Ambulatorio Pediatrico Dott.ssa Marta Vargiu

Ambulatorio Pediatrico Dott.ssa Marta Vargiu Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Ambulatorio Pediatrico Dott.ssa Marta Vargiu, Medico, Via Nigra 55, Quartu Sant'Elena.

05/07/2026
05/07/2026

Piccolo dizionario delle idiozie che vengono dette

Ogni giorno, purtroppo, molti genitori riferiscono frasi che sembrano diagnosi, ma sono solo confusione vestita da competenza.

Alcuni esempi?

“È un principio di bronchite.”
Come se la bronchite fosse una piantina che sta germogliando.

“Ha le placche, serve l’antibiotico.”
Peccato che le placche possano essere virali, da adenovirus, mononucleosi o altre cause. L’antibiotico non si prescrive guardando una gola come fosse una sfera di cristallo.

“Meglio fare antibiotico e cortisone, così siamo sicuri.”
Sicuri di cosa? Di usare farmaci importanti senza una diagnosi? Di aumentare resistenze, effetti collaterali e confusione?

“Ha la tosse, facciamo aerosol.”
L’aerosol non è acqua santa. Non cura ogni tosse, non scioglie ogni catarro, non evita ogni complicanza.

“Con la febbre alta bisogna dare subito antibiotico.”
La febbre è un segno, non una diagnosi. Anche i virus fanno febbre alta. L’antibiotico serve contro i batteri, non contro il termometro.

“Il cortisone lo sistema subito.”
Certo: spesso “sistema” i sintomi mentre il problema resta lì. Il cortisone è un farmaco potente, utile quando indicato, ma non è una caramella. Ha effetti immunosoppressivi e può mascherare quadri clinici importanti.

“Se il muco è verde, è batterico.”
Falso. Il colore del muco non decide da solo la terapia antibiotica. Il muco può diventare giallo o verde anche nelle infezioni virali.

“È meglio coprirlo bene, così suda e sfebbra.”
No. Così rischia solo di stare peggio, disidratarsi e aumentare il disagio. La febbre non si cura facendo bollire il bambino come una pentola.

“Ha preso freddo.”
Il freddo non è un virus, non è un batterio e non entra dalla finestra con intenzioni criminali. Le infezioni si trasmettono con i microbi, non con il colpo d’aria mitologico.

Il problema non è solo la frase sbagliata.
Il problema è che una frase sbagliata genera paura, richieste inutili, farmaci inutili, visite inutili e spesso danni evitabili.

La medicina non si fa con i luoghi comuni.
Non si fa con “si è sempre fatto così”.
Non si fa con “per sicurezza”.
Non si fa con antibiotico, cortisone e aerosol messi insieme come il prezzemolo.

La medicina si fa con diagnosi, ragionamento clinico, esperienza, evidenze scientifiche e buon senso.

Perché un bambino non ha bisogno di terapie “a sentimento”.
Ha bisogno di cure corrette.
E i genitori hanno diritto a informazioni serie, non a frasi da minchionario.

05/07/2026

"Dottoressa, le zanzare se lo mangiano!
Che cosa posso fare?"

Avete ragione,
spesso le zanzare danno filo da torcere ... e potrebbero essere vettori di problematiche più importanti, quindi mi sembra importante parlarvene: salvate questo post e condividete! 😉

Primo fra tutti dovremmo provare a lavorare sull'ambiente.

Un intervento semplice da fare anche nei contesti urbani è *verificare i ristagni d'acqua*, ad esempio.
La zanzara si riproduce ovunque l'acqua ristagni a lungo: tombini, grondaie ostruite e contenitori esposti all'aperto possono diventare focolai di proliferazione, dove è utile utilizzare *larvicidi*.

A questo va aggiunta l'installazione di *zanzariere*, che sono l'arma meccanica più efficace e l'uso di *fornellini o repellenti per l'ambiente* se possibile.

Riguardo i repellenti da spruzzare addosso invece, bisogna cercare di orientarsi tra i vari principi attivi in relazione all'età dei bambini:
🦟 *DEET*
🦟 *Icaridina*
🦟 *Citriodiol*

Leggete nell'immagine le concentrazioni e il diverso uso in base all'età 😊

Insomma,
niente panico, ma nemmeno sottovalutare.

Con qualche attenzione all’ambiente e il repellente giusto per l’età, possiamo ridurre davvero il problema… e tornare a goderci l’estate senza diventare il buffet preferito delle zanzare! 😉🤣

Dottoressa Pani Claudia
Medico Pediatra
Progetto Crescere




01/07/2026
30/06/2026

La dottoressa Sonia Bianchini, pediatra del Centro Medico Santagost...

29/06/2026

Al mare, nei primi giorni, può succedere che la tosse aumenti.
Ma attenzione: spesso non è un peggioramento. È il segno che il mare sta facendo il suo lavoro.

L’aria marina, umida e ricca di aerosol salino naturale, aiuta a sciogliere il muco, a renderlo più fluido e più facile da eliminare. Per questo il bambino può tossire di più: non perché “sta peggiorando”, ma perché le vie respiratorie stanno iniziando a ripulirsi.

La tosse, in questi casi, è una specie di “spazzino” naturale.
Serve a portare fuori catarro, secrezioni e irritanti che prima restavano fermi.

Il mare può essere utile perché:

aiuta a fluidificare le secrezioni;
favorisce la respirazione nasale;
riduce la secchezza delle mucose;
stimola l’eliminazione del catarro;
espone il bambino ad aria meno chiusa, meno inquinata e più ventilata.

Quindi, se nei primi giorni al mare la tosse diventa più grassa, il naso cola di più o il bambino espelle più catarro, spesso è un fenomeno positivo: il corpo sta liberando le vie respiratorie.

Non bisogna avere fretta di spegnere tutto con sciroppi, cortisone o antibiotici.
La tosse non va sempre combattuta: quando serve a pulire, va rispettata.

Naturalmente bisogna osservare il bambino.
Il mare non sostituisce il pediatra se ci sono difficoltà respiratoria, respiro affannoso, febbre persistente, dolore al torace, abbattimento importante, sibili o se il bambino è molto piccolo.

Ma nella maggior parte dei casi, una tosse che nei primi giorni al mare aumenta e poi diventa più produttiva può essere semplicemente questo:

il mare che aiuta il bambino a respirare meglio, liberando le vie respiratorie da muco e secrezioni.

15/05/2026

La riforma fortemente voluta dal ministro schillaci per non dover restituire i soldi del pnrr, missione 6, scritta in fretta e furia viste le scadenze improrogabili del 30 giugno 2026 si tradurrà in un depotenziamento dei servizi ai cittadini e in un potenziamento della burocrazia. Liste d'attesa anche per essere visti dal proprio curante, difficoltà per avere uni'mpegnativa, centralini sempre occupati e il notorio scarica barile della macchina pubblica. Non serve un indovino per prevedere che il sistema, inconciliabile con la frenesia della vita moderna, porterà chiunque possa permetterselo verso il privato lasciando gli altri in coda nelle Case di comunità. Da pediatri ci stiamo opponendo con tutte le nostre forze perché non vogliamo abbandonare milioni di famiglie a loro stesse. Un sistema che funziona non può essere smantellato in favore di accordi europei che puntano a concetti teorici come la telemedicina. Vogliamo fare una televisita ad un neonato? Smettiamola di parlare di cose astratte quando le persone hanno bisogno di concretezza. Per tutti coloro invece che ancora non si rendono conto di cosa sta accadendo alle loro spalle, vi accorgerete di quello che vi hanno tolto quando non lo avrete più.

Concordo pienamente
13/05/2026

Concordo pienamente

OBESITÀ INFANTILE: IL BAMBINO NON HA COLPA

Fare il genitore significa amare, proteggere, educare.
Anche a tavola.

Un bambino non sceglie da solo cosa comprare, cosa mettere in dispensa, cosa bere ogni giorno, quante merendine mangiare, quante bibite zuccherate avere a disposizione.

Il bambino non ha ancora gli strumenti per regolarsi.
Gli adulti sì.

Per questo l’obesità infantile non va scaricata sul bambino: è una responsabilità educativa e familiare.

Dire sempre “sì” non è amore.
Riempire non significa nutrire.
Evitare ogni conflitto oggi può significare consegnare a quel bambino problemi domani.

Il conto degli errori alimentari arriva presto: sovrappeso persistente, insulino-resistenza, diabete, ipertensione, problemi articolari, disagio psicologico, isolamento, bassa autostima.

E quando un genitore dice al pediatra:
“Dottore, glielo dica lei…”
sta spesso mostrando una resa educativa.

Il pediatra può spiegare, aiutare, sostenere.
Ma il “no” quotidiano, davanti a merendine, bibite, porzioni eccessive e cibo spazzatura, deve nascere in famiglia.

Educare a mangiare bene non è punire.
È insegnare salute, autonomia e rispetto per il proprio corpo.

La verità è semplice:
un bambino obeso non è un bambino “senza volontà”.
È un bambino che ha bisogno di adulti capaci di guidarlo.

Il compito dei genitori non è assecondare ogni desiderio.
È proteggere il futuro dei propri figli.

La frase più priva senso: "Non mangia nulla ma ingrassa" In natura nulla si crea ma tutto si trasforma. Se fosse possibile creare massa con l'aria avremmo risolto il problema della fame nel mondo.Dunque per mettere massa bisogna introdurre, obbligatoriamente, cibo in eccesso, il cibo è anche quello che introitano fuori , non solo a tavola . Dire questa frase è solo un modo per non affrontare il problema, ed autogiustificarsi

10/05/2026

🌺 Diventare mamma oggi è un gesto d’amore, ma anche una scelta che molte donne affrontano tra paure, incertezze e mancanza di supporti.

Nella Festa della Mamma, il nostro pensiero va a tutte le madri, a chi desidera esserlo e a chi ogni giorno si prende cura della crescita dei più piccoli.

Promuovere la salute dei bambini significa anche contribuire a creare condizioni sociali, culturali ed economiche che rendano possibile scegliere la genitorialità con serenità.

Indirizzo

Via Nigra 55
Quartu Sant'Elena
09045

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
Martedì 10:00 - 13:00
Mercoledì 16:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 13:00
Venerdì 16:00 - 19:00

Telefono

+393205707345

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