Di casa si muore

Di casa si muore Storia di lotta, diritti negati e resistenza. Una voce che non vuole più tacere: Di Casa si Muore. Benvenuti in questa storia vera: “Di Casa si Muore”.

Qui non leggerete solo di me, ma di tutti coloro che vivono tra malattia, indifferenza e istituzioni assenti. Ogni condivisione, ogni parola, ogni gesto può fare la differenza.
💡 Restate connessi: la lotta è appena iniziata.

Amici miei,oggi vi scrivo con il cuore pesante.Ho appena scoperto una cosa che mi ha letteralmente spezzato: nonostante ...
23/10/2025

Amici miei,
oggi vi scrivo con il cuore pesante.
Ho appena scoperto una cosa che mi ha letteralmente spezzato: nonostante la causa sul presunto debito d’affitto della casa dove ho preso il batterio sia stata rinviata a febbraio 2026, l’azienda dove lavora mio padre ha già cominciato a trattenere soldi ogni mese direttamente dallo stipendio.

Tutto questo perché la stessa persona che mi aveva già sfrattato mesi fa aveva avviato pure pignoramento.
E sapete qual è la cosa assurda? È successo solo perché non è stata letta una PEC.
Se l’avessimo vista, avevamo il diritto di sospendere i pagamenti, come consigliato dall’avvocato.
Ma non leggendola, mio padre non si è presentato in causa, e ora quell’atto è diventato esecutivo.

Significa che ogni mese vengono tolti soldi da quello che è l’unico stipendio in famiglia, proprio mentre io sto affrontando nuove cure salvavita e un intervento chirurgico.
Soldi che servono per farmaci, visite e spese mediche.
È come se qualcuno stesse scavando un buco sotto i piedi proprio mentre cerchi di rialzarti.

Non è solo una questione economica.
È una prova di resistenza umana.
Dopo tutto quello che ho passato: trapianto, infezioni, abbandono istituzionale e adesso devo lottare anche contro la burocrazia che non guarda in faccia nessuno.

Per questo ho deciso di riaprire e rilanciare la mia raccolta fondi “DI CASA SI MUORE”.
Non lo faccio per orgoglio, ma per necessità.
Ogni piccolo aiuto in questo momento fa davvero la differenza, perché ogni euro trattenuto è un euro in meno per curarmi e vivere con dignità.

Questo è il link per donare: https://www.gofundme.com/f/n2qus7-di-casa-si-muore

In passato siete stati in tantissimi a sostenermi, e se oggi scrivo è perché credo ancora che la solidarietà vera esiste.
Migliaia persone hanno già condiviso la mia storia, e quando così tante persone si uniscono, non possono sbagliarsi.
Questa non è solo una raccolta fondi, è una battaglia di verità, di giustizia e di sopravvivenza.

Il mio obiettivo è uno solo: resistere, curarmi e dimostrare che la verità vince anche quando sembra tutto perso.
Ma il tempo corre, e ogni trattenuta in più è una ferita che non posso permettermi.

Grazie di cuore a chi continuerà a donare, a condividere e a farmi sentire che non sono solo.
Mentre aspetto la decisione del giudice, continuo a lottare, giorno dopo giorno.
Perché la verità resiste. E io pure.

Fermati adesso. Davanti a te c’è una vita appesa a un filo. … Alessandro Giordano needs your support for Alessandro: il trapianto lo ha salvato l’infezione lo uccide

Regionali 2025 Calabria -
06/10/2025

Regionali 2025 Calabria -

30/09/2025

“Di casa si muore”: la battaglia di Alessandro tra abusi, minacce e diritto alla dignità.

La storia di Alessandro Giordano è l’emblema di quanto possa diventare drammatica la vita di chi, già segnato dalla malattia, si trova a lottare anche contro abusi, soprusi e indifferenza.

Sopravvissuto a un trapianto di rene e con alle spalle quattro interventi per la ricostruzione del tendine rotuleo, Alessandro viveva in un appartamento afflitto da gravi danni strutturali che mettevano a rischio la sua salute e sicurezza dopo l’occupazione abusiva mentre faceva un intervento salvavita fuori regione.

Ma quella che doveva essere una battaglia per il diritto a un alloggio dignitoso si è trasformata in una vera odissea di soprusi.

- La persecuzione dei proprietari

Tutto è iniziato dopo la denuncia, da parte di Alessandro, riguardo il rifiuto dei proprietari di effettuare le riparazioni necessarie per sanare l’abitazione chiedendo al comune per l’ennesima volta di riavere la sua casa popolare.

Da momento in cui l’ASP (azienda sanitaria provinciale) dichiarò l’abitazione estremamente rischiosa per la salute di chi ci abita, la situazione è degenerata: i proprietari hanno dato il via a una serie di atti persecutori, parlando male di Alessandro e la famiglia a tutto il vicinato dopo anni in cui avevano fatto il contrario, istigando divisioni e tensioni.

Non solo parole: sono state messe in atto vere azioni di disturbo e violenza, dalle aggressioni verbali all’attacco fisico alla macchina del portavoce di Sindaco che hanno rincorso battendo sul cofano di non dargli una casa ad Alessandro.

Arrivando all’assurdo, i proprietari hanno anche sconsigliato apertamente ai vicini di aiutare Alessandro nel trasloco, cercando in ogni modo di isolarlo e di impedirgli qualsiasi tipo di supporto o assistenza. In quel clima ostile, la situazione è precipitata: il contatore dell’acqua è stato rimosso manualmente dallo stesso marito della proprietaria, lasciando Alessandro senza un servizio fondamentale e nell’incertezza sulla provenienza dell’acqua rimasta.

Ogni tentativo degli enti pubblici, come Sorical, di intervenire per controlli si è scontrato con la chiusura degli accessi da parte dei proprietari.

- Ostruzionismo, violazioni e paura

Gli atti intimidatori non si sono fermati: la proprietaria è arrivata a entrare nell’appartamento senza autorizzazione, spaventando Alessandro e costringendolo di fatto a fuggire in un’altra abitazione, nonostante il nuovo alloggio non fosse ancora pronto per il trasloco.

All’utilizzo dell’ascensore unico mezzo accessibile a causa degli interventi ai tendini che gli impediscono di scendere quattro piani di scale veniva sistematicamente posto ostacolo, con le porte chiuse nel momento del bisogno.

Persino il posto auto riservato ai disabili veniva occupato con la spazzatura dai proprietari per dispetto, rendendo difficile e rischioso ogni tentativo di spostamento.

A questo clima di ostilità si aggiunge la persecuzione continua: anche dopo essersi trasferito, Alessandro è oggetto di domande insistenti da parte dei suoi ex locatori, che cercano ancora di scoprire dove abiti, in quale palazzo e a quale piano.

- Fuga e speranza

La fuga, repentina e disperata, rappresenta per Alessandro non solo una scelta obbligata ma anche un atto di emancipazione: via dalla paura quotidiana, finalmente in un affitto idoneo dove poter ti**re un sospiro di sollievo e guardare al futuro.

Solo così può riattivare le procedure mediche in sospeso per il trapianto, sospese a causa delle precarie condizioni di salute e dell’ambiente casa tossico: ora resta in attesa che Milano lo chiami per l’intervento alle paratiroidi reso urgente dalla calcificazione delle ossa e del cuore.

La vicenda di Alessandro solleva interrogativi profondi sul diritto all’abitazione, sui limiti della proprietà privata, sulle responsabilità civili e penali dei locatori e, soprattutto, sulla necessità di una rete di tutela efficace per le persone fragili.

Perché di casa si muore, sì, ma da una casa negata si può anche rinascere grazie al coraggio e alla dignità.

08/09/2025

⚠️ DI CASA SI MUORE – E LE ISTITUZIONI NE SARANNO RESPONSABILI ⚠️

Io non parlo più di richieste: parlo di diritti calpestati e di responsabilità penali e civili.
📌 Sono un paziente fragile, immunosoppresso, invalido riconosciuto.
📌 Vivo in una casa dichiarata inidonea e pericolosa per la salute da medici e servizi sociali.
📌 Volevano farmi tornare in una casa peggiore per la mia salute
📌 Ogni giorno infezioni, aggravamenti e persino la vita stessa a causa dell’abbandono istituzionale.

La legge è chiara:

Art. 32 Costituzione – Diritto alla salute.

Codice Civile art. 2043 – Danno ingiusto da omissione.

Codice Penale art. 328 – Omissione di atti d’ufficio.

Codice Penale art. 593 – Omissione di soccorso.

Chi non interviene oggi, non solo sarà responsabile davanti a Dio e alla coscienza, ma anche davanti alla magistratura penale e civile.
Ogni certificato medico, ogni PEC, ogni prova è già stata archiviata per essere consegnata in sede giudiziaria e questa volta non come "ignoti" ma con nomi cognomi e prove.

Le istituzioni devono sapere che la mia salute peggiora e se accade l’irreparabile, sarà un procedimento giudiziario senza precedenti.
Perché di casa si muore davvero, e chi oggi tace sarà chiamato a rispondere.

Questa è la raccolta fondi "Di casa si muore". Apri e leggi la storia. E se vuoi aiutare dona o condividi oppure entramb...
07/09/2025

Questa è la raccolta fondi "Di casa si muore". Apri e leggi la storia. E se vuoi aiutare dona o condividi oppure entrambi, non è necessario donare cifre esorbitanti, anche 1€ può fare la differenza che molte persone mi dicevano "mi vergogno pure a donare X perchè sono pochi" ma non pensate ciò non dovete vergognarvi per X per ogni persona che pensa sono pochi e non fa niente invece nel totale fa più di quanto pensa!

Fermati adesso. Davanti a te c’è una vita appesa a un filo. … Alessandro Giordano needs your support for Alessandro: il trapianto lo ha salvato l’infezione lo uccide

05/09/2025

Il giovane reggino immunosoppresso non ha ancora un alloggio pubblico e dopo lo sfratto fatica a trovare un'abitazione

Per chi non conosce la storia può vedere in replica il servizio a le iene andato in onda il 03/05/2025.Dopo il servizio ...
04/09/2025

Per chi non conosce la storia può vedere in replica il servizio a le iene andato in onda il 03/05/2025.
Dopo il servizio e le promesse ad oggi 05/09/2025 non si è risolto, anzi quando le iene sono andate in pausa estiva dal comune mi hanno detto “non dipende da noi addio” e l’aterp anche. Si sono attaccati a vicenda e nonostante i danni che hanno creato ancora se ne stanno tranquilli. Si spera torneranno presto le iene e questa volta proprio in modalità iene.

Ad Alessandro, colpito da una malattia rara quando aveva otto anni e oggi invalido al 100%, gli è stato occupato l'appartamento dove viveva mentre era in ospedale per degli accertamenti. Matteo Viviani incontra il sindaco per cercare di dare un alloggio al ragazzo.

Mi rifiutano tre case solo per un cane: e qualcuno mi consiglia persino di liberarmene. Le istituzioni devono pagare tut...
01/09/2025

Mi rifiutano tre case solo per un cane: e qualcuno mi consiglia persino di liberarmene. Le istituzioni devono pagare tutto.
Ragazzi, ma vi rendete conto? Tre case rifiutate solo perché ho un chihuahua di 20 cm. Mi dicono ‘siamo allergici al pelo’… ma mica devono viverci loro! E poi il pelo è cortissimo, non lo perde nemmeno.
La cosa più assurda? C’è chi mi ha consigliato persino di liberarmene. Capite? Suggeriscono di abbandonare un animale innocente. Se lo sentissero gli animalisti, altro che condanna morale: chiederebbero l’ergastolo per chi osa pensare certe cose.
Questa è la realtà che sto vivendo: discriminazioni, umiliazioni, consigli indegni. Vi giuro che tutte queste ingiustizie le pagheranno le istituzioni, dal primo all’ultimo. Sono pronto ad andare fino a Roma, a denunciare in procura i favoritismi e le complicità che stanno marcendo dentro tribunali e uffici.
Sono stato fin troppo buono fino ad oggi. Ma la misura è colma: mi hanno causato danni enormi, problemi che dovranno risarcire fino all’ultimo centesimo. E questa volta non mi fermerò.

01/09/2025

👋 Benvenuti su “Di Casa si Muore”.
Questa non è solo la mia storia, ma la denuncia di un’Italia che abbandona i più fragili. Qui troverete aggiornamenti, testimonianze e battaglie per la salute e la dignità.
👉 Restare in silenzio significa essere complici. Insieme possiamo cambiare il finale.

Indirizzo

Via Gebbione TV.II Melacrino 2
Reggio Di Calabria
89132

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Di casa si muore pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi