29/08/2026
PERCHE' PENSARE (TROPPO) AMPLIFICA L'ANSIA
"Sul piano teorico lo so, ma poi non riesco a smettere di pensarci".
Questa frase racconta come spesso non riusciamo a smettere di pensare a un problema credendo così di poter trovare una soluzione. Questo succede perché la nostra mente entra in una modalità automatica chiamata DMN..
Il Default Mode Network (DMN) è una delle reti cerebrali più studiate degli ultimi vent’anni: una sorta di modalità interna del cervello, attiva quando non siamo impegnati in compiti esterni e l’attenzione si rivolge verso il mondo interno.
È la base neurale del sé narrativo, della memoria autobiografica, della riflessione su di sé e sugli altri, del vagabondaggio mentale.
Il DMN è una rete di aree cerebrali che mostrano aumentata attività durante il riposo mentale e diminuita attività durante compiti esterni e attentivi. Non è “il cervello che si spegne”, ma il cervello che lavora su contenuti interni: ricordi, scenari futuri, identità, significati.
Il DMN è la rete che ci permette di essere qualcuno anche quando non stiamo facendo nulla.
La meditazione, soprattutto quella focalizzata sull’attenzione al presente, tende a ridurre l’attività del DMN, diminuendo il vagabondaggio mentale, il rimuginare e il ruminare, aumentando la regolazione dell’attenzione.
La differenza tra ruminare e rimuginare è sottile e spesso usata in modo intercambiabile, ma può essere utile distinguerli così:
Il rimuginare è un orientamento cognitivo caratterizzato da pensieri ricorrenti focalizzati sui propri problemi, spesso negativi, con attenzione su cause, colpe, responsabilità.
Questo processo ha come conseguenze un carico emotivo intenso; può portare a ansia, senso di perdita di controllo.
Sono coinvolti i seguenti processi: cicli mentali autosufficienti che non cercano soluzioni concrete e meno azione esterna.
Il ruminare è un orientamento mentale caratterizzato da pensieri ripetitivi e continuati, ma spesso associati a una ripetizione interna che “mastica” le stesse preoccupazioni. Può diventare cronicamente negativo, con un tono auto-critico.
Si basa su processi come la tendenza a fissarsi su dettagli o scenari futuri senza movimento verso un cambiamento e può includere auto-svalutazione.
In pratica, entrambi indicano una tendenza a "pensare troppo" a ciò che è stato o potrebbe accadere, ma il rimuginare è spesso più legato all’elaborazione compulsiva di un problema senza azione, mentre il ruminare è una ripetizione continua di pensieri simili che nutre un malessere persistente.
Chi soffre di disturbi d'ansia o depressivi tende spesso a un eccesso di pensiero diretto al futuro o al passato.
Il rimuginare è spesso una trappola invisibile: più ci etichettiamo come “problemi irrisolti” e più la mente continua a fissarsi su di essi, senza trovare una via d’uscita. Questo circolo può aumentare l'ansia e fornire una visione distorta di noi stessi e delle nostre possibilità.
Ma i problemi, il più delle volte, si ripetono fino a quando non siamo disposti a capire dove vogliono portarci per diventare finalmente noi stessi.
Se i pensieri e le emozioni di oggi sono uguali a quelli di ieri probabilmente i problemi di oggi saranno gli stessi di domani.
Come uscirne?
Riconosci quando stai rimuginando e prova una pausa consapevole: respirazione lenta, centrare l’attenzione sul presente. La mindfulness e le tecniche di defusione tipiche dei processi meditativi sono utili per non identificarsi nei pensieri.
Metti nero su bianco: annota cosa temi, quale è la paura fondante e quale impatto ha sulle tue azioni. Chiediti: qual è l’origine di questo pensiero? Quale scelta potrei fare per cambiare rotta oggi?
Considera il supporto di uno psicologo: avere una guida neutra aiuta a rompere schemi ripetitivi e a capire cosa portare avanti.
Trasforma il dialogo interiore in azione concreta: piccoli passi quotidiani che avanzano verso la tua versione migliore.
Non si tratta di smettere di pensare, che tra l'altro è quasi impossibile, ma di darsi un limite, come quando si passa troppo tempo sui social, e poi mettere in moto il corpo e agire.
I problemi si risolvono solamente con le azioni e con le scelte.