Luca Parmeggiani Osteopata

Luca Parmeggiani Osteopata 👨‍🎓Osteopata Bsc.Ost Hons
📚Specializzando Osteopatia Pediatrica
📍Fisioterapika - Riccione
☎️ +393519948698

Molti pensano che durante una visita Osteopatica il momento più importante sia il trattamento.Per me è l’osservazione.Og...
31/07/2026

Molti pensano che durante una visita Osteopatica il momento più importante sia il trattamento.

Per me è l’osservazione.

Ogni bambino racconta qualcosa attraverso il modo in cui si muove, respira, esplora e si adatta all’ambiente.

Prima ancora delle mani, utilizzo gli occhi.

Negli ultimi anni il nervo vago è diventato uno degli argomenti più discussi quando si parla di stress, digestione, refl...
15/07/2026

Negli ultimi anni il nervo vago è diventato uno degli argomenti più discussi quando si parla di stress, digestione, reflusso, ansia, respiro e sistema nervoso autonomo.

Questo è positivo, perché ci aiuta a capire che il corpo non funziona a compartimenti separati.

Allo stesso tempo, però, rischiamo di trasformare il vago in una parola magica.

“Ho il vago bloccato.”
“Devo stimolare il vago.”
“Mi tratti il nervo vago?”

Dal punto di vista clinico, è importante essere più precisi.

Il vago non è un interruttore da accendere o spegnere. È una via di comunicazione immersa in una rete molto più ampia, dove dialogano visceri, diaframma, torace, sistema nervoso autonomo, sistema immunitario, muscoli, postura e percezione interna del corpo.

Quando un paziente arriva con nodo alla gola, tensione toracica, reflusso, respiro corto o senso di agitazione, non penso semplicemente: “devo trattare il vago”.

Mi chiedo piuttosto:
quali informazioni sta ricevendo il sistema nervoso?
Da quali tessuti arrivano?
Come le sta interpretando?
E come il corpo si è adattato nel tempo?

Il Trattamento Osteopatico lavora in questa relazione.

Non forza un nervo.
Non sblocca un cavo.
Non spegne un sintomo.

Cerca di creare condizioni più favorevoli affinché il sistema possa autoregolarsi meglio.

Uno dei motivi per cui il corpo va valutato in modo globale è che il dolore non sempre nasce nel punto in cui viene perc...
13/07/2026

Uno dei motivi per cui il corpo va valutato in modo globale è che il dolore non sempre nasce nel punto in cui viene percepito.

Un viscere irritato, infiammato o in difficoltà può inviare informazioni al sistema nervoso. Queste informazioni arrivano al midollo spinale e possono incontrarsi con quelle provenienti da muscoli, articolazioni, cute e fasce.

Quando vie viscerali e vie somatiche convergono sugli stessi livelli neurologici, il sistema nervoso può attribuire il segnale a una zona corporea diversa da quella di origine.

È il meccanismo del dolore riferito.

Questo non vuol dire che ogni dolore muscolare nasconda un problema viscerale. Sarebbe una semplificazione sbagliata.

Vuol dire però che il corpo non funziona a compartimenti stagni.

La schiena, il torace, il diaframma, l’addome, il collo e il sistema nervoso autonomo dialogano continuamente.

Per questo, durante una valutazione Osteopatica, la domanda non è solo: “Dove senti dolore?”

Ma anche: “Che significato può avere questo dolore nel sistema complessivo della persona?”

Il reflusso viene spesso pensato solo come un problema di acidità.In realtà, quando la mucosa dell’esofago o dello stoma...
10/07/2026

Il reflusso viene spesso pensato solo come un problema di acidità.

In realtà, quando la mucosa dell’esofago o dello stomaco è irritata, il corpo invia al sistema nervoso una grande quantità di informazioni interne.

Queste informazioni possono essere percepite come bruciore, pesantezza, nodo alla gola, tensione toracica, dolore alla schiena o perfino sensazione di agitazione.

Questo accade perché le vie viscerali e le vie somatiche non sono separate in modo rigido. Si incontrano, si influenzano e vengono integrate dal sistema nervoso.

Il nervo vago partecipa a questa regolazione, soprattutto nel rapporto tra visceri, digestione, respiro e stato neurovegetativo. Ma non lavora mai da solo.

Per questo, quando un paziente arriva chiedendo di “trattare il vago”, la risposta più corretta è: valutiamo il sistema.

Valutiamo il diaframma, il torace, l’addome, il collo, la respirazione, la qualità dei tessuti e il modo in cui il corpo sta cercando di adattarsi.

Ho appena concluso un corso che mi ha lasciato molti spunti di riflessione sul modo in cui intendiamo la cura, il corpo ...
01/07/2026

Ho appena concluso un corso che mi ha lasciato molti spunti di riflessione sul modo in cui intendiamo la cura, il corpo e la relazione terapeutica.

Il tema centrale era la medicina rigenerativa: non solo come possibilità di “riparare” un tessuto, ma come capacità del corpo di attivare risorse profonde di autoregolazione, adattamento e autoguarigione.

Si è parlato di cellule, luce, vibrazioni, segnali bioelettrici, comunicazione tra tessuti e di come il corpo non sia mai una somma di parti separate, ma un sistema vivo, dinamico, interconnesso.

Per me, come Osteopata, questo è un punto fondamentale.

Il trattamento non è un insieme di tecniche applicate su distretti corporei.
È un gesto di cura, un dialogo con il sistema della persona, un modo per offrire uno stimolo che il corpo può riconoscere, integrare e trasformare.

Il tatto, la presenza, l’ascolto, la precisione del gesto e l’intenzione terapeutica diventano elementi centrali. Non sostituiscono la conoscenza anatomica, fisiologica e clinica: la completano.

Questo corso mi ha ricordato quanto sia importante continuare a studiare, approfondire e mettere in relazione la pratica quotidiana con le nuove prospettive della ricerca.
Perché il mio obiettivo, ogni giorno, non è “fare una tecnica”, ma accompagnare la persona a ritrovare più equilibrio, più possibilità di movimento e una migliore capacità di adattamento.

La cura non è mai solo locale.
È sempre una relazione tra corpo, sistema nervoso, tessuti, storia personale e ambiente.
Ed è proprio in questa relazione che l’Osteopatia può avere un ruolo importante.

Ogni corso è un tassello in più nel mio modo di osservare e ascoltare la persona. Questo corso mi ha permesso di approfo...
08/06/2026

Ogni corso è un tassello in più nel mio modo di osservare e ascoltare la persona.

Questo corso mi ha permesso di approfondire ancora di più quanto corpo, mente, emozioni, stile di vita e capacità di adattamento siano profondamente interconnessi.
È una visione che sento molto vicina all’Osteopatia, perché entrambe non si fermano al sintomo, ma cercano di comprendere come la persona funziona nel suo insieme.

Studiare, aggiornarmi e integrare nuove prospettive significa per me offrire un ascolto più attento, una valutazione più completa e un Trattamento Osteopatico sempre più centrato sulla persona.

Perché il corpo parla continuamente, e imparare ad ascoltarlo meglio è parte fondamentale del prendersi cura.

Abbiamo attraversato il cranio osso dopo osso.Non per imparare nomi anatomici.Ma per cambiare prospettiva.Respirazione, ...
13/03/2026

Abbiamo attraversato il cranio osso dopo osso.

Non per imparare nomi anatomici.
Ma per cambiare prospettiva.

Respirazione, nutrizione, equilibrio, sguardo, postura.
Funzioni che spesso osserviamo separatamente, ma che in realtà emergono da un sistema che si organizza nel tempo.

Il cranio, nei primi anni di vita, non è una struttura rigida da valutare solo nella forma. È un insieme dinamico che accompagna la crescita neurologica, si adatta alle esperienze e coopera con le funzioni che il bambino utilizza ogni giorno.

In Osteopatia Pediatrica, questo significa allenare lo sguardo a vedere relazioni, non solo singole parti. Significa riconoscere che lo sviluppo armonico nasce dalla qualità dell’organizzazione, non dalla ricerca di una perfezione statica.

Perché crescere non è un evento lineare.

È un processo di integrazione continua.

E quando iniziamo a osservare il bambino come un sistema, cambia anche il modo in cui scegliamo di accompagnarlo.

Quando pensiamo alla mandibola di un neonato, la colleghiamo quasi sempre alla suzione.Ma ciò che accade durante una pop...
11/03/2026

Quando pensiamo alla mandibola di un neonato, la colleghiamo quasi sempre alla suzione.

Ma ciò che accade durante una poppata è molto più di un semplice movimento della bocca.

Ogni atto di nutrizione attiva una coordinazione profonda tra lingua, respiro, muscoli del collo e base cranica. È un lavoro silenzioso che aiuta il bambino a organizzare ritmo, equilibrio e progressiva integrazione tra testa e corpo.

La mandibola è l’unico osso del cranio che si muove in modo evidente. E proprio attraverso questo movimento il sistema inizia a costruire connessioni che andranno ben oltre l’alimentazione: preparazione alla masticazione, organizzazione posturale, coordinazione tra bocca e collo.

Perché lo sviluppo non riguarda solo quanto un bambino cresce,
ma come le sue funzioni imparano a collaborare.

E spesso è proprio da un gesto quotidiano come nutrirsi che il corpo inizia a costruire il proprio equilibrio futuro.

Quando guardiamo il volto di un bambino, vediamo espressioni, sorrisi, sguardi curiosi.Raramente pensiamo a quanto lavor...
09/03/2026

Quando guardiamo il volto di un bambino, vediamo espressioni, sorrisi, sguardi curiosi.

Raramente pensiamo a quanto lavoro silenzioso ci sia dietro quell’equilibrio.

Nei primi anni di vita, il bambino esplora il mondo soprattutto attraverso gli occhi. Seguire un movimento, agganciare uno sguardo, orientarsi verso una voce: sono esperienze che coinvolgono non solo il sistema visivo, ma l’intera organizzazione del volto.

La crescita cranio-facciale non è un processo puramente estetico. È il risultato di funzioni che dialogano tra loro: respiro, mimica, masticazione, coordinazione oculo-motoria. Tutto contribuisce, nel tempo, a modellare l’equilibrio laterale e strutturale.

Perché lo sviluppo non riguarda solo ciò che vediamo dall’esterno.

Riguarda il modo in cui il corpo organizza le relazioni al suo interno.

E spesso, è proprio nello sguardo che possiamo intuire l’equilibrio che si sta costruendo.

Respirare è una delle prime funzioni che accompagna il bambino fin dalla nascita.È continua, silenziosa, costante. E spe...
06/03/2026

Respirare è una delle prime funzioni che accompagna il bambino fin dalla nascita.
È continua, silenziosa, costante. E spesso la diamo per scontata.

Eppure, nei primi anni di vita, la respirazione nasale non riguarda solo l’aria che entra ed esce. Contribuisce alla regolazione del sistema nervoso, alla qualità del sonno, alla crescita del volto e all’organizzazione posturale.

Il corpo del bambino cresce adattandosi alle funzioni che utilizza ogni giorno. Per questo, uno spazio respiratorio armonico rappresenta molto più di un semplice dettaglio anatomico: è parte di un equilibrio che si costruisce nel tempo.

Perché lo sviluppo non dipende solo da ciò che il bambino impara a fare,
ma anche dalla qualità delle funzioni che lo accompagnano ogni giorno.

E spesso è proprio nel modo in cui respira che il corpo inizia a costruire le basi del proprio benessere futuro.

Indirizzo

Via Forlimpopoli 6
Riccione
47838

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 19:30
Martedì 11:00 - 19:30
Mercoledì 11:00 - 19:30
Giovedì 11:00 - 19:30
Venerdì 11:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 14:00

Telefono

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