26/08/2026
Perché in India si teme più la rinascita della morte?
Nelle tradizioni soteriologiche indiane il vero problema non è tanto morire, quanto dover morire ancora.
Finché non si consegue la liberazione definitiva, infatti, la morte non pone fine all'esistenza: conduce a una nuova nascita e, quindi, nuovamente a vecchiaia, sofferenza e morte.
Non a caso, nella Kaṭha Upaniṣad (1.2.6) è proprio Yama, la Morte, ad affermare:
na sāṃparāyaḥ pratibhāti bālam pramādyantaṃ vittamohena mūḍham | ayaṃ loko nāsti para iti mānī punaḥ punarvaśamāpadyate me
«Il passaggio da questo all'altro mondo non appare allo sciocco che vive nella distrazione/incuria, stordito dall'illusione della ricchezza. [Colui] che pensa: “[Esiste soltanto] questo mondo [e] non esiste altro”, precipita continuamente nel mio dominio»
La liberazione consiste dunque nello spezzare il ciclo delle rinascite: sottrarsi definitivamente al dominio della morte proprio perché non si è più costretti a rinascere. È questa, nelle tradizioni soteriologiche indiane, la vera immortalità: non vivere per sempre, ma non dover più nascere e, dunque, non dover più morire.