15/06/2026
In Giappone esiste una parola, Ibasho, spesso tradotta come "il posto in cui ti senti a casa", ma la sua sfumatura più profonda è"Il posto dove riesci a respirare".
Quando la vita si fa pesante, quando l'ansia stringe il petto o ci si sente smarriti, la tendenza è chiedersi: «Dove dovrei essere? Cosa dovrei fare? Chi dovrei diventare per andare bene?».
L'Ibasho cambia la prospettiva. Non ti chiede di performare, di cambiare o di muoverti.
Ti sussurra una domanda più gentile:
«Dove – o con chi – respiri meglio?»
Ibasho non è necessariamente un luogo geografico. Può esserlo, certo, ma molto più spesso è fatto di elementi invisibili:
Può essere una persona: qualcuno davanti alla quale non devi indossare maschere, con cui il tuo sistema nervoso si calma all'istante e le spalle finalmente si abbassano.
Può essere un tempo: quei dieci minuti al mattino prima che il mondo si svegli, o il momento in cui ti dedichi a una passione dimenticata.
Può essere un oggetto, un ricordo, un frammento di natura: il rumore delle foglie, una tazza di tè calda tra le mani, una vecchia canzone.
Quando perdiamo il contatto con noi stessi, il respiro si fa corto, alto, difensivo.
Dimentichiamo chi siamo perché troppo occupati a sopravvivere.
Trovare (o ritrovare) il proprio Ibasho significa darsi il permesso di esistere senza giustificazioni.
È lo spazio in cui non devi "fare", puoi solo "essere".
È la base sicura da cui ripartire per ricostruirsi.
Un piccolo esercizio...
Nelle prossime ventiquattro ore, provate a non cercare grandi risposte. Chiudete gli occhi per un istante e ascoltate il vostro corpo, notate i momenti di apnea, in quali situazioni o con quali persone vi accorgete che state trattenendo il fiato?
Cercate il vostro micro-Ibasho: qual è quella cosa, anche piccolissima, che oggi ha fatto fare un sospiro di sollievo al vostro petto?
Nessuna fretta di guarire o cambiare tutto. Per oggi, l'unico obiettivo è trovare quel minuscolo spazio in cui puoi semplicemente dire: «Qui, posso respirare».
È esattamente da lì che ricorderemo chi siamo.