07/03/2026
STO ASSUMENDO SOLO I "SENIOR"
Ed è un PROBLEMA: ti spiego perché.
Questo è un trend che sto vedendo in molte aziende, sia quelle che presiedo come HR / COO e sia in altri contesti.
Premetto subito che qui non voglio fare polemica sulla guerra tra generazioni: per me un'impresa sana è una ben bilanciata tra giovani e senior, tra energia e saggezza, tra innovazione ed esperienza.
Il problema qui è duplice.
Da un lato, sempre più imprese NON VOGLIONO lavoratori junior: né il top management, né le persone già inserite nell'organico che devono lavorarci assieme.
Diciamo le cose come stanno, evitando gli assoluti (frasi come "tutti i giovani", perché si parla di trend e non di totalità): tanti, troppi giovani sono pesantemente dipendenti da si*****te e da smartphone, hanno capacità bassissime di concentrarsi e di stare sul pezzo al lavoro.
Aggiungiamo a queste dipendenze che i giovani hanno dei livelli di formazione ed educazione sempre più bassi, complici i genitori "Peter pan" ed amici dei figli, che li hanno fatti crescere senza disciplina, e le conseguenze sono ovvie: richiesta costante di pause, fuga dal lavoro e dalle responsabilità, difficoltà di addestramento.
E questo soprattutto tra i giovani di città, mentre quelli delle periferie e dei paesi conservano tendenzialmente una maggior mentalità operaia (anziché da pseudo-NEET) e sono più apprezzati dalle imprese.
L'altro problema è che sto assumendo persone che dovrebbero essere in pensione o quasi. E il motivo non è la loro voglia (comprensibile) di tenersi occupati in modo più leggero, ma è la necessità economica causata da un "Sistema Italia" sfasciato, agonizzante, con pensioni insufficienti, sempre più tardive ed inflazione nella vita reale fuori controllo.
Dal mio lato HR, il motivo è che ho bisogno di persone responsabili e competenti: qualità che non posso trovare in chi è alle prime armi, non solo per la comprensibile mancanza di esperienza ma per quanto appena detto sopra.
Bisogna rimettere mano a tutto e creare un sistema più giusto e non discriminatorio dove i giovani possono crescere e i senior possono trasferire la loro esperienza, non andare in conflitto.