedevo, e ogni tanto la vedo ancora e le parlo: ‘No, mi stai prendendo in giro, questa non è la verità, questa sei tu con la tua versione della realtà’.
Della depressione clinica non te ne liberi mai per davvero, ‘la signora’ torna sempre a bussare alla porta, ma impari a gestire il rapporto con lei. Il dolore è una zona di comfort incredibile, ci si adagia in lui, ci si affeziona all’idea che faccia parte del nostro carattere. Io non avevo chiesto aiuto perché non pensavo di averne bisogno, pensavo semplicemente di essere nato difettato, emarginato perché sfigato e grasso da ragazzo, poi sopraffatto dal successo che non riuscivo a vivere.
La depressione cronica va curata con la chimica, come si cura il diabete, e con un percorso psichiatrico: il problema è lo stigma, depresso quindi pazzo. Arriva un momento in cui capisci che la depressione ti fa vedere certe cose attraverso il suo filtro, non è la realtà, e che l’obiettivo della depressione è vederti a terra. Ma io ho abbracciato una condizione di bellezza, ho iniziato a parlare, a chiedere aiuto, e oggi continuo ad andare in terapia perché nessuno è solo in questo.”
Tiziano Ferro