Assunta Corace Psicologa

Assunta Corace Psicologa Aiuto i miei pazienti "nel delineare una mappa di navigazione di se stessi" (cit. Massimo Biondi)

Al Rimini Wellness mi è successa una cosa bellissima: non ho misurato me stessa attraverso gli altri. Non ho confrontato...
31/05/2026

Al Rimini Wellness mi è successa una cosa bellissima: non ho misurato me stessa attraverso gli altri. Non ho confrontato il mio corpo, il mio percorso o il mio valore con quello di nessuno. Ho semplicemente vissuto.
Ho mangiato ciò che mi andava, senza sensi di colpa, senza calcoli, senza quella voce che troppo spesso trasforma ogni scelta in un giudizio. Mi sono concessa il lusso della leggerezza.
Mi sono immersa nell'energia dell'evento, nelle conversazioni, nelle risate, nelle persone accanto a me. E mentre ero impegnata a vivere il momento, mi sono accorta di qualcosa di importante: stavo bene.
Non perché fossi diversa da come sono. Non perché avessi raggiunto un obiettivo particolare. Ma perché il mio sguardo verso di me era finalmente gentile.
Mi sono piaciuta.
Mi sono piaciuta senza condizioni, senza paragoni, senza pretendere di essere altro da ciò che ero in quel preciso istante.
E ho capito che la vera conquista non è sentirsi perfetti, ma riuscire a sentirsi presenti. Liberi dai giudizi, soprattutto da quelli che ci infliggiamo da soli. Perché è lì che nasce una forma di benessere molto più profonda: quella che non dipende dall'aspetto, dai risultati o dall'approvazione degli altri, ma dal sentirsi in pace con se stessi.



Ieri ho avuto il piacere di partecipare all' evento "Oltre la dieta, oltre lo specchio: la verità sul benessere fisico e...
09/05/2026

Ieri ho avuto il piacere di partecipare all' evento "Oltre la dieta, oltre lo specchio: la verità sul benessere fisico ed emotivo nell' era dei social".
Ringrazio il Comune di Marano Marchesato per aver aperto uno spazio di confronto così importante, il Dr. Andrea Castagnello per l'invito, il Dr. Dott. Marco Piccolo - Psicologo del Profondo per la sua relazione ricca di spunti e contenuti di grande spessore, e tutti i presenti.
Nel mio intervento "Abitare il corpo nell'adolescenza digitale: sfide e trasformazioni dell' esperienza corporea" ho riflettuto su come i social influenzano il rapporto degli adolescenti con il proprio corpo e con la propria identità.
Ho sottolineato come non siano i social ad aver creato il disagio corporeo degli adolescenti, ma come trovino terreno fertile in una generazione cresciuta dietro uno schermo.
Una generazione la cui esperienza corporea diretta è stata sospesa dalla pandemia e che, anche per questo, ha imparato presto a mostrarsi, fotografarsi, confrontarsi.
Molto meno a sentirsi.
E così il corpo per loro rischia di diventare qualcosa da controllare più che da abitare.
Un progetto estetico invece che uno spazio di esperienza.
Con tutte le conseguenze che questo può avere sul piano psicologico, sulla costruzione dell' identità e sullo sviluppo di possibili psicopatologie.
Ma un corpo non serve per essere perfetto.
Serve per vivere, sentire, muoversi, entrare in relazione.
E oggi il compito degli adulti non è rimproverarli perché stanno attaccati al telefono, ma aiutarli a passare dal corpo esposto al corpo vissuto.
Aiutarli a sentirsi e non solo a vedersi.
Aiutarli a ricordare che sono persone prima di essere immagini.
E forse dovremmo ricordarcelo anche noi.



Costruiamo la nostra vita intorno a delle storie che ci raccontiamo.Storie che ci hanno salvati.Ci hanno dato un senso, ...
21/03/2026

Costruiamo la nostra vita intorno a delle storie che ci raccontiamo.
Storie che ci hanno salvati.
Ci hanno dato un senso, un ordine, un modo per andare avanti quando tutto era confuso.
E poi, piano piano, diventano gabbie.
Perché continuiamo a raccontarcele anche quando non ci somigliano più.
Il problema non è averne una, tutti ne abbiamo bisogno.
Il problema è quando smettiamo di metterla in discussione. Quando ogni nuova esperienza deve per forza confermare ciò che già crediamo. Quando non lasciamo più spazio a nuove storie, alternative.
Perché quando una narrazione diventa l'unica possibile, smette di proteggerci e comincia a limitarci.
E forse, ogni tanto, basterebbe fermarsi
e chiedersi se quella storia è ancora nostra o è solo qualcosa in cui siamo rimasti dentro.



Davanti al mare mi sento piccola, ma libera.Piccola come i miei pensieri quando smettono di urlare.Libera come il vento ...
22/02/2026

Davanti al mare mi sento piccola, ma libera.
Piccola come i miei pensieri quando smettono di urlare.
Libera come il vento che non chiede permesso.
Libera come le onde che non si scusano per il loro rumore.
Libera di essere fragile.
Libera di essere forte.
Libera di non avere una forma precisa.
Libera di cambiare. Di tornare. Di restare.
Il mare non mi chiede chi sono.
Non mi misura. Non mi giudica.
Mi lascia essere. Mi lascia esistere.


Essere risolti non vuol dire essere perfetti.Non è arrivare in cima e piantare una bandierina, ma imparare a riconoscers...
25/01/2026

Essere risolti non vuol dire essere perfetti.
Non è arrivare in cima e piantare una bandierina, ma imparare a riconoscersi anche quando si scivola.
È sapere che le cadute non cancellano il cammino fatto, non lo sminuiscono, non lo rendono inutile.
Essere risolti significa sapere che un inciampo non preclude la strada.
Non annulla il percorso, non ti riporta al punto di partenza. È solo una pausa. A volte una deviazione.
Capiterà di cadere ancora.
Capiterà di essere destabilizzato da qualcosa o da qualcuno.
Capiterà di non riuscire a osservare le emozioni senza esserne travolto.
Capiterà. Non perché tu non abbia fatto un buon lavoro o perché sia colpa di qualcuno. Capiterà perché sei umano.
E quando capiterà, la differenza non sarà non cadere, ma come ti parli mentre sei a terra.
Se scegli la gentilezza invece della condanna,
la curiosità invece del giudizio, allora non stai tornando indietro: stai andando più a fondo.
Stai diventando più vero.


Mi chiedo perché alla fine di ogni anno dobbiamo fare il bilancio della nostra esistenza invece di vivere il momento con...
31/12/2025

Mi chiedo perché alla fine di ogni anno dobbiamo fare il bilancio della nostra esistenza invece di vivere il momento con gratitudine.
Forse facciamo bilanci perché i confini ci rassicurano. Un anno che finisce è una linea visibile, ordinata, che ci dà l'illusione di poter mettere un punto, di separare ciò che è stato da ciò che sarà.
Il bilancio serve anche a dirci "ho fatto abbastanza" oppure "l'anno prossimo farò meglio". È una narrazione che ci raccontiamo per non perderci nel flusso, per dare un significato alle fatiche e alle scelte. Ma è una narrazione imperfetta: riduce l'esperienza a successi e fallimenti, quando la maggior parte di ciò che conta accade nelle sfumature.
Vivere il momento con gratitudine richiede più coraggio. Significa rinunciare al controllo, smettere di giudicare continuamente ciò che siamo stati o ciò che crediamo di dover diventare. La gratitudine non misura, non confronta, non classifica: riconosce. Dice "questo c’è stato, ed è sufficiente così".
Forse fare il bilancio è solo un'abitudine collettiva. E nulla ci impedisce di scegliere altro: vivere senza aspettare una data simbolica per fermarci, respirare e accorgerci che siamo già dentro qualcosa che vale.
In fondo, la vita non procede per anni. Procede per istanti.
E ogni istante, se lo abiti davvero, è già completo.
Buon istante 🥂

#2025 #2026

C'è chi ama il Natale per le luci, i profumi e l'idea di stare insieme.E poi c'è chi il Natale lo vive con più fatica: r...
25/12/2025

C'è chi ama il Natale per le luci, i profumi e l'idea di stare insieme.
E poi c'è chi il Natale lo vive con più fatica: ricordi che pesano, silenzi più forti, aspettative che stancano.
Questo post è per entrambi.
Per chi sorride davvero e per chi fa finta.
Per chi lo aspetta tutto l'anno e per chi conta solo i giorni che passano.
Va bene amare il Natale.
Va bene anche non amarlo affatto.
Non c'è un modo giusto di sentirsi, c'è solo il tuo.

Che questi giorni siano gentili con te, qualunque cosa tu stia portando nel cuore. 🎄


E penso che forse il senso di alcune cose è questo:non trovare, ma sentire.Non capire, ma esserci.E lasciarsi portare da...
12/12/2025

E penso che forse il senso di alcune cose è questo:
non trovare, ma sentire.
Non capire, ma esserci.
E lasciarsi portare da ciò che, semplicemente,
vuole essere vissuto.



"Doc, ma come faccio a capire se una persona è sincera con me?""Ci sono tecniche per analizzare il comportamento: lingua...
29/10/2025

"Doc, ma come faccio a capire se una persona è sincera con me?"
"Ci sono tecniche per analizzare il comportamento: linguaggio del corpo, microespressioni facciali. Tuttavia, ce n’è una più semplice e spesso infallibile:
- guarda questa persona;
- guarda i suoi comportamenti;
- ascolta le sue parole.
Si somigliano?"


Questo weekend è stato uno di quei momenti che restano impressi non solo nella memoria, ma anche nel cuore.Ho avuto l'on...
25/10/2025

Questo weekend è stato uno di quei momenti che restano impressi non solo nella memoria, ma anche nel cuore.
Ho avuto l'onore di partecipare a una formazione straordinaria sulla mente relazionale insieme a Daniel Siegel, una delle figure più illuminate e ispiranti nel campo delle neuroscienze e della psicologia contemporanea.
Non è stata semplicemente una formazione: è stata un'esperienza umana.
Un incontro tra pensieri, emozioni, riflessioni profonde e connessioni autentiche. Ho ascoltato parole che hanno toccato corde interiori, aperto nuovi orizzonti e dato voce a intuizioni che da tempo sentivo dentro di me.
La vera ricchezza, oltre all'immenso valore dei contenuti, è stata la possibilità di condividere tutto questo con persone speciali: colleghi ritrovati con gioia, colleghi che considero ormai amici e nuove connessioni nate con naturalezza.
Ho sperimentato sulla mia pelle ciò di cui parlava Siegel: la relazione come spazio di incontro e trasformazione, come luogo in cui crescere insieme.
Torno da questa esperienza con gratitudine, nuova energia e un senso ancora più profondo di responsabilità verso il mio percorso professionale e personale. Perché crescere significa restare curiosi, aperti e pronti a mettersi in gioco. Sempre.
La mente si espande quando incontra l'altro. E io oggi mi sento un po’ più grande, un po' più connessa, un po' più umana.


Indirizzo

Via Verdi 160
Rende
87036

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