09/09/2026
OLTRE 100MILA MORTI E L'ITALIA PROTEGGE GLI ASSASSINI PER LEGGE
Il Ddl antisemitismo va in commissione alla Camera. "Criticare Israele e accusarlo di genocidio potrà portare alla sospensione dal lavoro".
La protesta di oltre 250 sigle
Presidio-maratona a Roma, a Montecitorio, e in altre 45 città d’Italia per dire no alla norma-bavaglio: la mobilitazione in occasione della discussione del disegno di legge alla Camera.
Oggi, mercoledì 9 settembre, oltre 250 sigle scenderanno in piazza Montecitorio, a Roma, dalle ore 13, per un grande presidio-maratona di interventi. Nello stesso giorno si terranno manifestazioni in altre 45 città d’Italia per dire no al cosiddetto “ddl antisemitismo”, in occasione della discussione del provvedimento nella Commissione affari costituzionali della Camera.
Una vera e propria “norma-bavaglio” che, basandosi sulla definizione IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), equipara all’antisemitismo le critiche alle politiche del governo d’Israele e ai suoi sostenitori, reprimendo ulteriormente il diritto al dissenso e la libertà di espressione e di informazione. L’obiettivo è perseguire legalmente chiunque denunci pubblicamente le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio (riconosciuto anche dalle Nazioni Unite un anno fa), la pulizia etnica e l’apartheid praticati dallo stato di Israele nei confronti del popolo palestinese.
Da Roma a Milano, Torino, Genova, Firenze, Brindisi, Catania e Palermo, fino a decine di altri centri grandi e piccoli: una mobilitazione diffusa, lanciata dalla Rete No Bavaglio insieme a centinaia di organizzazioni sociali e politiche. L’iniziativa riunisce un’ampia pluralità di realtà in difesa dei diritti umani: dal mondo dell’informazione ai sindacati, dai movimenti per la Palestina alle comunità ebraiche e cattoliche, dalle campagne per la pace e contro il riarmo fino a rappresentanti del mondo della scuola e dell’università, oltre alle associazioni per i diritti delle persone migranti e per la giustizia sociale, ai collettivi di artisti e ai comitati cittadini.
“I recenti attacchi e le accuse di antisemitismo contro la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), per aver aderito all’organizzazione della mobilitazione di domani, dimostrano il rischio di censura e repressione a cui stiamo già andando incontro, ancora prima che il ‘ddl antidissenso’, come andrebbe ribattezzato, sia approvato”, spiegano i promotori. “Criticare Israele non è antisemitismo, ma un diritto costituzionale da salvaguardare per il bene della nostra democrazia e dei diritti umani”.
“Gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio esistono già, come la Legge Mancino (25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza evocare strumentalmente ulteriori norme liberticide. In netto contrasto con questa deriva, come raccomandato dall’Ordine dei giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme. Questa non rappresenta una definizione vincolante sul piano giuridico, ma uno strumento corredato da linee guida per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo, legando questa battaglia alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica”.
“Ci appelliamo al mondo della cultura, della scuola, dell’università, della ricerca, dell’informazione, dell’arte, dello sport e a tutte le realtà sociali e politiche democratiche affinché facciano fronte comune. Serve una normativa che difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in un’arma politica, protegga le persone ebree da ogni forma d’odio, impedisca la manipolazione dell’antisemitismo per giustificare l’oppressione di un altro popolo ed eviti forme di repressione e derive autoritarie, garantendo che la lotta al razzismo sia unica, indivisibile e senza eccezioni”, concludono.
Amnesty International - Italia