26/05/2026
Rientro da Napoli con molte riflessioni dopo il convegno dedicato all’ascolto del minore nelle separazioni ad alta conflittualità.
Abbiamo parlato di bambini e adolescenti che si trovano al centro di conflitti familiari intensi, dove il rischio è che il loro vissuto venga interpretato troppo rapidamente oppure utilizzato dentro dinamiche contrapposte tra adulti.
L’ascolto del minore è un momento delicatissimo.
Non può essere ridotto ad una semplice raccolta di parole, ma richiede competenza clinica, attenzione ai contesti relazionali, capacità di leggere emozioni, paure, lealtà familiari e possibili condizionamenti.
Nel mio intervento ho affrontato il tema delle CTU nei casi di rifiuto genitoriale in cui non vi sono violenze nè maltrattamenti, quando il rifiuto coinvolge non solo un genitore ma progressivamente anche l’intera linea degli ascendenti. Situazioni complesse, che richiedono prudenza, rigore metodologico e un autentico lavoro multiprofessionale.
Ho anche portato esempi di quando gli adolescenti maggiorenni cercano una terapia, perchè per lungo tempo nel corso della loro vita sono stati alienati dall’uno o dall’altro genitore vivendo uno stato di confusione che non gli permette un proprio sviluppo identitario.
Porto a casa il valore del confronto tra magistrati, avvocati, psicologi, mediatori ed educatori: solo attraverso il dialogo tra competenze diverse possiamo costruire percorsi realmente orientati alla tutela dei minori.
Grazie agli organizzatori e a tutti i colleghi presenti per il clima di ascolto, profondità e confronto autentico.