Lucia Bruciafreddo Psicologa - Psicoterapeuta - Psicologa dello sport

Lucia Bruciafreddo Psicologa - Psicoterapeuta - Psicologa dello sport PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA AD ORIENTAMENTO PLURALISTICO INTEGRATO. PSICOLOGA CLINICA AD ORIENTAMENTO PLURALISTICO INTEGRATO www.luciabruciafreddo.it

10/09/2026

Un allenamento saltato, un gelato che non avevamo previsto, una giornata in cui non siamo riusciti a rispettare il programma… spesso ci portano a mandare ogni nostro migliore intento per aria.
Il problema non è quel piccolo cedimento, ma il significato che gli attribuiamo.
Quando lo trasformiamo nella prova che abbiamo fallito, rischiamo di passare da un singolo comportamento a un giudizio su noi stessi: “Non sono costante”, “non ce la faccio”, “non so essere il tipo di persona che…”
E proprio l’autocritica che pensiamo possa aiutarci a rimetterci in riga può finire per allontanarci ancora di più dal nostro obiettivo.
Imparare a essere più gentili con noi stessi significa riconoscere ciò che è accaduto, senza trasformarlo in una condanna, e chiederci semplicemente: “Cosa posso fare adesso per tornare nella direzione che avevo scelto?”
Un piccolo cedimento non è ancora un fallimento.
E tu, dopo un piccolo cedimento riesci a riprendere o tendi a mandare tutto per aria?
Ti leggo nei commenti.

Se hai seguito le mie ultime pubblicazioni, avrai letto alcune delle ragioni per le quali i nostri buoni propositi spess...
08/09/2026

Se hai seguito le mie ultime pubblicazioni, avrai letto alcune delle ragioni per le quali i nostri buoni propositi spesso falliscono.
Vediamo adesso come possiamo riuscire a realizzarli, partendo proprio dalle 5 domande che ci siamo posti nel carosello precedente.

1. CHIEDITI SE QUELL’OBIETTIVO TI APPARTIENE DAVVERO

Nel tempo facciamo nostri standard, aspettative e desideri che appartengono alla società in cui viviamo, ai modelli proposti dai social o alle persone importanti della nostra vita.
Serve allora un lavoro onesto di centratura:
“Lo desidero davvero o penso che dovrei desiderarlo?”
A volte un buon proposito fallisce non per autosabotaggio o mancanza di volontà, ma perché non ci riguarda realmente.

2. PENSA IN GRANDE, MA PROCEDI A PICCOLI PASSI.

Ti senti fuori forma e pensi di dover perdere dieci chili? Sono tanti!
Diventano di meno se ti prefiggi di perderne tre al mese.
Vuoi tornare ad allenarti? Parti da uno o due allenamenti a settimana, invece di programmarne subito cinque.
Un grande obiettivo può diventare più raggiungibile se lo trasformiamo in micro-obiettivi progressivi.
Come disse a un gruppo una mia cara paziente: “Le montagne si scalano un passo alla volta”!
Ogni piccolo obiettivo raggiunto aumenta il nostro senso di auto efficacia e rende più accessibile il passo successivo.

3. TRASFORMA LE INTENZIONI IN FATTI E ABITUDINI

La motivazione oscilla.
Le abitudini, una volta consolidate, ci permettono di dipendere meno da come ci sentiamo quel giorno.
Per questo dobbiamo passare dalle intenzioni ai fatti.
“Voglio allenarmi di più” è un’intenzione.
“Lunedì e mercoledì, dopo il lavoro, vado in palestra” è un piano.
Ed è un piano ancora migliore mettersi una cosa comoda e uscire subito a fare un po’ di attività!
Definire quando, dove e come compiremo un’azione aumenta la possibilità che quell’intenzione diventi comportamento.

4. PREPARA IL TUO CONTESTO AL NUOVO OBIETTIVO

Ogni comportamento si realizza dentro un contesto. Routine, ambienti e relazioni possono sostenere il nostro nuovo proposito oppure continuare a spingerci nella direzione precedente.
Vuoi iniziare ad avere un’alimentazione più sana? Parti dal cambiare la lista della spesa e ciò che tieni in dispensa.
Vuoi alzarti presto la mattina? Modifica ciò che fai nelle ultime ore della giornata.
E quando vuoi lasciare una vecchia abitudine, prova a costruire nuove attività e routine gratificanti capaci di prenderne progressivamente il posto.
La volontà da sola deve fare molta più fatica quando tutto ciò che ci circonda continua a portarci nella direzione opposta.

5. PUNTA ALLA CONTINUITÀ, NON ALLA PERFEZIONE

Hai saltato un allenamento? Riprendi da quello dopo.
Hai mangiato quel gelato che non era previsto? Al pasto successivo riprendi semplicemente il tuo programma.
Un percorso sostenibile comprende anche giornate storte, imprevisti e interruzioni.
La costanza non consiste nel non cedere mai, ma nel saper integrare un piccolo cedimento nel proprio percorso, senza trasformarlo in un fallimento.
Se ambiamo alla perfezione, ogni naturale deviazione dal percorsosembrerà un fallimento.

Un buon proposito ha maggiori possibilità di essere realizzato quando:
• ci appartiene davvero
• è alla nostra portata
• si traduce in azioni concrete e immediate
• è sostenuto dal contesto in cui viviamo
• privilegia la continuità alla perfezione
Tra desiderare qualcosa e realizzarla c’è lo spazio che siamo disposti a costruirle nella nostra vita.


Ora che hai un piano, qual è quel buon proposito che vorresti realizzare da tempo?
Scegli una sola piccola azione concreta che puoi mettere in campo già oggi.

Se ti va, scrivila nei commenti.

03/09/2026

Quante volte abbiamo deciso che avremmo iniziato 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢', 𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐥𝐞 𝐯𝐚𝐜𝐚𝐧𝐳𝐞?
Tra desiderare un cambiamento e realizzarlo esiste uno spazio importante: quello che separa l’intenzione dal comportamento.
Possiamo fare programmi, compilare liste e avere le migliori intenzioni. Ma un proposito comincia a diventare reale quando riusciamo a tradurlo in un’azione concreta, collocata in un tempo e in una situazione precisa.
Possiamo continuare a progettare il momento perfetto in cui inizieremo oppure 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐢𝐨' 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐢𝐨' 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞.
E per farlo non serve necessariamente una grande rivoluzione: possiamo cominciare da 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐨 𝐨𝐠𝐠𝐢.
Qual è la tua piccola azione che vuoi mettere in campo oggi?
𝐒𝐜𝐫𝐢𝐯𝐢𝐥𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.

È sempre così: arrivano quei momenti dell’anno in cui ci dedichiamo ai bilanci e ci sentiamo pronti a realizzare grandi ...
01/09/2026

È sempre così: arrivano quei momenti dell’anno in cui ci dedichiamo ai bilanci e ci sentiamo pronti a realizzare grandi cambiamenti.
“Lunedì inizio la dieta”
“Da settembre mi iscrivo al corso di inglese”
“Da gennaio vado in palestra”
E poi?

In psicologia questo fenomeno viene definito fresh start effect, l’effetto del nuovo inizio.
Settembre, gennaio, un compleanno o l’inizio della settimana vengono vissuti come fossero uno spartiacque tra il vecchio me e la persona che vorrei essere.
In queste fasi aumenta notevolmente la motivazione al cambiamento.

Ma dopo l’entusiasmo iniziale molti buoni propositi falliscono.
Perché?

1. SIAMO SICURI CHE QUEGLI OBIETTIVI CHE DESIDERIAMO RAGGIUNGERE SIANO DAVVERO NOSTRI?
La distanza tra “sé ideale” e “vero sé” è una delle ragioni per cui i nostri buoni proposi falliscono.
Avere un certo aspetto, una carriera prestigiosa, sposarsi, avere figli, fare determinati viaggi… Quanti di questi desideri rispecchiano ciò che vogliamo e quanti ciò che pensiamo di dover volere?
Stiamo inseguendo standard importanti per gli altri e per la società o bisogni profondi del nostro senso di autorealizzazione?

2. GLI OBIETTIVI CHE CI PREFIGGIAMO DI RAGGIUNGERE SONO ALLA NOSTRA PORTATA?
“Mi allenerò cinque volte a settimana”
“Perderò dieci chili”
“Mi alzerò tutte le mattine alle cinque”
“Mediterò ogni giorno”
Se non faccio attività sportiva da mesi è inverosimile che riesca a tenere, da subito, il ritmo di allenamenti quotidiani. Idem per il resto.
Se un obiettivo è troppo distante dal nostro punto di partenza può diventare irraggiungibile.

3. È SUFFICIENTE AVERE UN’ALTA MOTIVAZIONE?
Il fresh start effect ci fa sentire pronti, determinati, pieni di energia…
Ma la motivazione non è una leva stabile, per sua natura oscilla.
Se affidiamo il cambiamento soltanto all’entusiasmo del momento, alla prima inevitabile flessione diventa molto più difficile continuare.

4. IL CONTESTO IN CUI VIVIAMO (ROUTINE, RELAZIONI, RISORSE) È PRONTO AD ACCOGLIERE IL CAMBIAMENTO CHE DESIDERIAMO?
Se vogliamo iniziare a prenderci cura della nostra alimentazione, ma la spesa al supermercato e gli alimenti che teniamo in dispensa rimangono gli stessi…
Se vogliamo iniziare ad alzarci presto la mattina, ma la sera continuiamo a fare tardi davanti a una serie tv…
Se vogliamo modificare un comportamento, ma continuiamo a frequentare gli stessi ambienti che lo favoriscono…
La sola intenzione di cambiare difficilmente sarà sufficiente.

5. TUTTO O NULLA?
“Ho saltato un allenamento, ormai questa settimana è andata!”
“Ho mangiato un gelato, ormai ho rovinato tutto!”
È il pensiero tutto-o-nulla: se non riusciamo a rispettare perfettamente il programma lo consideriamo fallito.
E una piccola deviazione finisce per trasformarsi nell’abbandono dell’intero progetto.

Oggi abbiamo visto perché tanti buoni propositi finiscono per fallire.
Nei prossimi contenuti vedremo invece come trasformali in cambiamenti concretamente realizzabili.

E tu, per quali di queste ragioni senti che falliscono più frequentemente i tuoi buoni propositi?
Raccontamelo nei commenti.

27/08/2026

“Scusa, ma ero nervoso.”
Questa non è una richiesta di scuse, è una giustificazione.
“Scusa, però anche tu hai fatto…”
Qui stai spostando la responsabilità sull’altro.
“Mi dispiace che tu te la sia presa.”
Anche queste non sono vere scuse. Il problema diventa la reazione dell’altro, anziché ciò che hai fatto e il dolore che puoi aver provocato.
“Ti ho chiesto scusa, cos’altro devo fare?”
Qui stai chiedendo all’altro di superare il dolore secondo i tuoi tempi.
Non basta dire “scusa” per chiedere veramente scusa.
A volte chiediamo scusa soprattutto per alleggerire la nostra coscienza. Le scuse autentiche, invece, sono un atto di responsabilità e di riparazione.
Significa riconoscere ciò che abbiamo fatto, ascoltare l’effetto che ha avuto sull’altro, assumerci la nostra responsabilità senza aggiungere un “ma” o un “però” e, quando è possibile, cercare di riparare il danno.
E poi servono i fatti.
Una richiesta di scuse autentica ha bisogno di coerenza nel comportamento che viene dopo.
Se continuo a ripetere la stessa cosa, posso chiedere scusa cento volte, ma non sto riparando niente.
Le scuse iniziano con le parole, ma diventano credibili attraverso i fatti.
Quale di queste richieste di scuse ti è capitato più spesso di ricevere, sentendo che in realtà non erano autentiche?
𝗧𝗶 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗼 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶.

Nella cultura contemporanea, e ancora di più nella comunicazione sui social, il senso di colpa viene spesso presentato c...
25/08/2026

Nella cultura contemporanea, e ancora di più nella comunicazione sui social, il senso di colpa viene spesso presentato come un sentimento negativo, da superare, evitare, eliminare.

Ma nel nostro sviluppo psicologico, il momento in cui nasce in noi il senso di colpa rappresenta una conquista, perché presuppone qualcosa di fondamentale…

… la capacità di RICONOSCERE L’ESISTENZA DELL’ALTRO.

Melanie Klein descrive un passaggio importantissimo dello sviluppo:
Il bambino riesce progressivamente a integrare gli aspetti che ama e quelli verso cui prova rabbia e aggressività, riconoscendo che appartengono alla stessa persona.
L’altro diventa una persona intera, separata da sé.
E allora diventa possibile preoccuparsi del danno che la propria aggressività può arrecare.
È da questa integrazione che, per Klein, nascono il SENSO DI COLPA e il DESIDERIO DI RIPARAZIONE.

Winnicott sviluppa ulteriormente questa prospettiva attraverso il concetto di capacity for concern, che considera un’acquisizione fondamentale della maturazione emotiva: la capacità di preoccuparsi e prendersi cura dell’altro.
Il bambino arriva progressivamente a riconoscere una madre reale e separata, verso la quale può nutrire contemporaneamente amore e aggressività.
Diventa così possibile assumersi la responsabilità per i propri impulsi e preoccuparsi delle loro conseguenze sull'altro.

Il senso di colpa ha quindi una funzione profondamente RELAZIONALE ed ETICA.
Ci permette di chiederci:
Che effetto hanno avuto sull’altro le mie azioni?
Ho provocato un dolore?
Posso assumermene la responsabilità?
Posso fare qualcosa per riparare?

La ricerca psicologica contemporanea considera il senso di colpa una delle emozioni morali.

Quando è adattivo, è associato a:
• empatia
• assunzione di responsabilità
• richiesta di scuse
• desiderio di riparazione

Ci aiuta quindi a riconoscere quando abbiamo ferito qualcuno e a orientare il nostro comportamento verso la riparazione. Ed è proprio qui che nasce una differenza fondamentale con la vergogna…

Senso di colpa e vergogna sono sentimenti molto diversi.
La vergogna può sembrare una reazione morale ancora più forte, ma tende a essere meno relazionale: può portare al ritiro, alla difesa, all’occultamento, ad attribuire ad altri la responsabilità di ciò che è accaduto nel tentativo di proteggere un’immagine positiva di sé e a concentrarsi sulla propria sofferenza.

Il senso di colpa adattivo, invece, favorisce empatia, assunzione di responsabilità e riparazione.

Per semplificare:
La vergogna dice: “Sono sbagliato.”
Il senso di colpa dice: “Ho fatto qualcosa di sbagliato.”

Nel primo caso è messa in discussione l’intera immagine di sé.
Nel secondo, una propria azione.

Questa differenza cambia profondamente il modo in cui affrontiamo ciò che abbiamo fatto.

Nel caso di un tradimento, se chi ha tradito rimane nella vergogna, potrebbe pensare:
“Sono una persona orribile. Non riesco più a guardarmi allo specchio.”
Questo potrebbe sembrare pentimento, ma nella vergogna l’attenzione rimane ancora centrata su di sé e sull’immagine di sé che è entrata in crisi.
Il dolore riguarda soprattutto la difficoltà di riconoscersi nella persona che ha compiuto quell’azione, quindi è rivolto a sé.

Se chi ha tradito riesce invece ad accedere a un senso di colpa maturo, compie un movimento diverso:
“Comprendo quello che ti ho fatto.
Riesco a stare di fronte al tuo dolore.
Me ne assumo la responsabilità.”

È qui che diventa possibile uscire da sé, incontrare realmente l’altro e iniziare a riparare.

Per chi possiede un’immagine fragile di sé, questo passaggio può essere particolarmente difficile.

Richiede di riuscire a pensare:
“Ho fatto qualcosa di sbagliato”
senza precipitare in:
“Sono una persona sbagliata.”

Significa tollerare di essere persone complesse, capaci di contenere parti buone e parti distruttive senza negare né le une né le altre.

Quando un paziente porta in seduta il proprio senso di colpa, non lo aiuto a eliminarlo o a evitarlo.
Lo aiuto ad accoglierlo, ascoltarlo e utilizzarlo.
Perché, quando nasce da una responsabilità reale, il senso di colpa può aiutarci a riparare nelle nostre relazioni, metterci in discussione e sviluppare una parte di noi più responsabile, consapevole e capace di prendersi cura dell’altro.

Che rapporto hai con il senso di colpa?

Riesci ad ascoltarlo quando nasce da una tua responsabilità?

E quando è l’altro ad averti ferito, riesci a riconoscere la differenza tra la sua vergogna e un autentico senso di colpa?

Ci sono tradimenti che spezzano una relazione.E altri che spezzano qualcosa dentro di noi:la fiducia, il senso di realtà...
20/08/2026

Ci sono tradimenti che spezzano una relazione.
E altri che spezzano qualcosa dentro di noi:
la fiducia, il senso di realtà, il modo in cui guardavamo l’altro, e a volte anche noi stessi.

In questo video entro proprio lì: dentro la ferita del tradimento.
E dentro ciò che serve per attraversarla.

🎥 Il video completo è su YouTube: https://youtu.be/flfNYlEwlts?is=tkRVUQtaPqeBRxtQ

Il tradimento è un’esperienza complessa, che può assumere significa...

20/08/2026

Il tradimento è un’esperienza complessa, che può assumere significati molto diversi nella storia di una coppia.

Per questo ho scelto di dedicargli il mio nuovo video YouTube, provando a guardarlo da una prospettiva psicologica e relazionale.
Nel video parliamo di:

• Che cosa consideriamo davvero un tradimento?
• Perché si tradisce?
• Quali sono le conseguenze psicologiche di un tradimento?
• Si può perdonare?
• Che cosa deve accadere perché una relazione possa ricostruirsi dopo?

Parliamo anche di rabbia, crisi d’identità, fiducia, vergogna, senso di colpa, responsabilità e riparazione.

E alla fine condivido qualcosa della mia esperienza personale con il tradimento e di ciò che ho compreso attraversandola.

Puoi vedere il video completo sul mio canale YouTube, Lucia Bruciafreddo Psicologa psicoterapeuta a questo link:

https://youtu.be/flfNYlEwlts

Buona visione!

Se hai domande o riflessioni sull’argomento, scrivile pure nei commenti

“Si tradisce quando manca qualcosa nella coppia.”“È semplicemente un traditore seriale.”Sono spiegazioni rassicuranti pe...
18/08/2026

“Si tradisce quando manca qualcosa nella coppia.”
“È semplicemente un traditore seriale.”

Sono spiegazioni rassicuranti perché semplificano…
… Però raccontano solo una parte del fenomeno.

A volte il tradimento parla della relazione:
• distanza emotiva… o eccessiva vicinanza
• conflitti irrisolti
• bisogno di novità
• fasi di passaggio e cambiamenti importanti: la nascita di un figlio, trasferimenti, malattie, il pensionamento…

Altre volte racconta qualcosa di chi tradisce:
• bisogno di sentirsi desiderabile
• ricerca di conferme narcisistiche
• paura dell’intimità
• difficoltà ad attraversare una crisi personale
E a livello individuale ci può essere una ragione ancora più profonda…

A volte chi tradisce non sta cercando un’altra persona, ma un’altra versione di sé:
una parte perduta, dimenticata o desiderata.
Una parte di sé che non trova più spazio nella coppia o che non riesce a esprimersi al suo interno.

Comprendere le ragioni di un tradimento non deve servire a giustificarlo.
Comprendere dovrebbe aiutarci a dare un senso a ciò che è accaduto e a scegliere più consapevolmente cosa fare.

La comprensione è davvero utile quando ci aiuta ad elaborare un vissuto doloroso e ad emanciparci, non quando diventa una ragione per continuare a subirlo.

Un tradimento può raccontare storie molto diverse.

Per te, comprendere le ragioni di un tradimento cambia qualcosa nel modo in cui lo vivi?
Raccontamelo nei commenti.

05/08/2026

Le coppie che durano sono quelle che imparano a costruire, nel tempo, alcune competenze fondamentali: attraversare i conflitti, continuare a scegliersi, coltivare il desiderio e mantenere vivo lo spazio individuale.

Nel reel ne trovi quattro. Nel video YouTube “Il coraggio di restare insieme” te ne descriverò anche altre.

Per vedere il video completo troverai il link nelle storie di oggi oppure puoi visitare direttamente il mio canale YouTube Lucia Bruciofreddo Psicologa.

Buona visione ♥️

Indirizzo

Corso Garibaldi 154
Reggio Di
89125

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 20:30
Martedì 09:30 - 12:30
15:00 - 20:00
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