15/05/2026
Quando si parla di intervento di protesi d'anca mininvasiva occorre specificare che esistono diverse fasi, alcune che si realizzano prima dell'intervento, altre sono le vere e proprie fasi chirurgiche, seguono poi le fasi di recupero in reparto e quando si rientra a casa.
La PRIMA FASE avviene in ambulatorio, è rappresentata dallo studio d'insieme, assieme alla valutazione clinica e radiografica.
In questa fase si valutano gli aspetti anatomici del danno della cartilagine e la conformazione articolare associati alla caratteristiche cliniche di ogni singolo individuo, la struttura generale del corpo, il peso corporeo, le altre articolazioni, l'autonomia nella vita di tutti i giorni e le eventuali altre patologie presenti. Si impara anche a conoscere e capire le persone, le loro preoccupazioni, le loro aspettative, le loro necessità. In questa fase si stabilisce la tecnica chirurgica più adeguata e si stablisce il gruppo di impianto protesico più adatto.
La SECONDA FASE avviene nell'ospedale o clinica è rappresentata dalla progettazione dall'intervento, dal ricovero in struttura, dall'intervento vero e proprio e e dalla degenza in reparto finoa lla dimissione.
La progettazione dell'intervento (planning preoperatorio), avviene su radiografie specifiche attraverso software dedicati, viene studiato lo specifico posizionamento, gli specifici modelli di protesi, le taglie e gli accoppiamenti.
Si arriva quindi al giorno dell'intervento, alle FASI IN SALA OPERATORIA:
Una vota che la persona viene accompagnata nel blocco chirurgico viene accolta dagli infermieri e dall'anestesista che esegue l'anestesia specifica e la sedazione, per stare più tranquilli.
Accompagnata la persona all'interno della sala operatoria vengono applicati tutti gli strumentari per monitorare i parametri vitali (elettrocardiogramma, saturazione di ossigeno, pressione).
Nel frattempo il personale infermieristico dedicato prepara l'ambiente sterile con tutti gli strumentari e aiuterà il chirurgo nel processo di vestizione.
I chirurghi (in genere 2 o 3) insieme alla ferrista preparano con teli adesivi specifici il campo operatorio sterile, una delimitazione della zona dove verrà eseguito l'intervento di massima attenzione alla sterilità (cioè libera da microrganismi e contaminanti).
Si può quindi iniziare la FASE chirurgica:
Il primo gesto è l'incisione della cute, chiaramente la persona non avverte nessun dolore grazie all'effetto dell'anestesia e della sedazione.
Si procede poi sui piani sottostanti, nella chirurgia mininvasiva anteriore non occorre sezionare tendini o muscoli, per cui si giunge all'articolazione dell'anca per "via smussa", cioè spostando i muscoli. Vengono poi posizionati i specifici divaricatori in posizione prestabilite e studiate per proteggere le strutture nobili, i nervi, le arterie e le vene. Una volta eseguita l'apertura della capsula vi sivualizza la struttura ossea. Con idonei strumentari vengono predisposte le superfici articolari del femore e del bacino. La preparazione risulta importantissima, perchè le componenti protesiche saranno alloggiate proprio nella sede preparata. Per questo la progettazione dell'intervento risulta fondamentale sia in termini di posizionamento che di scelta del tipo di protesi.
Grazie all'utilizzo di componenti di prova è possibile eseguire tutte le verifiche di stabilità, ampiezza di movimento e lunghezza.
Durante queste fasi di preparazione e di prova possono essere utilizzati dei controlli che possono essere radiografici o con sistemi computer assistiti con telecamere ad infrarossi e sensori (navigazione, realtà aumentata, robotica).
Verranno poi posizionate le componenti definitive sterili ed eseguite le ulteriori verifiche di posizionamento e stabilità articolare.
Si procede quindi alla sutura e poi al posizionamento della medicazione e al controllo radiografico definitivo.
La persona viene quindi riaccompaganata nella stanza di degenza.
Inizia qui la FASE DEL DECORSO POSTOPERATORIO nel quale la persona riprende la camminata, le proprie autonomie (alzarsi da seduti, andare in bagno, salire le scale) e vengono contollate periodicamente le medicazioni e gli esami del sangue.
Quando tutto è tranquillo può avvenire la dimissione al domicilio nel quale proseguirà i recupero e la ribilitazione.
La FASE RIABILITATIVA dura circa 3-4 mesi, inizialmente con le stampelle per circa 20-25 giorni poi in modo graduale e progressivo rispettando i tempi biologici. L'osteointegrazione (la fusione tra l'osso ela protesi) impiega circa 90 giorni a completarsi.
Quindi dopo 30 giorni circa si è in grado di camminare senza stampelle in modo autonomo e di guidare, ma occorre fare vita tranquilla. Progressivamente si aumenta la durata e la lunghezza delle camminate e solo passati 90 giorni circa dall'intervento si può progressivamente aumentare l'attività fisica.
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