Dott.ssa Novella Gerini Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Novella Gerini Biologa Nutrizionista Mi occupo di alimentazione funzionale, sportiva, low carb e cheto. Ricerco la CAUSA dei problemi lavorando sullo stile di vita a 360°.

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«Non mi piacciono i mirtilli.»«Non mangio l’avocado.»«Le olive non mi piacciono.»«Le noci proprio no.»«Il pesce non lo m...
07/09/2026

«Non mi piacciono i mirtilli.»
«Non mangio l’avocado.»
«Le olive non mi piacciono.»
«Le noci proprio no.»
«Il pesce non lo mangio.»
«Le verdure non mi piacciono.»
...

Quindi?

Vuoi continuare a mangiare la tua pastasciutta e la tua brioche alla crema e io devo farti dimagrire e stare bene solo con quelle 4 cose che mangi da sempre, solo perché " hai sempre fatto così"?
🤔🤔🤔

Questa situazione, devo dire la verità, capita ancora.

Una persona viene da me perché vuole dimagrire, migliorare la propria alimentazione, cambiare le proprie abitudini, mi racconta che mangia sempre le stesse cose da venti, trenta, quarant’anni ma poi scopre che, per migliorare la sua alimentazione, forse dovrà anche provare qualcosa che non ha mai mangiato.

Ed è lì che nasce il problema.

Perché molte persone arrivano dal nutrizionista pensando che il compito del professionista sia semplicemente quello di prendere ciò che già mangiano e distribuirlo meglio nella giornata.

“Io mangio questo, questo e questo. Questi alimenti non li mangio. Questi non mi piacciono. Questi non li voglio. Mi faccia una dieta con quello che mangio già.”

🤔🤔🤔🤔

Ma se il tuo modo di mangiare ti ha accompagnato per tutta la vita e oggi ti sta creando un problema…forse è proprio quello che dobbiamo mettere in discussione, non trovi??
...

Il nutrizionista non è un distributore automatico di diete personalizzate sui gusti.

È un professionista che valuta quali alimenti possono essere utili in base alle esigenze, agli obiettivi e alle condizioni della persona e che, quando necessario, propone di ampliare quella che è la sua alimentazione abituale.

Un piano alimentare d' altra parte non è un menù al ristorante. Non deve necessariamente contenere soltanto le cose che già conosci e che già ami.

A volte deve contenere anche qualcosa che non hai mai assaggiato.

E qui arriva la parte che considero fondamentale:

IMPARARE AD ASSAGGIARE.

Perché una cosa è dire:

“Ho assaggiato questo alimento e non mi piace.”

Un’altra è dire:

“Non mi piace perché non l’ho mai mangiato.”

Sono due cose completamente diverse.

E soprattutto, quando parliamo di salute, non possiamo pretendere di cambiare il nostro corpo continuando esattamente a mangiare come abbiamo sempre fatto.

È un po’ come andare dal medico e dire:

“Mi prescriva pure qualcosa, però scelgo io quale farmaco.”
..

Non funziona così. Il medico sceglie la terapia sulla base del problema.

Allo stesso modo, il nutrizionista costruisce il percorso alimentare sulla base delle necessità della persona.

E questo non significa che dobbiamo mangiare per forza un alimento che detestiamo.

Significa che dobbiamo essere disponibili a esplorare.

Perché magari quel cibo che pensavi di odiare… non l'avevi mai davvero conosciuto.

Nella mia esperienza ho visto persone adulte assaggiare per la prima volta alimenti che avevano sempre escluso e scoprire che, in realtà, gli piacevano.

Ricordo un uomo di 65 anni che non aveva mai mangiato il minestrone.

Mai.

Gli ho chiesto di provarlo.
Lo ha assaggiato.

Gli è piaciuto talmente tanto che ha iniziato a chiedere alla moglie di prepararglielo continuamente, ogni giorno 🫣🤦🤦😅

E una delle cose che mi ha detto mi è rimasta impressa:

“Dottoressa, sono pentito di non averlo assaggiato prima.”

Ecco.

È questo il punto.

Non dobbiamo avere paura di cambiare.

Dobbiamo avere la curiosità di scoprire.

Perché a volte siamo talmente abituati alle nostre quattro cose che non ci rendiamo nemmeno conto di quanto sia piccola la nostra alimentazione.

E soprattutto dimentichiamo una cosa:

non siamo venuti al mondo sapendo cosa ci piace.

Lo abbiamo imparato.

Abbiamo costruito le nostre abitudini alimentari attraverso la famiglia, l’educazione, l’ambiente, le esperienze e la ripetizione.

E quindi possiamo anche imparare nuove abitudini.

Anche a 40, 50 o 60 anni.

Il cambiamento non consiste nel fare una dieta per qualche settimana.

Il cambiamento consiste nel diventare consapevoli di quello che stiamo facendo e avere la disponibilità a modificare ciò che non ci fa bene.

Quindi, la prossima volta che il nutrizionista vi propone un alimento che non avete mai mangiato, prima di dire:

“Non mi piace.”

provate a dire:

“Non l'ho mai mangiato. Lo assaggio. Ci provo”

Potrebbe essere l'inizio di una nuova abitudine.

E magari, tra qualche mese, potreste essere proprio voi a dire:

“Dottoressa, ma come ho fatto a non mangiarlo prima?” 😉

Cercare la regolarità nell' irregolarità: LA VERA COSTANZA DEL CONTINUARE A TORNARE.Questo è uno degli argomenti è delle...
04/09/2026

Cercare la regolarità nell' irregolarità: LA VERA COSTANZA DEL CONTINUARE A TORNARE.

Questo è uno degli argomenti è delle difficoltà di cui mi trovo a discutere sempre più spesso in studio, soprattutto con le donne.

Ci sono persone che ogni lunedì, martedì, giovedì e venerdì, sempre alla stessa ora, vanno in palestra.

Mangiano più o meno alla stessa ora, si allenano con regolarità, hanno la loro routine perfettamente organizzata.

Poi la vita cambia.

E per una donna, con il passare degli anni, cambiano tante cose: cambiano le energie, cambiano gli impegni, cambiano i ritmi e cambiano anche le fluttuazioni ormonali, che possono influenzare il modo in cui ci sentiamo e il nostro livello di energia.

E allora dobbiamo imparare una cosa nuova:

la regolarità nell’irregolarità.

Magari questa settimana riesci ad andare in palestra una volta.

La settimana successiva due volte.

Quella dopo ancora la vita si mette di traverso e non riesci ad andarci nemmeno una.

Poi arriva una settimana in cui riesci ad allenarti tre volte.

E va bene così.

Perché la costanza, a un certo punto della vita, cambia forma.

Diventa la capacità di tornare.

Tornare ad allenarti dopo una settimana.

Tornare alle tue abitudini alimentari dopo una cena diversa.

Tornare a prenderti cura di te dopo un periodo più caotico.

Perché spesso interpretiamo ogni deviazione come una fine.

“Ho mangiato male, quindi ho rovinato tutto.”

“Non mi sono allenata per due settimane, quindi ho perso tutto.”

“Questa settimana è andata male, quindi ricomincio lunedì.”

E invece gli obiettivi che riguardano la salute, la composizione corporea, la forza, il metabolismo e il benessere si costruiscono nel tempo.

Settimana dopo settimana.

Mese dopo mese.

Anno dopo anno.

Crescendo, forse, dobbiamo imparare una nuova forma di disciplina.

Una disciplina più adulta.

Più flessibile.

Più intelligente.

Una costanza che non pretende che ogni settimana sia uguale.

Pretende semplicemente che, quando ci allontaniamo, sappiamo ritrovare la strada.

Perché la vera costanza non è fare tutto sempre.

È continuare a tornare.

Riflettici ❤️

Si riprende questa settimana a Carbonia, vi ricordo che nel Sulcis scenderò una sola volta al mese quindi approfittatene...
31/08/2026

Si riprende questa settimana a Carbonia, vi ricordo che nel Sulcis scenderò una sola volta al mese quindi approfittatene ora sennò ci si rivede a Ottobre! 😊

Un' immagine che vale più di tante diete ❤️
29/08/2026

Un' immagine che vale più di tante diete ❤️

🔥 NOI NON SIAMO CALDAIE CHE VANNO A CALORIE.Il nostro organismo non è un semplice sistema nel quale introduciamo calorie...
28/08/2026

🔥 NOI NON SIAMO CALDAIE CHE VANNO A CALORIE.

Il nostro organismo non è un semplice sistema nel quale introduciamo calorie, ne consumiamo una certa quantità e il risultato è automaticamente scritto sulla bilancia.

Siamo un sistema biologico complesso, regolato dall’interazione tra ormoni, neurotrasmettitori, peptidi, neuromodulatori, organi e tessuti, che comunicano continuamente tra loro.

E anche il metabolismo energetico è influenzato da questo sistema.

Pensiamo all’insulina.

Se la sensibilità insulinica è alterata, la gestione del glucosio e dei substrati energetici cambia.
In queste condizioni, limitarsi a dire “devi mangiare meno calorie” è una spiegazione decisamente troppo semplice.

Pensiamo agli ormoni sessuali:

Un uomo con un’eccessiva conversione del testosterone in estrogeni attraverso l’enzima aromatasi può presentare alterazioni del rapporto tra androgeni ed estrogeni.

Una donna può trovarsi invece in una fase di perimenopausa, caratterizzata da importanti oscillazioni ormonali, oppure presentare condizioni metaboliche che influenzano anche l’equilibrio endocrino.

E allora possiamo davvero pensare che, in ogni persona, basti semplicemente togliere 300 o 500 kcal per ottenere lo stesso risultato?

No.

Le calorie hanno certamente un significato: il bilancio energetico conta e l'energia introdotta attraverso gli alimenti non è irrilevante.

Ma il corpo umano non è una caldaia.

La domanda non dovrebbe essere soltanto:

“QUANTE CALORIE DEVO MANGIARE?”

Dovremmo chiederci anche:

🔹 Qual è la qualità degli alimenti che sto ingerendo?
🔹 Come sono distribuiti carboidrati, proteine e grassi nei pasti?
🔹 Qual è il carico glicemico complessivo dell’alimentazione?
🔹 Come risponde quella persona all’insulina?
🔹 Qual è il suo stato metabolico?
🔹 In quale fase della vita si trova?
🔹 Quanto dorme?
🔹 Quanto si muove?
🔹 Qual è il suo livello di stress?
Ecc ecc ecc

Perché due persone che mangiano lo stesso numero di calorie non sono necessariamente due organismi metabolicamente identici.

Le calorie possono essere uno strumento di misurazione...ma non possono essere tutta la spiegazione.

Perché noi non siamo caldaie.

LIPEDEMA: la nuova moda?? 🤔🤔 Anche no!! ..Lipedema, lipedema, lipedema.Ormai sembra che ogni donna con le gambe grosse, ...
26/08/2026

LIPEDEMA: la nuova moda?? 🤔🤔 Anche no!!
..

Lipedema, lipedema, lipedema.
Ormai sembra che ogni donna con le gambe grosse, la cellulite resistente o un po' di gonfiore abbia il lipedema 🤦‍♀️

E allora facciamo un po' di chiarezza.

Perché il lipedema esiste davvero, non è e non può diventare una moda, non è una semplice cellulite ma una patologia reale del tessuto adiposo.

Proprio per questo merita una diagnosi seria competente fatta da uno specialista.

🔬 CHE COS'È IL LIPEDEMA?

Il lipedema è una patologia cronica del tessuto adiposo caratterizzata da una distribuzione anomala e generalmente simmetrica del grasso, soprattutto a livello degli arti inferiori e, in alcuni casi, degli arti superiori.

Con il tempo il tessuto adiposo può sviluppare alterazioni strutturali, fibrosi e modificazioni della matrice extracellulare, della microcircolazione e del sistema linfatico.

Possono comparire:

• dolore o aumentata sensibilità al tatto
• senso di pesantezza
• facilità alla comparsa di lividi
• tessuto adiposo con consistenza nodulare
• distribuzione sproporzionata del grasso
• risparmio generalmente di piedi e mani

Nelle fasi iniziali il quadro può assomigliare moltissimo a cellulite, adiposità ginoide o semplice ritenzione.

Ed è proprio qui che nasce una parte della confusione.

CELLULITE ≠ LIPEDEMA

RITENZIONE ≠ LIPEDEMA

GRASSO LOCALIZZATO ≠ LIPEDEMA

Sono condizioni differenti, anche se possono coesistere.

🧬 DA COSA DIPENDE IL LIPEDEMA?

La causa precisa del lipedema non è ancora stata completamente identificata.

Quello che emerge sempre più chiaramente è un'origine multifattoriale, nella quale sembrano avere un ruolo importante genetica, tessuto adiposo, microcircolazione, sistema linfatico, infiammazione e ormoni sessuali.

La componente familiare è molto frequente e questo suggerisce una importante predisposizione genetica.

La ricerca genetica è ancora in corso.

Un dato particolarmente interessante riguarda AKR1C1, un gene coinvolto nel metabolismo degli ormoni steroidei e del progesterone, individuato in una famiglia con lipedema.

È un risultato molto interessante perché apre una finestra sul possibile rapporto tra metabolismo del progesterone, ormoni sessuali e sviluppo del lipedema.

Ma attenzione: oggi non possiamo ancora parlare del “gene del lipedema”.

La ricerca sta ancora cercando di capire quali varianti genetiche possano contribuire alla predisposizione.

♀️ PERCHÉ È UNA PATOLOGIA TIPICAMENTE FEMMINILE?

Questo è uno degli aspetti più interessanti.

Il lipedema colpisce prevalentemente le donne e può manifestarsi o modificarsi in concomitanza con importanti cambiamenti ormonali:

pubertà → gravidanza → perimenopausa → menopausa

La donna possiede una fisiologia endocrina e metabolica profondamente diversa da quella maschile.

E quando parliamo di una patologia che coinvolge tessuto adiposo, metabolismo, infiammazione e ormoni sessuali, questa differenza biologica diventa fondamentale.

🍽️ E L'ALIMENTAZIONE CHE RUOLO HA?

L'alimentazione non elimina il lipedema, perché stiamo parlando di una patologia del tessuto adiposo.

Ma può diventare una componente fondamentale nella sua gestione.

Regole fondamentali:

✔️ basso carico glicemico

✔️ controllo della risposta insulinica

✔️ adeguato apporto proteico

✔️ carboidrati scelti e quantitativamente personalizzati

✔️ alimenti ad alta densità nutrizionale

✔️ abbondanza di vegetali compatibili con la persona

✔️ grassi prevalentemente antiinfiammatori

✔️ alimenti con caratteristiche antinfiammatorie

✔️ riduzione degli alimenti ultraprocessati

L'approccio può essere low carb, con diversi livelli di restrizione dei carboidrati in base alla persona.

In alcune condizioni può essere valutato anche un approccio chetogenico.

Gli studi disponibili su low carb e chetogenica nel lipedema sono ancora relativamente pochi, ma i risultati preliminari sono interessanti: sono state osservate modificazioni favorevoli di peso, composizione corporea, circonferenze e, in alcuni studi, anche del dolore ( vedi sotto)

La ricerca sta continuando.

E nella pratica clinica questo significa una cosa molto semplice:

LA DIETA DEVE ESSERE PERSONALIZZATA.

Una donna normopeso con lipedema avrà esigenze diverse da una donna con lipedema e obesità.

Una donna sedentaria avrà esigenze diverse da una sportiva.

Una donna in perimenopausa avrà esigenze diverse da una donna giovane.

Una donna con insulino-resistenza avrà esigenze diverse da una donna metabolicamente sana.

Il lipedema è una patologia complessa.

E proprio per questo merita un approccio altrettanto complesso e personalizzato ❤️

E soprattutto...

Smettiamo di chiamare lipedema qualsiasi gamba con cellulite.

Riferimenti scientifici

1. Lundanes, J. et al. (2024). Effect of a low-carbohydrate diet on pain and quality of life in female patients with lipedema: a randomized controlled trial. Obesity.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38627016/

2. Ghods, M. et al. (2022). The LIPODIET study: effects of a low-carbohydrate high-fat diet on pain, quality of life, body composition and weight in women with lipedema.
Nutrients.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9358738/

3. Ertürk, M. et al. (2024). The effect of a low-carbohydrate diet on subcutaneous adipose tissue in females with lipedema.
Nutrients.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11578713/

4. Lundanes, J. et al. (2025). Changes in Cytokines and Fibrotic Growth Factors after Low-Carbohydrate or Low-Fat Low-Energy Diets in Females with Lipedema.
Nutrients.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40125475/

5. Bosman, A. et al. (2024). The Efficacy of Ketogenic Diets (Low Carbohydrate; High Fat) as a Potential Nutritional Intervention for Lipedema: A Systematic Review and Meta-Analysis.
Nutrients.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39408242/
Full text: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11478561/

6. Clinical or cultural? Dietary interventions for lipedema: a systematic review. (2025).
Obesity Reviews / systematic review.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40939491/

Dottoressa Novella Gerini
Biologa Nutrizionista

🍂 A OTTOBRE RIPARTE IL LAVORO, MA CON UNA GRANDE NOVITÀ!Quando si comincia un percorso nutrizionale, avere un piano alim...
25/08/2026

🍂 A OTTOBRE RIPARTE IL LAVORO, MA CON UNA GRANDE NOVITÀ!

Quando si comincia un percorso nutrizionale, avere un piano alimentare personalizzato è importante. Ma spesso, soprattutto nelle prime settimane, quello che fa davvero la differenza è avere qualcuno che ti accompagni, ti ascolti e ti aiuti a trovare soluzioni concrete alle difficoltà della vita quotidiana❤️

Per questo ho deciso di creare qualcosa di nuovo: un percorso di Nutricoaching in piccolo gruppo, con un massimo di 5 persone per gruppo. 💬

Un piccolo “salotto della salute” dove lavoreremo insieme sulle situazioni che, nella vita reale, possono rendere difficile mantenere le nuove abitudini.

💡 COME FUNZIONA?

1️⃣ LA PRIMA VISITA INDIVIDUALE

Il percorso comincia con la tua prima visita nutrizionale individuale, proprio come sempre.

Ci incontreremo nel mio studio e costruiremo il tuo percorso alimentare personalizzato, tenendo conto delle tue esigenze, delle tue abitudini e delle tue problematiche.

2️⃣ QUATTRO SABATI INSIEME

Successivamente, per quattro sabati consecutivi ci ritroveremo in studio, in un gruppo di massimo 5 persone, per circa 60-90 minuti.

Sarà uno spazio di confronto, condivisione e soprattutto problem solving.

Ho già individuato alcuni temi fondamentali da affrontare, ma saranno soprattutto le VOSTRE ESIGENZE ed esperienze a guidare gli incontri.

Parleremo di:

🛒 Spesa e lettura delle etichette
🍽️ Organizzazione dei pasti
⏰ Gestione del tempo e delle giornate caotiche
❤️ Fame emotiva e rapporto con il cibo
🍕 Cene, aperitivi, ristoranti e vita sociale
🏃‍♀️ Attività fisica e movimento

E soprattutto PARLEREMO DI VOI 🥰❤️

Delle situazioni che avete incontrato durante la settimana, delle difficoltà emerse e delle strategie che possiamo costruire insieme per affrontarle.

Perché il confronto con altre persone che stanno vivendo un percorso simile può diventare una risorsa straordinaria.

A volte basta scoprire che una difficoltà che sembrava solo nostra è invece comune a tante altre persone.

E insieme possiamo trovare soluzioni, idee e nuove strategie. 🌱

💰 IL VALORE DEL PERCORSO

Il pacchetto completo comprende:

✨ 1 prima visita nutrizionale individuale e privata
✨ Il tuo piano alimentare personalizzato
✨ 4 incontri di Nutricoaching del sabato mattina in un piccolo gruppo di massimo 5 persone

Ho scelto volutamente di mantenere i gruppi molto piccoli, per creare un ambiente raccolto, garantire privacy e permettere a ciascuno di avere il proprio spazio.

L'obiettivo è unire la precisione di un percorso nutrizionale personalizzato alla forza del confronto e del sostegno di un piccolo gruppo.

📅 Si parte a ottobre!

👥 Solo 5 posti disponibili per ogni gruppo.

📩 Per ricevere informazioni o riservare il tuo posto puoi scrivermi a:

[email protected]

oppure direttamente su WhatsApp.

🥰 Ti aspetto per iniziare insieme questo nuovo percorso!

Dott.ssa Novella Gerini
Biologa Nutrizionista

🥕 VERDURE FERMENTATE: COSA SONO, COME SI FANNO E PERCHÉ POSSONO ESSERE INTERESSANTILa fermentazione delle verdure è un m...
24/08/2026

🥕 VERDURE FERMENTATE: COSA SONO, COME SI FANNO E PERCHÉ POSSONO ESSERE INTERESSANTI

La fermentazione delle verdure è un metodo antico di conservazione che oggi interessa molto anche la ricerca scientifica.

Durante la lattofermentazione, i batteri lattici naturalmente presenti sulle verdure utilizzano parte degli zuccheri e producono soprattutto acido lattico. L'ambiente diventa progressivamente acido e questo permette di conservare l'alimento, modificandone anche caratteristiche nutrizionali e microbiologiche.

🦠 COSA PUÒ FARE PER IL MICROBIOTA?

Gli alimenti fermentati possono apportare microrganismi vivi e, soprattutto, metaboliti prodotti durante la fermentazione.

Uno studio clinico della Stanford University pubblicato su Cell ha osservato, in adulti sani, che una dieta ricca di alimenti fermentati aumentava la diversità del microbiota intestinale e riduceva diversi marcatori di infiammazione.

È importante precisare che lo studio riguardava alimenti fermentati nel loro insieme, quindi questi risultati non possono essere attribuiti esclusivamente alle verdure fermentate.

Le revisioni più recenti confermano comunque l'interesse delle verdure lattofermentate per il rapporto tra alimentazione, microbiota e metabolismo.

🔥 INFIAMMAZIONE E SISTEMA IMMUNITARIO

La fermentazione produce acidi organici e numerosi altri composti bioattivi che possono interagire con il microbiota e con l'organismo.

La ricerca suggerisce un possibile ruolo nella modulazione dell'infiammazione e della risposta immunitaria, ma gli effetti dipendono dal tipo di alimento, dai microrganismi coinvolti e dalle modalità di fermentazione.

🧠 E L'ASSE INTESTINO-CERVELLO?

Alcuni batteri coinvolti nella fermentazione possono produrre o modificare molecole bioattive, tra cui GABA e derivati del metabolismo del triptofano.

Questo rende molto interessante il possibile rapporto tra alimenti fermentati, microbiota e asse intestino-cervello.

La ricerca è promettente, ma gli effetti su ansia, stress e umore richiedono ancora studi clinici più solidi.

⚙️ COSA CAMBIA NELLA VERDURA?

La fermentazione modifica la matrice dell'alimento e può trasformare alcuni nutrienti e composti bioattivi.

Può aumentare la disponibilità di alcune molecole, modificare polifenoli e altri composti vegetali e ridurre alcuni antinutrienti, come parte dell'acido fitico.

Il risultato finale dipende molto dalla verdura e dalle condizioni di fermentazione.

🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻

🫙 COME FERMENTARLE A CASA?

È possibile farlo con una procedura semplice, ma la sicurezza viene prima di tutto.

🥕 1. Scegli verdure fresche e integre
Carote, cavolo, cavolfiore, cetrioli e altre verdure si prestano alla fermentazione.

🧂 2. Prepara una salamoia adeguata
Una concentrazione intorno al 2% di sale è utilizzata in molte preparazioni in salamoia, ma la concentrazione corretta dipende dalla tipologia specifica di verdura ( questa e' una indicazione generica)

🫙 3. Mantieni tutto immerso
Le verdure devono rimanere completamente sotto la salamoia. Un peso da fermentazione può aiutare a mantenerle immerse.

🫧 4. Lascia fermentare
Utilizza un contenitore adatto e un sistema che permetta di gestire l'anidride carbonica prodotta durante il processo. Ad esempio un barattolo che puoi aprire. Conserva il barattolo al riparo dalla luce.

Dopo qualche giorno potresti osservare:
🫧 bollicine
🌫️ salamoia più torbida
🍋 profumo progressivamente più acidulo
Sono segnali compatibili con l'attività fermentativa.

🌡️ 5. Controlla l'acidificazione
Il parametro fondamentale per la sicurezza è il pH. Come riferimento generale, il raggiungimento di pH ≤ 4,6 rappresenta una soglia importante. Le indicazioni della procedura utilizzata vanno comunque seguite con precisione.

❄️ 6. Quando la fermentazione è terminata, conserva in frigorifero.

🚨 Muffe evidenti, odore fortemente sgradevole o consistenza anomala?
Elimina il prodotto senza assaggiarlo.

🥬 IN CONCLUSIONE

Le verdure fermentate possono essere un modo semplice per aumentare la varietà della dieta e introdurre alimenti trasformati naturalmente da una comunità di microrganismi.

La ricerca più interessante riguarda oggi:

🦠 microbiota intestinale
🔥 infiammazione
🧠 asse intestino-cervello
⚙️ metabolismo
🛡️ risposta immunitaria
🌱 trasformazione e disponibilità di composti bioattivi

LA PARTE PIÙ AFFASCINANTE?
Con la fermentazione non stiamo semplicemente conservando una verdura.
Stiamo permettendo a una comunità di microrganismi di trasformarla. 🥕🦠
Ed è proprio questa trasformazione a rendere la fermentazione così interessante anche dal punto di vista nutrizionale e microbiologico.

⚠️ UNA POSTILLA IMPORTANTE

Le verdure fermentate sono interessanti, ma non sono adatte indistintamente a tutti.

Chi presenta intolleranza all'istamina o sensibilità alle ammine biogene, disturbi intestinali importanti o una fase particolarmente sintomatica dovrebbe valutarne l'introduzione con il proprio professionista.

Anche chi deve seguire una dieta strettamente iposodica deve considerare il contenuto di sale della preparazione.

Infine, per le fermentazioni fatte in casa, la sicurezza della procedura è fondamentale: igiene, immersione nella salamoia, corretta acidificazione e conservazione devono essere rispettate scrupolosamente.

🥕 Un alimento può essere prezioso per qualcuno e poco tollerato da qualcun altro. La personalizzazione viene prima di tutto.

Dottoressa Novella Gerini
Biologa Nutrizionista

Si riprende...☺️
21/08/2026

Si riprende...☺️

ALLENARSI A STOMACO VUOTO?? 🤔🤔: Certo che si!!😊“Ma come fai ad allenarti senza mangiare? Ti viene un calo di zuccheri! T...
21/08/2026

ALLENARSI A STOMACO VUOTO?? 🤔🤔: Certo che si!!😊

“Ma come fai ad allenarti senza mangiare? Ti viene un calo di zuccheri! Ti mangi i muscoli! Ti senti male!”🫣🤦🤦🤦

Quante volte l'ho sentito dire? 😅
Qualcuno ha addirittura la convinzione che gli possa succedere qualcosa di grave mentre invece per una persona sana, allenarsi al mattino dopo il normale digiuno notturno è una condizione fisiologica perfettamente gestibile dall'organismo.

Durante la notte infatti abbiamo semplicemente trascorso diverse ore senza introdurre energia ed il fegato, che ha il compito fondamentale di mantenere stabile la glicemia, utilizza progressivamente il proprio glicogeno e, contemporaneamente, aumenta la produzione di glucosio attraverso la gluconeogenesi.

Al mattino, quindi, le riserve di glicogeno epatico sono generalmente molto più basse rispetto alla sera precedente.

Il muscolo invece possiede le proprie riserve di glicogeno, che rappresentano una fonte di energia direttamente disponibile per quel muscolo durante l'attività fisica.

E il digiuno notturno, da solo, modifica molto meno queste riserve rispetto a quelle epatiche.

Quindi, seppur un serbatoio ( quello epatico) e' parzialmente ridotto, quello muscolare e' ancora bello pieno e niente ci vieta di utilizzarlo ☺️

Al mattino quindi il corpo deve quindi scegliere quali substrati utilizzare per produrre energia.

Ed è proprio qui che succede qualcosa di interessante: 🔥 A DIGIUNO INFATTI AUMENTA L'UTILIZZO DEI GRASSI

Quando ci alleniamo dopo il digiuno notturno, l'insulina è generalmente più bassa e aumenta la disponibilità degli acidi grassi.

Durante l'esercizio aerobico, quindi, l'organismo aumenta l'utilizzo dei grassi come combustibile rispetto alla stessa attività svolta dopo aver mangiato.

Una revisione sistematica con meta-analisi ha analizzato 27 studi e ha confermato una maggiore ossidazione dei grassi durante l'esercizio svolto a digiuno rispetto allo stato alimentato.

In pratica il corpo impara a utilizzare in modo più efficiente le diverse fonti energetiche disponibili.

E questo è uno degli aspetti metabolicamente interessanti dell'allenamento a digiuno ❤️

➡️ INOLTRE IL CORPO SI ADATTA ALLO STIMOLO: Il nostro metabolismo è estremamente flessibile.

Se gli dai sempre energia immediatamente disponibile, soprattutto carboidrati, utilizzerà più facilmente quella fonte.

Se in alcune occasioni lo fai lavorare con una minore disponibilità di carboidrati, vengono attivati segnali cellulari che possono favorire adattamenti legati al metabolismo ossidativo e all'utilizzo degli acidi grassi.

È uno dei principi alla base del cosiddetto “train low”, studiato soprattutto negli sport di endurance.

Alcuni studi hanno osservato aumenti dell'attività di enzimi coinvolti nel metabolismo ossidativo e nella capacità del muscolo di utilizzare i grassi.

Questo significa che il metabolismo può diventare più flessibile nell'utilizzare i diversi substrati energetici.

🏃‍♀️ E I MUSCOLI?

Qui arriva un'altra paura molto diffusa:
“Se mi alleno senza mangiare, " mi mangio" i muscoli!”

🫣🫣🫣🤦

La situazione è molto più complessa di così...

Il muscolo non viene automaticamente demolito perché abbiamo saltato la colazione prima dell'allenamento.

Un trial randomizzato pubblicato nel 2025 ha confrontato 12 settimane di allenamento di forza svolto a digiuno dopo la notte con lo stesso allenamento effettuato dopo un pasto.

Entrambi i gruppi hanno ottenuto aumenti di spessore muscolare, forza e potenza, senza differenze significative tra le condizioni.

La cosa davvero importante rimane quindi l'insieme:

allenamento + adeguato apporto energetico + adeguate proteine + recupero.

Allenarsi appena svegli è probabilmente uno dei contesti più semplici per sperimentare l'allenamento a digiuno.

Ti svegli.

Bevi.

Ti alleni.

Poi fai la tua colazione...

Se al mattino non hai fame, costringerti a mangiare immediatamente prima di allenarti può anche risultare poco piacevole.

Per alcune persone allenarsi a digiuno è semplicemente più comodo o addirittura e' assolutamente naturale.

⚠️ QUANDO È MEGLIO MANGIARE?

Il digiuno non è una regola universale.

Se devi affrontare un allenamento molto intenso, molto lungo, una gara o una seduta nella quale vuoi esprimere la massima prestazione, avere carboidrati disponibili può diventare vantaggioso.

Le evidenze mostrano infatti che l'alimentazione prima dell'esercizio può migliorare soprattutto la prestazione negli esercizi aerobici prolungati.

Per una normale attività mattutina, invece, soprattutto se di durata e intensità moderate, il digiuno notturno può essere tranquillamente compatibile con l'allenamento (in una persona sana).

➡️➡️ALLENARSI A DIGIUNO FA DIMAGRIRE DI PIÙ?🤔🤔

Durante l'allenamento a digiuno ossidi più grassi e come detto alleni il corpo ad utilizzarli come substrato energetico.

Ma il dimagrimento dipende dall'equilibrio energetico complessivo e dagli adattamenti che si verificano nell'arco di settimane e mesi

Ad ogni modo vorrei rassicurarvi sul fatto che NON SI MUORE PERCHÉ SI SALTA LA COLAZIONE!😅🤦

Il nostro organismo possiede sistemi estremamente sofisticati per mantenere la glicemia e garantire energia al cervello e ai muscoli.

Abbiamo il glicogeno, i grassi, abbiamo produzione endogena di glucosio ed ormoni che regolano continuamente la disponibilità energetica.

Siamo biologicamente progettati anche per affrontare periodi senza introduzione di cibo.

Quindi, se sei una persona sana, ti svegli, non hai fame e vuoi andare a fare il tuo allenamento a digiuno puoi farlo, la sopravvivenza è garantita 😅

📚 La letteratura scientifica

• Vieira AF et al. Effects of aerobic exercise performed in fasted v. fed state on fat and carbohydrate metabolism in adults: a systematic review and meta-analysis. British Journal of Nutrition, 2016.

• Aird TP et al. Effects of fasted vs fed-state exercise on performance and post-exercise metabolism: a systematic review and meta-analysis. Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, 2018.

• Kerksick CM et al. International Society of Sports Nutrition position stand: nutrient timing. JISSN, 2017.

• Gejl KD, Nybo L. Performance effects of periodized carbohydrate restriction in endurance trained athletes – a systematic review and meta-analysis. JISSN, 2021.

• Vieira AF et al. Impact of Overnight Fasted State Versus Fed State on Adaptations to Resistance Training: A Randomized Clinical Trial. International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism, 2025.

• Hofstätter et al. Effects of time-restricted feeding and meal timing on an 8-week fat oxidation exercise training program – A randomized controlled trial. Physiological Reports, 2025.

Indirizzo

Via Fermi 2
Quartu Sant'elena
09045

Orario di apertura

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