05/08/2026
LA FORESTA CURA: LO CONFERMA LA SCIENZA. Nei suoi discorsi pubblici, Sebastian Kneipp ribadiva spesso l'importanza del contatto diretto con la natura. Egli si rammaricava che già allora, migrando verso le città, l'uomo stesse perdendo il collegamento simbiotico con il suo ambiente naturale, che per millenni lo aveva protetto e accompagnato nel corso della sua evoluzione. Ma Kneipp non poteva immaginare che, due secoli più tardi, le sue convinzioni sarebbero state confermate dalla scienza. Negli scorsi anni, il CAI ha avviato una sperimentazione clinica con il supporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) , il cui obiettivo è la dimostrazione clinica dei benefici dall'ambiente forestale sulla salute umana. Il perché dell'interesse del CAI in questo progetto è semplice: il 10% del territorio nazionale è rappresentato da foreste originarie particolarmente adatte allo scopo terapeutico e la maggior parte dei rifugi lì presenti è di proprietà del CAI. Prendendo spunto dagli studi condotti in Giappone a partire dalla fine degli anni ottanta, sono stati messi a punto protocolli che hanno coinvolto a titolo gratuito volontari, medici, psicologi, membri del CNR e del Comitato scientifico del CAI. A fine 2021, sono stati superati i 500 casi studiati e attualmente la sperimentazione continua. "Le foreste originarie sono ambienti terapeutici di per sé" spiega il ricercatore del CNR dottor Francesco Meneguzzo, responsabile del progetto, "in quanto contengono elementi in grado di apportare benefici per la salute, sia da un punto di vista psicologico che fisiologico. Questo avviene innanzitutto attraverso la stimolazione dei principali sensi umani: vista, udito, olfatto e tatto." Ci troviamo in alta Val di Susa al rifugio Levi Molinari di Exilles per una sessione sperimentale di Terapia Forestale alla quale partecipo come volontario. "Secondo gli studi condotti", continua Meneguzzo, " l'ambiente sonoro della foresta si sta rivelando particolarmente importante. Come per la vista, anche i suoni della foresta non impegnano l'attenzione, favorendo il rilassamento. Durante la sua lunga evoluzione, l'uomo si è adattato a vedere e a sentire ciò che gli organi di senso percepiscono mentre è immerso nell'ambiente forestale e questi fattori determinano un rilassamento psicofisico di tipo clinico. Anche il tatto, stimolato dal contatto con il legno, con la pietra e gli altri elementi presenti nella foresta, ha una documentata azione ansiolitica". "Per quanto riguarda l'olfatto", continua Meneguzzo, " vengono considerate alcune sostanze inalate durante la permanenza in foresta. Le piante rilasciano oli essenziali e con essi delle particolari molecole dette terpeni, sostanze che stimolano direttamente il cervello. Ad alcune di queste molecole è stato riconosciuto un particolare valore clinico, come per l'alfa pinene rilasciato dalle conifere, che ha azione ansiolitica, sedativa, anti proliferativa. Questo principio attivo viene impiegato anche in alcuni farmaci utilizzati in ambiente psichiatrico ed oncologico. Inoltre i terpeni attivano la prima linea di difesa dell'organismo contro le infezioni batteriche, virali, le mutazioni neoplastiche e quindi le sostanze potenzialmente cancerogene. Si tratta di effetti estremamente importanti, verificati e riportati in letteratura scientifica, che dimostrano come l'azione terapeutica indotta attraverso l'inalazione delle sostanze presenti in ambiente forestale possa, in alcuni casi, fare la differenza tra ammalarsi e non ammalarsi." Domando: se alcuni terpeni sono di per se' dei principi attivi con efficacia riconosciuta, perché non limitarsi alla loro estrazione e alla loro somministrazione farmacologica? "La prestigiosa letteratura scientifica " risponde Meneguzzo, "ci dice che l'insieme di tutti gli elementi presenti nell'ambiente naturale, fa della Terapia Forestale, al netto di costi, benefici ed effetti collaterali, la terapia complementare probabilmente più efficace in assoluto. E' stato dimostrato che la permanenza breve in foresta, da tre ore a mezza giornata, apporta benefici al soggetto che si protraggono per una settimana, mentre due o tre giorni di Terapia Forestale, hanno effetti positivi riscontrabili per circa un mese."
Testo di Angelo Terraneo tratto dall'articolo originale scritto per la newsletter di settembre 2021 di Kneipp Sudtirol. Proprietà riservata.