Dott.ssa Novella Gerini Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Novella Gerini Biologa Nutrizionista Mi occupo di alimentazione funzionale, sportiva, low carb e cheto. Ricerco la CAUSA dei problemi lavorando sullo stile di vita a 360°.

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LIPEDEMA: la nuova moda?? 🤔🤔 Anche no!! ..Lipedema, lipedema, lipedema.Ormai sembra che ogni donna con le gambe grosse, ...
26/08/2026

LIPEDEMA: la nuova moda?? 🤔🤔 Anche no!!
..

Lipedema, lipedema, lipedema.
Ormai sembra che ogni donna con le gambe grosse, la cellulite resistente o un po' di gonfiore abbia il lipedema 🤦‍♀️

E allora facciamo un po' di chiarezza.

Perché il lipedema esiste davvero, non è e non può diventare una moda, non è una semplice cellulite ma una patologia reale del tessuto adiposo.

Proprio per questo merita una diagnosi seria competente fatta da uno specialista.

🔬 CHE COS'È IL LIPEDEMA?

Il lipedema è una patologia cronica del tessuto adiposo caratterizzata da una distribuzione anomala e generalmente simmetrica del grasso, soprattutto a livello degli arti inferiori e, in alcuni casi, degli arti superiori.

Con il tempo il tessuto adiposo può sviluppare alterazioni strutturali, fibrosi e modificazioni della matrice extracellulare, della microcircolazione e del sistema linfatico.

Possono comparire:

• dolore o aumentata sensibilità al tatto
• senso di pesantezza
• facilità alla comparsa di lividi
• tessuto adiposo con consistenza nodulare
• distribuzione sproporzionata del grasso
• risparmio generalmente di piedi e mani

Nelle fasi iniziali il quadro può assomigliare moltissimo a cellulite, adiposità ginoide o semplice ritenzione.

Ed è proprio qui che nasce una parte della confusione.

CELLULITE ≠ LIPEDEMA

RITENZIONE ≠ LIPEDEMA

GRASSO LOCALIZZATO ≠ LIPEDEMA

Sono condizioni differenti, anche se possono coesistere.

🧬 DA COSA DIPENDE IL LIPEDEMA?

La causa precisa del lipedema non è ancora stata completamente identificata.

Quello che emerge sempre più chiaramente è un'origine multifattoriale, nella quale sembrano avere un ruolo importante genetica, tessuto adiposo, microcircolazione, sistema linfatico, infiammazione e ormoni sessuali.

La componente familiare è molto frequente e questo suggerisce una importante predisposizione genetica.

La ricerca genetica è ancora in corso.

Un dato particolarmente interessante riguarda AKR1C1, un gene coinvolto nel metabolismo degli ormoni steroidei e del progesterone, individuato in una famiglia con lipedema.

È un risultato molto interessante perché apre una finestra sul possibile rapporto tra metabolismo del progesterone, ormoni sessuali e sviluppo del lipedema.

Ma attenzione: oggi non possiamo ancora parlare del “gene del lipedema”.

La ricerca sta ancora cercando di capire quali varianti genetiche possano contribuire alla predisposizione.

♀️ PERCHÉ È UNA PATOLOGIA TIPICAMENTE FEMMINILE?

Questo è uno degli aspetti più interessanti.

Il lipedema colpisce prevalentemente le donne e può manifestarsi o modificarsi in concomitanza con importanti cambiamenti ormonali:

pubertà → gravidanza → perimenopausa → menopausa

La donna possiede una fisiologia endocrina e metabolica profondamente diversa da quella maschile.

E quando parliamo di una patologia che coinvolge tessuto adiposo, metabolismo, infiammazione e ormoni sessuali, questa differenza biologica diventa fondamentale.

🍽️ E L'ALIMENTAZIONE CHE RUOLO HA?

L'alimentazione non elimina il lipedema, perché stiamo parlando di una patologia del tessuto adiposo.

Ma può diventare una componente fondamentale nella sua gestione.

Regole fondamentali:

✔️ basso carico glicemico

✔️ controllo della risposta insulinica

✔️ adeguato apporto proteico

✔️ carboidrati scelti e quantitativamente personalizzati

✔️ alimenti ad alta densità nutrizionale

✔️ abbondanza di vegetali compatibili con la persona

✔️ grassi prevalentemente antiinfiammatori

✔️ alimenti con caratteristiche antinfiammatorie

✔️ riduzione degli alimenti ultraprocessati

L'approccio può essere low carb, con diversi livelli di restrizione dei carboidrati in base alla persona.

In alcune condizioni può essere valutato anche un approccio chetogenico.

Gli studi disponibili su low carb e chetogenica nel lipedema sono ancora relativamente pochi, ma i risultati preliminari sono interessanti: sono state osservate modificazioni favorevoli di peso, composizione corporea, circonferenze e, in alcuni studi, anche del dolore ( vedi sotto)

La ricerca sta continuando.

E nella pratica clinica questo significa una cosa molto semplice:

LA DIETA DEVE ESSERE PERSONALIZZATA.

Una donna normopeso con lipedema avrà esigenze diverse da una donna con lipedema e obesità.

Una donna sedentaria avrà esigenze diverse da una sportiva.

Una donna in perimenopausa avrà esigenze diverse da una donna giovane.

Una donna con insulino-resistenza avrà esigenze diverse da una donna metabolicamente sana.

Il lipedema è una patologia complessa.

E proprio per questo merita un approccio altrettanto complesso e personalizzato ❤️

E soprattutto...

Smettiamo di chiamare lipedema qualsiasi gamba con cellulite.

Riferimenti scientifici

1. Lundanes, J. et al. (2024). Effect of a low-carbohydrate diet on pain and quality of life in female patients with lipedema: a randomized controlled trial. Obesity.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38627016/

2. Ghods, M. et al. (2022). The LIPODIET study: effects of a low-carbohydrate high-fat diet on pain, quality of life, body composition and weight in women with lipedema.
Nutrients.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9358738/

3. Ertürk, M. et al. (2024). The effect of a low-carbohydrate diet on subcutaneous adipose tissue in females with lipedema.
Nutrients.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11578713/

4. Lundanes, J. et al. (2025). Changes in Cytokines and Fibrotic Growth Factors after Low-Carbohydrate or Low-Fat Low-Energy Diets in Females with Lipedema.
Nutrients.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40125475/

5. Bosman, A. et al. (2024). The Efficacy of Ketogenic Diets (Low Carbohydrate; High Fat) as a Potential Nutritional Intervention for Lipedema: A Systematic Review and Meta-Analysis.
Nutrients.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39408242/
Full text: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11478561/

6. Clinical or cultural? Dietary interventions for lipedema: a systematic review. (2025).
Obesity Reviews / systematic review.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40939491/

Dottoressa Novella Gerini
Biologa Nutrizionista

🍂 A OTTOBRE RIPARTE IL LAVORO, MA CON UNA GRANDE NOVITÀ!Quando si comincia un percorso nutrizionale, avere un piano alim...
25/08/2026

🍂 A OTTOBRE RIPARTE IL LAVORO, MA CON UNA GRANDE NOVITÀ!

Quando si comincia un percorso nutrizionale, avere un piano alimentare personalizzato è importante. Ma spesso, soprattutto nelle prime settimane, quello che fa davvero la differenza è avere qualcuno che ti accompagni, ti ascolti e ti aiuti a trovare soluzioni concrete alle difficoltà della vita quotidiana❤️

Per questo ho deciso di creare qualcosa di nuovo: un percorso di Nutricoaching in piccolo gruppo, con un massimo di 5 persone per gruppo. 💬

Un piccolo “salotto della salute” dove lavoreremo insieme sulle situazioni che, nella vita reale, possono rendere difficile mantenere le nuove abitudini.

💡 COME FUNZIONA?

1️⃣ LA PRIMA VISITA INDIVIDUALE

Il percorso comincia con la tua prima visita nutrizionale individuale, proprio come sempre.

Ci incontreremo nel mio studio e costruiremo il tuo percorso alimentare personalizzato, tenendo conto delle tue esigenze, delle tue abitudini e delle tue problematiche.

2️⃣ QUATTRO SABATI INSIEME

Successivamente, per quattro sabati consecutivi ci ritroveremo in studio, in un gruppo di massimo 5 persone, per circa 60-90 minuti.

Sarà uno spazio di confronto, condivisione e soprattutto problem solving.

Ho già individuato alcuni temi fondamentali da affrontare, ma saranno soprattutto le VOSTRE ESIGENZE ed esperienze a guidare gli incontri.

Parleremo di:

🛒 Spesa e lettura delle etichette
🍽️ Organizzazione dei pasti
⏰ Gestione del tempo e delle giornate caotiche
❤️ Fame emotiva e rapporto con il cibo
🍕 Cene, aperitivi, ristoranti e vita sociale
🏃‍♀️ Attività fisica e movimento

E soprattutto PARLEREMO DI VOI 🥰❤️

Delle situazioni che avete incontrato durante la settimana, delle difficoltà emerse e delle strategie che possiamo costruire insieme per affrontarle.

Perché il confronto con altre persone che stanno vivendo un percorso simile può diventare una risorsa straordinaria.

A volte basta scoprire che una difficoltà che sembrava solo nostra è invece comune a tante altre persone.

E insieme possiamo trovare soluzioni, idee e nuove strategie. 🌱

💰 IL VALORE DEL PERCORSO

Il pacchetto completo comprende:

✨ 1 prima visita nutrizionale individuale e privata
✨ Il tuo piano alimentare personalizzato
✨ 4 incontri di Nutricoaching del sabato mattina in un piccolo gruppo di massimo 5 persone

Ho scelto volutamente di mantenere i gruppi molto piccoli, per creare un ambiente raccolto, garantire privacy e permettere a ciascuno di avere il proprio spazio.

L'obiettivo è unire la precisione di un percorso nutrizionale personalizzato alla forza del confronto e del sostegno di un piccolo gruppo.

📅 Si parte a ottobre!

👥 Solo 5 posti disponibili per ogni gruppo.

📩 Per ricevere informazioni o riservare il tuo posto puoi scrivermi a:

[email protected]

oppure direttamente su WhatsApp.

🥰 Ti aspetto per iniziare insieme questo nuovo percorso!

Dott.ssa Novella Gerini
Biologa Nutrizionista

🥕 VERDURE FERMENTATE: COSA SONO, COME SI FANNO E PERCHÉ POSSONO ESSERE INTERESSANTILa fermentazione delle verdure è un m...
24/08/2026

🥕 VERDURE FERMENTATE: COSA SONO, COME SI FANNO E PERCHÉ POSSONO ESSERE INTERESSANTI

La fermentazione delle verdure è un metodo antico di conservazione che oggi interessa molto anche la ricerca scientifica.

Durante la lattofermentazione, i batteri lattici naturalmente presenti sulle verdure utilizzano parte degli zuccheri e producono soprattutto acido lattico. L'ambiente diventa progressivamente acido e questo permette di conservare l'alimento, modificandone anche caratteristiche nutrizionali e microbiologiche.

🦠 COSA PUÒ FARE PER IL MICROBIOTA?

Gli alimenti fermentati possono apportare microrganismi vivi e, soprattutto, metaboliti prodotti durante la fermentazione.

Uno studio clinico della Stanford University pubblicato su Cell ha osservato, in adulti sani, che una dieta ricca di alimenti fermentati aumentava la diversità del microbiota intestinale e riduceva diversi marcatori di infiammazione.

È importante precisare che lo studio riguardava alimenti fermentati nel loro insieme, quindi questi risultati non possono essere attribuiti esclusivamente alle verdure fermentate.

Le revisioni più recenti confermano comunque l'interesse delle verdure lattofermentate per il rapporto tra alimentazione, microbiota e metabolismo.

🔥 INFIAMMAZIONE E SISTEMA IMMUNITARIO

La fermentazione produce acidi organici e numerosi altri composti bioattivi che possono interagire con il microbiota e con l'organismo.

La ricerca suggerisce un possibile ruolo nella modulazione dell'infiammazione e della risposta immunitaria, ma gli effetti dipendono dal tipo di alimento, dai microrganismi coinvolti e dalle modalità di fermentazione.

🧠 E L'ASSE INTESTINO-CERVELLO?

Alcuni batteri coinvolti nella fermentazione possono produrre o modificare molecole bioattive, tra cui GABA e derivati del metabolismo del triptofano.

Questo rende molto interessante il possibile rapporto tra alimenti fermentati, microbiota e asse intestino-cervello.

La ricerca è promettente, ma gli effetti su ansia, stress e umore richiedono ancora studi clinici più solidi.

⚙️ COSA CAMBIA NELLA VERDURA?

La fermentazione modifica la matrice dell'alimento e può trasformare alcuni nutrienti e composti bioattivi.

Può aumentare la disponibilità di alcune molecole, modificare polifenoli e altri composti vegetali e ridurre alcuni antinutrienti, come parte dell'acido fitico.

Il risultato finale dipende molto dalla verdura e dalle condizioni di fermentazione.

🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻

🫙 COME FERMENTARLE A CASA?

È possibile farlo con una procedura semplice, ma la sicurezza viene prima di tutto.

🥕 1. Scegli verdure fresche e integre
Carote, cavolo, cavolfiore, cetrioli e altre verdure si prestano alla fermentazione.

🧂 2. Prepara una salamoia adeguata
Una concentrazione intorno al 2% di sale è utilizzata in molte preparazioni in salamoia, ma la concentrazione corretta dipende dalla tipologia specifica di verdura ( questa e' una indicazione generica)

🫙 3. Mantieni tutto immerso
Le verdure devono rimanere completamente sotto la salamoia. Un peso da fermentazione può aiutare a mantenerle immerse.

🫧 4. Lascia fermentare
Utilizza un contenitore adatto e un sistema che permetta di gestire l'anidride carbonica prodotta durante il processo. Ad esempio un barattolo che puoi aprire. Conserva il barattolo al riparo dalla luce.

Dopo qualche giorno potresti osservare:
🫧 bollicine
🌫️ salamoia più torbida
🍋 profumo progressivamente più acidulo
Sono segnali compatibili con l'attività fermentativa.

🌡️ 5. Controlla l'acidificazione
Il parametro fondamentale per la sicurezza è il pH. Come riferimento generale, il raggiungimento di pH ≤ 4,6 rappresenta una soglia importante. Le indicazioni della procedura utilizzata vanno comunque seguite con precisione.

❄️ 6. Quando la fermentazione è terminata, conserva in frigorifero.

🚨 Muffe evidenti, odore fortemente sgradevole o consistenza anomala?
Elimina il prodotto senza assaggiarlo.

🥬 IN CONCLUSIONE

Le verdure fermentate possono essere un modo semplice per aumentare la varietà della dieta e introdurre alimenti trasformati naturalmente da una comunità di microrganismi.

La ricerca più interessante riguarda oggi:

🦠 microbiota intestinale
🔥 infiammazione
🧠 asse intestino-cervello
⚙️ metabolismo
🛡️ risposta immunitaria
🌱 trasformazione e disponibilità di composti bioattivi

LA PARTE PIÙ AFFASCINANTE?
Con la fermentazione non stiamo semplicemente conservando una verdura.
Stiamo permettendo a una comunità di microrganismi di trasformarla. 🥕🦠
Ed è proprio questa trasformazione a rendere la fermentazione così interessante anche dal punto di vista nutrizionale e microbiologico.

⚠️ UNA POSTILLA IMPORTANTE

Le verdure fermentate sono interessanti, ma non sono adatte indistintamente a tutti.

Chi presenta intolleranza all'istamina o sensibilità alle ammine biogene, disturbi intestinali importanti o una fase particolarmente sintomatica dovrebbe valutarne l'introduzione con il proprio professionista.

Anche chi deve seguire una dieta strettamente iposodica deve considerare il contenuto di sale della preparazione.

Infine, per le fermentazioni fatte in casa, la sicurezza della procedura è fondamentale: igiene, immersione nella salamoia, corretta acidificazione e conservazione devono essere rispettate scrupolosamente.

🥕 Un alimento può essere prezioso per qualcuno e poco tollerato da qualcun altro. La personalizzazione viene prima di tutto.

Dottoressa Novella Gerini
Biologa Nutrizionista

Si riprende...☺️
21/08/2026

Si riprende...☺️

ALLENARSI A STOMACO VUOTO?? 🤔🤔: Certo che si!!😊“Ma come fai ad allenarti senza mangiare? Ti viene un calo di zuccheri! T...
21/08/2026

ALLENARSI A STOMACO VUOTO?? 🤔🤔: Certo che si!!😊

“Ma come fai ad allenarti senza mangiare? Ti viene un calo di zuccheri! Ti mangi i muscoli! Ti senti male!”🫣🤦🤦🤦

Quante volte l'ho sentito dire? 😅
Qualcuno ha addirittura la convinzione che gli possa succedere qualcosa di grave mentre invece per una persona sana, allenarsi al mattino dopo il normale digiuno notturno è una condizione fisiologica perfettamente gestibile dall'organismo.

Durante la notte infatti abbiamo semplicemente trascorso diverse ore senza introdurre energia ed il fegato, che ha il compito fondamentale di mantenere stabile la glicemia, utilizza progressivamente il proprio glicogeno e, contemporaneamente, aumenta la produzione di glucosio attraverso la gluconeogenesi.

Al mattino, quindi, le riserve di glicogeno epatico sono generalmente molto più basse rispetto alla sera precedente.

Il muscolo invece possiede le proprie riserve di glicogeno, che rappresentano una fonte di energia direttamente disponibile per quel muscolo durante l'attività fisica.

E il digiuno notturno, da solo, modifica molto meno queste riserve rispetto a quelle epatiche.

Quindi, seppur un serbatoio ( quello epatico) e' parzialmente ridotto, quello muscolare e' ancora bello pieno e niente ci vieta di utilizzarlo ☺️

Al mattino quindi il corpo deve quindi scegliere quali substrati utilizzare per produrre energia.

Ed è proprio qui che succede qualcosa di interessante: 🔥 A DIGIUNO INFATTI AUMENTA L'UTILIZZO DEI GRASSI

Quando ci alleniamo dopo il digiuno notturno, l'insulina è generalmente più bassa e aumenta la disponibilità degli acidi grassi.

Durante l'esercizio aerobico, quindi, l'organismo aumenta l'utilizzo dei grassi come combustibile rispetto alla stessa attività svolta dopo aver mangiato.

Una revisione sistematica con meta-analisi ha analizzato 27 studi e ha confermato una maggiore ossidazione dei grassi durante l'esercizio svolto a digiuno rispetto allo stato alimentato.

In pratica il corpo impara a utilizzare in modo più efficiente le diverse fonti energetiche disponibili.

E questo è uno degli aspetti metabolicamente interessanti dell'allenamento a digiuno ❤️

➡️ INOLTRE IL CORPO SI ADATTA ALLO STIMOLO: Il nostro metabolismo è estremamente flessibile.

Se gli dai sempre energia immediatamente disponibile, soprattutto carboidrati, utilizzerà più facilmente quella fonte.

Se in alcune occasioni lo fai lavorare con una minore disponibilità di carboidrati, vengono attivati segnali cellulari che possono favorire adattamenti legati al metabolismo ossidativo e all'utilizzo degli acidi grassi.

È uno dei principi alla base del cosiddetto “train low”, studiato soprattutto negli sport di endurance.

Alcuni studi hanno osservato aumenti dell'attività di enzimi coinvolti nel metabolismo ossidativo e nella capacità del muscolo di utilizzare i grassi.

Questo significa che il metabolismo può diventare più flessibile nell'utilizzare i diversi substrati energetici.

🏃‍♀️ E I MUSCOLI?

Qui arriva un'altra paura molto diffusa:
“Se mi alleno senza mangiare, " mi mangio" i muscoli!”

🫣🫣🫣🤦

La situazione è molto più complessa di così...

Il muscolo non viene automaticamente demolito perché abbiamo saltato la colazione prima dell'allenamento.

Un trial randomizzato pubblicato nel 2025 ha confrontato 12 settimane di allenamento di forza svolto a digiuno dopo la notte con lo stesso allenamento effettuato dopo un pasto.

Entrambi i gruppi hanno ottenuto aumenti di spessore muscolare, forza e potenza, senza differenze significative tra le condizioni.

La cosa davvero importante rimane quindi l'insieme:

allenamento + adeguato apporto energetico + adeguate proteine + recupero.

Allenarsi appena svegli è probabilmente uno dei contesti più semplici per sperimentare l'allenamento a digiuno.

Ti svegli.

Bevi.

Ti alleni.

Poi fai la tua colazione...

Se al mattino non hai fame, costringerti a mangiare immediatamente prima di allenarti può anche risultare poco piacevole.

Per alcune persone allenarsi a digiuno è semplicemente più comodo o addirittura e' assolutamente naturale.

⚠️ QUANDO È MEGLIO MANGIARE?

Il digiuno non è una regola universale.

Se devi affrontare un allenamento molto intenso, molto lungo, una gara o una seduta nella quale vuoi esprimere la massima prestazione, avere carboidrati disponibili può diventare vantaggioso.

Le evidenze mostrano infatti che l'alimentazione prima dell'esercizio può migliorare soprattutto la prestazione negli esercizi aerobici prolungati.

Per una normale attività mattutina, invece, soprattutto se di durata e intensità moderate, il digiuno notturno può essere tranquillamente compatibile con l'allenamento (in una persona sana).

➡️➡️ALLENARSI A DIGIUNO FA DIMAGRIRE DI PIÙ?🤔🤔

Durante l'allenamento a digiuno ossidi più grassi e come detto alleni il corpo ad utilizzarli come substrato energetico.

Ma il dimagrimento dipende dall'equilibrio energetico complessivo e dagli adattamenti che si verificano nell'arco di settimane e mesi

Ad ogni modo vorrei rassicurarvi sul fatto che NON SI MUORE PERCHÉ SI SALTA LA COLAZIONE!😅🤦

Il nostro organismo possiede sistemi estremamente sofisticati per mantenere la glicemia e garantire energia al cervello e ai muscoli.

Abbiamo il glicogeno, i grassi, abbiamo produzione endogena di glucosio ed ormoni che regolano continuamente la disponibilità energetica.

Siamo biologicamente progettati anche per affrontare periodi senza introduzione di cibo.

Quindi, se sei una persona sana, ti svegli, non hai fame e vuoi andare a fare il tuo allenamento a digiuno puoi farlo, la sopravvivenza è garantita 😅

📚 La letteratura scientifica

• Vieira AF et al. Effects of aerobic exercise performed in fasted v. fed state on fat and carbohydrate metabolism in adults: a systematic review and meta-analysis. British Journal of Nutrition, 2016.

• Aird TP et al. Effects of fasted vs fed-state exercise on performance and post-exercise metabolism: a systematic review and meta-analysis. Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, 2018.

• Kerksick CM et al. International Society of Sports Nutrition position stand: nutrient timing. JISSN, 2017.

• Gejl KD, Nybo L. Performance effects of periodized carbohydrate restriction in endurance trained athletes – a systematic review and meta-analysis. JISSN, 2021.

• Vieira AF et al. Impact of Overnight Fasted State Versus Fed State on Adaptations to Resistance Training: A Randomized Clinical Trial. International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism, 2025.

• Hofstätter et al. Effects of time-restricted feeding and meal timing on an 8-week fat oxidation exercise training program – A randomized controlled trial. Physiological Reports, 2025.

Si certamente. Le calorie sono calorie e sono tutte uguali... 🤔🤔🤔
14/08/2026

Si certamente. Le calorie sono calorie e sono tutte uguali... 🤔🤔🤔

DIMAGRIRE NON SIGNIFICA SOLTANTO MANGIARE MENO: quando il cibo diventa un modo per regolare le emozioni (Attenzione: Art...
13/08/2026

DIMAGRIRE NON SIGNIFICA SOLTANTO MANGIARE MENO: quando il cibo diventa un modo per regolare le emozioni

(Attenzione: Articolo lungo😊 dunque mettiti comodo/a, rilassati e leggi con calma 😊)

Viviamo nell'epoca delle soluzioni rapide.

La dieta miracolosa.
Il digiuno miracoloso.
L'integratore miracoloso.
E oggi, sempre più spesso, il farmaco miracoloso.

E di certo, un farmaco può modificare la fame. Una dieta può modificare ciò che mangiamo. Ma nessuno dei due può, da solo, modificare necessariamente il motivo per cui utilizziamo il cibo.

PERCHÉ ALLORA TANTE DIETE FALLISCONO?
E' vero che talvolta siamo convinti di sapere cosa dobbiamo mangiare solo perché abbiamo fatto tante diete ( troppe volte purtroppo sbagliate) ma e' vero anche che a volte sappiamo davvero già perfettamente cosa dovremmo mangiare ma questo non basta.

E perché la conoscenza da sola non basta?

Perché il problema arriva quando nella nostra vita entra qualcosa che non ha nulla a che vedere con la fame.

Stress.
Noia.
Solitudine.
Frustrazione.
Rabbia.
Ansia.
Stanchezza.
Una giornata difficile.

E improvvisamente il cibo diventa qualcosa di più di semplice nutrimento.

Diventa una pausa.

Una gratificazione.

Una consolazione.

Un modo per spegnere i pensieri...

Un piccolo momento in cui finalmente ci sentiamo meglio 😞

Questo comportamento viene definito emotional eating, cioè alimentazione guidata, almeno in parte, dalle emozioni anziché dalla fame fisiologica.

La ricerca mostra un'associazione tra emotional eating, difficoltà nella regolazione delle emozioni e peso corporeo.

Questo non significa assolutamente che chi è in sovrappeso mangi esclusivamente per problemi emotivi: il peso è influenzato infatti da moltissimi fattori: biologici, genetici, ambientali, comportamentali e psicologici, ma significa che in alcune persone il cibo può diventare uno strumento per modificare il proprio stato emotivo.

Ed è qui che la " dieta" da sola, può incontrare il suo limite... 😞

🔴IL CIBO PUÒ DIVENTARE UNA “SOLUZIONE”

Immaginiamo una persona stressata.

Stress → mangio qualcosa di molto gratificante → per qualche minuto mi sento meglio.

Il cervello registra: “Quando sto così, questo funziona.”

La volta successiva che comparirà quella stessa emozione, sarà più facile che ritorni lo stesso comportamento, non perché quella persona sia diventata debole ma Unicamente perché ha imparato una strategia.

Il problema è che quella strategia può diventare un circolo vizioso.

Emozione → cibo → sollievo → ripetizione.

Il problema però è che a questa strategia ne consegue una nuova emozione: il senso di colpa 😞

Quindi il tutto diventa:

eccesso alimentare → senso di colpa → dieta rigida → nuova perdita di controllo → nuovo senso di colpa.

Ecco perché non sempre serve un'altra dieta.

Serve semplicemente ( ... 🤔 si fa per dire 😅🤦) interrompere il circuito.

♦️♦️♦️Se posso darti un consiglio: NON CHIEDERTI SOLTANTO “PERCHÉ LO FACCIO?”

Non è sempre indispensabile trascorrere anni cercando di capire da dove abbia avuto origine ogni nostro comportamento.

Una domanda molto più pratica può essere:

«“Che cosa faccio ancora oggi che mantiene questo problema?”»🤔🤔

Nell'approccio della Terapia Breve Strategica si parla di tentate soluzioni:

comportamenti che mettiamo in atto per risolvere una difficoltà ma che, paradossalmente, finiscono per mantenerla.

E questo concetto può essere applicato molto bene anche al rapporto con il cibo.

Per esempio: “Ho mangiato troppo, quindi domani non mangio.”

Ma la restrizione aumenta la fame e l'ossessione per il cibo, con il risultato che l' indomani mangio il doppio di ieri, perché oltre all' emozione negativa del momento si aggiunge vera e propria fame!!🤦

Oppure:

“Non devo assolutamente mangiare quel dolce.”

Il divieto aumenta la sua importanza mentale. Più mi dico di non mangiarlo, piu alimento quel pensiero che diventa enorme ed incontrollabile con il solo risultato che alla fine lo mangio in un sol boccone! 🤦

Oppure:

“Sono stressata, quindi mi concedo qualcosa per stare meglio.”

Il cibo diventa sempre più associato alla regolazione dello stress.

La domanda diventa quindi: quale delle mie strategie sta alimentando il problema?

💮💮💮5 STRATEGIE PRATICHE DA PROVARE💮💮💮

Sia chiaro: Non sono una terapia psicologica e non sostituiscono un professionista quando esiste un vero disturbo alimentare o una sofferenza psicologica importante.

Ma possono essere utili per iniziare a osservare e modificare il proprio comportamento.

1️⃣ FAI IL “DIARIO DEL CRONISTA”

Devi semplicemente osservare cosa succede prima del cibo.

Quando arriva una voglia improvvisa di mangiare, annota:

• cosa è successo nei 10-30 minuti precedenti?
• cosa sto provando?
• quanto è forte questa emozione da 0 a 10?
• che cosa vorrei mangiare?
• che cosa penso che quel cibo farà per me?
• dopo aver mangiato, come mi sento?

L'obiettivo non è giudicarti.

È scoprire il tuo schema.

Potresti scoprire, per esempio:

«“Non mangio quando sono affamata. Mangio quando sono arrabbiata perché mangiare mi permette di non pensare.”»

Questa informazione ti sarà molto utile per conoscerti. Solo ri-conoscendo potrai modificare le tue abitudini

2️⃣ IMPARA A RICONOSCERE LA “TENTATA SOLUZIONE”

Quando senti il bisogno di mangiare per un'emozione, chiediti:

«“Che cosa sto facendo per stare meglio che, alla lunga, mi fa stare peggio?”»

Forse è mangiare.

Ma potrebbe essere anche restringere drasticamente l'alimentazione il giorno successivo.

Oppure controllare continuamente il peso.

Oppure vietarti categoricamente determinati alimenti.

Individuare la tentata soluzione significa iniziare a interrompere il meccanismo.

3️⃣ LA REGOLA DEI 10 MINUTI

Questa è molto semplice: quando arriva una voglia improvvisa di mangiare, non dirti:

“NON POSSO MANGIARE.”

E non dirti nemmeno:

“DEVO RESISTERE.”

Prova invece:

«“Non decido adesso. Aspetto 10 minuti e osservo cosa succede.”»

Nel frattempo continua normalmente quello che stavi facendo.

Dopo 10 minuti chiediti:

La voglia è uguale? È aumentata? È diminuita?

Non devi necessariamente rinunciare al cibo.

Devi imparare a non trasformare automaticamente un'emozione in un'azione.

Perché un'emozione può cambiare anche senza essere immediatamente “risolta” attraverso il cibo.

4️⃣ CAMBIA LA DOMANDA

Quando arriva il desiderio improvviso di mangiare, prova a sostituire:

❌ “Come faccio a non mangiare?”

con:

✅ “Interessante. Perché proprio adesso voglio mangiare?”
..

È una differenza enorme.

Non sei più in guerra con te stessa.

Stai osservando il tuo cervello.

E puoi chiederti: “Ho fame o sto cercando di cambiare come mi sento?”

Se hai fame, mangia.

Se non hai fame, hai appena scoperto qualcosa di importante.

5️⃣ SOSTITUISCI LA FUNZIONE, NON SOLTANTO IL CIBO

Questa è forse la strategia più importante.

Se il cibo serve a rilassarti, devi trovare un altro modo per rilassarti.

Se serve a staccare la testa, devi trovare un modo per staccare la testa.

Se serve a scaricare la rabbia, devi trovare un modo per scaricare la rabbia.

Se serve a combattere la solitudine, devi cercare una forma di connessione.

Per esempio: STRESS → CIBO → DECOMPRESSIONE

può diventare: STRESS → DOCCIA / MUSICA / PASSEGGIATA → DECOMPRESSIONE

Oppure:

RABBIA → CIBO → SCARICO

può diventare:

RABBIA → MOVIMENTO / CAMMINATA VELOCE → SCARICO

Oppure:

SOLITUDINE → CIBO → CONSOLAZIONE

può diventare:

SOLITUDINE → TELEFONATA / CONTATTO UMANO → CONNESSIONE

Non devi semplicemente togliere un comportamento.

Devi capire quale funzione svolgeva e trovare un modo più funzionale per ottenere quella stessa cosa.

E SOPRATTUTTO: SMETTI DI COMBATTERE CONTINUAMENTE TE STESSA

Forse il vero problema di molte persone è semplicemente che vivono continuamente in guerra con il proprio corpo.

Da lunedì dieta.

Poi sgarro.

Poi senso di colpa.

Poi compensazione.

Poi nuova dieta.

Poi di nuovo perdita di controllo.

E ricomincia tutto 😞

Ma una persona non può vivere tutta la vita cercando di controllare perfettamente ciò che mangia.

Prima o poi la vita entra nella dieta.

Lo stress entra nella dieta.

Le emozioni entrano nella dieta.

E allora bisogna avere strumenti per gestire anche quello.

PERCHÉ IL VERO OBIETTIVO NON DOvrebbe essere semplicemente “DIMAGRIRE”

Il vero obiettivo dovrebbe essere arrivare a un punto in cui non hai più bisogno di ricominciare continuamente una dieta ma vivere un rapporto sereno con il cibo ed il proprio corpo ❤️

N.b

Se ti accorgi che il rapporto con il cibo è caratterizzato da episodi frequenti di perdita di controllo, abbuffate, forti sensi di colpa o comportamenti compensatori, non cercare di gestirlo da sola: in questi casi è importante chiedere aiuto a un professionista. Chiedere aiuto non significa essere deboli. Significa scegliere di smettere di combattere da soli. ❤️

Dottoressa Novella Gerini
Biologa Nutrizionista

Riferimenti:
Nardone G., Watzlawick P. L'arte del cambiamento. Manuale di terapia strategica e ipnoterapia senza trance. Ponte alle Grazie, 1990.
Nardone G., Portelli C. Cambiare per conoscere. L'evoluzione della Terapia Breve Strategica. Tea Edizioni, 2015.

Le strategie pratiche riportate nell'articolo sono una rielaborazione divulgativa di alcuni principi dell'approccio strategico e non costituiscono tecniche di psicoterapia né sostituiscono un intervento psicologico professionale.

Indirizzo

Via Fermi 2
Quartu Sant'elena
09045

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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