Dott.ssa Viviana Acclavio - Biologa Nutrizionista

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Quando iniziare a fare prevenzione in vista della menopausa? Anche prima che il ciclo scompaia. Dopo i 40 anni e durante...
10/09/2026

Quando iniziare a fare prevenzione in vista della menopausa? Anche prima che il ciclo scompaia. Dopo i 40 anni e durante la perimenopausa, infatti, alcuni cambiamenti della composizione corporea possono iniziare mentre le mestruazioni sono ancora presenti, regolari o irregolari.

Questo non significa che esista una finestra oltre la quale sia troppo tardi.
Significa qualcosa di molto più utile: non devi aspettare che il ciclo scompaia per iniziare a occuparti di te.

Fare prevenzione significa guardare alla tua salute nel suo insieme: alimentazione, movimento, sonno, gestione dello stress, tempo personale, relazioni e, soprattutto, partire dal tuo stato di salute e dalle tue esigenze reali.

Non devi cambiare tutto insieme.

Devi capire da dove stai partendo e cosa, oggi, può essere migliorato.

E tu, avevi mai pensato di iniziare a fare prevenzione in vista della menopausa prima ancora della scomparsa del ciclo?

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Dopo i 40, per dimagrire servono davvero più proteine? Aumentare le proteine non è, di per sé, ciò che determina la perd...
08/09/2026

Dopo i 40, per dimagrire servono davvero più proteine?
Aumentare le proteine non è, di per sé, ciò che determina la perdita di peso o di massa grassa. Le diete con una quota proteica maggiore possono offrire alcuni vantaggi all’interno di un’alimentazione adeguata all’obiettivo, ma le differenze osservate sul dimagrimento sono mediamente modeste. Il risultato dipende dalla struttura complessiva dell’alimentazione, dall’apporto energetico, dal movimento, dallo stato di salute e da ciò che la persona riesce realmente a sostenere nel tempo.
Non dall’aumento isolato di un singolo nutriente.
Quando valutiamo se sia utile modificare la quota proteica, dobbiamo quindi chiederci quale risultato desideriamo ottenere.
Se l’obiettivo è dimagrire preservando la salute muscolare, c’è un aspetto importante da considerare: massa magra, forza e funzione fisica sono collegate, ma non sono la stessa cosa.
Ed è qui che entra in gioco un elemento fondamentale: l’allenamento contro resistenza.
Le evidenze mostrano piccoli vantaggi aggiuntivi sulla massa magra e su alcuni parametri di forza soprattutto quando un maggiore apporto proteico viene associato a questo tipo di allenamento. Quindi sì: un apporto proteico adeguato può contribuire a sostenere la massa magra. Ma più proteine non possono sostituire il movimento.
Inoltre, aumentare le proteine continuando a essere sedentarie non permette di dare per scontata la conservazione della forza e della capacità di svolgere in autonomia le attività quotidiane.
In perimenopausa, menopausa e negli anni successivi non possiamo quindi considerare un singolo fattore e domandarci soltanto:
“Devo mangiare più proteine?”
Ma piuttosto:
“Come posso costruire alimentazione e movimento in modo coerente con il risultato che voglio ottenere?”
Perché dimagrire, preservare la massa magra e mantenere forza e autonomia sono obiettivi collegati, ma non identici.

Nel primo commento ti spiego i concetti di massa magra, forza e funzione fisica.

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PROTEINE DOPO I 40: BISOGNA DAVVERO AUMENTARLE?È una domanda sempre più frequente, soprattutto quando si parla di alimen...
07/09/2026

PROTEINE DOPO I 40: BISOGNA DAVVERO AUMENTARLE?
È una domanda sempre più frequente, soprattutto quando si parla di alimentazione in perimenopausa e menopausa.

La prima distinzione importante è quella tra un valore di riferimento per la popolazione e la quantità adatta alla singola donna.

La V Revisione dei LARN indica per gli adulti fino a 64 anni un’assunzione proteica di riferimento pari a 0,9 g per kg di peso corporeo al giorno. Non prevede quindi un aumento automatico al compimento dei 40 anni o per il solo fatto di entrare in menopausa.

Questo valore rappresenta un riferimento per la popolazione adulta sana: non è un limite massimo, ma neppure la quantità necessariamente più adatta a ogni donna.

Due donne della stessa età possono avere esigenze differenti in base all’alimentazione complessiva, all’attività fisica, all’eventuale presenza di un deficit calorico, allo stato di salute o a periodi di recupero e ridotta attività.

Il punto, quindi, non è aumentare automaticamente le proteine in base all’età, ma assicurarsi che l’apporto sia adeguato proprio in una fase in cui la composizione corporea può cambiare: durante la transizione menopausale può aumentare la velocità di accumulo della massa grassa e può iniziare una riduzione della massa magra, anche senza grandi variazioni del peso mostrato dalla bilancia.

Per individuare una quota adeguata non è necessario iniziare a contare ogni grammo: occorre osservare la struttura complessiva dell’alimentazione, la distribuzione delle fonti proteiche nella giornata, l’attività fisica, lo stato di salute e l’eventuale obiettivo da raggiungere.

La domanda più utile diventa quindi:

“Dopo i 40 anni, qual è la quantità di proteine adeguata per il mio stile di vita, il mio movimento, la mia alimentazione, il mio stato di salute e l’eventuale obiettivo che desidero raggiungere?”

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La perimenopausa può richiedere di rivedere l’alimentazione e modulare anche i carboidrati. Ma questo non significa elim...
02/09/2026

La perimenopausa può richiedere di rivedere l’alimentazione e modulare anche i carboidrati. Ma questo non significa eliminarli né relegare pane e pasta a un consumo sporadico.

Si può dimagrire continuando a consumarli ogni giorno, se quantità, distribuzione e composizione complessiva della dieta sono adatte alla persona.

Durante la transizione menopausale il corpo può cambiare. In alcune donne può cambiare la composizione corporea: può aumentare la massa grassa, può ridursi progressivamente la massa magra e il grasso può distribuirsi maggiormente a livello addominale.
Potresti accorgertene dal girovita, da una pancia che ti sembra diversa o dai vestiti che iniziano a cadere in un altro modo.
Per questo, quando l’obiettivo è dimagrire in perimenopausa o in menopausa, non guardiamo soltanto il numero sulla bilancia: lavoriamo anche sulla riduzione dell’adiposità viscerale e sulla tutela della massa muscolare.
Ma da qui a concludere che tutte debbano eliminare i carboidrati c’è una grande distanza: valutiamo il quadro clinico e metabolico, il movimento, il sonno, la fame, le abitudini, la gestione dello stress e ciò che una persona può davvero sostenere nel tempo.
A volte quantità e distribuzione devono essere riviste; pane e pasta, però, possono continuare a trovare spazio ogni giorno.
Nel desiderio di dimagrire può esserci anche il bisogno di riconoscerti di nuovo, di sentirti a tuo agio nei vestiti che hai già o di sceglierne di nuovi con piacere. Di guardarti e piacerti ancora.
È un desiderio legittimo, non superficiale. E non deve passare attraverso un’alimentazione fatta di rinunce e alimenti nemici.
Può essere necessario costruire un nuovo equilibrio; altre volte è sufficiente riorganizzare ciò che già fai. In entrambi i casi, la strategia deve essere tua: non quella della tua amica e nemmeno quella applicata indistintamente a tutte le donne in perimenopausa.
Anche tu pensavi che, in perimenopausa, pane e pasta dovessero diventare alimenti da mangiare solo ogni tanto?

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Un anno.Un anno di sveglie alle 5 del mattino e, quando non riuscivo, di notti passate a studiare fino alle 2.Un anno di...
31/08/2026

Un anno.

Un anno di sveglie alle 5 del mattino e, quando non riuscivo, di notti passate a studiare fino alle 2.

Un anno di sabati e domeniche dedicate alle lezioni, di qualche evento a cui ho detto no, di tempo sottratto ad altro, anche alla mia famiglia, per dedicarlo a qualcosa che avevo scelto.

Eppure, se penso a questo anno, la parola che mi viene in mente non è sacrificio.

È privilegio.

Il privilegio di poter ancora studiare, approfondire, farmi domande.
Il privilegio di essere curiosa e di poter nutrire quella curiosità.

Perché quei “no” non mi sono pesati. Mi hanno aiutata a capire ancora meglio cosa conta per me e quanto sia importante scegliere consapevolmente dove mettere il proprio tempo e le proprie energie.

Il 2026, per me, è stato anche questo: un anno in cui ho deciso di mettermi alla prova.

Studio perché voglio conoscere di più, diventare una professionista sempre più preparata e poter dare qualcosa in più alle persone che si affidano a me. Ma studio anche per me, perché conoscere mi aiuta a comprendere meglio le persone, alcune dinamiche e, spesso, anche me stessa.

Questo Master in Medicina e Nutrizione Funzionale mi ha dato un’ulteriore conferma di qualcosa in cui credo profondamente.

La salute non può essere osservata attraverso un unico elemento.

L’alimentazione conta.
Ma contano anche il sonno, il movimento, le abitudini quotidiane, la gestione dello stress, le relazioni, l’ambiente nel quale viviamo.

Mi piace pensarli come gli strumenti di un’orchestra: ognuno ha la propria voce, ma è il modo in cui riescono a suonare insieme a fare la differenza.

Questo agosto, mentre molti rallentavano, per me è stato intenso: ho lavorato, studiato, concluso questo percorso.

È stato sfidante, sì.

Ma oggi, 31 agosto, guardando questo attestato, continuo a pensare soprattutto una cosa: che enorme privilegio poter scegliere di continuare a imparare.

I miei libri preferiti di quest’estate sono stati Il silenzio e Donne che comprano fiori.Non sono ancora riuscita a fare...
29/08/2026

I miei libri preferiti di quest’estate sono stati Il silenzio e Donne che comprano fiori.

Non sono ancora riuscita a fare SUP né a giocare una partita a pallavolo, ma mi sono ripromessa di rimediare prima che finisca l’estate.

Al SUP provvedo. Per la pallavolo, se qualcuno vuole aggregarsi, organizziamo una bella partitella. Anche solo per farci due risate.

E tu, c’è qualcosa che ti eri promessa di fare quest’estate e che non hai ancora fatto?

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25/08/2026

Colazione in perimenopausa: fai colazione, ma dopo due ore hai già fame?

Queste tre colazioni hanno in comune una struttura composta da carboidrati, proteine, grassi e fibre:

1. Kefir, granola, fichi e noci
2. Pancake di avena e yogurt, mirtilli o lamponi e cioccolato fondente - nel primo commento ti lascio la ricetta 😀
3. Pane, uovo, avocado e pomodorini

Questi elementi svolgono funzioni differenti e, inseriti in quantità adeguate alle proprie necessità, possono contribuire a rendere la colazione più completa, appagante e capace di sostenere sazietà ed energia durante la mattinata.

Proteine, grassi e fibre, insieme ai carboidrati, possono influenzare la digestione, l’assorbimento e la risposta glicemica successiva al pasto. L’effetto concreto dipende, però, dagli alimenti scelti, dalle caratteristiche dei prodotti e dalle quantità.

Se, nonostante una composizione di questo tipo, la fame ritorna dopo due ore, può essere utile osservare:

• se la quantità complessiva è sufficiente;
• come hai dormito la notte precedente;
• quanto velocemente consumi la colazione;
• se la stessa fame compare con colazioni differenti oppure soltanto con alcune

Potresti accorgerti, per esempio, che una colazione ti lascia affamata dopo poco, mentre un’altra ti accompagna fino al pasto successivo. Anche questo è un riscontro utile.

Nel percorso nutrizionale parto dalle tue preferenze, dai tuoi obiettivi e dal contesto della tua giornata: osserviamo insieme che cosa accade dopo la colazione e, sulla base dei tuoi riscontri, valuto come adattarla alla fame, alla digestione, al sonno, al movimento e alla tua organizzazione quotidiana.

Se in perimenopausa non riesci più a trovare una colazione che ti sazi e sia ben tollerata, puoi scrivermi in DM o inviarmi una mail a [email protected]

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Se dopo le vacanze ti senti gonfia e fuori ritmo, potresti pensare che eliminare pane e pasta sia il modo più rapido per...
18/08/2026

Se dopo le vacanze ti senti gonfia e fuori ritmo, potresti pensare che eliminare pane e pasta sia il modo più rapido per rimediare.

Il gonfiore addominale al rientro, però, può essere influenzato da diversi cambiamenti avvenuti contemporaneamente: gli orari dei pasti, le quantità e le combinazioni alimentari, il consumo di alimenti più ricchi di sale, il sonno, il movimento e la regolarità intestinale.

Anche una variazione del peso osservata nell’arco di pochi giorni, da sola, non permette di capire che cosa sia cambiato nella composizione corporea.

Prima di iniziare a eliminare alimenti o ridurre drasticamente le quantità, può essere più utile ricostruire alcuni riferimenti:

– tornare a pasti sufficienti e abbastanza regolari;
– bere con regolarità durante la giornata;
– recuperare gradualmente gli orari abituali del sonno;
– riprendere un’attività fisica compatibile con la propria quotidianità, senza utilizzarla per compensare;
– osservare la regolarità intestinale e l’andamento dei sintomi.

Il punto non è “recuperare” in pochi giorni ciò che hai mangiato durante le vacanze. È ritrovare una routine alimentare e quotidiana che possa accompagnarti anche nelle settimane successive.

Se il gonfiore persiste, cambia improvvisamente oppure si accompagna a dolore o ad alterazioni intestinali importanti, è opportuno approfondirne le possibili cause.

Al rientro ti riconosci di più nel bisogno di “recuperare in fretta” o nella difficoltà di ritrovare il tuo ritmo? Parliamone nei commenti ⤵️

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Indirizzo

Via Flaminia, 25
Riccione

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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