30/08/2026
FREUD, JUNG, HILLMAN: differenze in 50 righe
Freud è meccanicista, cerca le cause e lavora come un archeologo. L’inconscio è uno, è contemporaneamente un luogo ma anche un modo di mascherare i contenuti psichici.
I sogni devono essere decifrati e mascherati.
Jung è teleologico, non cerca le cause ma lo scopo di sintomi e immagini, ossia a cosa tendono; non lavora in modo archeologico ma sciamanico, indica una via. I sintomi e le immagini non vanno mandati in remissione ma ascoltati. L’inconscio è duplice: quello personale è sia un luogo che un modo di indicare la via, non maschera ma rivela, è un amico caro e non un censore burlone. Quello collettivo ha carattere autonomo e contiene gli archetipi, ossia pattern of behaviour a cui sottomettersi per avviare un dialogo.
Jung è psicotico e Freud nevrotico, insieme sono due forme di patologie e due fasi di terapia.
Se vuole procedere oltre c’è Hillman per il quale le immagini e i sintomi assumono carattere autonomo e per il quale il compito della terapia prendersi cura di immagini e sintomi. È il paziente che deve andare in remissione. Per Hillman siamo sognati e non siamo sognatori. L’inconscio per lui è un concetto vetusto, forse potremmo dire che non esiste. Non è archeologo né futuribile, dialoga con le immagini nel qui ed ora. Il sogno non ha uno scopo antropocentrico.
Freud interpreta e usa le libere associazioni; Jung analizza e usa l’amplificazione; Hillman sta nel fare e anima le immagini e i sintomi.
I casi clinici diventano romanzi gialli in Freud; romanzi complottisti in Jung; poemi epici in Hillman.
Freud e Jung ricercavano un posto nei salotti accademici; Hillman no, era più un poeta.
Da non confondere freudiani con Freud, junghiani con Jung e hillmaniani con Hillman