16/08/2026
La psicoterapia può fare danni?
La risposta è semplice: sì.
Se una cosa non ha il potere di fare male, probabilmente non ha neanche il potere di fare bene.
Cosa può fare davvero male in una psicoterapia?
Più di ogni altra cosa, la necessità di sopravvivenza narcisistica del terapeuta.
Più di una scelta tecnica sbagliata.
Più di un micro-agito che sfugge.
Persino più di una diagnosi iniziale imprecisa.
Perché il nostro è un lavoro fatto di ipotesi — diagnostiche e relazionali — che testiamo in ogni frase, silenzio o gesto scelto in seduta.
La differenza tra un buon terapeuta e uno cattivo, persino dannoso, non sta nella capacità di azzeccare subito la "strada giusta" (qualunque cosa significhi), ma nel saper rimettere in discussione la propria ipotesi senza viverla come una ferita.
Chi pensa che "se il paziente non migliora, è colpa del paziente" è già in territorio rischioso.
Il punto non è a quale scuola apparteniamo o quanto siamo bravi a difenderne concetti e confini.
Il punto è quanto sappiamo tollerare di non avere ragione.
Perché se la terapia diventa un'arena in cui il terapeuta deve vincere, il paziente ha già perso.