25/03/2026
TIENIMI PER MANO PAPA’:
lo SpazioCultura in Hospice tra giovani studenti e sport per celebrare legami a memorie
In occasione della Festa del Papà, l’Hospice reggino, amministrato dal dottore Vincenzo Nociti, ha ospitato un emozionante incontro culturale che ha unito generazioni e due delle realtà sportive particolarmente amate dal territorio, dando vita ad un momento di condivisione profonda e autentica.
L’iniziativa, dal titolo “Tienimi per mano papà”, che rientra tra le proposte di SpazioCultura…la cultura che cura - un percorso ideato, progettato e diretto dalla dssa Francesca Arvino, responsabile del Servizio di Psicologia in Cure Palliative dell’Hospice – è stata organizzata con il coinvolgimento del Liceo Scientifico “A. Volta”, della società calcistica “Reggina 1914” e della società di basket “Pallacanestro Viola” ed ha rappresentato un esempio concreto di comunità che si stringe attorno ai valori della cura, della memoria e delle relazioni.
In Hospice, la Festa del Papà non è mai soltanto una celebrazione. È, piuttosto, un incontro. Con ciò che siamo stati, con ciò che siamo diventati, con tutto ciò che, in qualche modo, continua a vivere dentro di noi. È un tempo che invita a fermarsi, ad ascoltare, a lasciarsi attraversare da ciò che spesso, nella fretta della vita, resta sullo sfondo.
E allora, anche questa mattina, SpazioCultura si è fatto casa. Non soltanto un luogo fisico, ma uno spazio dell’anima in cui fermarsi, respirare, condividere. In questo clima raccolto e autentico si sono inserite parole capaci di aprire ulteriori orizzonti. Il Presidente Vincenzo Nociti, rivolgendosi agli studenti del Liceo Volta presenti, ha voluto consegnare loro un pensiero semplice ma profondissimo: l’Hospice è un luogo in cui si custodisce la vita. Un invito a non smettere di credere nei propri sogni, a perseguirli con coraggio, portando dentro di sé quella consapevolezza che nasce proprio dall’incontro con la fragilità.
A fargli eco, con altrettanta intensità, le parole della Dirigente Scolastica del Liceo “A. Volta”, Prof.ssa Maria Rosa Monterosso – donna e professionista dalla nota sensibilità e disponibilità, sempre pronta a promuovere percorsi di crescita umana e formativa per i suoi studenti - che ha richiamato i suoi studenti a uno sguardo più autentico sul mondo. Un mondo che non si esaurisce nei luoghi del divertimento superficiale, ma che si nutre di relazioni vere, di affetti, di valori. Un mondo in cui l’animo trova nutrimento anche nello stare accanto a chi attraversa momenti di fragilità, perché è proprio lì che si impara il senso più profondo dell’essere umani.
Protagonisti della mattinata - i cui interventi sono stati brillantemente presentati da Cristina Caridi, arpista e referente dello SpazioMusicale - sono stati gli Atleti presenti e gli studenti della 1°C del Liceo scientifico che, con le loro riflessioni dedicate al tema della figura paterna e numerose interazioni, hanno garantito uno spazio di dialogo ed ascolto ricco di momenti di intensa partecipazione emotiva, capaci di evocare storie di vita attraversate dai valori dello sport come scuola di vita: rispetto, impegno, spirito di squadra e sostegno reciproco.
Gli atleti della Pallacanestro Viola, che si sono lasciati attraversare da questo incontro, hanno condiviso esperienze personali legate al rapporto con i propri padri, sottolineando quanto questa figura sia spesso fondamentale nel percorso umano e sportivo. Non solo presenza, ma ascolto, disponibilità, vicinanza. Perché quando ci si ferma davvero accanto a qualcuno, cadono i ruoli e restano le persone.
Tra loro, la testimonianza di Vanni Laquintana ha restituito con autenticità il senso di questa esperienza. Vanni ha raccontato di una storia che nasce lontano da una famiglia di sportivi, cresciuto tra i palazzetti inseguendo una passione che ha trovato da sé la propria strada. Una passione sostenuta con discrezione, senza imposizioni. Sua madre, più legata allo studio, non ha mai voluto condizionare le sue scelte, lasciandolo libero di costruire il proprio percorso.
Accanto a lui, Leonardo Marini ha portato una storia diversa, ma sorprendentemente vicina nei valori. Cresciuto in una famiglia di sportivi, ha ricordato un gesto semplice ma significativo: negli anni in cui uscì il film su Michael Jordan, la mattina successiva suo padre lo portò in palestra per gli allenamenti. Un modo concreto per trasformare un sogno in esperienza. Eppure, anche in quel contesto, non c’è mai stata imposizione, ma un invito a coltivare insieme sport e studio.
Due storie diverse, unite da uno stesso filo: la presenza di chi accompagna senza imporre, di chi crede senza trattenere.
Accanto alle loro voci, il dirigente dr Vincenzo Giarmoleo ha parlato dei successi della squadra, ma soprattutto dei sacrifici, della fatica quotidiana, delle rinunce silenziose che non fanno notizia ma costruiscono ogni traguardo. Un richiamo importante, soprattutto per i più giovani, a non fermarsi all’apparenza, ma a riconoscere il valore di ciò che si costruisce nel tempo.
A rendere ancora più ricco questo intreccio è stato anche l’intervento di Nino Barillà, capitano della Reggina 1914, che ha ricordato quanto il mondo dello sport sia esigente: se vinci sei bravo, se perdi tutto sembra cambiare. Eppure, proprio per questo, ha invitato i ragazzi a restare fedeli ai propri sogni, senza lasciarsi definire solo dai risultati, a cercare e credere nel proprio talento sempre e comunque.
A completare questo quadro, il dr Giuseppe Praticò, Responsabile alla comunicazione della Reggina 1914, ha offerto uno sguardo ancora più profondo, raccontando la vita dietro le quinte degli atleti: fatta di sacrifici, rinunce e impegno costante, lontano dai riflettori ma essenziale per ogni traguardo.
A dare ulteriore profondità a questo intreccio di voci è stato anche l’intervento della Professoressa Antonietta Tripodi, che ha accompagnato i ragazzi del Liceo. Le sue parole hanno aperto uno sguardo ampio sul significato della cura, declinata nei suoi molteplici modi di esistere: non soltanto un gesto, ma una visione, il passaggio dal “tu” al “noi”: è proprio nel momento in cui si inizia a pensarsi come parte di un noi che diventano possibili cose grandi, che si costruiscono relazioni autentiche, che si genera comunità. Un richiamo prezioso anche al valore dello sport, inteso non solo come competizione, ma come scuola di vita. Le regole, ha sottolineato, non sono limiti, ma strumenti che aiutano a crescere, a riconoscere l’altro, a diventare cittadini migliori.
Non sono mancati anche gli interventi dei familiari dei nostri Ospiti, voci autentiche che hanno saputo toccare le corde più profonde. In quei racconti si intrecciavano fatica e tenerezza, dolore e gratitudine. C’era smarrimento, ma anche una forma di presenza che resiste, che resta, che continua a dire “ci sono”.
Ed è proprio una presenza autentica accanto all'altro quella che viene offerta dai Volontari impegnati in Hospice - sottolinea lo storico volontario Nicola Saggese - offrendo una riflessione intensa sul senso profondo della cura, richiamandone anche il significato etimologico del termine, sottolineando come “cura” rimandi a un atteggiamento di attenzione premurosa, di dedizione e responsabilità verso la persona nella sua interezza. Un invito a riscoprire il valore del prendersi cura come gesto umano fondamentale, capace di dare dignità e significato anche ai momenti più fragili della vita, esattamente come i gesti di un padre premuroso. Messaggio rinforzato da una dolce poesia letta dal Volontario Francesco ricevuta in dono dal proprio bambino.
A rendere particolarmente suggestiva la mattinata, i momenti musicali curati da due studenti talentuosi del Liceo scientifico: Caterina Nicolò, al flauto traverso, e Saverio Zaminga, voce e chitarra. Le loro melodie, delicate e coinvolgenti, hanno accompagnato l’incontro creando un’atmosfera intima e carica di emozione. In particolare, la voce di Saverio, calda ed espressiva, ha saputo dare profondità ai brani, interpretandoli con sensibilità e trasporto, mentre il flauto traverso di Caterina, con il suo timbro limpido e avvolgente, ha intessuto trame sonore leggere e armoniose, capaci di diffondere serenità e raccoglimento tra i presenti.
E mentre tutte queste storie si intrecciavano, prendeva forma qualcosa di più grande: una trama invisibile fatta di relazioni, di valori condivisi, di umanità. Hospice, scuola e sport non erano più mondi separati, ma parti di un unico racconto. La dssa Francesca Arvino, Psicologa dell’Hospice, ha evidenziato il valore relazionale e umano, in un certo senso terapeutico, di iniziative come questa, capaci di portare energia, presenza e vicinanza all’interno della struttura, aprendosi al territorio e coinvolgendo i giovani per costruire ponti di umanità che fanno bene a tutti.
E, come ultimo respiro condiviso, la mattinata si è conclusa con un momento di convivialità, accompagnato da dolci preparati con cura dai Volontari nelle cure palliative, in presenza del neo Presidente dell'Associazione "Amici dell'Hospice di Reggio Calabria", Gregorio Costantino. Un tempo semplice, fatto di sorrisi e di sguardi che si incontrano e si riconoscono, reso possibile dalla presenza attenta di Angela, Antonella, Donatella, Francesco, Francesca, Francesco, Gregorio, Maria Assunta, Marisa, Nicola, Nuccio e Vanna.
In questi luoghi, dove la vita si mostra nella sua essenza più fragile e autentica, ogni ricorrenza diventa occasione per custodire. Custodire i ricordi, le emozioni, le storie. Custodire anche ciò che non trova parole, ma chiede comunque di essere accolto. E forse è proprio questo il senso più profondo di giornate come questa: non tanto celebrare, quanto permettere ai legami di continuare ad esistere. Dare loro spazio, voce, presenza.
In Hospice, anche la Festa del Papà diventa così una carezza. Una carezza che attraversa il tempo, che unisce ciò che è stato a ciò che ancora, silenziosamente, continua ad essere. Una carezza che resta.
Un grazie sincero a Flora Trimboli che, con il garbo che la contraddistingue, ha voluto confezionare con cura i pensierini per i nostri ospiti.
Un grazie particolare va alla Professoressa Anna Maria Borrello, vice preside del Liceo scientifico “A. Volta” per lo spirito di collaborazione dimostrato per la realizzazione dell’iniziativa nonché a tutti gli Operatori dell’Hospice “Via delle Stelle” che, ogni giorno, con competenza, dedizione e umanità, rendono questo luogo un vero presidio di vita e a tutti coloro che con professionalità e spirito di collaborazione, hanno contribuito a rendere possibile la realizzazione di questa speciale festa del papà.
Vincenzo Nociti Francesca Arvino Anna Tiziano Ines Barbera Iolanda Mercuri Liceo Scientifico Statale "A.Volta" Reggina 1914 PallacanestroViola Maria borrello Giovanna Toscano Costantino Francesco Nocera Francesco Bagnato Angela Milella mallamace Francesca Amorini Maria Cristina Caridi trimboli Maria Assunta Catanese Nuccio Garofano Noi delle cure palliative Federazione Cure Palliative Onlus Noiperte Cure Palliative SICP - Società Italiana di Cure Palliative